{"id":11565,"date":"2018-01-26T21:59:48","date_gmt":"2018-01-26T21:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11565"},"modified":"2018-01-26T21:59:48","modified_gmt":"2018-01-26T21:59:48","slug":"tre-sculture-di-vincenzo-gemito-tre-studi-dal-vero-in-terracotta-eccezionalmente-esposti-al-bargello-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/01\/26\/tre-sculture-di-vincenzo-gemito-tre-studi-dal-vero-in-terracotta-eccezionalmente-esposti-al-bargello-di-firenze\/","title":{"rendered":"Tre sculture di Vincenzo Gemito. Tre studi dal vero in terracotta eccezionalmente esposti al Bargello di Firenze."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/97ccf57b88ba253cc5dc92ad21261841_L-e1517002868740.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-11566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/97ccf57b88ba253cc5dc92ad21261841_L-e1517002868740.jpg\" alt=\"97ccf57b88ba253cc5dc92ad21261841_L\" width=\"224\" height=\"265\" \/><\/a>La Direzione del Museo Nazionale del B<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/Moretto-e1517002952429.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11567 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/Moretto-e1517002952429.jpg\" alt=\"Moretto\" width=\"249\" height=\"299\" \/><\/a>argello\u00a0 presenta un prestito eccezionale da parte di Intesa Sanpaolo, dalle Gallerie d\u2019Italia di Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, di sculture di Vincenzo Gemito.<\/p>\n<p><strong>Fino all\u20198 aprile lo <em>Scugnizzo<\/em>, lo <em>Studio dal vero (Moretto)<\/em> e il <em>Fiociniere<\/em>, terrecotte realizzate dallo scultore napoletano intorno al 1870, sono \u00a0esposte a Firenze \u00a0nel Salone della Scultura del Cinquecento al Bargello,<\/strong> in un inedito accostamento tra terrecotte cinquecentesche e ottocentesche.\u00a0 Si \u00a0offre l\u2019opportunit\u00e0 di rileggere l\u2019opera dello scultore napoletano alla luce delle suggestioni dei grandi maestri del Rinascimento.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/Scugnizzo-e1517003543692.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11568\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/Scugnizzo-e1517003543692.jpg\" alt=\"Scugnizzo\" width=\"300\" height=\"360\" \/><\/a>Il prestito celebra il centenario della donazione del<\/strong> <em><strong>Pescatoriello<\/strong> <\/em><strong>in bronzo di Vincenzo Gemito al Museo Nazionale del Bargello da parte di Achille Minozzi nel 1917. Quest\u2019opera \u00e8 attualmente esposta alla mostra <em>I napoletani a Parigi negli anni dell\u2019Impressionismo <\/em>(Napoli, Palazzo Zevallos Stigliano, 5 dicembre 2017- 8 aprile 2018)<em>. <\/em><\/strong>Sabato 24 febbraio 2018 alle ore 12, la dottoressa Paola D\u2019Agostino, Direttore del Museo Nazionale del Bargello, terr\u00e0 una visita guidata straordinaria dedicata a Gemito e ai tre \u201cstudi dal vero\u201d in terracotta.<\/p>\n<p>A Napoli era conosciuto come \u201c<strong>\u2019o scultore pazzo<\/strong>\u201d perch\u00e9 tormentato e segnato da profondi squilibri psichici; in realt\u00e0 si chiamava <strong>Vincenzo Gemito<\/strong> (Napoli 1852 \u2013 1929), <strong>orafo e scultore<\/strong> che, a causa della sua condizione, fu\u00a0spesso costretto a prendere lunghe pause dalla sua attivit\u00e0 creativa.<\/p>\n<p>La sua vita non fu semplice fin da subito, perch\u00e9 \u00a0venne abbandonato al suo destino dai genitori dopo essere stato deposto nella Ruota degli Esposti dello Stabilimento dell\u2019Annunziata. Infatti, <strong>il suo vero cognome era Genito<\/strong> \u2013 ovvero generato \u2013 associato solitamente agli orfani, ma per un errore di uno scrivano la N divenne una M. Adottato e cresciuto in una famiglia poverissima, fin da piccolo Gemito dimostr\u00f2 di essere dotato di un <strong>immenso talento per le arti plastiche<\/strong>. Il suo occhio attento amava soffermarsi soprattutto sulle scene dei bassifondi partenopei e i suoi soggetti preferiti erano bambini vestiti di stracci, popolane e giocatori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/12-Gallerie-di-Palazzo-Zevallos-Stigliano-e1517003607860.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11569\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/01\/12-Gallerie-di-Palazzo-Zevallos-Stigliano-e1517003607860.jpg\" alt=\"12-Gallerie-di-Palazzo-Zevallos-Stigliano\" width=\"324\" height=\"231\" \/><\/a>Alle <strong>Gallerie d\u2019Italia di Napoli<\/strong> \u00e8 conservato uno dei nuclei di opere pi\u00f9 importanti dell\u2019artista, proveniente dalla raccolta dell\u2019avvocato Gabriele Consolazio: <strong>terrecotte, bronzi e disegni<\/strong> prodotti tra gli anni Settanta dell\u2019Ottocento e gli anni Venti del secolo successivo. Le teste giovanili modellate in terracotta \u2013 come gli impressionanti \u201c<em>Scugnizzo<\/em>\u201d, \u201c<em>Fiociniere<\/em>\u201d e \u201c<em>Moretto<\/em>\u201d \u2013 testimoniano la sua tendenza al naturalismo. Molto pi\u00f9 intriganti \u00a0i ritratti in bronzo di personaggi famosi, a esempio \u00a0quello del pittore spagnolo Mariano Fortuny e del suo contemporaneo Domenico Morelli. L\u2019 instancabile sua \u00a0ricerca plastica \u00e8 rappresentata in particolare dalla \u201c<em>Testa di filosofo<\/em>\u201d e dal pi\u00f9 tardo \u201c<em>Busto di fanciulla napoletana<\/em>\u201d, caratterizzata da un classicismo sensuale che richiamano \u00a0le seduzioni e il virtuosismo dell\u2019antica scultura ellenistica. Non meno splendidi i <strong>disegni<\/strong> realizzati con materiali e procedimenti diversi; \u00a0Gemito, infatti, sapeva padroneggiare con la stessa abilit\u00e0 la matita, il carboncino, l\u2019inchiostro, l\u2019acquerello, la sanguigna e la tempera bianca. A Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli sono esposti i coinvolgenti <strong>autoritratti<\/strong>, spietate testimonianze dei dolorosi cambiamenti della sua fisionomia negli anni; un\u2019altra importante serie esposta \u00e8 costituita dalle <strong>figure di donne<\/strong> dove \u00e8 possibile osservare la ricerca di stile ispirata a modelli seicenteschi che hanno reso Vincenzo Gemito l\u2019ultimo seguace del naturalismo napoletano.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Direzione del Museo Nazionale del Bargello\u00a0 presenta un prestito eccezionale da parte di Intesa Sanpaolo, dalle Gallerie d\u2019Italia di Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, di sculture di Vincenzo Gemito. Fino all\u20198 aprile lo Scugnizzo, lo Studio dal vero (Moretto) e il Fiociniere, terrecotte realizzate dallo scultore napoletano intorno al 1870, sono \u00a0esposte a Firenze \u00a0nel Salone della Scultura del Cinquecento al Bargello, in un inedito accostamento tra terrecotte cinquecentesche e ottocentesche.\u00a0 Si \u00a0offre l\u2019opportunit\u00e0 di rileggere l\u2019opera dello scultore napoletano alla luce delle suggestioni dei grandi maestri del Rinascimento. Il prestito celebra il centenario della donazione del Pescatoriello in [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/01\/26\/tre-sculture-di-vincenzo-gemito-tre-studi-dal-vero-in-terracotta-eccezionalmente-esposti-al-bargello-di-firenze\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53794,28386,44441,87,35266,35185,17505,35188,51708,28369,17494,4625],"tags":[59480,288070,288068,253027,211693,288072,288071,288069,288066],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11565"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11565"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11565\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11570,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11565\/revisions\/11570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}