{"id":10962,"date":"2017-11-14T21:54:46","date_gmt":"2017-11-14T21:54:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=10962"},"modified":"2017-11-14T23:04:52","modified_gmt":"2017-11-14T23:04:52","slug":"made-in-america-le-mille-luci-di-new-york-campioni-dellespressionismo-astratto-americano-in-mostra-alla-open-art-di-prato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/14\/made-in-america-le-mille-luci-di-new-york-campioni-dellespressionismo-astratto-americano-in-mostra-alla-open-art-di-prato\/","title":{"rendered":"Made in America. Le mille luci di New York. Campioni dell\u2019Espressionismo Astratto Americano in mostra alla Open Art di Prato."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/01-MADE-IN-AMERICA-e1510695363606.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10963\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/01-MADE-IN-AMERICA-e1510695363606.jpg\" alt=\"01 - MADE IN AMERICA\" width=\"318\" height=\"225\" \/><\/a>Basta muoversi, girare, visitare, per scoprire le belle mostre sull\u2019arte contemporanea. Questa di cui adesso accenner\u00f2 \u00e8 una di quelle esposizioni non solo storiche ma segna un capitolo dell\u2019arte statunitense. \u00a0La rassegna presenta una selezione di 30 opere di artisti che hanno esposto alla Martha Jackson Gallery di New York, da Paul Jenkins a Sam Francis, da James Brooks a Norman Bluhm, da Michael Goldberg a Fritz Bultman, oltre a quelle di altri importanti esponenti dell\u2019Espressionismo Astratto americano<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/04-MADE-IN-AMERICA-e1510695411390.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10964 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/04-MADE-IN-AMERICA-e1510695411390.jpg\" alt=\"04 - MADE IN AMERICA\" width=\"410\" height=\"330\" \/><\/a><\/strong><strong> quali John Ferren, John Grillo e Conrad Marca-Relli, e alle sculture di Beverly Pepper.<\/strong> <strong>Fino \u00a0al 27 gennaio 2018, la Galleria Open Art di Prato ospita la mostra <em>MADE IN AMERICA. Le mille luci di New York.<\/em><\/strong> L\u2019esposizione, curata da Mauro Stefanini, ruota attorno alla personalit\u00e0 di Martha Jackson che, con la sua galleria di New York ha scritto un importante capitolo della storia dell\u2019arte contemporanea statunitense, in particolare quella dell\u2019<em>Espressionismo Astratto<\/em>. La rassegna propone infatti 30 opere di autori quali <strong>Paul Jenkins<\/strong>, <strong>Sam Francis<\/strong>, <strong>James Brooks<\/strong>, <strong>Norman Bluhm, Fritz Bultman <\/strong>e<strong> Michael Goldberg<\/strong>, di altri esponenti dell\u2019Espressionismo Astratto americano, quali <strong>John Ferren<\/strong>, <strong>John Grillo<\/strong> e <strong>Conrad Marca-Relli<\/strong> e di <strong>Beverly Pepper<\/strong>, una delle pi\u00f9 riconosciute protagoniste, insieme a Louise Nevelson, della scultura contemporanea americana al femminile<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/03-MADE-IN-AMERICA-e1510695642611.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10965\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/03-MADE-IN-AMERICA-e1510695642611.jpg\" alt=\"03 - MADE IN AMERICA\" width=\"304\" height=\"413\" \/><\/a>Made in America<\/em> conduce il visitatore nel clima elettrizzante di New York, nella met\u00e0 del secolo scorso. \u00c8 qui che giungono gli artisti, da Moholy-Nagy a Gropius, da Josef Albers a Piet Mondrian, in fuga dai totalitarismi che si svilupparono in Europa a partire dagli anni trenta. La <em>Nuova Frontiera<\/em> indicata dall\u2019epocale mostra dell\u2019Armory Show nel 1913, gi\u00e0 attraversata da Marcel Duchamp e da Salvador Dal\u00ec, ora si presenta come il grande teatro nel quale le esperienze del modernismo artistico possono trovare attenzione e risonanza mondiale. <strong>Nel 1942 Peggy Guggenheim apre la galleria-museo <em>Art of This Century<\/em>; Leo Krausz (Leo Castelli), dopo le collaborazioni parigine a fianco di Ren\u00e9 Drouin, \u00e8 impegnato nella ricerca dei giovani talenti che si affollano nella \u201cGrande mela\u201d e, nel 1957, apre la sua galleria. La \u201cscuola di New York\u201d sta sbocciando tumultuosa sul finire degli anni quaranta, accomunando i cultori del segno e del gesto pittorico \u2013 gli <em>action painters<\/em> \u2013 e coloro che invece prediligono le larghe campiture di colore \u2013 i <em>color field painters<\/em>.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/02-MADE-IN-AMERICA-e1510695681412.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-10966 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/02-MADE-IN-AMERICA-e1510695681412.jpg\" alt=\"02 - MADE IN AMERICA\" width=\"343\" height=\"234\" \/><\/a>Nel 1950, gli <em>irascibili<\/em> \u2013 come spregiativamente li chiama l\u2019<em>Herald Tribune<\/em> \u2013 contestano vivacemente il progetto di mostra presentato dal Metropolitan Museum. <strong>Tra di essi, assieme a Barnett Newman, ci sono Jackson Pollock, Willem De Kooning, Mark Rothko, James Brooks, Robert Motherwell, Franz Kline, Conrad Marca-Relli, Clifford Still, Arshile Gorky: il cuore di quell\u2019<em>Espressionismo Astratto<\/em> che sta ricercando un equilibrio originale tra vigore del segno e \u201csublime\u201d, tra astrazione e visione interiore.<\/strong> E nel 1953 Martha Jackson, originaria di Buffalo, apre a New York la sua galleria che, in un decennio, raccoglier\u00e0 attorno a s\u00e9 artisti di prim\u2019ordine: da Jim Dine a Sam Francis, da Adolph Gottlieb a Willem De Kooning, da Claes Oldenburg a Christo, da Paul Jenkins a Norman Bluhm, da James Brooks a Hans Hofmann. Se, come lei stessa afferma, \u201cil ruolo di un gallerista \u00e8 quello di fare da mediatore tra l\u2019artista e la societ\u00e0\u201d, non sorprende la sua attenzione nei confronti di una delle esperienze artistiche pi\u00f9 radicali e irriverenti come quella nei confronti del gruppo giapponese <em>Gutai<\/em>. Accompagna la mostra un bel catalogo bilingue edito da Carlo Cambi Editore, con testi della collega \u00a0Beatrice Buscaroli.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Basta muoversi, girare, visitare, per scoprire le belle mostre sull\u2019arte contemporanea. Questa di cui adesso accenner\u00f2 \u00e8 una di quelle esposizioni non solo storiche ma segna un capitolo dell\u2019arte statunitense. \u00a0La rassegna presenta una selezione di 30 opere di artisti che hanno esposto alla Martha Jackson Gallery di New York, da Paul Jenkins a Sam Francis, da James Brooks a Norman Bluhm, da Michael Goldberg a Fritz Bultman, oltre a quelle di altri importanti esponenti dell\u2019Espressionismo Astratto americano quali John Ferren, John Grillo e Conrad Marca-Relli, e alle sculture di Beverly Pepper. Fino \u00a0al 27 gennaio 2018, la Galleria Open [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/14\/made-in-america-le-mille-luci-di-new-york-campioni-dellespressionismo-astratto-americano-in-mostra-alla-open-art-di-prato\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,59246,74779,53709,53710,9894,231285,10357,41640,35351,66655,17505,28369],"tags":[271256,80558,59480,271255,271245,59538,271250,66703,59330,271248,271252,271251,271253,271249,271246,271254,271247,252932],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10962"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10962"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10962\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10967,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10962\/revisions\/10967"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}