{"id":11325,"date":"2017-12-25T00:03:08","date_gmt":"2017-12-25T00:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11325"},"modified":"2017-12-25T00:04:12","modified_gmt":"2017-12-25T00:04:12","slug":"i-longobardi-e-la-storia-ditalia-la-mostra-al-mann-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/12\/25\/i-longobardi-e-la-storia-ditalia-la-mostra-al-mann-di-napoli\/","title":{"rendered":"I Longobardi e la storia d\u2019Italia. La mostra  al MANN di Napoli."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/domini_longobardi-e1514158984495.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11326\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/domini_longobardi-e1514158984495.jpg\" alt=\"domini_longobardi\" width=\"400\" height=\"184\" \/><\/a>Un grande evento internazionale. Nord e Sud Italia uniti per la pi\u00f9 importante mostra mai realizzata sui Longobardi. La mostra \u00e8 stata prima al Castello di Pavia, ora dal 15 dicembre 2017 e fino al 25 marzo al MANN di Napoli; ad aprile 2018 al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. Devo confessarvi d\u2019aver visto una mostra epocale. Pavia prima \u00a0\u00e8 tornata capitale del \u201cRegnum Longobardorum\u201d e Napoli si fa adesso portavoce del ruolo fondamentale del Meridione nell\u2019epopea degli \u201cuomini dalla lunghe barbe\u201d e nella mediazione culturale\u00a0tra<\/strong> <strong>Mediterraneo e nord Europa<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14653_179_pluteoagnello-e1514159080141.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11327\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14653_179_pluteoagnello-e1514159080141.jpg\" alt=\"14653_179_pluteoagnello\" width=\"324\" height=\"314\" \/><\/a>Una collaborazione internazionale a tre \u2013 Musei Civici di Pavia, Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Museo Statale Ermitage \u2013 \u00e8 stata alla base della realizzazione di una mostra che, per gli studi scientifici svolti, l\u2019analisi del contesto storico italiano e pi\u00f9 ampiamente mediterraneo ed europeo, per gli eccezionali materiali esposti, quasi totalmente inediti, e per le modalit\u00e0 espositive, si preannuncia \u201cepocale\u201d . Si tratta del punto di arrivo di oltre 15 anni di nuove indagini archeologiche, epigrafiche e storico-politiche su siti e necropoli altomedievali, frutto del rinnovato interesse per un periodo cruciale della storia Italiana ed europea. Oltre 300 le opere esposte; pi\u00f9 di 80 i musei e gli enti prestatori; oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira; 32 i siti e i centri longobardi rappresentati in mostra; 58 i corredi funerari esposti integralmente; 17 i video originali e le installazioni multimediali (touchscreen, oleogrammi, ricostruzioni 3D, ecc.); 3 le cripte longobarde pavesi, appartenenti a soggetti diversi, aperte per la prima volta al pubblico in un apposito itinerario; centinaia i materiali dei depositi del MANN vagliati dall\u2019Universit\u00e0 Suor Orsola Benincasa, per individuare e studiare per la prima volta i manufatti d\u2019epoca altomedievale conservati nel museo napoletano. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/64721-LONGOBARDI-e1514159140810.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11328\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/64721-LONGOBARDI-e1514159140810.jpg\" alt=\"64721-LONGOBARDI\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>Curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi con Ermanno Arslan, Carlo Bertelli, Caterina Giostra, Saverio Lomartire e Fabio Pagano e con la direzione scientifica di Susanna Zatti, Paolo Giulierini e Yuri Piotrovsky, la mostra organizzata da Villaggio Globale International consente &#8211; a differenza di precedenti eventi &#8211; di dare una visione complessiva e di ampio respiro (dalla met\u00e0 del VI secolo, dalla presenza gotica in Italia, alla fine del I millennio) del ruolo, dell\u2019identit\u00e0, delle strategie, della <strong>cultura e dell\u2019eredit\u00e0 del popolo longobardo che nel 568, guidato da Alboino, varca le Alpi Giulie e inizia la sua espansione sul suolo italiano:<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14650_179_CofanettoNovales-e1514159185984.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11329\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14650_179_CofanettoNovales-e1514159185984.jpg\" alt=\"14650_179_CofanettoNovales\" width=\"324\" height=\"216\" \/><\/a> una terra divenuta crocevia strategico tra Occidente e Oriente, un tempo cuore dell\u2019Impero Romano e ora sede della Cristianit\u00e0, ponte tra Mediterraneo e Nord Europa. Frutto innanzitutto di una \u201ccoproduzione\u201d tra Pavia, capitale del Regno longobardo, e Napoli, citt\u00e0 bizantina ma punto di riferimento economico e culturale del Ducato di Benevento, \u201cLongobardi. Un popolo che cambia la storia\u201d ricostruisce dunque le grandi sfide economiche e sociali<\/strong> <strong>affrontate dai Longobardi e riflette sulle relazioni e sulle mediazioni culturali che dominarono quei secoli di guerre e scontri, alleanze strategiche e grandi personalit\u00e0. Il Ducato di Benevento, rimasto in vita come stato indipendente sin oltre la met\u00e0 dell\u2019XI secolo, non solo conserv\u00f2 memoria e retaggio del Regno di Pavia, abbattuto da Carlo Magno nel 774, ma elabor\u00f2 un proprio originale ruolo di cinghia di trasmissione fra le culture mediterranee e l\u2019Europa occidentale.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14648_179_AOSTA-SanLorenzo-e1514159226669.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11330\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14648_179_AOSTA-SanLorenzo-e1514159226669.jpg\" alt=\"14648_179_AOSTA-SanLorenzo\" width=\"324\" height=\"243\" \/><\/a>Parlarne oggi, in una fase di cambiamenti altrettanto marcati come quelli che si verificarono nell\u2019Italia longobarda, significa sperimentare la possibilit\u00e0 di costruire una visione \u201cdal Mediterraneo\u201d all\u2019intera Europa, e mostrare una prospettiva del nostro continente in cui i legami fra le aree transalpine e quelle meridionali appaiano assai pi\u00f9 equilibrati e dialoganti di quanto molta storiografia non abbia da sempre teso a rappresentare. Il carattere internazionale dell\u2019evento, promosso insieme ad uno dei pi\u00f9 prestigiosi musei al mondo, il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, e presentato nel 2018 in Russia, dove per la prima volta verranno accesi i riflettori sulla civilt\u00e0 longobarda, \u00e8 anche il segnale pi\u00f9 concreto della consapevolezza che gli incroci di civilt\u00e0 risultano sempre pi\u00f9 evidenti e ineludibili.<\/p>\n<p>LA MOSTRA FRA NOVIT\u00c0 E CAPOLAVORI. \u00a0Con queste premesse e questi obiettivi la mostra &#8211; che ha un corpus espositivo unitario per le tre sedi e alcune specifiche varianti legate alle peculiarit\u00e0 dei luoghi e alla necessit\u00e0 di alternare taluni oggetti &#8211; <strong>si sviluppa in otto sezioni, con un allestimento di grande fascino e di assoluta novit\u00e0 nel campo archeologico, che incrocia creativit\u00e0, design e multimedialit\u00e0: dal cupo contesto in cui s\u2019innesta in Italia l\u2019arrivo dei Longobardi ai modelli insediativi ed economici introdotti dalla loro presenza; dalle strutture del potere e della societ\u00e0 nel periodo dell\u2019apogeo alle testimonianze della Longobardia Meridionale tra Bizantini e Arabi, principati e nuovi monasteri.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14657_179_BorchiaOroGemme--e1514159272849.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-11331 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14657_179_BorchiaOroGemme--e1514159272849.jpg\" alt=\"14657_179_BorchiaOroGemme-\" width=\"324\" height=\"325\" \/><\/a>Straordinaria \u00e8 la testimonianza in mostra di numerose necropoli recentemente indagate con metodi multidisciplinari e mai presentate al pubblico, che consentono una ricostruzione estremamente avanzata della cultura, dei riti, dei sistemi sociali ma anche delle migrazioni delle genti longobarde, provate grazie a sofisticate e innovative analisi di laboratorio del DNA e sugli isotopi stabili (elementi in traccia nelle ossa, lasciate dall\u2019acqua e dall\u2019alimentazione) effettuate per esempio su ritrovamenti recenti in Ungheria. Innanzitutto esposte per la prima volta alcuni contesti goti con la sovrapposizione di gruppi longobardi come il nucleo di tombe di Collegno in provincia di Torino, ove sono stati ritrovati due individui, entrambi esposti, di cui un\u00a0 bambino di 7 anni, con la deformazione artificiale dei crani: una pratica di distinzione sociale diffusa tra gli Unni e i Germani dell\u2019Europa centro-orientale. Tra le pi\u00f9 recenti scoperte, eccezionale, per le su<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14908_179_EdittoRotariRP-e1514159320694.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11332\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14908_179_EdittoRotariRP-e1514159320694.jpg\" alt=\"14908_179_EdittoRotariRP\" width=\"370\" height=\"234\" \/><\/a>e dimensioni, appare la necropoli cuneese, di Sant\u2019Albano Stura &#8211; di cui si d\u00e0 conto &#8211; dove sono state riportate in luce quasi 800 tombe quando nelle altre localit\u00e0 si contano in genere tra le 100 e le 300 sepolture. I grandi sepolcreti in campo aperto testimoniano comunque la divisione in clan e lo stadio culturale e religioso dei Longobardi al loro arrivo in Italia, legato ancora a valori pagani e guerrieri come mostrano le armi, il sacrificio del cavallo, offerte alimentari e decori animalistici. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14667_179_gota-e1514159405288.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11333\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14667_179_gota-e1514159405288.jpg\" alt=\"14667_179_gota\" width=\"324\" height=\"211\" \/><\/a>Accanto agli scheletri di cavallo e di due cani da Povegliano Veronese, nella Longobardia Minor (Il ducato di Benevento), nelle necropoli di Campochiaro, numerosi cavalieri sono stati sepolti accanto al loro cavallo bardato (nella stessa fossa), a dimostrare quella composizione multietnica di cui parlano le fonti scritte, dotati com\u2019erano di staffe e altri complementi rari per tipologia in Italia, ma diffusi tra le culture nomadiche. Tra le pi\u00f9 ricche sepolture longobarde vi sono quelle femminili di Torino-Lingotto e Parma-Borgo della Posta con le magnifiche fibule decorate a filigrana o in cloisonn\u00e9 e il guerriero di Lucca-Santa Giulia evidenza di una societ\u00e0 fortemente militarizzata (gli scudi circolari con umbone centrale, lo scramasax, la spada a due tagli, ecc.).\u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14922_179_Pavone-e1514159483788.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11334\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/12\/14922_179_Pavone-e1514159483788.jpg\" alt=\"14922_179_Pavone\" width=\"324\" height=\"192\" \/><\/a>Tipici dell\u2019artigianato germanico e tra le pi\u00f9 raffinate manifatture sono i corni potori in vetro \u2013 rosa vinaccia da Cividale, blu da Castel Trosino \u2013con filamenti applicati a onde che imitano i corni animali e che l\u2019aristocrazia usava per bere: prestigioso simbolo di status che rimanda alla convivialit\u00e0 e all\u2019ostentazione sociale del banchetto. <strong>Lo spaccato di un\u2019economia frammentata e profondamente modificata rispetto all\u2019Italia romana, in ragione anche dei mutamenti climatici, cos\u00ec come l\u2019importanza raggiunta da diversi castelli e dalle citt\u00e0 di riferimento dei ducati longobardi, sono ricordati in mostra<\/strong> <strong>grazie a oggetti di vario genere: da quelli d\u2019uso comune \u2013 anfore, lucerne, pesi \u2013 alle monete coniate dai singoli ducati, affiancate a partire dal VII secolo da coniazioni nazionali, fino ad elementi architettonici che, insieme a un\u2019approfondita rassegna di arredi liturgici, mostrano il diffondersi del cattolicesimo in continua alternanza alla fede ariana. Tra i materiali esposti spiccano il Pluteo con croci da Castelseprio prestato dal Museo di Gallarate (VA), la Lastra di Ambone con pavone dal Monastero di San Salvatore a Brescia o quella, sempre con pavoni, da Santa Maria Etiopissa di Polegge (VI); o ancora l\u2019iscrizione funebre di Raginthruda o il bellissimo Pluteo<\/strong> <strong>con agnello entrambi dai Musei Civici di Pavia, Capitale del regno.<\/strong> Dalla cultura animalistica germanica dei primi tempi, che prediligeva la raffigurazione di animali astratti e scomposti, riflesso di una visione formale istintiva e irrazionale, si pass\u00f2 gradualmente ad assumere nuovi contenuti cristiani, linguaggi formali e temi iconografici,\u00a0 da quello bizantino. E cont\u00f2 pure il fatto che dal 685 al 752 la sede papale fosse occupata da papi greci o siriaci. Voci del passato longobardo giungono anche dai manoscritti preziosi che la mostra ci offre accanto alle epigrafi. In mostra da San Gallen (Svizzera) anche il pi\u00f9 antico dei codici contenenti il famoso Editto di Rotari del 643. Il manoscritto fu probabilmente realizzato gi\u00e0 nel VII secolo a Bobbio, che fungeva da cancelleria della reggia pavese. <strong>Nei monasteri di Montecassino e San Vincenzo al Volturno fu perfezionata la scrittura cosiddetta beneventana o longobarda, che fior\u00ec in opposizione alla scrittura rotonda dell\u2019Europa carolingia. Monumento di questa cultura \u00e8 il Codice delle Leggi Longobarde del 1005 \u2013 in prestito da Cava de\u2019 Tirreni \u2013 contenente anche l\u2019Origo gentis Longobardorum, con bellissime miniature a tutta pagina in cui \u00e8 illustrata la saga del popolo longobardo. La mostra si conclude con la grande fioritura della Longobardia Minor che prolunga \u2013 caduta Pavia ad opera di Carlo Magno \u2013 la presenza longobarda in ducati autonomi in Italia, fino<\/strong> <strong>all\u2019XI secolo<\/strong>. Oltre agli importanti reperti da San Vincenzo al Volturno sono numerose le testimonianze del valore artistico e della maturit\u00e0 espressiva raggiunta in questi secoli nel Sud Italia e delle contaminazioni culturali. Il Disco aureo (Brattea) con Cristo e gli Angeli dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli \u00e8 un esempio di altissimo livello dell\u2019oreficeria napoletana di influsso bizantino (o d\u2019importazione bizantina) presente nella citt\u00e0 partenopea agli esordi dell\u2019et\u00e0 ducale. Cos\u00ec come rielabora in maniera originale repertori figurativi di tale ascendenza anche L\u2019Arco di ciborio con bovino e leone dall\u2019Antiquarium di Cimitile (NA), un esempio eccellente della scultura di arredo liturgico di et\u00e0 tardolongobarda, commissionato alla fine del IX secolo \/ inizi del X dal vescovo Leone III per la Chiesa di San Felice. La grande epopea longobarda si ripercorre in mostra anche grazie alle suggestioni offerte da un allestimento originalissimo, basato su evocazioni cromatiche e materiche affidato ad Angelo Figus &#8211; una delle anime creative pi\u00f9 sensibili del momento, capace di incrociare le istanze del design e della moda con quelle della cultura &#8211; e grazie a supporti e soluzioni tecnologiche multimediali, virtuali e immersive che offriranno suggestioni e molteplici contenuti.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un grande evento internazionale. Nord e Sud Italia uniti per la pi\u00f9 importante mostra mai realizzata sui Longobardi. La mostra \u00e8 stata prima al Castello di Pavia, ora dal 15 dicembre 2017 e fino al 25 marzo al MANN di Napoli; ad aprile 2018 al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. Devo confessarvi d\u2019aver visto una mostra epocale. Pavia prima \u00a0\u00e8 tornata capitale del \u201cRegnum Longobardorum\u201d e Napoli si fa adesso portavoce del ruolo fondamentale del Meridione nell\u2019epopea degli \u201cuomini dalla lunghe barbe\u201d e nella mediazione culturale\u00a0tra Mediterraneo e nord Europa. 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