{"id":10713,"date":"2017-10-10T21:42:18","date_gmt":"2017-10-10T21:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10713"},"modified":"2017-10-10T21:42:18","modified_gmt":"2017-10-10T21:42:18","slug":"franco-marrocco-al-maga-di-legnano-mi-con-una-mostra-dal-titolo-leco-del-bosco-il-direttore-dellaccademia-di-brera-con-questo-capitolo-si-pone-come-uno-dei-p","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/10\/10\/franco-marrocco-al-maga-di-legnano-mi-con-una-mostra-dal-titolo-leco-del-bosco-il-direttore-dellaccademia-di-brera-con-questo-capitolo-si-pone-come-uno-dei-p\/","title":{"rendered":"Franco Marrocco  al MA*GA di Legnano (MI) con una  mostra  dal titolo \u201cL\u2019eco del bosco\u201d. Il Direttore dell\u2019Accademia di Brera con questo capitolo si pone come uno dei pi\u00f9 originali  e significativi artisti della nostra contemporaneit\u00e0."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_83.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10714\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_83.jpg\" alt=\"pag_83\" width=\"376\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_83.jpg 376w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_83-300x239.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/a>La mostra giunge a Legnano- Palazzo Leone da Perego dopo la tappa tenutasi lo scorso inverno a Palazzo Collicola di Spoleto -, curata da Emma Zanella, direttore del MA*GA di Gallarate. 30 grandi opere, appartenenti alle serie pi\u00f9 importanti dell\u2019artista ormai naturalizzato lombardo, capaci di ripercorrere gli ultimi dieci anni di attivit\u00e0 in cui Franco \u00a0Marrocco, pur privilegiando la pittura, attinge liberamente\u00a0 al disegno, alla fotografia<\/strong>, <strong>alla figurazione e \u00a0soprattutto all\u2019astrazione. Il percorso espositivo, che d\u00e0 spazio a tutti gli ambiti d\u2019indagine di Franco Marrocco <\/strong><strong>(Rocca d\u2019Evandro, CE, 1956)<\/strong><strong>, proponendo una serie di importanti dipinti accanto a un corpus di disegni di grande intensit\u00e0, ruota attorno al suo ciclo pi\u00f9 recente \u201c L\u2019eco del bosco\u201d, che d\u00e0 il nome all\u2019intero evento.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_58.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10715\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_58.jpg\" alt=\"pag_58\" width=\"447\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_58.jpg 447w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_58-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 447px) 100vw, 447px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>E se \u201cL\u2019irrequietezza &#8211; afferma Emma Zanella &#8211; intesa come sete di conoscenza, di sperimentazione e di superamento dei confini, mi pare costituisca uno dei tratti distintivi dell\u2019artista capace di abbandonare, negli anni novanta e poi nel nuovo millennio la figurazione iniziale a favore di una drammaticit\u00e0 affidata al colore denso, onirico, avvolgente, quasi psichico e alla spazialit\u00e0 della tela come campo di energia di volta in volta sospesa o dichiaratamente in tensione\u201d; <strong>da questa personale di Franco Marrocco si rileva subito che la realt\u00e0 naturale \u00e8 un dato esistente per il pittore, da cui non\u00a0 poter prescindere.<\/strong> Questa, \u00e8 certo una realt\u00e0 che serve di appoggio al processo immaginifico, e che si certifica ancor pi\u00f9 in una libera fantasia, in un impasto di colori, luci e sensazioni,\u00a0 che muovono\u00a0 evocativamente\u00a0 da un profondo stato emotivo. <strong>Franco Marrocco\u00a0 con il suo stringente lavoro condivide appieno l\u2019arte contemporanea, l\u2019impatto storico e ambientale della cultura\u00a0 che umidifica il presente, ma tende a \u201cinventare\u201d laddove nel passato tendeva a riconoscere. \u00a0\u00a0\u00a0Nell\u2019eco del bosco Marrocco fa s\u00ec che luce, colore e immagine sono contemporaneamente atmosfera e struttura.<\/strong><strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_73.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10716\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_73.jpg\" alt=\"pag_73\" width=\"452\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_73.jpg 452w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_73-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>E la storia pi\u00f9 autentica di Marrocco\u00a0 prende il via proprio a partire da questo capitolo di struggente intensit\u00e0, perch\u00e9 qui l\u2019artista punta dritto sulla messa a fuoco\u00a0 delle leggi interne\u00a0 di uno spazio pittorico che sia perfettamente definibile. \u00a0Non \u00e8 pi\u00f9 questione \u00a0del vivere un\u2019emozione visiva\u00a0 che, anche se restituita dentro una griglia costruttiva, si percepisce\u00a0 come parte di un tutto; \u00e8 un estrarre\u00a0 i termini di una edificazione del quadro\u00a0 e di restituzione oggettiva\u00a0 non del reale, ma delle potenzialit\u00e0 della pittura. E\u2019 in questo preciso punto l\u2019evoluzione della pittura di Franco Marrocco che ha fatto s\u00ec che nei quadri si dilatasse lo spazio, e lo stesso rettangolo della tela divenisse spazio. Si prosegue \u00a0tra mai spente pulsioni di natura\u00a0 verso la definizione di segno-scrittura, ma non un segno-scrittura\u00a0 che tenda alla costruzione di un codice senso, ma di un\u00a0 grafismo che rincorre le proprie motivazioni. <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_109.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10717\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_109.jpg\" alt=\"pag_109\" width=\"500\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_109.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_109-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>E quel ritmo interno di dolce eco naturale\u00a0 &#8211; l\u2019eco del bosco- \u00a0\u00a0che contraddistingue questo paesaggio anomalo\u00a0 sembrerebbe dipendere\u00a0 anche da una meditazione sulla poetica del gesto quale \u00e8 stata espressa da Hans Hartung; siamo all\u2019estrema spoliazione del linguaggio\u00a0 e, a nostro avviso, al punto pi\u00f9 alto del percorso artistico di Franco Marrocco. \u00a0E\u2019 cos\u00ec che queste opere \u00a0concorrono in modo decisivo\u00a0 a fissare il nome di Franco Marrocco\u00a0 come uno dei pi\u00f9 originali\u00a0 e significativi artisti della nostra contemporaneit\u00e0.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_93-e1507670998640.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10719\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_93-e1507670998640.jpg\" alt=\"pag_93\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/a>Franco Marrocco \u00e8 nato a Rocca d\u2019Evandro (CE), il 7 dicembre 1956. E&#8217; Docente di Pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera di Milano di cui \u00e8 \u00a0oggi Direttore.<\/strong> Negli anni della formazione, rivolge la propria ricerca espressiva allo studio della pittura ponendo attenzione alla tradizione realistica, riprendendo temi che poi documenter\u00e0 nella prima mostra personale, nel 1978. Nel 1986 \u00e8 invitato alla XI Quadriennale di Roma, ove espone il trittico \u201cSul mio cielo volano anche gli angeli\u201d (1986), che testimonia un uso espressivo unito ad una gestualit\u00e0 che dialoga con la strutturazione schematica dell\u2019immagine. Della seconda met\u00e0 del decennio \u00e8 la personale allestita alla Chambre de Commerce Italienne pour la France di Parigi nel 1989 e la partecipazione a rassegne, tra queste, nel 1986, al XXXV Premio San Fedele organizzato presso il Centro Culturale San Fedele, Milano. La tendenza verso l\u2019astrazione introduce una pittura dai toni lirici in cui il colore diluisce la rappresentazione e la costrizione del racconto, per accogliere gli inquieti registri dell\u2019emozione. Gli anni Novanta vengono inaugurati dalla personale allo OCDE, Parigi alla quale segue quella tenuta a Palazzo dei Priori, Perugia, nel 1991 e la presenza alla mostra \u201cThe Modernity of Lyrism\u201d, promossa dall\u2019Istituto Italiano di Cultura presso la Gummensons Kontgallery di Stoccolma nel 1991 e poi al Joensouu\u2019s Art Museum in Finlandia. Nelle opere esposte in quest\u2019ultima occasione la pittura di Franco Marrocco, dalla narrazione figurativa muove verso evocazioni emotive, ove il colore si dispone in un dialogo frontale con la memoria e i sensi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_91-e1507671049346.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10720\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/pag_91-e1507671049346.jpg\" alt=\"pag_91\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>La seconda met\u00e0 degli anni Novanta vede l\u2019artista rapportarsi in modo nuovo al supporto che viene ora velato attraverso la sovrapposizione di trasparenze cromatiche: a questa traccia operativa si rapportano le opere esposte nelle personale tenuta presso il Palais d\u2019Europe, Strasburgo (1994); Sala Polivalente del Parlamento Europeo, Bruxelles (1998); Museo Butti, Viggi\u00f9 (1998); Palazzetto dell\u2019arte, Foggia, (1998); Chiostro di Voltorre, Varese (1999), nonch\u00e9 in occasione della XIII Quadriennale di Roma. Del 1997 sono gli inviti alla mostra \u201cArtinceramica\u201d, Palazzo Reale di Napoli trasferita poi, nel 1998, al Medelhavsmuseet di Stoccolma e al \u201c49\u00b0 Premio Michetti\u201d, Francavilla al Mare, Pescara. Negli ultimi dieci anni la pittura di Marrocco individua nel colore un vero e proprio tema, affrontato in grandi cicli di tele monocrome: si tratta del blu de Gli occhi conficcati (2002-03) che sembrano percepire in modo tattile la materia liquida; del nero di Brace, parole mute (2004) da cui emergono forme che descrivono la dilatazione, l\u2019espansione, la contrazione, suggerendo una riflessione decantata delle deflagrazioni del rosso di Traiettorie e di Tracce (2007-08) che \u201cgenerano la permanenza di una traccia nella memoria della retina\u201d.<\/p>\n<p>Tra le principali esposizioni personali di questi anni si segnalano quella ospitata a Villa Rufolo a Ravello e poi alla Reggia di Caserta, (2000); Palazzo Sterberg, Vienna, (2009); Museo Diocesano, Milano (2011); Castello di Sartirana (2011); Chiesa Bianca, Maloja (con Alessandro Savelli) Svizzera (2012; Galleria Valmore, Vicenza (2014); Frac Baronissi (2012); Piccola Sacrestia del Bramante, santa Maria delle Grazie, Milano (2013); Museo Michetti, Francavilla a Mare (2014):\u00a0 ADC Building Bridges, Santa Monica, Los Angeles (2014, 2015); CEART Centro Estatal De Las Artes, Ensenada, Messico (2015);\u00a0 Galleria Cattai, Milano (2016); Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto (2016); MAGA Accademia di Belle Arti, Frosinone (2017); Palazzo Leone da Perego, Legnano (2017). In questi stessi anni \u00e8 invitato a diverse mostre collettive e rassegne, tra queste La pittura come metafora dell\u2019essere ospitata dall\u2019Istituto Italiano di Cultura, Stoccarda 2005; al 56\u00b0 e 60\u00b0 Premio Michetti, Francavilla a Mare; Il Gioco del Tessile, Royal Museum, Pechino e Ve Pat Nedim Tor Muzesi, Istambul (2007); In contrattempo &#8211; la pittura malgrado tutto, Galleria d\u2019Arte Moderna, Cento; Un mare d\u2019arte \u2013 mediterraneo specchio del cielo, Palazzo Sant\u2019Elia, Palermo 2007; Segni del Novecento. Disegni italiani dal secondo futurismo agli anni novanta, Museo dell\u2019Alto Tavoliere, San Severo di Foggia (2010); 54\u00aa Biennale di Venezia (2011); Territori del Sud, Spazio Martadero Cochabamba, Bolivia (2012); Call For Papers, Istituto Italiano Cultura Los Angeles (2014); Collicola Onthewall, Museo di Palazzo Collicola, Spoleto (2015); Tracce di Contemporaneo. Collezione di Arte italiana da Lucio Fontana alla contemporaneit\u00e0, Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno (2015); The Last Last Supper. Leonardo e l&#8217;Ultima Cena nell&#8217;arte Contemporanea, Grattacielo Pirelli, Milano (2015); Italia Giappone, Museo d&#8217;Arte dell&#8217;Universit\u00e0 Joshibi, Tokio (2016); Segnali di Guerra, Le Gallerie Piedicastello, Trento (2016) Komorebi. Italienische Abstraktion, Verein Berliner Kunstler (2017).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra giunge a Legnano- Palazzo Leone da Perego dopo la tappa tenutasi lo scorso inverno a Palazzo Collicola di Spoleto -, curata da Emma Zanella, direttore del MA*GA di Gallarate. 30 grandi opere, appartenenti alle serie pi\u00f9 importanti dell\u2019artista ormai naturalizzato lombardo, capaci di ripercorrere gli ultimi dieci anni di attivit\u00e0 in cui Franco \u00a0Marrocco, pur privilegiando la pittura, attinge liberamente\u00a0 al disegno, alla fotografia, alla figurazione e \u00a0soprattutto all\u2019astrazione. Il percorso espositivo, che d\u00e0 spazio a tutti gli ambiti d\u2019indagine di Franco Marrocco (Rocca d\u2019Evandro, CE, 1956), proponendo una serie di importanti dipinti accanto a un corpus di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/10\/10\/franco-marrocco-al-maga-di-legnano-mi-con-una-mostra-dal-titolo-leco-del-bosco-il-direttore-dellaccademia-di-brera-con-questo-capitolo-si-pone-come-uno-dei-p\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,231285,53794,28386,44441,87,35351,35224,17505,35188,44805,28369],"tags":[59480,263595,202249,269288,269286,269287,269289],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10713"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10713"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10713\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10721,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10713\/revisions\/10721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10713"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10713"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10713"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}