{"id":1154,"date":"2013-10-30T22:29:14","date_gmt":"2013-10-30T22:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1154"},"modified":"2013-10-30T22:29:14","modified_gmt":"2013-10-30T22:29:14","slug":"lucie-stahl-espone-a-milano-agitando-nellarte-un-nuovo-capitolo-pubblicitario-catturato-dalla-politica-di-matrice-sovietica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/10\/30\/lucie-stahl-espone-a-milano-agitando-nellarte-un-nuovo-capitolo-pubblicitario-catturato-dalla-politica-di-matrice-sovietica\/","title":{"rendered":"Lucie Stahl espone a Milano agitando nell&#8217;arte un nuovo capitolo pubblicitario catturato dalla politica di matrice sovietica."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/LS_installation-view_19_lr.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1155\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/LS_installation-view_19_lr-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/LS_installation-view_19_lr-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/10\/LS_installation-view_19_lr.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u02bcartista tedesca <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Lucie Stahl\u00a0 <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>\u00e8 nata a Berlino nel 1977, ha studiato\u00a0 prima presso la Hochschule der K\u00fcnste a Berlino,\u00a0 poi alla Glasgow School of Art e alla St\u00e4delschule a Francoforte. Attualmente vive e lavora a Vienna dove dal 2008 dirige con Will Benedict lo spazio espositivo Pro Choice. Oggi una sua mostra\u00a0 di ampio respiro si vede a Milano da Gi\u00f2 Marconi, <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">dopo aver esposto a\u00a0 Los Angeles (2013), <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Detroit (con Tom Humphreys) (2013), Bruxelles, Amsterdam (2012), Vienna, Colonia (2011), Amburgo (2010), Bruxelles, (2008), e Londra (2005). Utilizza per i suoi lavori\u00a0 una particolare tecnica fotografica per cui dispone oggetti di consumo sulla lastra di uno scanner che ne rileva le forme. Le immagini bidimensionali cos\u00ec ottenute vengono ingrandite, stampate a getto d\u02bcinchiostro e infine ricoperte da uno spesso strato di poliuretano lucido che fa quasi da cornice. Le opere vengono poi appese direttamente sul muro della galleria, come poster. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Per la sua prima mostra qui a Milano\u00a0 alla galleria Gi\u00f2 Marconi Lucie Stahl ha preparato una nuova serie di opere, manifesti e poster, utilizzando gli elementi caratteristici dei cartelloni pubblicitari e dei manifesti agitprop. <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Agitprop <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00e8 l&#8217;acronimo di \u043e\u0442\u0434\u0435\u043b \u0430\u0433\u0438\u0442\u0430\u0446\u0438\u0438 \u0438 \u043f\u0440\u043e\u043f\u0430\u0433\u0430\u043d\u0434\u044b (otdel agitatsii i propagandy), ossia Dipartimento per <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">l&#8217;agitazione e la propaganda, organo del comitato centrale e regionale del Partito comunista dell&#8217;Unione sovietica il quale fu in seguito rinominato &#8220;Dipartimento ideologico&#8221;. <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\">Nella lingua russa il termine \u00abpropaganda\u00bb non presentava nessuna connotazione negativa, come in francese, italiano o inglese, significava \u201cdiffusione, disseminazione d&#8217;idee\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Attivit\u00e0 e obiettivi dell&#8217;Agitprop erano diffondere idee del marxismo-leninismo, e spiegazioni della politica attuata dal partito unico, oltre che in differenti contesti diffondere tutti i tipi di saperi utili, come per esempio le metodologie agronome. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">L&#8217;agitazione\u201d consisteva, nel linguaggio politico, invece, nello spingere le persone ad agire conformemente alle progettualit\u00e0 d&#8217;azione dei dirigenti sovietici. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>A questo punto se da una parte nel suo lavoro c&#8217;\u00e8 un racconto tutto storico di un periodo tra i pi\u00f9 bui dell&#8217;Europa e della Russia, dall&#8217;altra forse \u00e8 un suo modo il voler inneggiare e riproporre questa tecnica, favoleggiando lo stalinismo e il breznevismo. <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Inoltre l\u02bcartista ha messo in bella evidenza anche piccoli oggetti scultorei ricavati da vecchie lattine di birra e soda. E&#8217; interessante notare come il suo modo di lavorare e quanto di contenuti, catturati dal quotidiano, appaiono filmicamente, sono dati maturati dopo una visita per curare un ginocchio da un certo medico dottor Lu specializzato in Medicina Cinese Tradizionale a Santa Monica in California. Dice: \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Io sono tedesca. Ho vissuto a Los Angeles negli ultimi anni. Ho comprato una Subaru marrone che a volte guido nel deserto dove raccolgo vecchie lattine di alluminio scolorito di Bud e Coca Cola. Solo quando mi sono trovata sdraiata sulla schiena con addosso unicamente la biancheria nei confini bui e freddi dello studio del medico cinese ho capito cosa avrebbero potuto essere queste lattine o, per essere pi\u00f9 precisa, come poter sfruttare quella mia collezione di rifiuti. Realizzando ruote di preghiera tibetane\u201d. <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Carlo Franza<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u02bcartista tedesca Lucie Stahl\u00a0 \u00e8 nata a Berlino nel 1977, ha studiato\u00a0 prima presso la Hochschule der K\u00fcnste a Berlino,\u00a0 poi alla Glasgow School of Art e alla St\u00e4delschule a Francoforte. Attualmente vive e lavora a Vienna dove dal 2008 dirige con Will Benedict lo spazio espositivo Pro Choice. Oggi una sua mostra\u00a0 di ampio respiro si vede a Milano da Gi\u00f2 Marconi, dopo aver esposto a\u00a0 Los Angeles (2013), Detroit (con Tom Humphreys) (2013), Bruxelles, Amsterdam (2012), Vienna, Colonia (2011), Amburgo (2010), Bruxelles, (2008), e Londra (2005). 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