{"id":1145,"date":"2013-10-28T22:18:46","date_gmt":"2013-10-28T22:18:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1145"},"modified":"2013-10-28T22:18:46","modified_gmt":"2013-10-28T22:18:46","slug":"bare-dautore-gli-artisti-in-tempo-di-crisi-hanno-ritrovato-un-nuovo-modo-per-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/10\/28\/bare-dautore-gli-artisti-in-tempo-di-crisi-hanno-ritrovato-un-nuovo-modo-per-vivere\/","title":{"rendered":"Bare d&#8217;autore. Gli artisti in tempo di crisi hanno ritrovato un nuovo modo per vivere."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"mw-content-text\"><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/barapazza-200x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1146\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/barapazza-200x150.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/a>Il mondo dell&#8217;arte batte cassa, la crisi morde e la gran parte degli artisti in tutta Europa hanno difficolt\u00e0 nelle vendita delle loro opere, dipinti o sculture che siano. Le aste parlano chiaro. Molte opere oggi vengono svendute sul mercato per pochi soldi. Ma si sa che agli artisti la creativit\u00e0 e la fantasia non mancano. Ecco allora nascere le \u201cbare d&#8217;autore\u201d, un settore emergente e soprattutto funzionale al quotidiano. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Bare d&#8217;autore per tutte le fasce sociali, per tutti i gusti, ma ancor pi\u00f9 rispondenti a segnalare in morte ci\u00f2 che la persona ha\u00a0 fatto da vivo. Mi risulta\u00a0 che numerose\u00a0 famiglie illustri francesi, tedesche, inglesi\u00a0 e talune italiane abbiano ordinato ad artisti di chiara fama \u201cbare d&#8217;autore\u201d rispondenti al loro status. E, dunque, per chi ha amato l&#8217;arte in vita continua anche da defunto a portarsi dietro un gusto, un&#8217;estetica, una bellezza, i suoi artisti preferiti.\u00a0 <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/bara-gay.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1147\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/bara-gay-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"168\" \/><\/a>Arrivano anche le bare gay friendly, intonate, artistiche, allegre,eccentriche,\u00a0 personalizzate. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Due designer tedeschi di pompe funebri di Colonia, Mike Konigsfeld e Tom Brandl, hanno pensato bene di dare vita a casse da morto appositamente studiate per una clientela gay. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Gli artisti\u00a0 sono molto ottimisti, nonostante la crisi economica abbia\u00a0 colpito\u00a0 pure l&#8217;industria funebre. Le casse gay, sostengono, hanno un loro mercato e si potranno vendere con facilit\u00e0. In Germania una ditta sta gi\u00e0 provvedendo a commercializzare questo<br \/>\ntipo di bare\u00a0 con disegni omoerotici. Secondo gli ideatori, non c\u2019\u00e8 nulla di meglio per dare l\u2019ultimo saluto ai propri cari che delle immagini di giovani uomini muscolosi in pose classiche. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/image_thumb23_thumb.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1148\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/image_thumb23_thumb.png\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"211\" \/><\/a>A ben ricordare \u201ca livella\u201d di Tot\u00f2 e, quindi, che\u00a0 da morti dovremmo essere tutti uguali, sta di fatto che ancora una volta non \u00e8 proprio cos\u00ec. <\/span><span style=\"font-size: medium\">L\u2019uso di questo tipo di bare personalizzate e chiamiamole pure d&#8217;autore, \u00e8 cosa recente. Bare-fontane, bare-aereo, bare-pesce, bare-scarpe, bare-telefonino, bare-pappagallo, ecc. Kane Kwei \u00e8 stato\u00a0 uno dei primi artigiani a fare queste bare negli anni &#8217;50.\u00a0 Poco tempo fa si \u00e8 scoperto che un altro maestro, faceva delle bare personalizzate nello stesso periodo come Kane Kwei. Quell&#8217;artista-artigiano si chiama Ataa Oko (1919-2012) \u00e8 sempre stato famoso soprattutto nella sua citt\u00e0 natale, mentre all&#8217;estero era sconosciuto fino a pochi anni fa. Numerose fonti\u00a0\u00a0 riportano che Ataa Oko abbia iniziato a scolpire bare design nel 1945. L&#8217;idea venne ripresa nella vicina citt\u00e0 di Teshie da altri falegnami-artisti\u00a0 come Kane Kwei, al punto che la fabbricazione e l&#8217;uso di bare design si diffuse rapidamente negli anni seguenti in tutta la regione di Greater Accra nel Ghana. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Ataa Oko \u00e8 stato quindi, insieme a Kane Kwei di Teshie, uno dei fondatori di una nuova forma d&#8217;arte, diventata ora parte integrante della cultura funebre locale del sud del Ghana, ed ormai giunta anche\u00a0 in Europa.\u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1149\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La mostra &#8220;Les Magiciens de la terre&#8221;, tenutasi a Parigi nel 1989, durante la quale vennero esposte per la prima volta in Europa le bare del Ghana, rese famoso in tutto il mondo l&#8217;artista artigiano Kane Kwei (1925-1992) di Teshie, in quanto inventore di questa forma artistica. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Ataa Oko, invece, che al tempo non aveva alcun contatto con forestieri e realizzava le sue bare solo per la propria famiglia e per i suoi connazionali, rimase sconosciuto ai circoli artistici occidentali fino a poco tempo fa. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge.jpg-2-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge.jpg-2-2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge.jpg-2-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/ku-xlarge.jpg-2-2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Senza subire influenze da committenti occidentali, questo artista \u00e8 riuscito a sviluppare una forma di linguaggio artistico estremamente particolare: le sue opere si differenziano da tutto ci\u00f2 che fino ad oggi si \u00e8 visto nei musei occidentali non solo per la loro costruzione di base e i loro materiali, ma anche per il loro aspetto. Ancora una volta, oggigiorno nel quadro della crisi europea, gli artisti occidentali hanno avuto bisogno di portarsi in terre lontane per apprendere\u00a0 e sollecitare la loro fantasia\u00a0 cos\u00ec come fece Paul Gauguin che trov\u00f2 la sua isola dell&#8217;anima a Noa Noa a Tahiti.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il mondo dell&#8217;arte batte cassa, la crisi morde e la gran parte degli artisti in tutta Europa hanno difficolt\u00e0 nelle vendita delle loro opere, dipinti o sculture che siano. Le aste parlano chiaro. Molte opere oggi vengono svendute sul mercato per pochi soldi. Ma si sa che agli artisti la creativit\u00e0 e la fantasia non mancano. Ecco allora nascere le \u201cbare d&#8217;autore\u201d, un settore emergente e soprattutto funzionale al quotidiano. 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Mi risulta\u00a0 che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/10\/28\/bare-dautore-gli-artisti-in-tempo-di-crisi-hanno-ritrovato-un-nuovo-modo-per-vivere\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,87,18229,35351,28369,17494],"tags":[35368,35366,35370,14,406588,35375,20617,406587,35367,35369],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1145"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1145"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1145\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1153,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1145\/revisions\/1153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}