{"id":12008,"date":"2018-03-15T22:48:07","date_gmt":"2018-03-15T22:48:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12008"},"modified":"2018-03-15T22:48:07","modified_gmt":"2018-03-15T22:48:07","slug":"atelier-blumer-sette-architetture-automatiche-e-altri-esercizi-al-teatro-dellarchitettura-di-mendrisio-svizzera-nuovi-modelli-per-la-professione-architettonica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/15\/atelier-blumer-sette-architetture-automatiche-e-altri-esercizi-al-teatro-dellarchitettura-di-mendrisio-svizzera-nuovi-modelli-per-la-professione-architettonica\/","title":{"rendered":"Atelier Blumer. Sette Architetture Automatiche e altri  Esercizi.  Al Teatro dell\u2019Architettura di Mendrisio (Svizzera)  nuovi modelli per la   professione architettonica."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/2018-Esposizioni-Teatro-Blumer-Macchine-Door-41-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12009\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/2018-Esposizioni-Teatro-Blumer-Macchine-Door-41-3.jpg\" alt=\"2018 - Esposizioni - Teatro - Blumer - Macchine - Door-41-3\" width=\"525\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/2018-Esposizioni-Teatro-Blumer-Macchine-Door-41-3.jpg 525w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/2018-Esposizioni-Teatro-Blumer-Macchine-Door-41-3-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/a>L\u2019iniziativa presenta una serie di installazioni interattive, concepite e costruite dagli studenti di Riccardo Blumer presso l\u2019Accademia di architettura dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana.<\/strong> <strong>A Mendrisio (Svizzera),\u00a0 fino <\/strong><strong>\u00a0al 31 maggio 2018, il Teatro dell\u2019architettura<\/strong>, la nuova struttura dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana, progettata da Mario Botta e ideata al fine di favorire il dibattito culturale nell\u2019ambito dell\u2019architettura e delle arti visive, <strong>ospita <\/strong><strong><em>Atelier Blumer. Sette Architetture Automatiche e altri esercizi<\/em><\/strong><strong>.<\/strong> \u00c8 questo il primo di una serie di eventi finalizzati a collaudare le potenzialit\u00e0 della struttura, cui seguiranno lezioni, dibattiti, proiezioni cinematografiche e altri eventi formativi, che condurranno alla grande rassegna <em>Louis Kahn e Venezia<\/em>, in programma nel prossimo ottobre. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/GOPR5190.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12010\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/GOPR5190.jpg\" alt=\"GOPR5190\" width=\"467\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/GOPR5190.jpg 467w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/GOPR5190-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><\/a>L\u2019iniziativa, curata da Gabriele Neri, propone una serie di installazioni interattive, concepite e costruite dagli studenti di Riccardo Blumer presso l\u2019Accademia di architettura dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana. Esse rappresentano l\u2019ennesima tappa di un percorso didattico e progettuale portato avanti fin dal 2007: nell\u2019ultimo decennio Blumer \u2013 che \u00e8 Direttore e docente dell\u2019ateneo ticinese \u2013 ha infatti fornito un modello pedagogico alternativo rispetto al pi\u00f9 canonico avvicinamento alla professione architettonica. <strong>Secondo il <em>metodo Blumer,<\/em> i principi fondamentali dell\u2019architettura, della geometria e dello spazio, con tutte le implicazioni tecniche relative, vengono appresi riflettendo innanzitutto sul ruolo del corpo umano, enfatizzandone il ruolo poietico (il corpo che costruisce e produce oggetti), la sua potenzialit\u00e0 scenica (il corpo come dispositivo spaziale in movimento) e il suo essere unit\u00e0 di misura del mondo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/processione-architetti-2-e1521153633976.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12011 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/processione-architetti-2-e1521153633976.jpg\" alt=\"processione architetti (2)\" width=\"398\" height=\"253\" \/><\/a> A ci\u00f2 si aggiunge il concetto di <em>interferenza<\/em>: giocando sul significato pi\u00f9 popolare del termine \u2013 <em>interferenza<\/em> come fastidiosa interruzione di una trasmissione radio, ad esempio \u2013 Blumer cita in realt\u00e0 il concetto scientifico offerto dalla fisica, secondo cui da una sovrapposizione di fenomeni nasce un rafforzamento reciproco di ognuno di essi.<\/strong><\/p>\n<p>Nello specifico, le <em>Sette Architetture Automatiche <\/em>hanno origine dall\u2019interesse per il concetto di macchina capace di muoversi in modo autonomo (<em>aut\u00f3matos<\/em>: ci\u00f2 che si muove da s\u00e9). Se di <em>Automi<\/em> vi \u00e8 traccia, con specie diversissime, in molte epoche e culture, per Riccardo Blumer tale immagine si lega alle pi\u00f9 sofisticate applicazioni della robotica, anche grazie alla collaborazione instaurata con l\u2019Istituto Dalle Molle di studi sull\u2019intelligenza artificiale di Manno. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/RIV-65.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12012\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/RIV-65.jpg\" alt=\"RIV (65)\" width=\"467\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/RIV-65.jpg 467w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/RIV-65-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><\/a><strong>Da questa suggestione \u00e8 nata l\u2019idea di verificare il complicato incontro tra le possibilit\u00e0 del movimento automatico e il \u201cpensiero\u201d sviluppabile in una macchina, e la loro applicazione libera nel campo dell\u2019architettura. Gli studenti hanno quindi individuato due ambiti di indagine da incrociare assieme. Da un lato un tema architettonico semplice, elementare, archetipico: la porta, il muro, il percorso, il confine tra uno spazio e l\u2019altro, la struttura, ecc. Dall\u2019altro lato invece una riflessione \u2013 una <em>interferenza<\/em> \u2013 che indaga i fenomeni fisici e il loro rapporto con il corpo, utilizzando l\u2019elettronica, la programmazione, il bricolage, ecc. Il risultato \u00e8 visibile grazie a sette diverse installazioni interattive, con le quali il corpo del visitatore pu\u00f2 interagire, e da cui emerge una meditazione sui temi primari dell\u2019architettura attraverso il loro confronto con tecnologie pi\u00f9 o meno sofisticate.<\/strong> E il riferimento, consapevole e non, alle esperienze artistiche e architettoniche dell\u2019ultimo secolo: dalle <em>macchine inutili<\/em> di <strong>Bruno Munari<\/strong> all\u2019arte programmata e cinetica; dalle <em>Walking Cities<\/em> degli <strong>Archigram<\/strong> alle coreografie del teatro sperimentale; dalle pellicole trasparenti di <strong>Frei Otto<\/strong> all&#8217;<em>Art en mouvement <\/em>di <strong>Tinguely e Calder<\/strong>; dalle sculture cangianti di <strong>Moholy-Nagy<\/strong> ai cortometraggi di <strong>Charles e Ray Eames,<\/strong> fino ai molti altri riferimenti che ogni visitatore sapr\u00e0 trovare. Il tutto \u00e8 tenuto assieme dal sottofondo musicale prodotto da pistoni, motori, pulegge, compressori e sensori a fotoni, che diventa la colonna sonora di un\u2019opera collettiva capace di mostrare prospettive spiazzanti, indefinibili, inutili e proprio per questo indispensabili per riflettere sul ruolo dell\u2019architettura in un mondo che per la maggior parte non \u00e8 lineare, ma fatto di interferenze. In aggiunta alle <em>Sette Architettura Automatiche,<\/em> sono esposti altri esercizi progettuali svolti dagli studenti di Riccardo Blumer negli anni passati, tra cui <em>La Gabbia<\/em>, <em>L\u2019uomo come misura della citt\u00e0<\/em>, <em>140 modi di piegare la carta<\/em>, <em>All\u2019origine dell\u2019ordine<\/em>, <em>Come si muovono le nuvole<\/em>, eccetera.<\/p>\n<p>Per tutta la durata dell\u2019<em>Atelier Blumer<\/em>, al Teatro dell\u2019architettura si terranno delle iniziative collaterali: <strong>mercoled\u00ec 21 marzo, alle ore 18.00, la conferenza di Luca Gambardella<\/strong> (direttore IDSIA Lugano); <strong>marted\u00ec 24 aprile, alle ore 18.00, il concerto del compositore Nadir Vassena<\/strong> dal titolo <em>Concerto per 24 motori e una fisarmonica<\/em>; <strong>gioved\u00ec 31 maggio, lo spettacolo di danza <em>Improvvisazioni automatiche <\/em>della Compagnia Tiziana Arnaboldi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019iniziativa presenta una serie di installazioni interattive, concepite e costruite dagli studenti di Riccardo Blumer presso l\u2019Accademia di architettura dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana. A Mendrisio (Svizzera),\u00a0 fino \u00a0al 31 maggio 2018, il Teatro dell\u2019architettura, la nuova struttura dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana, progettata da Mario Botta e ideata al fine di favorire il dibattito culturale nell\u2019ambito dell\u2019architettura e delle arti visive, ospita Atelier Blumer. Sette Architetture Automatiche e altri esercizi. \u00c8 questo il primo di una serie di eventi finalizzati a collaudare le potenzialit\u00e0 della struttura, cui seguiranno lezioni, dibattiti, proiezioni cinematografiche e altri eventi formativi, che condurranno alla grande rassegna [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/15\/atelier-blumer-sette-architetture-automatiche-e-altri-esercizi-al-teatro-dellarchitettura-di-mendrisio-svizzera-nuovi-modelli-per-la-professione-architettonica\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,31446,9894,44441,87,17505,64,28369,59390,17494],"tags":[295982,295989,295980,269306,59480,295988,295985,295984,295983,295986,295981,295987],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12008"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12008"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12013,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12008\/revisions\/12013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}