{"id":11866,"date":"2018-02-28T22:12:38","date_gmt":"2018-02-28T22:12:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11866"},"modified":"2018-02-28T22:12:38","modified_gmt":"2018-02-28T22:12:38","slug":"ercolano-e-pompei-il-ritrovamento-di-due-siti-archeologici-tra-i-piu-importanti-del-mondo-in-una-mostra-strepitosa-al-m-a-x-museo-di-chiasso-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/02\/28\/ercolano-e-pompei-il-ritrovamento-di-due-siti-archeologici-tra-i-piu-importanti-del-mondo-in-una-mostra-strepitosa-al-m-a-x-museo-di-chiasso-svizzera\/","title":{"rendered":"Ercolano e Pompei. Il ritrovamento di due siti archeologici tra i pi\u00f9 importanti del mondo in una mostra strepitosa  al m.a.x. museo  di Chiasso (Svizzera)."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/01_11-e1519854920122.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11867\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/01_11-e1519854920122.jpg\" alt=\"01_11\" width=\"376\" height=\"261\" \/><\/a>In occasione dei 280 anni dalla scoperta di Ercolano e dei 270 anni da quella di Pompei, l\u2019esposizione documenta come il ritrovamento di due tra i siti archeologici pi\u00f9 importanti al mondo sia stato comunicato attraverso lettere, taccuini acquerellati, incisioni, disegni, <\/strong><strong>fotografie, cartoline, tra il Settecento e gli inizi del Novecento.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/02_9-e1519855023513.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11868\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/02_9-e1519855023513.jpg\" alt=\"??????????\" width=\"301\" height=\"180\" \/><\/a><\/strong> <strong>La rassegna, che presenta una serie di reperti originali, testimonia come autori quali<\/strong><strong>, Karl Jakob Weber e William Gell, Giovanni Battista e Francesco Piranesi, <\/strong><strong>Fran\u00e7ois Mazois e Philipp Hackert, <\/strong><strong>nonch\u00e9 disegnatori, incisori e cultori dell\u2019antico fin<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/12_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11869 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/12_3.jpg\" alt=\"12_3\" width=\"250\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/12_3.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/12_3-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>o ai fratelli Alinari<\/strong><strong>, contribuirono alla fortuna storica e critica delle due citt\u00e0 dissepolte.<\/strong> In occasione dei 280 anni dalla scoperta di Ercolano e i 270 anni da quella di Pompei, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) ospita <strong>fino al 6 maggio 2018 la mostra Ercolano e Pompei: visioni di una scoperta.<\/strong> L\u2019esposizione ripercorre la storia di due tra i ritrovamenti archeologici pi\u00f9 importanti al mondo e come queste scoperte siano state comunicate, tra la fine del Settecento e i primi anni del Novecento, attraverso lettere, taccuini acquerellati, incisioni, disegni, <em>gouache<\/em>, fotografie, reperti archeologici e molto altro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/05_9-e1519855233525.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11871\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/05_9-e1519855233525.jpg\" alt=\"05_9\" width=\"344\" height=\"232\" \/><\/a>La rassegna testimonia come autori quali, Karl Jacob Weber e William Gell, Giovanni Battista e Francesco Piranesi, Fran\u00e7ois Mazois e Philipp Hackert, nonch\u00e9 disegnatori, incisori e cultori dell\u2019antico fino ai fratelli Alinari, contribuirono alla fortuna storica e critica delle due citt\u00e0 dissepolte.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/06_9.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11872 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/06_9.jpg\" alt=\"06_9\" width=\"332\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/06_9.jpg 387w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/06_9-300x233.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/a> <strong><em>Ercolano e Pompei: visioni di una scoperta<\/em><\/strong><strong>, promossa e realizzata dal m.a.x. museo di Chiasso in collaborazione con il MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli &#8211; che accoglier\u00e0 la tappa italiana, in programma la prossima estate <\/strong>-, col patrocinio del Consolato Generale d\u2019Italia a Lugano, \u00e8 curata da Pietro Giovanni Guzzo, gi\u00e0 Soprintendente dei beni archeologici di Napoli e Pompei, Maria Rosaria Esposito, responsabile della Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/07_20.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11873\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/07_20.jpg\" alt=\"07_20\" width=\"371\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/07_20.jpg 371w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/07_20-300x243.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a>Il percorso espositivo inizia dalla met\u00e0 del Settecento, quando studiosi e appassionati dell\u2019antico incominciano a descrivere i ritrovamenti, inizialmente sporadici e casuali, attraverso <strong>le<\/strong> <strong>lettere. <\/strong>\u00c8 il caso di <strong>J.J.<\/strong> <strong>Winckelmann<\/strong>, a cui si aggiungono nel 1762 i commenti sulla conduzione degli scavi, come nelle lettere del <strong>conte di Caylus<\/strong>, collezionista e archeologo, di <strong>Goethe<\/strong> o pi\u00f9 tardi, a inizio Ottocento le puntuali osservazioni di <strong>Stendhal<\/strong>. Il viaggio del <strong><em>Grand Tour<\/em><\/strong> a fine Settecento annovera ormai come tappa obbligata Napoli, Pompei ed Ercolano. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/11_15-e1519855464189.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11874\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/11_15-e1519855464189.jpg\" alt=\"11_15\" width=\"349\" height=\"233\" \/><\/a>Molti <strong>artisti, architetti e cultori d\u2019arte di tutta Europa<\/strong> \u2013 incuriositi dalle notizie che circolavano e dalla divulgazione delle prime <strong>incisioni promosse dal sovrano illuminato Carlo III di Borbone<\/strong> con soggetto \u201cLe Antichit\u00e0 di Ercolano esposte\u201d \u2013 iniziano a disegnare dal vivo, appuntando sul proprio <strong>taccuino di viaggio<\/strong> <strong>schizzi, disegni acquerellati e note scritte<\/strong>. Sono necessari permessi speciali e le preziose notizie su Ercolano e Pompei fanno il giro del mondo, come nel caso <strong>del nobiluomo William Gell, che lascia un taccuino inedito denso di annotazioni <\/strong>\u2013<strong> esposto in mostra <\/strong>\u2013 che confluir\u00e0 in diverse pubblicazioni, fra cui la celebre \u201cPompeiana\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/04_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11875\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/04_11.jpg\" alt=\"04_11\" width=\"300\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/04_11.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/02\/04_11-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La colonia degli inglesi \u00e8, in effetti, molto attiva nel disegnare e ritrarre gli scavi, allo scopo di pubblicare testi corredati da incisioni per far conoscere l\u2019antico. In relazione a tale fenomeno, si inserisce la produzione delle <strong>splendide acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi che ritraggono in maniera suggestiva sia Ercolano che Pompei<\/strong>. Con l\u2019inizio dell\u2019Ottocento il disegno si fa preciso e prospettico, e fa capolino la nuova tecnica fotografica. Nei primi decenni del Novecento, le <strong>cartoline in litografia o cromolitografia<\/strong> <strong>diventano un usuale mezzo di comunicazione per veicolare le immagini dei luoghi visitati<\/strong>, inserendo cos\u00ec nel loro repertorio anche le citt\u00e0 dissepolte di Ercolano e Pompei, che costituiscono tappe obbligate del <strong>nascente fenomeno del turismo<\/strong>. A contestualizzare il racconto, <strong> sono esposti una ventina di reperti archeologici originali<\/strong>, come gioielli, tra cui <strong><em>l\u2019anello di Carlo<\/em><\/strong> o il <strong><em>bracciale della Casa del Fauno<\/em><\/strong>, <strong>piccole teste in bronzo<\/strong>, <strong>lacerti di affreschi. <\/strong>Fra le opere pittoriche in mostra il ritratto di Latapie e la ricostruzione di una casa pompeiana di Luigi Bazzani proveniente da New York dal Dahesh Museum.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In occasione dei 280 anni dalla scoperta di Ercolano e dei 270 anni da quella di Pompei, l\u2019esposizione documenta come il ritrovamento di due tra i siti archeologici pi\u00f9 importanti al mondo sia stato comunicato attraverso lettere, taccuini acquerellati, incisioni, disegni, fotografie, cartoline, tra il Settecento e gli inizi del Novecento. La rassegna, che presenta una serie di reperti originali, testimonia come autori quali, Karl Jakob Weber e William Gell, Giovanni Battista e Francesco Piranesi, Fran\u00e7ois Mazois e Philipp Hackert, nonch\u00e9 disegnatori, incisori e cultori dell\u2019antico fino ai fratelli Alinari, contribuirono alla fortuna storica e critica delle due citt\u00e0 dissepolte. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/02\/28\/ercolano-e-pompei-il-ritrovamento-di-due-siti-archeologici-tra-i-piu-importanti-del-mondo-in-una-mostra-strepitosa-al-m-a-x-museo-di-chiasso-svizzera\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35425,44662,77048,31446,59324,9894,77049,53794,41640,35247,44441,87,35185,17505,35188,28369,51665,4625],"tags":[93626,295883,295887,295889,295888,295886,34315,295891,295884,295882,295890,60315,295885],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11866"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11866"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11876,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11866\/revisions\/11876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}