{"id":11493,"date":"2018-01-18T21:47:19","date_gmt":"2018-01-18T21:47:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11493"},"modified":"2018-01-18T21:47:19","modified_gmt":"2018-01-18T21:47:19","slug":"i-rosai-di-g-comi-nel-cinquantesimo-della-morte-del-poeta-italiano-lettura-di-un-testo-fondamentale-della-poesia-italiana-del-primo-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/01\/18\/i-rosai-di-g-comi-nel-cinquantesimo-della-morte-del-poeta-italiano-lettura-di-un-testo-fondamentale-della-poesia-italiana-del-primo-novecento\/","title":{"rendered":"I Rosai di G. Comi. Nel cinquantesimo della morte del poeta italiano. Lettura di un testo fondamentale della Poesia Italiana del Primo Novecento."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/comi-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11494\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/comi-2.jpg\" alt=\"comi (2)\" width=\"264\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/comi-2.jpg 264w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/comi-2-248x300.jpg 248w\" sizes=\"(max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/><\/a>Esiste un fiore che pi\u00f9 della rosa sia stato amato e coltivato, cantato da poeti e ammirato dagli artisti? Conosciuta fin dai tempi pi\u00f9 antichi, la rosa \u00e8 sbocciata in gioielli risalenti a molti millenni prima di Cristo, \u00e8 fiorita negli affreschi dei palazzi di Crosso e delle ville di Pompei , secondo i miti antichi \u00e8 il fiore di Venere alla cui nascita \u00e8 stato presente, come si pu\u00f2 ben mirare nel celebre quadro del Botticelli.<\/p>\n<p><strong>Quando Girolamo Comi pubblica\u00a0 nel \u201921 \u201cI rosai di qui\u201d, \u00e8 gi\u00e0 nell\u2019aria il clima del Dec\u00f2, cos\u00ec da anticipare quello \u201cstile\u00a0 1925\u201d,<\/strong> chiamato in tal modo per via dell\u2019individuazione dello stile nell\u2019anno e nelle vicende della manifestazione francese,ossia quell\u2019Exposition international des Arts decoratifs et industriels modernes.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/comi-e1516311509483.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11495\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/comi-e1516311509483.jpg\" alt=\"comi\" width=\"300\" height=\"236\" \/><\/a><\/p>\n<p>E d\u2019altronde per \u201cArt Dec\u00f2 \u201c, com\u2019era allora in uso questa formula, si leggeva quella larga produzione degli anni Venti, specie tra il 1920 e il 1925, e riconoscere un gusto che in pittura Matisse e in scultura Wildt evidenziavano esemplarmente. E se il \u201cgiglio\u201d(\u201crose sorelle del giglio\u201d) stava al simbolismo e l\u2019iris e le viole al liberty, la rosa era il tema iconografico del dec\u00f2. La Rosellina, come fiore piccolo e carnoso a petali arrotondati e regolari, era diventata l\u2019emblema dell\u2019esposizione parigina.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/copia-2-di-3-300x272.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-11496 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/copia-2-di-3-300x272.jpg\" alt=\"copia-2-di-3-300x272\" width=\"300\" height=\"272\" \/><\/a>I rosai del Salento palesano non soltanto la bellezza e il profumo che da essi emana, ma fondono i loro colori nella luce bianca che abbacina ognuno di noi; ecco le varianti di colore che Comi segnala: turchino, fiamma, gialli, porpora, seta, oro-sangue, muschio, ambrato, raso-smeraldo, viola, fino alle essenze multicolori. <\/strong><\/p>\n<p><strong>I fiori e le rose di Comi sono fiori-specchio di un\u2019armonia generale del mondo, di un universo piccolo che si avverte nella nudit\u00e0 dei giardini salentini e che si contrappone all\u2019universo immenso che ci avvolge carico di luce e di stelle, in cui i fiori e le rose \u201cardono nel guizzo d\u2019un lampo\u201d, imbevuti di sole (\u201csento i violini del sole\/in archi-viola-di suoni\/ardere sulle corolle\/e incendiarne gli aromi\u2026\u201d), come appaiono anche nell\u2019altro poeta orfico che \u00e8 stato Arturo Onofri.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/1_image_resize1_f43eea56c2ab726421c0698142f36bca.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11497\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/1_image_resize1_f43eea56c2ab726421c0698142f36bca.jpg\" alt=\"1_image_resize[1]_f43eea56c2ab726421c0698142f36bca\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/1_image_resize1_f43eea56c2ab726421c0698142f36bca.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/1_image_resize1_f43eea56c2ab726421c0698142f36bca-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il sole ha questa forza catartica, di penetrare e sconvolgere, di inondare la terra di luce per lasciare venire fuori questi fiori-rose( \u201cospitate da spaziosit\u00e0 calde \/di mattinate felici\u2026\u201d,e ancora \u201c \u201cEvaso da un torrido sgorgo\/ di raso-smeraldo,un abbaglio\u2026\u201d) quasi anime preganti che si restituiscono al cielo. <strong>Le rose di Comi non sono \u00a0\u201cfleurs du mal\u201d, ma il trionfo della vita, non \u201csoffici di perversione\u201d(Govoni, I Gigli) ma cariche di solarit\u00e0 e segnali di nuovo rinascimento<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/dscn1022-300x225.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-11498 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/dscn1022-300x225.jpg\" alt=\"dscn1022-300x225\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fiori, gigli e rose anche in Onofri , restituiti a un referente e correlativo medium che lega terra e cielo, come prova di una pi\u00f9 generale chiamata cosmica. Le rose di Govoni (Rose profane) seguono un disegno fonico (la ripetizione di s e la rima ose) che organizza le parole, <strong>mentre quelle di Comi, quelle chiaramente dei \u201crosai\u201d del \u201921, sentono il motivo estetico e decadente di D\u2019Annunzio come aveva gi\u00e0 segnalato\u00a0 l\u2019amico e collega Donato Valli parlando di \u201csincretismo sensuale\u201d. <\/strong>Dannunziano \u201cil singhiozzo gaudioso dei sensi\u2026\u201d, la cui adesione ci pare guardi al \u201cPoema paradisiaco\u201d, con il trionfo delle cromie, l\u2019apoteosi delle parole e del sole, tradotte in tangibile fisicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/fig.-8-Palazzo-Comi-300x205.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11499\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/fig.-8-Palazzo-Comi-300x205.jpg\" alt=\"fig.-8-Palazzo-Comi-300x205\" width=\"300\" height=\"205\" \/><\/a>\u201cI rosai di qui\u201d escono a Lucugnano nel \u201921, in una plaquette di soli venti esemplari, cinque liriche commentate in un sottotitolo \u201c5 sinfonie per musica e pittura\u201d; poi ristampate in elegante veste a Roma per le edizioni de \u201cAl tempo della Fortuna\u201d, nello stesso anno. <\/strong><\/p>\n<p>Forte \u00e8 gi\u00e0 qui la ragione poetica, la rosa si chiarisce come traduzione e simbolo dell\u2019anima, mentre \u00e8 simbolo dell\u2019umano destino in \u201cIl Lampadario\u201d, che rimane il suo primo libro ; qui invece tutto \u00e8 simbolo verticale che si carica non solo di costruzione formale, ma anche, e soprattutto, di lessico lussurioso e di fantasia luminescente. <strong>Le rose sono anche un passaggio diretto del paesaggio salentino, lo stesso che trover\u00e0 poi nell\u2019albero il suo completamento. Per intanto la rosa \u00e8 stimolo di odori, colori, suoni, \u00e8 parte della carne d\u2019un tutto che \u00e8 luce, luce cosmica e universale.<\/strong><\/p>\n<p>Forse non converr\u00e0 aggiungere altre parole, se non quello che diceva Gertrude Stein , \u201cla rosa \u00e8 una rosa, una rosa, una rosa\u201d, e basta il suo nome ad evocare tutto un mondo, quel mondo(\u201cdi qui\u201d) di Comi (Lucugnano e il Salento),\u00a0 quel mondo il cui incanto dura da sempre.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Esiste un fiore che pi\u00f9 della rosa sia stato amato e coltivato, cantato da poeti e ammirato dagli artisti? Conosciuta fin dai tempi pi\u00f9 antichi, la rosa \u00e8 sbocciata in gioielli risalenti a molti millenni prima di Cristo, \u00e8 fiorita negli affreschi dei palazzi di Crosso e delle ville di Pompei , secondo i miti antichi \u00e8 il fiore di Venere alla cui nascita \u00e8 stato presente, come si pu\u00f2 ben mirare nel celebre quadro del Botticelli. Quando Girolamo Comi pubblica\u00a0 nel \u201921 \u201cI rosai di qui\u201d, \u00e8 gi\u00e0 nell\u2019aria il clima del Dec\u00f2, cos\u00ec da anticipare quello \u201cstile\u00a0 1925\u201d, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/01\/18\/i-rosai-di-g-comi-nel-cinquantesimo-della-morte-del-poeta-italiano-lettura-di-un-testo-fondamentale-della-poesia-italiana-del-primo-novecento\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[66558,35499,41640,87,17030,47,35185,53833,80448,28369,4666,41756,51665,4625],"tags":[59480,288035,288032,44531,288036,288034,288033,41637,263672,35202],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11493"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11493"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11502,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11493\/revisions\/11502"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}