{"id":11069,"date":"2017-11-26T23:03:14","date_gmt":"2017-11-26T23:03:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11069"},"modified":"2017-11-26T23:03:14","modified_gmt":"2017-11-26T23:03:14","slug":"werner-bischof-fotografie-1934-1954-duecentocinquanta-scatti-del-fotografo-svizzero-esposte-alla-casa-dei-tre-oci-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/26\/werner-bischof-fotografie-1934-1954-duecentocinquanta-scatti-del-fotografo-svizzero-esposte-alla-casa-dei-tre-oci-di-venezia\/","title":{"rendered":"Werner Bischof. Fotografie 1934-1954. Duecentocinquanta scatti del fotografo svizzero  esposte  alla Casa dei Tre Oci di Venezia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198212_Comp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-11070\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198212_Comp-e1511734900700.jpg\" alt=\"SWITZERLAND. Zurich. 1941. Nude. &quot;Breast with grid.&quot;\" width=\"306\" height=\"417\" \/><\/a>250 immagini del grande fotografo svizzero consentono di ripercorrere le storie e i viaggi di uno dei punti di riferimento dell&#8217;Agenzia Magnum, fondata nel 1947 da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Werner Bischof\u00a0 viaggi\u00f2 negli angoli pi\u00f9 remoti del mondo: dall\u2019India al Giappone, dalla Corea all\u2019Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile e in Per\u00f9. La mostra \u00e8 \u00a0arrivata \u00a0in Italia in occasione delle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita del fotografo e si compone di stampe vintage, memorie, documenti, lettere e pubblicazioni. Per la prima volta\u00a0 ecco\u00a0 esposte una selezione di 20 fotografie inedite, dedicate all\u2019Italia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Fino <\/strong><strong>al 25 febbraio 2018,<\/strong> <strong>Casa dei Tre Oci di Venezia ospita una gran<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198245_Comp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11072 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198245_Comp.jpg\" alt=\"PAR198245_Comp\" width=\"400\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198245_Comp.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198245_Comp-286x300.jpg 286w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><strong>de antologica dedicata a Werner Bischof<\/strong> (1916-1954), uno dei pi\u00f9 importanti fotografi del Novecento, tra i fondatori dell\u2019agenzia Magnum.<\/p>\n<p>La mostra, curata dal figlio Marco Bischof, organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, in collaborazione con Magnum Photos e con la Werner Bischof Estate, media partner Radio Montecarlo, presenta \u00a0<strong>250 fotografie<\/strong>, in larga parte <em>vintage<\/em>, tratte dai pi\u00f9 importanti reportage di Werner Bischof, che consentono di ripercorrere i lunghi viaggi che portarono l\u2019artista svizzero negli angoli pi\u00f9 remoti del mondo, dall\u2019India al Giappone, dalla Corea all\u2019Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile ed in Per\u00f9.<\/p>\n<p>Per la prima volta, sono dunque \u00a0esposte una selezione di 20 fotografie in bianco e nero inedite che hanno nell\u2019<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198265_Comp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-11073\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198265_Comp.jpg\" alt=\"PAR198265_Comp\" width=\"270\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198265_Comp.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR198265_Comp-246x300.jpg 246w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a>Italia il suo soggetto privilegiato. In essa si coglie l\u2019originalit\u00e0 dello scatto che rivela l\u2019occhio \u2018neorealista\u2019 di Werner Bischof. Il percorso espositivo trasporta \u00a0il visitatore nell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro del fotogiornalismo, conducendolo sulle tracce di Werner Bischof. E\u2019 \u00a0un itinerario che, partendo dall\u2019Europa, appena uscita devastata dalla seconda guerra mondiale, giunge in India dove ci si trova di fronte a un paese attanagliato dalla povert\u00e0 e dalla miseria, ma in cui si iniziano a intravvedere gli sviluppi industriali che la porteranno a essere una delle nazioni leader del nuovo millennio.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR133532_Comp1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11075 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR133532_Comp1.jpg\" alt=\"CAMBODIA. Farmer shading himself as he looks after his grazing cows. 1952.\" width=\"339\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR133532_Comp1.jpg 664w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR133532_Comp1-300x294.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quindi, il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra di Corea introduce \u00a0all\u2019analisi del continente americano. Il viaggio di Bischof, infatti, prosegue \u00a0nelle citt\u00e0 statunitensi, di cui coglie lo sviluppo metropolitano, anche con una serie di fotografie a colori, e si chiude idealmente tra i villaggi del Per\u00f9 e sulle cime andine dove il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR55109_Comp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-11076\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR55109_Comp.jpg\" alt=\"PAR55109_Comp\" width=\"390\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR55109_Comp.jpg 648w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR55109_Comp-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/11\/PAR55109_Comp-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/a>fotografo trov\u00f2 \u00a0la morte.<\/p>\n<p>Bischof, considerato uno dei migliori fotogiornalisti, non si limit\u00f2 a documentare la realt\u00e0 con il suo obiettivo, quanto si ferm\u00f2 a riflettere di fronte ai soggetti, cercando di raccontare quelle dicotomie tra sviluppo industriale e povert\u00e0, tra business e spiritualit\u00e0, tra modernit\u00e0 e tradizione. Non manca \u00a0una sezione dedicata alle fotografie di paesaggio e di natura morta, realizzate in Svizzera, tra la met\u00e0 degli anni Trenta e Quaranta del Novecento.<\/p>\n<p><strong>Werner Bischof<\/strong> \u00e8 nato in Svizzera. Ha studiato fotografia con Hans Finsler nella sua nativa di Zurigo presso la Scuola di Arti e Mestieri, poi ha aperto uno studio fotografico e pubblicitario. Nel 1942 \u00e8 diventato un freelance per la rivista <em>Du<\/em>, che pubblic\u00f2 i suoi primi saggi di fotografia pi\u00f9 importanti nel 1943. Bischof ha ricevuto il riconoscimento internazionale dopo la pubblicazione del suo reportage del 1945 sulla devastazione causata dalla seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Negli anni successivi, Bischof\u00a0\u00a0 ha viaggiato in Italia e in Grecia per Swiss Relief, un&#8217;organizzazione dedicata alla ricostruzione post-bellica. Nel 1948 ha fotografato le Olimpiadi Invernali di St Moritz per la rivista <em>LIFE<\/em>. Dopo i viaggi in Europa Orientale, Finlandia, Svezia e Danimarca, ha lavorato per <em>Picture Post, The Observer, Illustrated<\/em>, e <em>Epoca<\/em>. E &#8216;stato il primo fotografo ad iscriversi alla Magnum insieme ai membri fondatori nel 1949.<\/p>\n<p>Non amando la &#8220;superficialit\u00e0 e il sensazionalismo&#8221; del business legato alle riviste, ha dedicato gran parte della sua vita lavorativa alla ricerca dell&#8217;ordine e della tranquillit\u00e0 nella cultura tradizionale, cosa che non l\u2019ha fatto apprezzare particolarmente\u00a0 dagli editori. Tuttavia, \u00e8 stato inviato dalla rivista <em>Life<\/em> per un reportage sulla carestia in India (1951), e ha continuato a lavorare in Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina. Le immagini di questi reportage sono state utilizzate per le maggiori riviste in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;autunno del 1953, Bischof cre\u00f2 una serie di fotografie a colori composte principalmente degli Stati Uniti. L&#8217;anno successivo viaggi\u00f2 in Messico e Panama, poi in una remota parte del Per\u00f9, dove si occupava di fare un film. Tragicamente, Bischof \u00e8 morto in un incidente stradale nelle Ande il 16 maggio 1954, solo nove giorni prima che il fondatore di Magnum, Robert Capa, perse la vita in Indocina.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>250 immagini del grande fotografo svizzero consentono di ripercorrere le storie e i viaggi di uno dei punti di riferimento dell&#8217;Agenzia Magnum, fondata nel 1947 da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Werner Bischof\u00a0 viaggi\u00f2 negli angoli pi\u00f9 remoti del mondo: dall\u2019India al Giappone, dalla Corea all\u2019Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile e in Per\u00f9. La mostra \u00e8 \u00a0arrivata \u00a0in Italia in occasione delle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita del fotografo e si compone di stampe vintage, memorie, documenti, lettere e pubblicazioni. Per la prima volta\u00a0 ecco\u00a0 esposte una selezione di 20 fotografie inedite, dedicate all\u2019Italia. \u00a0Fino al [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/11\/26\/werner-bischof-fotografie-1934-1954-duecentocinquanta-scatti-del-fotografo-svizzero-esposte-alla-casa-dei-tre-oci-di-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,74779,53709,9894,44441,87,28340,17505,35188,64,28369,4625],"tags":[271316,59480,271317,406620,271318,231721,271319,271315],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11069"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11069"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11069\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11077,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11069\/revisions\/11077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}