{"id":10863,"date":"2017-10-30T21:17:27","date_gmt":"2017-10-30T21:17:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10863"},"modified":"2017-10-30T21:24:21","modified_gmt":"2017-10-30T21:24:21","slug":"i-polittici-di-hans-hartung-in-mostra-alla-galleria-nazionale-dellumbria-di-perugia-le-radici-del-segno-nelle-grandi-opere-dellastrattista-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/10\/30\/i-polittici-di-hans-hartung-in-mostra-alla-galleria-nazionale-dellumbria-di-perugia-le-radici-del-segno-nelle-grandi-opere-dellastrattista-europeo\/","title":{"rendered":"I Polittici di Hans Hartung  in mostra alla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia. Le radici del segno nelle grandi opere  dell\u2019astrattista europeo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/Hans-Hartung-1000x580.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10864\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/Hans-Hartung-1000x580-e1509397846552.jpg\" alt=\"Hans-Hartung-1000x580\" width=\"303\" height=\"176\" \/><\/a>E\u2019 aperta fino al 7 gennaio 2018, alla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia\u00a0 la mostra che celebra HANS HARTUNG<\/strong> <strong>(Lipsia, 1904 &#8211; Antibes, 1989), una delle figure di spicco dell\u2019astrattismo europeo del Novecento. Vi assicuro che \u00e8 una delle pi\u00f9 belle e interessanti mostre dell\u2019anno, da non tralasciare assolutamente. \u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/04-Hans-Hartung.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10865 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/04-Hans-Hartung.jpg\" alt=\"04 - Hans Hartung\" width=\"500\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/04-Hans-Hartung.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/04-Hans-Hartung-300x172.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>La rassegna, curata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, organizzata in collaborazione con la Fondation Hartung-Bergman di Antibes, <strong>presenta 40 lavori su carta e 16 dipinti di grandi dimensioni, realizzati tra 1961 e 1988 (sei dei quali mai esposti prima) e a Perugia mostrati per la prima volta tutti assieme come serie. <\/strong>La collezione della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, ricchissima di tavole dal XIII al XVI secolo di autori come<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/06-Hans-Hartung-e1509397922159.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10866\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/06-Hans-Hartung-e1509397922159.jpg\" alt=\"06 - Hans Hartung\" width=\"350\" height=\"310\" \/><\/a><\/strong> Duccio, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Piero della Francesca, Perugino, molte delle quali composte in origine nella forma del polittico (anche se oggi non sempre pervenute nella loro integrit\u00e0) ha costituito lo spunto per la riscoperta di queste opere di Hartung come nucleo omogeneo: al pari di quelli antichi i suoi \u2018polittici\u2019 si articolano in elementi distinti, fissati in sequenza, sebbene senza alcuna gerarchia fra le immagini ma solo in scansione ordinata nello spazio.<\/p>\n<p><strong>La serie dei <em>polyptiques<\/em> \u2013 spesso cos\u00ec identificati dallo stesso Hartung sul retro delle opere, nonostante non si tratti di titoli veri e propri \u2013 nasce agli inizi degli anni Sessanta, quando l\u2019artista prende a dipingere direttamente sulla tela senza prima concepire l\u2019opera su carta, sperimenta nuove tecniche, dilata i formati, giungendo nell\u2019ultimo periodo, costretto sulla sedia a rotelle, a realizzare i propri dipinti con l\u2019aerografo. <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/09-Hans-Hartung-e1509398000891.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10867 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/09-Hans-Hartung-e1509398000891.jpg\" alt=\"09 - Hans Hartung\" width=\"400\" height=\"128\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019iniziativa si propone anche di ripercorrere lo stretto legame di Hartung con l\u2019Italia, risalente gi\u00e0 alla prima met\u00e0 del secolo quando in occasione del viaggio del 1926, oltre a visitare citt\u00e0 simbolo come Venezia e Firenze, si lasci\u00f2 affascinare dai paesag<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/08-\u2013-Hans-Hartung-e1509398075675.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10868\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/08-\u2013-Hans-Hartung-e1509398075675.jpg\" alt=\"08 \u2013 Hans Hartung\" width=\"400\" height=\"129\" \/><\/a><\/strong>gi siciliani, in particolare dallo spettacolo naturale dell\u2019Etna e dai templi della Magna Grecia. <strong>Ma \u00e8 soprattutto con Venezia che Hartung intrattenne un rapporto particolare, in virt\u00f9 delle numerose partec<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/03c-Hans-Hartung.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10869 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/03c-Hans-Hartung.jpg\" alt=\"03c - Hans Hartung\" width=\"229\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/03c-Hans-Hartung.jpg 295w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/10\/03c-Hans-Hartung-115x300.jpg 115w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a><strong>ipazion<\/strong><strong>i alla Biennale, dal 1948 al 1984: qui ricevette nel 1<\/strong><strong>960 il Leone d\u2019oro (\u201cpremio che mi ha riempito pi\u00f9 di tutti gli onori militari.\u00a0Ho ricevuto all\u2019unanimit\u00e0 il Gran Premio Internazionale di pittura. Mi \u00e8 stata inoltre dedicata una sala del padiglione francese e, finalmente, sono uscito dai miei anni neri<\/strong><strong>\u201d) e torn\u00f2 nel 1984 a testimoniare una diversa fase creativa, con una selezione di nuove tele di grandi dimensioni, caratterizzate dagli sfondi realizzati con l\u2019aerografo sui quali interviene con gesti ampi e decisi attraverso l\u2019utilizzo di strumenti disparati come una scopa di rami di ginestra intinta nella vernice nera. <\/strong>Bellissimo anche il catalogo, edito da <strong>Magonza editore<\/strong>, contiene testi di Marco Pierini, di Thomas Schlesser, presidente della Fondation Hartung-Bergman, di Marco Vallora e di Elsa Hougue, curatrice della Fondation Hartung-Bergman.<\/p>\n<p>Hans Hartung nasce nel 1904 a Lipsia in Germania. Studia filosofia e storia dell\u2019arte all\u2019Akademie der Bildenden K\u00fcnste di Lipsia e poi di Dresda, quindi si trasferisce a Monaco per studiare con il pittore Max Doerner. Nel 1932 si sposta a Parigi dove incontra Alexander Calder, Vasily Kandinsky, Joan Mir\u00f3 e Piet Mondrian; qui\u00a0esporr\u00e0 i suoi primi lavori al Salon des Ind\u00e9pendants. Durante la Seconda guerra mondiale entra nella Legione straniera e a guerra ultimata ritorna a Parigi e assume la cittadinanza francese. Rimasto inattivo per sei anni, partecipa a numerose mostre collettive con opere caratterizzate da\u00a0ampie fasce colorate sovra dipinte con strisce e segni calligrafici. Negli anni Sessanta inserisce elementi tridimensionali.\u00a0La sua prima personale \u00e8 del 1947 e inaugura la Galerie Lydia Conti di Parigi.<br \/>\nTra il 1955 e il 1964 partecipa varie volte a importanti manifestazioni internazionali quali Documenta e Kassel. Riceve il Guggenheim International Prize nel 1956 e il Gran premio per la pittura della Biennale di Venezia nel 1960. Nel 1976 pubblica le proprie memorie (Autoportrait) e l\u2019anno seguente entra a far parte dell\u2019Acad\u00e9mie des Beaux-Arts di Parigi. Ancora nel 1977 tiene la prima mostra di fotografie al Cercle Noroit, Arras, mentre il Centre Georges Pompidou ne organizza una dedicata alle sue incisioni e litografie poi esposta in altre sedi in Francia nei quattro anni seguenti. Nel 1981 la St\u00e4dtische Kunsthalle D\u00fcsseldorf, la Staatsgalerie Moderner Kunst di Monaco e la Henie-Onstad Foundation di Oslo presentano un\u2019ampia retrospettiva della sua opera dopo l\u2019assegnazione del primo premio intitolato a Oskar Kokoschka assegnato dal governo austriaco. Nel 1985 \u00e8 presentata un\u2019altra retrospettiva al Grand Palais di Parigi. Hartung muore nel 1989 ad Antibes, Francia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 aperta fino al 7 gennaio 2018, alla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia\u00a0 la mostra che celebra HANS HARTUNG (Lipsia, 1904 &#8211; Antibes, 1989), una delle figure di spicco dell\u2019astrattismo europeo del Novecento. Vi assicuro che \u00e8 una delle pi\u00f9 belle e interessanti mostre dell\u2019anno, da non tralasciare assolutamente. \u00a0 La rassegna, curata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, organizzata in collaborazione con la Fondation Hartung-Bergman di Antibes, presenta 40 lavori su carta e 16 dipinti di grandi dimensioni, realizzati tra 1961 e 1988 (sei dei quali mai esposti prima) e a Perugia mostrati per la prima volta [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/10\/30\/i-polittici-di-hans-hartung-in-mostra-alla-galleria-nazionale-dellumbria-di-perugia-le-radici-del-segno-nelle-grandi-opere-dellastrattista-europeo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,74779,53709,53710,66558,9894,231285,10357,41640,28386,44441,87,35351,35224,17505,35188],"tags":[269388,269387,44707,17520,6414,269386],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10863"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10863"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10873,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10863\/revisions\/10873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}