{"id":1130,"date":"2013-10-27T22:17:57","date_gmt":"2013-10-27T22:17:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1130"},"modified":"2013-10-27T22:23:17","modified_gmt":"2013-10-27T22:23:17","slug":"fredrik-vaerslev-espone-le-muffe-del-mondo-da-gio-marconi-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/10\/27\/fredrik-vaerslev-espone-le-muffe-del-mondo-da-gio-marconi-a-milano\/","title":{"rendered":"Fredrik Vaerslev espone le muffe del mondo da Gi\u00f2 Marconi a Milano"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Affascinante questa mostra del norvegese Fredrik Vaerslev (Moss-Norvegia\u00a0 1979) messa in piedi a Milano da Gi\u00f2 Marconi,\u00a0 e vive come un \u201cnon progetto pittorico\u201d in quanto lascia vedere come l&#8217;artista abbia catturato\u00a0 dei segni particolari, dei \u201csegni del mondo\u201d svelandone varianti diverse, destabilizzanti, di cambiamento, espressione anche del tattile, di un contingente\u00a0 che\u00a0 <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>cambia di forme e di toni.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_09_lr.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1133\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_09_lr-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_09_lr-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_09_lr.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a> La mostra ha per titolo \u201cChoppy Times\u201d e si caratterizza proprio per il lavorio esterno e interno delle \u201cmuffe\u201d, <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">ovvero quel processo che si conforma a seguito di fermentazione, deterioramento, avvio a morte. Tele grezze preparate con dell\u2019imprimitura mescolata a pigmenti, le quali\u00a0 vengono lasciate fuori dallo studio dell\u2019artista ad asciugare, successivamente vengono arrotolate saldamente attorno a tubi di plastica per poi essere lasciate all\u2019aperto per circa dodici mesi. Dopo un anno di usura e di segni provocati dalle quattro stagioni del mutevole clima norvegese, le tele vengono srotolate e sulla parte superiore di queste si leggono, e ben visibili, gli\u00a0 attacchi delle muffe. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Grazie alla tecnica di piegatura diventano visibili composizioni ripetitive\u2013 ma uniche allo stesso tempo \u2013 di muffe e imprimitura\/pigmento. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Le tele sono poi sottoposte ad un lavaggio rigoroso con fungicidi e infine lasciate ad asciugare sia all\u2019interno che all\u2019esterno durante l\u2019inverno. Sulla tela la materia-muffa vive un dramma ancor pi\u00f9 forte delle \u201cjordslag\u201d che sono\u00a0 le pennellate di terra\/sporco. Ci\u00f2\u00a0 appare oggi con\u00a0 pi\u00f9 evidenza che le serie precedenti di V\u00e6rslev, come ad esempio i dipinti che rievocano il terrazzo alla veneziana, i canopy o i garden paintings ( oggi obsoleti e di \u201cbuon gusto\u201d).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/e8aa20b290611d328b1c5ba9746bbc34.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1134\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/e8aa20b290611d328b1c5ba9746bbc34-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/e8aa20b290611d328b1c5ba9746bbc34-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/e8aa20b290611d328b1c5ba9746bbc34.jpg 534w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Detto questo, le nuove opere in mostra rappresentano anche una continuazione approfondita dei \u201ccanopies\u201d monocromi degli ultimi anni. Anche se mirano a togliere la funzionalit\u00e0 e la socialit\u00e0 architettonica della tela. Non per nulla valgono significativamente le parole del collega\u00a0 Peter J. Amdam : \u201c<\/span><em><span style=\"font-size: medium\">Questi dipinti, permeati di muffa, aggiungono cos\u00ec una cupa nota di gravit\u00e0, di morte e del lasciarsi morire al lavoro in continua evoluzione di V\u00e6rslev. E, soprattutto, queste opere portano avanti la paziente e rigorosa esplorazione dell\u2019artista nei confronti del segno e della ripetizione. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_03_lr.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1135\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_03_lr-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_03_lr-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_03_lr.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Se, per cos\u00ec dire, i canopies hanno aggiunto segni anonimi e senza volto di sobborghi architettonicamente e socialmente insignificanti, e allo stesso modo i garden paintings eco-ontologicamente hanno aggiunto segni del \u201cmondo\u201d, l\u2019ultima serie aggiunge un elemento di temporalit\u00e0 che si potrebbe chiamare \u201csegno temporale\u201d come i motivi iterativi causati sia dalla piegatura intorno ai tubi di plastica, dalla muffa e dalle condizioni del tempo \u2013 e la possibilit\u00e0 della ripetizione \u00e8 infatti il fondamento di qualsiasi segno; marcano il passaggio ciclico di un anno con la ripetizione e con l\u2019assoluta, singolare contingenza. In questo senso, queste opere intensificano anche la problematica della serialit\u00e0 che \u00e8 sempre presente nel lavoro di V\u00e6rslev.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_08_lr.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1136\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_08_lr-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_08_lr-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/FV_installation-view_08_lr.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> Queste opere sono, in modo molto lontano, legate ai dipinti-data di On Kawara, ma evocano una temporalit\u00e0 e spazi aperti, senza e al di fuori dell\u2019interazione umana, dei percorsi e degli schemi\u201d. <\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Mostre del genere aprono non poco a una accorta riflessione sul fare arte oggi e divengono punti di riferimento sui possibili percorsi del futuro.<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Affascinante questa mostra del norvegese Fredrik Vaerslev (Moss-Norvegia\u00a0 1979) messa in piedi a Milano da Gi\u00f2 Marconi,\u00a0 e vive come un \u201cnon progetto pittorico\u201d in quanto lascia vedere come l&#8217;artista abbia catturato\u00a0 dei segni particolari, dei \u201csegni del mondo\u201d svelandone varianti diverse, destabilizzanti, di cambiamento, espressione anche del tattile, di un contingente\u00a0 che\u00a0 cambia di forme e di toni. La mostra ha per titolo \u201cChoppy Times\u201d e si caratterizza proprio per il lavorio esterno e interno delle \u201cmuffe\u201d, ovvero quel processo che si conforma a seguito di fermentazione, deterioramento, avvio a morte. Tele grezze preparate con dell\u2019imprimitura mescolata a pigmenti, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/10\/27\/fredrik-vaerslev-espone-le-muffe-del-mondo-da-gio-marconi-a-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,87,35351,28308,17505],"tags":[35360,35359,35361,35362,35363,35364],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1130"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1130"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1143,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1130\/revisions\/1143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}