{"id":11923,"date":"2018-03-07T22:23:16","date_gmt":"2018-03-07T22:23:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=11923"},"modified":"2018-03-07T22:23:16","modified_gmt":"2018-03-07T22:23:16","slug":"alighiero-boetti-e-il-suo-mondo-fantastico-una-mostra-alla-dep-art-di-milano-lo-ricorda-con-mitiche-opere-su-carta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/07\/alighiero-boetti-e-il-suo-mondo-fantastico-una-mostra-alla-dep-art-di-milano-lo-ricorda-con-mitiche-opere-su-carta\/","title":{"rendered":"Alighiero Boetti e il suo mondo fantastico. Una mostra alla Dep Art di Milano lo ricorda con mitiche opere su carta."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Alighiero-Boetti-Ancora-quanti-salti-di-palo-in-frasca-1987-ca-tecnica-mista-su-carta-intelata-100x70-cm-1000x600-e1520460878371.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-11924\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Alighiero-Boetti-Ancora-quanti-salti-di-palo-in-frasca-1987-ca-tecnica-mista-su-carta-intelata-100x70-cm-1000x600-e1520460878371.jpg\" alt=\"Alighiero-Boetti-Ancora-quanti-salti-di-palo-in-frasca-1987-ca-tecnica-mista-su-carta-intelata-100x70-cm-1000x600\" width=\"352\" height=\"211\" \/><\/a>La mostra \u201cAlighiero Boetti. Il mondo fantastico\u201d, esposta alla galleria Dep Art di Milano fino\u00a0 al 28 aprile 2018, comprende<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744521-ori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-11925 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744521-ori.jpg\" alt=\"rev174452(1)-ori\" width=\"295\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744521-ori.jpg 496w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/rev1744521-ori-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 295px) 100vw, 295px\" \/><\/a><strong> una trentina di opere su carta concepite a partire dal 1965, annoverabili fra quelle descrivibili come di \u201cmano propria\u201d, cio\u00e8 non realizzate con la collaborazione o intera<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Alighiero-Boetti-Senza-titolo-animali-misti-1988-collage-e-tecnica-mista-su-carta-35x25-cm-425x600-e1520460961810.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11926\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Alighiero-Boetti-Senza-titolo-animali-misti-1988-collage-e-tecnica-mista-su-carta-35x25-cm-425x600-e1520460961810.jpg\" alt=\"Alighiero-Boetti-Senza-titolo-animali-misti-1988-collage-e-tecnica-mista-su-carta-35x25-cm-425x600\" width=\"325\" height=\"459\" \/><\/a><strong>mente da altri, e una grande installazione del 1979 ad oggi mai riproposta.<\/strong> I lavori presentati evidenziano come per Alighiero Boetti segnare e disegnare equivalesse a tracciare una sorta di mappatura di un mondo immaginario, reso grazie alle cifre stilistiche pi\u00f9 diverse, spesso con un accenno classificatorio di modalit\u00e0 e soggetti, che si ripetono e si fondono, confondendosi, moltiplicandosi, aggregandosi.<br \/>\nTasselli di qualcosa di sempre pi\u00f9 ampio, o moltiplicabile, le carte di Alighiero Boetti hanno a che fare spesso con la scrittura, il riporto, il collage o il ricalco, ma altrettanto spesso hanno a che fare con la pittura.<br \/>\nI lavori in mostra non sono infatti progetti n\u00e9 disegni preparatori ma si presentano come dipinti a tutti gli effetti, strutturati, costruiti e definiti, in grado di svelare uno degli aspetti meno noti del procedere dell\u2019artista che \u00e8 stato anche un grandissimo pittore.\u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/bac794c253-e1520461007268.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-11927 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/bac794c253-e1520461007268.jpg\" alt=\"bac794c253\" width=\"400\" height=\"152\" \/><\/a><strong>L\u2019esposizione si apre con una china del 1965, del primissimo periodo creativo, e prosegue con un approfondimento dedicato a una delle grandi tematiche care a Boetti, meno conosciuta rispetto ad altri cicli, infatti\u00a0 la natura rivisitata ed il regno animale occupano,\u00a0 buona parte dell\u2019attenzione dell\u2019artista a partire dalla fine degli anni Settanta, differenziando fortemente la sua produzione degli anni Ottanta, sino a caratterizzarne il periodo.<\/strong> Scimmie, pantere, delfini, rane, stambecchi, tartarughe <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Alighiero-Boetti-Alighiero-e-Boetti-1982-ca-matite-colorate-su-carta-55x45-cm-1000x600-e1520461045926.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11928\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Alighiero-Boetti-Alighiero-e-Boetti-1982-ca-matite-colorate-su-carta-55x45-cm-1000x600-e1520461045926.jpg\" alt=\"Alighiero-Boetti-Alighiero-e-Boetti-1982-ca-matite-colorate-su-carta-55x45-cm-1000x600\" width=\"400\" height=\"240\" \/><\/a>e altre creature parte del mondo animale diventano in Boetti, e grazie a lui tornano ad esserlo, elementi decorativi ripetibili all\u2019infinito e, come i numeri, combinabili senza limitazioni. Su questa stessa tematica \u00e8 incentrata l\u2019importante installazione Zoo del 1979, messa a punto da Alighiero Boetti con i figli Agata e Matteo e allestita unicamente nello studio di Roma. Spesso pubblicata ma mai riproposta sino a oggi, all\u2019epoca documentata dalle fotografie di Giorgio Colombo, l\u2019installazione \u2013 una sorta di assemblea di animali che vide i tre dedicarsi alla sua costruzione per alcuni mesi \u2013 \u00e8 \u00a0stata riproposta e adattata \u00a0allo spazio della galleria, utilizzando un tappeto afgano sul quale sedersi e osservare gli animaletti dall\u2019alto, spostando inevitabilmente il punto di vista sull\u2019opera e il ruolo dello spettatore invitato al suo completamento, e impiegando gli stessi soggetti in plastica adoperati da Alighiero Boetti e dai suoi figli. Tali oggetti sono disposti secondo la classica concezione boettiana del raggruppamento per genere, teso anche alla definizione dell\u2019area geografica di appartenenza, come l\u2019artista stesso scrive: \u201cQuesti animali portano in s\u00e9 il ricordo di milioni di loro predecessori e ricordano il tempo, quello antico, lento, anonimo, identico, immobile, invariato\u201d. <strong>Altra sezione della mostra \u00e8 dedicata a soggetti insoliti o particolarmente rari, di frequente in bianco e nero, o comunque non colorati, disegnati con grafite, inchiostro di china, acquarello o penna a biro, accomunati per di pi\u00f9 dal supporto cartaceo, come ad esempio Lampada, del 1965, riconducibile al periodo torinese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra \u201cAlighiero Boetti. Il mondo fantastico\u201d, esposta alla galleria Dep Art di Milano fino\u00a0 al 28 aprile 2018, comprende una trentina di opere su carta concepite a partire dal 1965, annoverabili fra quelle descrivibili come di \u201cmano propria\u201d, cio\u00e8 non realizzate con la collaborazione o interamente da altri, e una grande installazione del 1979 ad oggi mai riproposta. I lavori presentati evidenziano come per Alighiero Boetti segnare e disegnare equivalesse a tracciare una sorta di mappatura di un mondo immaginario, reso grazie alle cifre stilistiche pi\u00f9 diverse, spesso con un accenno classificatorio di modalit\u00e0 e soggetti, che si ripetono [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/07\/alighiero-boetti-e-il-suo-mondo-fantastico-una-mostra-alla-dep-art-di-milano-lo-ricorda-con-mitiche-opere-su-carta\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,28280,44441,87,35224,35266,66655,17505],"tags":[108026,295918,295917,59480,41615,295916],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11923"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11923"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11923\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11929,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11923\/revisions\/11929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}