{"id":10855,"date":"2017-10-29T17:44:49","date_gmt":"2017-10-29T17:44:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10855"},"modified":"2017-10-29T17:44:49","modified_gmt":"2017-10-29T17:44:49","slug":"larte-di-mounir-fatmi-mostra-il-dialogo-fra-religione-scienza-e-le-ambivalenze-del-linguaggio-a-milano-le-sue-installazioni-raccontano-il-potere-ingannevole-di-certa-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/10\/29\/larte-di-mounir-fatmi-mostra-il-dialogo-fra-religione-scienza-e-le-ambivalenze-del-linguaggio-a-milano-le-sue-installazioni-raccontano-il-potere-ingannevole-di-certa-cultura\/","title":{"rendered":"L\u2019arte di Mounir Fatmi mostra il  dialogo fra religione, scienza e  le ambivalenze del linguaggio. A Milano  le sue installazioni raccontano  il potere ingannevole di certa cultura."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/mounir-e1509298562102.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10856\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/mounir-e1509298562102.jpg\" alt=\"mounir\" width=\"305\" height=\"216\" \/><\/a>La galleria Officine dell\u2019Immagine di Milano ha inaugurato \u00a0la nuova sede di via Carlo Vittadini 11, ospitando la pi\u00f9 ampia personale mai realizzata in Italia di Mounir Fatmi (Tangeri, Marocco, 1970), ed aperta fino al 7 gennaio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Molto noto a livello internazionale, <\/strong><strong>Mounir Fatmi<\/strong><strong> \u00e8 tra i protagonisti dell\u2019attuale Biennale di Venezia con una doppia partecipazione al Padiglione Tunisino, all\u2019interno della mostra \u201cThe Absence of Paths\u201d, e al NSK State Pavilion. <\/strong>Chiamato a esporre in prestigiosi musei come il Centre Georges Pompidou, il Brooklyn Museum, il Victoria &amp; Albert Museum, il Mori Art Museum di Tokyo, o il MAXXI di Roma, i suoi lavori fanno parte di grandi collezioni pubbliche come quelle dello Stedelijk Museum di Amsterdam, la Fondation Louis Vuitton pour la cr\u00e9ation di Parigi o il Mathaf, Arab Museum of Modern Art di Doha. <strong>Artista poliedrico, <strong>Mounir Fatmi<\/strong> si relaziona costantemente con temi di attualit\u00e0 come l\u2019identit\u00e0, la multiculturalit\u00e0, le ambiguit\u00e0 del potere e della violenza. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/01-mounir-fatmi-e1509298597628.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10857\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/01-mounir-fatmi-e1509298597628.jpg\" alt=\"01 - mounir fatmi\" width=\"375\" height=\"211\" \/><\/a><\/strong>Negli anni \u00e8 riuscito a rinnovarsi costantemente, esplorando una molteplice variet\u00e0 di linguaggi stilistici che vanno dal video all\u2019installazione, dalla fotografia alla performance. Il suo \u00e8 un percorso narrativo che oltre a confermare una notevole abilit\u00e0 lessicale, miscela ingredienti personali a testimonianze del reale, tracciando importanti passaggi della storia contemporanea.<\/p>\n<p><strong>La mostra milanese, dal titolo \u201cTransition State\u201d, ripercorre i tratti distintivi della sua vasta sintesi poetica, ponendo l\u2019accento sul concetto di \u201cibridazione\u201d culturale, una combinazione di preconcetti e stereotipi svelati e poi screditati, che rafforzano una visione d\u2019insieme costruita sul dialogo fra religione, scienza, le ambivalenze del linguaggio e quanto queste si trasformino nel corso della storia. <\/strong>Un chiaro esempio del potere del linguaggio sulla verit\u00e0 \u00e8 Martyrs, un dittico realizzato su neri pannelli di legno, la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/01b-mounir-fatmi-e1509298630192.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10858\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/01b-mounir-fatmi-e1509298630192.jpg\" alt=\"01b - mounir fatmi\" width=\"404\" height=\"227\" \/><\/a> cui superficie \u00e8 tagliata da una moltitudine di linee che sembrano muoversi come ferite sulla pelle di un corpo. L\u2019emblematico titolo gioca sulle varianti semantiche di questa parola che, nel corso della storia, hanno trasformato il suo significato.\u00a0<strong>Dall\u2019antico greco martus \u201ctestimone\u201d, a colui che sacrifica se stesso in nome della fede, fino ad arrivare all\u2019accezione di oggi, quando viene erroneamente affiancato al concetto di kamikaze. Il tema del martirio torna anche nel video The Silence of Saint Peter Martyr (2011), con protagonista San Pietro Martire, anche noto come Pietro da Verona, un prete del XIII secolo appartenente all\u2019Ordine dei Domenicani, che fu giustiziato atrocemente a causa della sua forte opposizione agli eretici. La quiete della scena, che ve<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/03-mounir-fatmi-e1509298717918.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10860\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/03-mounir-fatmi-e1509298717918.jpg\" alt=\"03 - mounir fatmi\" width=\"418\" height=\"280\" \/><\/a><\/strong><strong>de il soggetto muovere lentamente il dito mimando il pacifico gesto del silenzio, si contrappone violentemente all\u2019audio del video stesso, un sottofondo disturbante e a<\/strong><strong>ggressivo. L\u2019ispirazione di materia religiosa si riconferma nella serie fotografica Blinding Light (2013), un progetto che vede la manipolazione sia concettuale che visiva della cosiddetta \u201cGuarigione del Diacono Giustiniano\u201d, un miracolo immortalato anche in un noto dipinto del Beato Angelico<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/02-mounir-fatmi-e1509298668747.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10859 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/02-mounir-fatmi-e1509298668747.jpg\" alt=\"02 - mounir fatmi\" width=\"372\" height=\"248\" \/><\/a>La storia narra di due santi, Cosma e Damiano &#8211; celebri per le loro capacit\u00e0 mediche &#8211; che una notte entrarono nella stanza di Giustiniano e gli scambiarono la gamba malata con quella di un etiope appena deceduto. Al risveglio Giustiniano si accorse quindi di avere la gamba destra guarita, ma di colore. Giocata sulle sovrapposizioni fra il dipinto antico e scene di chirurgia odierna, mounir fatmi sorprende per l\u2019abilit\u00e0 lessicale con la quale riesce ad affrontare temi di grande richiamo come l\u2019identit\u00e0 etnica, l\u2019ibridazione e la nozione di diversit\u00e0 con una sorprendete sensibilit\u00e0 culturale. <strong>La visione sensoriale dello spettatore viene poi esortata nel video Technologia del 2010, dove il susseguirsi convulso di dettagli geometrici e motivi calligrafici arabi di natura religiosa, danno vita a un processo dal forte carattere ipnotico. Lo sguardo dello spettatore a fatica riesce a resistere, cos\u00ec come anche il suo udito, messo alla prova da suoni stridenti. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/04-mounir-fatmi-e1509298790969.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10861\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/04-mounir-fatmi-e1509298790969.jpg\" alt=\"04 - mounir fatmi\" width=\"402\" height=\"284\" \/><\/a><\/strong>La giustapposizione fra oggetto, il suo utilizzo e il suo significato culturale si conferma centrale nell\u2019installazione Civilization (2013), realizzata semplicemente con un paio di scarpe nere da uomo poste sopra un libro che riporta la scritta \u201ccivilization\u201d. Con questi due oggetti, spesso utilizzati come indicatori del livello di civilizzazione delle persone, l\u2019artista marocchino s\u2019interroga sulla seduzione della materialit\u00e0 e sul suo ingannevole potere nella cultura contemporanea.<\/p>\n<p>Durante l\u2019inaugurazione di \u00a0gioved\u00ec 26 ottobre 2017 alle ore 19.00, si\u00a0 \u00e8 tenuta \u00a0una performance costruita attorno all\u2019installazione Constructing Illusions, un\u2019opera partecipativa che giocava \u00a0sugli equilibri fra immaginazione e realt\u00e0, concetti che spesso si mescolano fra loro, fino ad arrivare anche a scambiarsi completamente di significato.<\/p>\n<p>Mounir Fatmi \u00e8 nato a Tangeri (Marocco) nel 1970, attualmente vive e lavora fra Parigi e Tangeri. Al suo attivo ha numerose partecipazioni sia in importanti Musei stranieri, come il Brooklyn Museum, il Victoria &amp; Albert Museum, il Moscow Museum of Modern Art, il Centre Georges Pompidou, il Mori Art Museum di Tokyo, il Mathaf Arab Museum of Modern Art di Doha o il MAXXI di Roma; che in Festival e Biennali, come la Biennale di Venezia, dove partecipa nuovamente anche quest\u2019anno, la Biennale di Sharjah, Dakar, Siviglia, Gwangju e Lione. Fatmi ha inoltre ricevuto numerosi premi come il Cairo Biennial Prize (2010), l\u2019Uri\u00f6t Prize, Amsterdam e il Grand Prize Leopold Sedar Senghor della Biennale di Dakar nel 2006. Nel 2013 \u00e8 stato poi selezionato per il Jameel Prize del Victoria &amp; Albert Museum di Londra.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La galleria Officine dell\u2019Immagine di Milano ha inaugurato \u00a0la nuova sede di via Carlo Vittadini 11, ospitando la pi\u00f9 ampia personale mai realizzata in Italia di Mounir Fatmi (Tangeri, Marocco, 1970), ed aperta fino al 7 gennaio. Molto noto a livello internazionale, Mounir Fatmi \u00e8 tra i protagonisti dell\u2019attuale Biennale di Venezia con una doppia partecipazione al Padiglione Tunisino, all\u2019interno della mostra \u201cThe Absence of Paths\u201d, e al NSK State Pavilion. Chiamato a esporre in prestigiosi musei come il Centre Georges Pompidou, il Brooklyn Museum, il Victoria &amp; Albert Museum, il Mori Art Museum di Tokyo, o il MAXXI di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/10\/29\/larte-di-mounir-fatmi-mostra-il-dialogo-fra-religione-scienza-e-le-ambivalenze-del-linguaggio-a-milano-le-sue-installazioni-raccontano-il-potere-ingannevole-di-certa-cultura\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,28280,66637,44441,87,35266,28308,17505,35188,64,28369],"tags":[269383,59480,269382,66554,249,269381,66778,269384,269385],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10855"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10855"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10862,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10855\/revisions\/10862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}