{"id":10899,"date":"2017-11-03T18:56:55","date_gmt":"2017-11-03T18:56:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10899"},"modified":"2017-11-03T18:56:55","modified_gmt":"2017-11-03T18:56:55","slug":"bill-viola-alla-cripta-del-santo-sepolcro-a-milano-lartista-americano-legge-la-realta-il-sacro-e-la-bellezza-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/03\/bill-viola-alla-cripta-del-santo-sepolcro-a-milano-lartista-americano-legge-la-realta-il-sacro-e-la-bellezza-della-vita\/","title":{"rendered":"Bill Viola alla Cripta del Santo Sepolcro a Milano. L\u2019artista americano legge la realt\u00e0, il sacro  e la bellezza della vita."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/01-Bill-Viola-e1509734939508.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10900\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/01-Bill-Viola-e1509734939508.jpg\" alt=\"01 - Bill Viola\" width=\"411\" height=\"231\" \/><\/a>In uno dei luoghi pi\u00f9 suggestivi della citt\u00e0, tre video-installazioni del grande artista Viola \u00a0trattano\u00a0 i grandi temi della vita, come la nascita, la morte, la coscienza umana. <\/strong><strong>Ora \u00a0la Cripta del Santo Sepolcro a Milano, e fino al 28 gennaio, \u00a0\u00e8 teatro di un appuntamento artistico di profonda suggestione.<\/strong> <strong>Gli ambienti di un luogo tra i pi\u00f9 ricchi di spiritualit\u00e0 della citt\u00e0 di Milano si\u00a0 sono aperti\u00a0 alle opere di Bill Viola (New York, 1951)<\/strong>, <strong>uno dei pi\u00f9 importanti e riconosciuti esponenti dell\u2019arte contemporanea mondiale.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra, dal titolo \u201c<em>Bill Viola alla Cripta del Santo Sepolcro\u201d, <\/em>organizzata da MilanoCard in collaborazione con Bill Viola Studio, promossa dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, col patrocinio di Regione Lombardia e sostenuta quale partner istituzionale dal Comune di Milano, presenta tre opere di Bill Viola capaci di creare un dialettica tra l\u2019antica chiesa ipogea, sita nel cuore dell\u2019antica Milano, e i temi che l\u2019artista americano ha esplorato nei suoi lavori, come la nascita, la morte, la coscienza umana. <strong>Questa \u00e8 una di quelle mostre che ti porta a riflettere sulla vita e sul mondo, sul\u00a0 significato di ogni azione, ti fa scoprire\u00a0 quell\u2019elan vital (slancio vitale) che anima ogni cosa, ti porta infine a riconsiderare il sacro.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/02-Bill-Viola.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10901\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/02-Bill-Viola.jpg\" alt=\"02 - Bill Viola\" width=\"400\" height=\"711\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/02-Bill-Viola.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/02-Bill-Viola-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Il percorso espositivo allestito nella Cripta del Santo Sepolcro &#8211; riaperta dopo 50 anni e diventata immediatamente una tra le principali mete culturali a Milano, con oltre 40.000 visitatori &#8211; <strong>inizia con <em>The Quintet of the Silent<\/em> (2000) in cui un gruppo di cinque uomini in piedi, molto vicini tra loro, sono attraversati da un\u2019ondata di emozioni intense che minaccia di sopraffarli.<\/strong> Quando la sequenza inizia, la loro espressione, inizialmente indifferente, si modifica fino a un livello estremo, dopo di che comincia a calare, lasciando ogni persona esangue ed esausta. La lentezza del video, che permette al visitatore di cogliere appieno il mutamento dell\u2019espressione del volto e del corpo, \u00e8 caratterizzata da un chiaroscuro di stampo caravaggesco.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/03-Bill-Viola.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10902\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/03-Bill-Viola.jpg\" alt=\"03 - Bill Viola\" width=\"400\" height=\"711\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/03-Bill-Viola.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/03-Bill-Viola-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Il secondo lavoro, <em>The Return<\/em>(2007), appartenente alla serie <em>Trasfigurazioni<\/em>, riflette sul passare del tempo<\/strong> e sul processo attraverso il quale l\u2019essere interiore viene trasformato. Com\u2019ebbe modo di scrivere lo stesso Viola, \u201cda uno spazio scuro e granuloso, una donna si avvicina lentamente a un limite invisibile. Il suo passaggio attraverso la soglia tra la vita e la morte \u00e8 violento, e si muove con riluttanza verso la luce trasformandosi in un essere vivente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il percorso nella Cripta si chiude idealmente con <em>Earth Martyr<\/em> (2014), una delle quattro opere che costituiscono l\u2019installazione permanente <em>Martyrs<\/em>, dedicata ai quattro elementi naturali (aria, acqua, terra, fuoco) inaugurata alla Cattedrale di San Paolo a Londra nel maggio del 2014<\/strong>. Il video presenta un individuo sepolto in un cono di terra che inizia a salire e a liberare il corpo, inizialmente prostrato dal peso della terra.<\/p>\n<p>Le opere di Bill Viola chiedono \u00a0allo spettatore un coinvolgimento emotivo e, quasi come attraverso uno specchio, il visitatore diventa co-protagonista e parte dell\u2019installazione, in un rimando di emozioni che la suggestione dell\u2019architettura della Cripta amplifica.<\/p>\n<p>\u201cSiamo onorati &#8211; hanno affermato <strong>Bill Viola e la moglie Kira<\/strong> &#8211; che queste tre opere d\u2019arte in movimento siano esposte nella bella Cripta del Santo Sepolcro. Le tematiche atemporali affrontate sono fortemente connesse a questo spazio sacro, dove sono conservati i pensieri e le parole delle innumerevoli persone che nei secoli abitarono queste stanze a volta\u201d.<\/p>\n<p><strong>Particolari sono gli orari di apertura, tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21.00). <\/strong>\u00a0<strong>E\u2019 inoltre offerta tutti i sabati, in collaborazione con Neiade, l\u2019opportunit\u00e0 di una visita in notturna, alle ore 23.00. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bill Viola<\/strong> nasce a New York nel 1951 e si laurea alla Syracuse University nel 1973. Figura fondamentale nel campo della video art, da oltre quattro decenni Viola crea installazioni, film, ambientazioni sonore, e video su schermo piatto, lavori per concerti musicali, opere teatrali e spazi sacri. Viola usa il video per esplorare il fenomeno della percezione sensoriale come via verso l\u2019autoconoscenza. <strong>I suoi lavori si focalizzano su un universo di esperienze umane e hanno radice sia nell\u2019arte orientale che in quella occidentale cos\u00ec come nelle tradizioni spirituali, incluso il Buddismo Zen, il Sufismo islamico e il Misticismo cristiano. Usando il linguaggio intrinseco dei pensieri soggettivi e delle memorie collettive, i suoi video comunicano con un ampio pubblico, permettendo un\u2019esperienza visiva diretta e personale.<\/strong><\/p>\n<p>Viola ha rappresentato gli Stati Uniti alla Biennale d\u2019Arte di Venezia del 1995. Tra le altre importanti personali, si ricordano: <em>Bill Viola: A 25-Year Survey<\/em>, The Whitney Museum of American Art (1997); <em>The Passions<\/em>, J. Paul Getty Museum (2003); <em>Bill Viola \u2013<\/em> <em>Visions<\/em>, ARoS, Aarhus (2005); <em>Hatsu-Yume (First Dream)<\/em>, Mori Art Museum, Tokyo (2006); <em>Bill Viola, visioni interior<\/em>, Palazzo delle Esposizioni (2008); <em>Bill Viola: Reflections<\/em>, Villa di Panza, Varese (2012); <em>Bill Viola<\/em>, Grand Palais, Paris (2014); <em>Bill Viola. Electronic Renaissance<\/em>, Palazzo Strozzi, Florence; <em>Bill Viola. Installations<\/em>, Deichtorhallen, Hamburg; <em>Bill Viola. Retrospective<\/em>, Guggenheim Bilbao; <em>Bill Viola: Selected Work 1977\u20132014<\/em>, Redtory Museum of Contemporary Art, Guangzhou, China (tutte nel 2017). Nel 2004, Bill Viola ha prodotto un lungometraggio di quattro ore per <em>Tristano e Isotta<\/em> di Wagner, prodotto da Peter Sellars e messo in scena negli Stati Uniti, Canada, Europa e Giappone. Viola ha ricevuto numerosi riconoscimenti come il Premio della MacArthur Foundation Fellowship (1989), il XXI Catalonia International Prize (2009), il Praemium Imperiale dalla Japan Art Association (2011) e nel 2017 \u00e8 stato scelto come Membro Onorario della Royal Academy di Londra.<\/p>\n<p><strong>Kira Perov<\/strong> \u00e8 <em>executive director<\/em> del Bill Viola Studio. Ha lavorato a stretto contatto con Viola dal 1979, aiutando nella gestione e nello sviluppo creativo della produzione di tutte le sue installazioni e dei suoi video; si occupa della pubblicazione di tutti i lavori di Bill Viola oltre a organizzare e coordinare le sue mostre in tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In uno dei luoghi pi\u00f9 suggestivi della citt\u00e0, tre video-installazioni del grande artista Viola \u00a0trattano\u00a0 i grandi temi della vita, come la nascita, la morte, la coscienza umana. Ora \u00a0la Cripta del Santo Sepolcro a Milano, e fino al 28 gennaio, \u00a0\u00e8 teatro di un appuntamento artistico di profonda suggestione. Gli ambienti di un luogo tra i pi\u00f9 ricchi di spiritualit\u00e0 della citt\u00e0 di Milano si\u00a0 sono aperti\u00a0 alle opere di Bill Viola (New York, 1951), uno dei pi\u00f9 importanti e riconosciuti esponenti dell\u2019arte contemporanea mondiale. La mostra, dal titolo \u201cBill Viola alla Cripta del Santo Sepolcro\u201d, organizzata da MilanoCard [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/03\/bill-viola-alla-cripta-del-santo-sepolcro-a-milano-lartista-americano-legge-la-realta-il-sacro-e-la-bellezza-della-vita\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[41744,59281,53889,53888,53709,53710,9894,28280,44441,87,17505,35188,28369,59390,3732],"tags":[59537,59480,271206,271209,406619,271210,249,271207,271208],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10899"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10899"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10903,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10899\/revisions\/10903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}