{"id":10951,"date":"2017-11-13T23:10:58","date_gmt":"2017-11-13T23:10:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10951"},"modified":"2017-11-13T23:12:53","modified_gmt":"2017-11-13T23:12:53","slug":"carlo-levi-tra-scrittura-e-pittura-in-mostra-alla-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-un-pittore-neorealista-che-scopri-il-sud-andandovi-in-esilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/13\/carlo-levi-tra-scrittura-e-pittura-in-mostra-alla-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-un-pittore-neorealista-che-scopri-il-sud-andandovi-in-esilio\/","title":{"rendered":"Carlo Levi tra scrittura e pittura in mostra alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Un pittore neorealista che scopr\u00ec il Sud andandovi in esilio."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/b2a7e999158928206f1656db6ee478cee373c8e-e1510613091325.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10952\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/b2a7e999158928206f1656db6ee478cee373c8e-e1510613091325.jpg\" alt=\"b2a7e999158928206f1656db6ee478cee373c8e\" width=\"300\" height=\"217\" \/><\/a>Carlo Levi (Torino, 29 novembre 1902 &#8211; Roma, 4 gennaio 1975) \u00e8 stato scrittore, pittore e intellettuale antifascista tra i pi\u00f9 significativi del nostro Novecento. Ora la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, in linea con il progetto di va<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/7d39606d-afc3-478a-89dd-468c2b59c529-e1510613127216.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10953 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/7d39606d-afc3-478a-89dd-468c2b59c529-e1510613127216.jpg\" alt=\"Processed with VSCO with g3 preset\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/strong><strong>lorizzazione delle sue collezioni contemporanee Spazi900, ha inaugurato un nuovo spazio permanente dedicato alla figura e all&#8217;opera dello scrittore torinese: \u201cLe attese del niente\u201d. Carlo Levi tra scrittura e pittura. La realizzazione della sala \u00e8 stata resa possibile grazie alla stipula di un contratto di comodato tra la Biblioteca e la Fondazione Carlo Levi, relativo a sei quadri di propriet\u00e0 della fondazione, con il fine comune di promuovere e divulgare la poliedrica personalit\u00e0 di Carlo Levi nella sua duplice veste di pittore e scrittore.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/6a00d8345167db69e20133f34a897d970b-600wi-e1510613222235.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10954\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/6a00d8345167db69e20133f34a897d970b-600wi-e1510613222235.jpg\" alt=\"6a00d8345167db69e20133f34a897d970b-600wi\" width=\"385\" height=\"306\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il percorso espositivo di \u201cle attese del niente\u201d \u00e8 collocato accanto alla Sala Pasolini di Spazi900 &#8211; dove Carlo Levi \u00e8 presente in uno scatto del 1961 del fotoreporter Rodrigo Pais tra gli scrittori in visita alla borgata Gordiani di Roma. Carlo Levi tra scrittura e pittura si apre con l&#8217;Autoritratto con fornello del 1935, posto sul cavalletto originale del suo studio, che non solo rimanda all&#8217;iconografia dell&#8217;artista, ma ne rappresenta uno dei momenti di svolta della vita pittorica e personale di Levi: il confino in Lucania che visse con quel suo \u201cCristo si \u00e8 fermato a Eboli\u201d. Que<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/photo2jpg-e1510613328811.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10955 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/photo2jpg-e1510613328811.jpg\" alt=\"photo2jpg\" width=\"350\" height=\"263\" \/><\/a><\/strong>ll&#8217;esperienza, durata dal 3 agosto 1935 al 20 maggio 1936, segna infatti un cambiamento sia in pittura con un nuovo approccio pittorico\u00a0 e la pennellata &#8220;ondosa&#8221;, sia nella sua indole intellettuale in quanto si avvicina ad una realt\u00e0 sconosciuta che lo porter\u00e0, qualche anno dopo, a scrivere il libro che lo ha reso famoso in tutto il mondo, ovvero Cristo si \u00e8 fermato a Eboli. <strong>Dall&#8217;esperienza del confino nasce in<\/strong><strong>fatti l&#8217;attenzione di Levi verso il mondo contadino, immobile, chiuso nelle sue tradizioni ancestrali, testimonianza e denuncia delle difficili condizioni di vita del Sud d&#8217;Italia, tra miseria e aut<\/strong><strong>entici valori umani. Tutto in linea con \u201cContadini del Sud\u201d di Rocco Scotellaro il poeta di Tricarico. <\/strong>L&#8217;opera viene scritta in un momento di estrema tragicit\u00e0, a Firenze durante l&#8217;occupazione tedesca, e vede la luce nel 1945. Viene esposta la prima edizione, insieme a due lettere autografe scritte dal confino ad Anna Maria Mazzucchelli, redattrice della rivista \u00abCasabella\u00bb alla quale Levi stesso collabora.<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/38B165-e1510613559912.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10957 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/38B165-e1510613559912.jpg\" alt=\"38B165\" width=\"300\" height=\"234\" \/><\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/38B178-e1510613514652.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10956\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/38B178-e1510613514652.jpg\" alt=\"38B178\" width=\"300\" height=\"219\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ai difficili anni fiorentini risalgono <strong>i ritratti degli amici Eugenio Montale<\/strong>, che ha recensito favorevolmente Cristo si \u00e8 fermato a Eboli, e <strong>Carlo Emilio Gadda<\/strong>, esposti nella sala insieme a quelli di <strong>Cesare Pavese, Italo Calvino e Rocco Scotellaro<\/strong>, prova dei suoi rapporti letterari e della sua viva partecipazione all&#8217;ambiente culturale del tempo. In un museo della letteratura l&#8217;attenzione verso l&#8217;opera pittorica di Levi non poteva non cadere <strong>sui suoi famosi ritratti di scritto<\/strong><strong>ri, due dei quali<\/strong> &#8211; <strong>Montale e Calvino<\/strong> &#8211; sono autori di Spazi900, presenti nella Galleria degli scrittori, mentre al c<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/giulialasantarcangelese.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-10959 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/giulialasantarcangelese.jpg\" alt=\"giulialasantarcangelese\" width=\"284\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/giulialasantarcangelese.jpg 380w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/giulialasantarcangelese-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a><\/strong>entro della Stanza di Elsa domina il <strong>ritratto della Morante, se<\/strong><strong>mpre a firma di Levi. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/levi1-e1510613658790.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10958\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/levi1-e1510613658790.jpg\" alt=\"levi1\" width=\"300\" height=\"210\" \/><\/a><\/strong>Anche nel dopoguerra l&#8217;attenzione verso il mondo contadino lucano rimane costante, come mostra l&#8217;amicizia che lo lega <strong>al giovane Rocco Scotellaro ( e per un approfondimento porgo ai tanti il mio \u201cLa sociologia di Rocco Scotellaro\u201d- Universit\u00e0 La Sapienza- Roma) , qui rappresentato con un carboncino su carta.<\/strong> Dopo la prematura scomparsa del poeta lucano, Levi non solo scrive la prefazione al romanzo apparso postumo \u201cL&#8217;uva puttanella\u201d, ma affronta <strong>il tema della sua morte nel quadro Lamento per Rocco Scotellaro e nel famoso telero Lucania &#8217;61.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Uscito nel 1950 L&#8217;Orologio, di cui \u00e8 esposta la prima edizione, <strong>a Roma il suo sguardo \u00e8 destinato ad abbracciare il mondo delle borgate e le trasformazioni di una citt\u00e0 che ormai sembra aver rotto l&#8217;antico rapporto con la campagna e con la civilt\u00e0 contadina, come emerge dall&#8217;articolo in mostra Vita delle \u00abborgate\u00bb: dai pastori ai sottoproletari di Roma, apparso su \u00abLa Stampa\u00bb il 17 aprile 1962.<\/strong> Spetta proprio a Levi firmare la prefazione ad Accattone dell&#8217;amico Pasolini e, quando nello stesso anno lo scrittore si reca alla borgata Gordiani insieme al fotoreporter Rodrigo Pais durante le proteste degli abitanti per l&#8217;assegnazione di alloggi popolari, \u00abl&#8217;Unit\u00e0\u00bb titoler\u00e0 l&#8217;articolo in modo estremamente significativo: Levi &#8211; i tuguri di Villa Gordiani come i \u201csassi\u201d di Matera.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Carlo Levi (Torino, 29 novembre 1902 &#8211; Roma, 4 gennaio 1975) \u00e8 stato scrittore, pittore e intellettuale antifascista tra i pi\u00f9 significativi del nostro Novecento. Ora la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, in linea con il progetto di valorizzazione delle sue collezioni contemporanee Spazi900, ha inaugurato un nuovo spazio permanente dedicato alla figura e all&#8217;opera dello scrittore torinese: \u201cLe attese del niente\u201d. Carlo Levi tra scrittura e pittura. La realizzazione della sala \u00e8 stata resa possibile grazie alla stipula di un contratto di comodato tra la Biblioteca e la Fondazione Carlo Levi, relativo a sei quadri di propriet\u00e0 della fondazione, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/13\/carlo-levi-tra-scrittura-e-pittura-in-mostra-alla-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-un-pittore-neorealista-che-scopri-il-sud-andandovi-in-esilio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,66803,9894,28386,44441,87,35351,35224,35266,47,35185,17505,35188,64,28369,4666,13541,51665,4625],"tags":[271244,271241,108186,271239,271238,271240,44081,108187,271243],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10951"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10951"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10951\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10961,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10951\/revisions\/10961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}