{"id":11892,"date":"2018-03-04T21:47:56","date_gmt":"2018-03-04T21:47:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11892"},"modified":"2018-03-04T21:47:56","modified_gmt":"2018-03-04T21:47:56","slug":"marisa-settembrini-fra-decollages-e-poesia-visuale-in-mostra-a-milano-nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/04\/marisa-settembrini-fra-decollages-e-poesia-visuale-in-mostra-a-milano-nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera\/","title":{"rendered":"Marisa Settembrini fra  d\u00e8collages e poesia visuale  in mostra a Milano nell\u2019Ex-Studio di Piero Manzoni  in Brera."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/MARISA-SETTEMBRINI.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11893\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/MARISA-SETTEMBRINI-e1520199212230.jpg\" alt=\"MARISA SETTEMBRINI\" width=\"392\" height=\"294\" \/><\/a>Preziosa,\u00a0 bella, colta, la \u00a0mostra che Marisa Settembrini (classe 1955),\u00a0 artista italiana di rilievo internazionale, ha messo in piedi a Milano nell\u2019Ex-Studio di Piero Manzoni\u00a0 in zona Brera, aperta fino al 15 marzo 2018. Nello storico studio dell\u2019artista concettuale che innov\u00f2 tutta l\u2019arte contemporanea unitamente a Lucio Fontana, sulla storica \u201cParete Manzoni\u201d,\u00a0 bianca, si legge tutta l\u2019installazione di Marisa \u00a0Settembrini, professoressa di Brera, che argomenta, come recita il titolo dell\u2019esposizione \u201cla partizione delle voce\u201d, tutta una serie di opere, ben quarantotto, capaci di offrire fra d\u00e8collages e poesia visuale citazioni sulla storia, sulla vita, sull\u2019esistere, sul corpo umano e soprattutto sul volto e la bellezza. \u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744481-ori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11894\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744481-ori.jpg\" alt=\"rev174448(1)-ori\" width=\"413\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744481-ori.jpg 413w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744481-ori-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744481-ori-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019arte di Marisa Settembrini\u00a0 persegue la ricerca di un ideale millenario che la nostra civilt\u00e0 ha sempre considerato una delle sue espressioni pi\u00f9 alte, la bellezza tradotta da una certa concezione del corpo umano. Da Fidia e Prassitele a Rodin, passando da Michelangelo e Canova, eppoi verso taluni contemporanei come Mimmo Rotella e Jacques Villegl\u00e8, la sua pittura esprime, tramite la perfezione dell\u2019architettura umana, la presenza del mistero.<\/strong> Le sue opere\u00a0 si\u00a0 snodano\u00a0\u00a0 attorno alla riconquista di una forma di bellezza considerata desueta da taluni\u00a0 modernisti. Fin dai suoi esordi, negli anni Settanta, il lavoro della Settembrini si \u00e8 mosso\u00a0 ai margini di correnti dominanti quale l\u2019arte concettuale, l\u2019arte minimalista o i diversi approcci dell\u2019arte astratta. Ella pu\u00f2 essere associata\u00a0 da una parte ai Nouveaux realistes per una affinit\u00e0 stilistica o generazionale per via degli strappi cartacei, i decollages, dall\u2019altra alla Poesia Visiva o meglio alla Poesia Visuale. Poi q<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-VENTO-2018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-11895 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-VENTO-2018.jpg\" alt=\"SETTEMBRINI-VENTO-2018\" width=\"400\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-VENTO-2018.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-VENTO-2018-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-VENTO-2018-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>uando negli anni Ottanta abbiamo assistito a un ritorno alla figurazione, alla rivalorizzazione del passato e della mitologia, scopriamo che la sua opera sfugge a precise\u00a0 tendenze e, per contrasto, rivela tutta la sua specificit\u00e0. A prima vista l\u2019opera sorprende per il suo sviluppo organico, per la sua apparente immobilit\u00e0, per la sua costante epurazione, seminando\u00a0 nuove basi, aprendo\u00a0 nuove piste. Ecco spingere l\u2019arbitrariet\u00e0 del segno al punto di dissoluzione segnalato da Jameson, e cio\u00e8 al punto in cui i significanti, lettere, numeri e cos\u00ec via, sono diventati letterali \u201cliberati dal fardello dei loro significati\u201d. La Settembrini attinge dal mondo classico e dal mondo contemporaneo i valori che insuffla nelle sue creazioni<strong>. La figura umana, o meglio quelle parti di volto e di sguardo, strappate, ritagliate, vere finestre visive,\u00a0 ne escono\u00a0 altamente valorizzate poich\u00e9 portano\u00a0 in s\u00e9 l\u2019impronta dello sforzo per superarsi. Il suo sguardo, rispetto al passato, non \u00e8 nostalgico bens\u00ec basato sulla scommessa di insufflare l\u2019ideale di bellezza nell\u2019ambiente quotidiano.<\/strong> La sua ricerca int<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-DEVE-2018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11896\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-DEVE-2018.jpg\" alt=\"SETTEMBRINI-DEVE-2018\" width=\"400\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-DEVE-2018.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-DEVE-2018-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/SETTEMBRINI-DEVE-2018-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/strong>erroga l\u2019atteggiamento modernista, il nostro rapporto con le fonti della nostra civilt\u00e0, il ponte che ci ricollega con il fondo comune dell\u2019identit\u00e0 occidentale. <strong>La Settembrini pone in scena una\u00a0 teoria estetica ed etica del volto, ben ricordando le riflessioni di Emmanuel L\u00e9vinas. Di fronte al volto<\/strong><strong> altrui l\u2019io comprende l\u2019alterit\u00e0 e la trascendenza dell\u2019altra persona,\u00a0 in quanto dietro a quel volto si nasconde la vita intera di un essere umano che ha provato sensazioni, emozioni, che possiede ricordi e aspettative e sogni verso il futuro. E\u2019 acclarato che il volto dimostra la sua grande evocativit\u00e0 filosofica e vedremo anche artistico-letteraria soprattutto perch\u00e9 si tratta della parte del nostro corpo pi\u00f9 personale e pi\u00f9 differente da individuo ad individuo.\u00a0 Esso viene scelto quale mediatore tra l\u2019anima e il corpo. Nel volto non vi sono tracce del nostro vissuto, ma idealmente il volto \u00e8 colui che ci fa comprendere i valori del rispetto di un\u2019individualit\u00e0 differente dalla nostra<\/strong>. Tutto appartiene a una partizione delle voci \u201cvolto\u201d e \u201csguardo\u201d, voci, termini, che rimandano a quanto diceva\u00a0 G.A. Becquer: <strong><em>\u201cL\u2019anima pu\u00f2 parlare con gli occhi e baciare con lo sguardo\u201d<\/em>. <\/strong>Il ruolo esistenziale del volto, la magia di esso, assume del tutto una dimensione che coinvolge il valore del ricordo\u00a0 che\u00a0 \u00e8 stato caro a Marcel Proust come al\u00a0 poeta italiano Eugenio Montale\u00a0 del\u00a0 \u201c<em>Non recidere forbice quel volto\u201d<\/em>; il volto della donna amata,\u00a0 Clizia, una sorta di donna angelo venuta in terra per fornire un segno di una possibile donazione di senso al mondo. Cos\u00ec avvicinarsi al passato\u00a0 non pu\u00f2 essere che un atto mutilato e frammentario. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/index.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11897\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/index.jpg\" alt=\"index\" width=\"223\" height=\"226\" \/><\/a>Queste piccole\u00a0 \u201cfinestre\u201d che ricreano\u00a0 la superficie dell\u2019opera sono decorazioni o forse i frammenti di un\u2019altra opera? Ogni frammento rimanda a un\u2019opera che ci sfugge nella sua totalit\u00e0 ma la cui probabile esistenza ci viene indicata dall\u2019immaginario. In questo modo ogni frammento evoca altro e cos\u00ec via, all\u2019infinito. <strong>L\u2019uso della frammentazione e <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-11898 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"223\" height=\"226\" \/><\/a><\/strong><strong>del collage \u00e8 una pratica moderna, porta\u00a0 verosimilmente ad assemblaggi insoliti. Il gusto di fabbricare storie ci ricorda i romantici e la loro passione per le rovine, per le tracce delle intemperie e i segni del tempo trascorso. Ancora una volta ci\u00f2 che \u00e8 in ballo \u00e8 il nostro rapporto sempre mutilato con il passato e la sua abilit\u00e0 di artefice. Il\u00a0 frammento rivela la mano e l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019artista, non il talento aleatorio del tempo. \u201cCon modernit\u00e0\u00a0 intendo l\u2019effimero, il fugace e il contingente\u201d scriveva Charles Baudelaire nel 1863, \u201cla met\u00e0 dell\u2019arte di cui l\u2019altra met\u00e0 \u00e8 l\u2019eterno e l\u2019immutabile\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1442361-ori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11899\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1442361-ori.jpg\" alt=\"rev144236(1)-ori\" width=\"354\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1442361-ori.jpg 354w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1442361-ori-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a>Marisa Settembrini \u00e8 nata a Gagliano del Capo (Lecce) nel 1955. Dopo aver frequentato l\u2019Accademia di Brera e la Kunst Akademie di Monaco di Baviera, oggi \u00e8 titolare della cattedra di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Statale di Brera\u00a0 a Milano, citt\u00e0\u00a0 dove vive e che alterna con i riposi nella cittadina salentina di Alessano nel capo di Leuca. La sua attivit\u00e0 parte dal 1976 con l\u2019invito alla mostra \u201cLa nuova figurazione italiana\u201d al Palazzo dei Congressi di Roma, per conto della Quadriennale Romana. Numerose le mostre personali in Italia <\/strong><strong>(<\/strong><strong>Roma, Firenze, Alcamo, Lecce, Todi, Milano, Erice, San Vito Lo Capo, Pavia, Brescia, Sondrio, Loreto, Teglio, Mantova, \u00a0ecc. ) e all\u2019estero (New York, Monaco di Baviera, Berlino, Dusseldorf), e le partecipazioni a importanti rassegne<\/strong><strong>. <\/strong><strong>Ha vinto il Premio Lyceum per la grafica nel 1984. Negli ultimi anni Ottanta \u00e8 stata presente a Milano, al Palazzo Sormani con una mostra di incisioni e nel 1991 il Comune le dedica una importante mostra nel Museo di Milano. Invitata alla VI e alla VII Triennale dell\u2019incisione italiana e alla XXXII Biennale d\u2019Arte di Milano con sei dipinti nella sezione del ritratto.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1113371-ori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11900 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1113371-ori.jpg\" alt=\"rev111337(1)-ori\" width=\"306\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1113371-ori.jpg 352w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1113371-ori-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/a> Nel 1995, diciotto dipinti sul tema del Paradiso dantesco sono esposti all\u2019Oratorio della Passione della Basilica di Sant\u2019Ambrogio a Milano e nello stesso anno, quarantasei opere sono esposte all\u2019Universit\u00e0 Bocconi. Vince, per la pittura, nel 1994 il Premio Cortina, nel 1995 il Premio Saint Vincent, nel 1996 il Premio Bormio e il Premio Milano, il Premio Turris Magna- Citt\u00e0 di Tricase, il Premio delle Arti- Premio della Cultura, il Premium International Florence Seven Stars\u00a0 nel 2017, il Premio Artecom per la Cultura nel 2018 a Roma. Invitata nel dicembre 1997 alla V Biennale d\u2019Arte di Cremona con tre grandi opere nella sezione del racconto, insieme a Tadini e Adami. Nel 1998 partecipa, su invito, alla mostra \u201cIl giardino della ceramica\u201d a Pietrasanta e alla mostra \u201cVergine, Madre, Regina\u201d presso la Fondazione Mons. Bello. Sempre nel 1998 \u00e8 invitata alla mostra \u201cLa soglia del silenzio\u201d e nel 1999 alla mostra \u201cLe stagioni della luce\u201d nella galleria Lazzaro by Corsi di Milano, ambedue a cura del critico Carlo Franza. Presente in vari Musei stranieri (Berlino, Montreal, New York, Vaticano, Lugano, Bruxelles,ecc.) e italiani. Per questi ultimi vale ricordare le recenti acquisizioni al Civico Museo del Disegno di Iseo (BS), 1993; al M.I.M.A.C. (Museo Internazionale Mariano di Arte Contemporanea) presso la Fondazione Mons. A. Bello di Alessano (LE), 1998,\u00a0 alla Civica Raccolta di Arte Contemporanea di Ruffano (LE), 1998, e al Civico Museo all\u2019Aperto\u00a0 della Scultura di Martano (Le) nel 2004 con la \u201cPorta della Luna\u201d. Negli ultimi anni che chiudono il Millennio si dedica ad un racconto ove la scrittura transita nella pittura, in un trittico di mostre milanesi (Blanchaert Antiquariato, Chiesa Antiquariato) che culminano nella Rotonda di San Carlo al Corso. Nel 2003 espone a Sondrio in Palazzo Martinengo, poi ad Alcamo dai Maestri Evola e a Roma al Centrale Ristotheatre; per poi essere nel 2004 a New York, ancora a Milano con una mostra promossa dalla Provincia nello Spazio Guicciardini e a Roma in Vaticano, chiamata da Giovanni Paolo II per l\u2019esecuzione dell\u2019opera mariana nella Cappella privata del Papa. Esegue per Giovanni Paolo II un grande ritratto, andato, dopo la sua morte, nella cattedrale della\u00a0 citt\u00e0 natale del Pontefice in Polonia. Nel 2003 viene collocata una\u00a0 sua grande Croce nel Santuario di San Vito a San Vito Lo Capo in Sicilia. <\/strong><strong>Nel 2011 viene invitata da Vittorio Sgarbi a partecipare alla 54ma Edizione della Biennale di Venezia.<\/strong><strong> Nel 2017 una\u00a0 importante mostra personale si tiene a Berlino nella\u00a0 Sala Hoffmann del\u00a0 Plus Berlin, dal titolo\u201dil giardino innevato\u201d. \u00a0Nel 2018 tiene una importante mostra personale a Milano nell\u2019Ex-Studio di Piero Manzoni in Brera. Ha elaborato in coedizione con alcuni scrittori varie cartelle di grafica<\/strong><strong>.E\u2019 stata segnalata da Jean Pierre Jouvet nel Catalogo Comanducci n. 14 e da Domenico Montalto nel n. 27. Della sua arte hanno scritto critici e scrittori italiani e stranieri, da Argan a Carluccio, da A. Del Guercio a Fabiani, da Ferguson a Carlo\u00a0 Franza, da Guzzi a\u00a0 Montalto, dalla Muritti a Ponente, da Russoli a Sanesi, da Walter Schonenberg a Marco\u00a0 Valsecchi,e ancora Fulvio Papi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Preziosa,\u00a0 bella, colta, la \u00a0mostra che Marisa Settembrini (classe 1955),\u00a0 artista italiana di rilievo internazionale, ha messo in piedi a Milano nell\u2019Ex-Studio di Piero Manzoni\u00a0 in zona Brera, aperta fino al 15 marzo 2018. Nello storico studio dell\u2019artista concettuale che innov\u00f2 tutta l\u2019arte contemporanea unitamente a Lucio Fontana, sulla storica \u201cParete Manzoni\u201d,\u00a0 bianca, si legge tutta l\u2019installazione di Marisa \u00a0Settembrini, professoressa di Brera, che argomenta, come recita il titolo dell\u2019esposizione \u201cla partizione delle voce\u201d, tutta una serie di opere, ben quarantotto, capaci di offrire fra d\u00e8collages e poesia visuale citazioni sulla storia, sulla vita, sull\u2019esistere, sul corpo umano e soprattutto [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/04\/marisa-settembrini-fra-decollages-e-poesia-visuale-in-mostra-a-milano-nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53710,9894,28280,53794,28386,35351,35266,28308,17505,53842,28369,4666],"tags":[35206,406616,59480,295900,288203,59441,271299,80660,249,295903,295901,295904,295905],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11892"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11892"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11902,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11892\/revisions\/11902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}