{"id":11788,"date":"2018-02-20T21:40:21","date_gmt":"2018-02-20T21:40:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11788"},"modified":"2018-02-20T21:40:21","modified_gmt":"2018-02-20T21:40:21","slug":"la-lunetta-antinori-di-giovanni-della-robbia-da-brooklyn-al-museo-del-bargello-di-firenze-uno-straordinario-capolavoro-scultoreo-rinascimentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/02\/20\/la-lunetta-antinori-di-giovanni-della-robbia-da-brooklyn-al-museo-del-bargello-di-firenze-uno-straordinario-capolavoro-scultoreo-rinascimentale\/","title":{"rendered":"La lunetta Antinori di Giovanni della Robbia da Brooklyn al Museo del Bargello di Firenze. Uno straordinario  capolavoro scultoreo rinascimentale."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-1-e1519162139903.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11789\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-1-e1519162139903.jpg\" alt=\"Fig. 1\" width=\"436\" height=\"291\" \/><\/a>Dopo l\u2019esposizione alle grandi mostre presso il Museum of Fine Arts di Boston e la National Gallery di Washington tra 2016 e 2017, approda a Firenze un capolavoro che ha lasciato l\u2019Italia nel lontano 1898<\/strong>:\u00a0 <strong>la lunetta con la \u201cResurrezione\u201d di Giovanni della Robbia<\/strong>.\u00a0 E\u2019\u00a0 presente al pubblico nella cornice del Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata, dai Della Robbia, e visitabile fino all\u20198 aprile 2018.\u00a0 <strong>Commissionata intorno al 1520 da Niccol\u00f2 di Tommaso Antinori (1454-1520), che dette inizio alla fortuna imprenditoriale di<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-2-e1519162224619.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11790 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-2-e1519162224619.jpg\" alt=\"Fig. 2\" width=\"346\" height=\"447\" \/><\/a><\/strong><strong> questo antichissimo casato fiorentino, la lunetta \u00e8 di dimensioni monumentali (cm 174,6 x 364,5 x 33) e resta oggi uno dei pi\u00f9 notevoli esempi della produzione di Giovanni della Robbia (Firenze 1469-1529). Figlio di Andrea e insieme a lui continuatore della bottega del nonno Luca, Giovanni si indirizz\u00f2 verso una produzione contraddistinta da una maggiore esuberanza decorativa e cromatica, come appare proprio da questo strao<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-4-e1519162305319.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11791\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-4-e1519162305319.jpg\" alt=\"Fig. 4\" width=\"379\" height=\"480\" \/><\/a><strong>rdinario esemplare, rimasto per quasi quattro secoli nella sua ubicazione originaria, la prestigiosa Villa Le Rose costruita fuori le mura di Firenze quale residenza di campagna e sede, gi\u00e0 in antico, di produzione vinicola.<\/strong> <strong>La lunetta <\/strong><strong>raffigura il Cristo risorto, con il committente Antinori in ginocchio alla sua destra e i soldati attorno al sepolcro, secondo l\u2019iconografia tradizionale: il tutto su un articolato sfondo di paesaggio e all\u2019interno di una fastosa cornice di frutti e fiori popolata da piccoli animali. <\/strong>L\u2019opera venne acquistata nel 1898 da <strong>Aaron AugustusHealy<\/strong>(1850-1921), personaggio chiave della Brooklyn di fine Ottocento, importante uomo d\u2019affari, presidente del Brooklyn Institute of Arts and Sciences per venticinque anni, ma anche esperto collezionista e generoso mecenate. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-5-e1519162390816.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-11792 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/Fig.-5-e1519162390816.jpg\" alt=\"Fig. 5\" width=\"321\" height=\"373\" \/><\/a>Healy, che port\u00f2 a New York la lunetta per donarla al Brooklyn Museum, la riaccompagna idealmente oggi a Firenze, con una spettacolare presenza \u2018in effigie\u2019: altro capolavoro concesso in prestito dallo stesso museo americano \u00e8 infatti il <strong><em>Ritratto diAaron AugustusHealy<\/em><\/strong> dipinto da <strong>John Singer Sargent<\/strong> nel <strong>1907<\/strong>. Sargent (Firenze 1856-Londra 1925)\u00a0 artista cosmopolita e di eccezionale successo, fu uno dei ritrattisti pi\u00f9 in voga presso l\u2019alta societ\u00e0 delle capitali europee e americane: quello di Healy \u00e8 uno degli ultimi ritratti eseguiti da Sargent, che in seguito riserv\u00f2 quel privilegio solo a pochi fortunati come Henry James, VaslavNijinsky, John D. Rockefeller o il presidente degli Stati Uniti Thomas Woodrow Wilson. Nel 2015 <strong>Marchesi Antinori Spa<\/strong> ha generosamente finanziato il complesso restauro della lunetta, realizzato nei laboratori del Brooklyn Museum in previsione della mostra al Museum of Fine Arts di Boston. Si \u00e8 in tal modo venuta a creare una singolare convergenza storica, una suggestiva continuit\u00e0 di committenza e tutela esercitata dalla famiglia Antinori attraverso i secoli, che si rinnova ulteriormente in questo eccezionale e temporaneo ritorno in Italia. <strong>Marchesi Antinori Spa <\/strong>\u00e8 infatti <strong>sponsor anche di questa iniziativa fiorentina<\/strong>, a seguito del bando pubblico indetto dal museo ai sensi dell\u2019art. 19 D.Lgs. n. 50\/2016.<\/p>\n<p><strong>L\u2019evento accende dunque i riflettori, dopo quasi 120 anni dal suo trasferimento oltreoceano, su uno straordinario capolavoro poco conosciuto dal pubblico italiano ed europeo, cui\u00a0 \u00e8\u00a0 dedicata un\u2019intera sala degli spazi museali del Bargello. <\/strong>In parallelo, la seconda sala ospita\u00a0 un\u2019opera di <strong>Stefano Arienti<\/strong>, artista italiano tra i pi\u00f9 apprezzati in ambito internazionale, dal titolo <strong><em>Scena fissa<\/em><\/strong>, con cui la scultura robbiana viene riletta e reinterpretata, dando vita ad <strong>un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea<\/strong>. Tale creazione, ideata per la sala mostra del museo Nazionale del Bargello, quindi con <strong>un progetto <em>site-specific<\/em><\/strong>, rientra nelle iniziative di <strong><em>Antinori Art Project<\/em><\/strong><strong>,<\/strong> progetto che muove dall\u2019idea di creare una naturale prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 di collezionismo, proseguendo una tradizione della famiglia che viene oggi rivolta verso le arti e gli artisti del nostro tempo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo l\u2019esposizione alle grandi mostre presso il Museum of Fine Arts di Boston e la National Gallery di Washington tra 2016 e 2017, approda a Firenze un capolavoro che ha lasciato l\u2019Italia nel lontano 1898:\u00a0 la lunetta con la \u201cResurrezione\u201d di Giovanni della Robbia.\u00a0 E\u2019\u00a0 presente al pubblico nella cornice del Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata, dai Della Robbia, e visitabile fino all\u20198 aprile 2018.\u00a0 Commissionata intorno al 1520 da Niccol\u00f2 di Tommaso Antinori (1454-1520), che dette inizio alla fortuna imprenditoriale di questo antichissimo casato fiorentino, la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/02\/20\/la-lunetta-antinori-di-giovanni-della-robbia-da-brooklyn-al-museo-del-bargello-di-firenze-uno-straordinario-capolavoro-scultoreo-rinascimentale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,53794,41640,46356,44759,44441,87,35185,17505,35188,28369,59220,59390,4625],"tags":[59480,288218,288215,59504,288217,288212,288214,288216,288213],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11788"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11788"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11788\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11793,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11788\/revisions\/11793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11788"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11788"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11788"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}