{"id":12047,"date":"2018-03-19T23:14:43","date_gmt":"2018-03-19T23:14:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12047"},"modified":"2018-03-20T00:13:08","modified_gmt":"2018-03-20T00:13:08","slug":"la-vittoria-alata-di-renato-brozzi-restaurata-a-casarano-lecce-lopera-capolavoro-dello-scultore-che-fu-amico-di-gabriele-dannunzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/19\/la-vittoria-alata-di-renato-brozzi-restaurata-a-casarano-lecce-lopera-capolavoro-dello-scultore-che-fu-amico-di-gabriele-dannunzio\/","title":{"rendered":"La Vittoria Alata di Renato  Brozzi. Restaurata a Casarano (Lecce)  l\u2019opera-capolavoro dello scultore  che fu amico di Gabriele D\u2019Annunzio."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_4451.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12048\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_4451.jpg\" alt=\"IMG_4451\" width=\"300\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_4451.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_4451-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Circa due mesi orsono tenni una\u00a0 lectio magistralis<strong> dal titolo \u201cIl Monumento ai Caduti\u00a0 di Casarano. Il \u00a0\u00a0recupero esemplare della Vittoria alata, \u00a0un monumento capolavoro di Renato Brozzi (Traversetolo-Parma 1885- , storico scultore della prima met\u00e0 del Novecento\u201d, in Casarano- Lecce nel Palazzo De Lorenzi per significare e storicizzare il lavoro di restauro della \u201cVittoria Alata\u201d di Renato Brozzi. Il monumento ai Caduti di Casarano, eccelso capolavoro \u00a0scultoreo, dell\u2019orafo e scultore prediletto da\u00a0 D\u2019Annunzio, \u00a0era tornato a nuovo splendore grazie al prezioso concorso di restauro messo in piedi\u00a0 da un comitato cittadino nei nomi di \u00a0Fabio D\u2019Astore, Alessandro De Lorenzi, Luigi Marrella, Martino Nicolazzo e \u00a0Giuseppe Rausa;\u00a0 azione questa di eccezionale livello civico e culturale ad opera di cittadini cui va il merito e il plauso non solo della terra salentina, ma di tutti i Beni Culturali d\u2019Italia, \u00a0per questo gesto munifico di valorizzazione del patrimonio della nostra nazione.<\/strong> Ed \u00e8 cos\u00ec che si riscopre la figura di un esponente di spicco dell&#8217;arte italiana del primo Novecento, orafo prediletto di D&#8217;Annunzio, ammirato animalier, scultore, cesellatore a sbalzo, protagonista nel Padiglione italiano dell&#8217;Expo parigina del 1925.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/08-grossi-012-casarano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12049\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/08-grossi-012-casarano.jpg\" alt=\"08-grossi-012-casarano\" width=\"222\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/08-grossi-012-casarano.jpg 222w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/08-grossi-012-casarano-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il Monumento ai Caduti di Casarano<\/strong><\/p>\n<p>Seguiamone un po\u2019 la storia di questo monumento. Il primo atto ufficiale di realizzare un monumento ai Caduti di Casarano \u00e8 \u00a0stata una lettera del sindaco Amedeo Casto datata\u00a0 dicembre 1921; fu\u00a0 costituito \u00a0un \u201cComitato per il monumento dei Caduti di Casarano\u201d\u00a0 sia per il reperimento dei fondi\u00a0 che per l\u2019individuazione dell\u2019artista che lo avrebbe ideato e compiuto. Anche tal Renato Brozzi fu invitato a <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/untitled1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12050 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/untitled1.png\" alt=\"untitled\" width=\"265\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/untitled1.png 265w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/untitled1-200x300.png 200w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a>partecipare alla consultazione con l\u2019invio di un bozzetto, tanto\u00a0 che \u00a0a marzo i termini del contratto furono definiti e firmati, e \u00a0Brozzi si impegnava a completare entro il 30 luglio la modellatura e la fusione dell\u2019opera e a provvedere alla consegna entro il 31 agosto 1922. Ma non fu proprio cos\u00ec perch\u00e9 negli anni seguenti \u00a0nacquero \u00a0incomprensioni fra l\u2019artista e il Comune,\u00a0 addirittura fino\u00a0 alla quasi \u00a0rottura dei rapporti. Poi ripresero i contatti e \u00a0il 24 gennaio 1927 arriv\u00f2 a Casarano la prima parte \u00a0dell\u2019opera, ovvero l\u2019<em>Aquila<\/em>. Il 14 aprile 1927 arrivarono poi le lastre recanti l\u2019elenco dei Caduti della Grande Guerra, realizzate in marmo botticino. Il 1\u00b0 novembre 1927 Brozzi comunic\u00f2 di aver spedito la <em>Vittoria alata <\/em>, che giunse a destinazione il 18 novembre 1927. L\u2019inaugurazione del monumento pot\u00e8\u00a0 avvenire solo il 18 maggio 1929, \u00a0anche se la statua fu collocata prima di questa data e di fronte ad essa si tennero cerimonie pubbliche anche prima della stessa inaugurazione. La \u00a0\u201cLa Voce del Salento\u201d del 26 maggio 1929\u00a0 cos\u00ec titolava: \u201c <em>Casarano glorifica i suoi Caduti\u201d<\/em>, e \u00a0si elogiava il Comitato per la scelta \u201c<em>veramente felice<\/em>\u201d dell\u2019artista \u201c<em>il quale con la sua Vittoria e l\u2019Aquila di bronzo, ha eseguito un raro capolavoro di arte<\/em>\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7224.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12051\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7224.jpg\" alt=\"???????????????????????????????\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7224.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7224-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a> A Casarano l\u2019opera era destinata alla piccola piazza di San Giuseppe, ma nel giugno 1927 si decise il suo trasferimento in Piazza Umberto I, per dare valore a quello che doveva essere il bosco delle rimembranze voluto da Benito Mussolini in ogni comune italiano,\u00a0 tanto che il \u00a0Brozzi accolse la notizia con rammarico \u00a0perch\u00e9 temeva che l\u2019impatto dell\u2019opera fosse assai diverso, rispetto alla collocazione iniziale.<\/p>\n<p><strong>La <em>Vittoria alata <\/em>\u00a0di Casarano-Lecce\u00a0 \u00e8 alta quattro metri, \u00a0\u00e8 stata modellata\u00a0 su \u00a0modelli greci come la Nike di Samotracia<\/strong>, a cui Brozzi aveva\u00a0 infuso una calda e nuova \u00a0intensit\u00e0 emotiva di gusto \u00a0proprio moderno e rimandante anche al decorativismo <em>Liberty che allora imperava in Italia specie nel Nord<\/em>. <strong>La scultura monumentale rappresenta una figura femminile nell\u2019atto di incoronare i Caduti; nella mano sinistra abbassata reca <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7318.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12052 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7318.jpg\" alt=\"IMG_7318\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7318.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7318-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/strong><strong>un ramo di quercia simbolo di forza e di potenza mentre in quella destra, alta con il braccio arcuato, stringe una palma d\u2019oro metafora del trionfo e della gloria nella morte. L\u2019Aquila sabauda simboleggiante la Patria che stringe a protezione i suoi figli. La stessa Vittoria veniva riproposta in replica nel 1929 sulla prua della nave \u201cPuglia\u201d al Vittoriale\u00a0 di D\u2019Annunzio, quasi a congiungere idealmente il Nord e il Sud dell\u2019Italia in un unico\u00a0 riferimento storico e culturale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aggiungo ancora che un bozzetto -certo opera compiuta- \u00a0di quella\u00a0 \u201cVittoria alata\u201d il Brozzi lo fece collocare nel Cimitero di Traversetolo, suo paese natale; \u00a0infatti ancora oggi \u00a0<\/strong><strong>qui si trova \u00a0la tomba di Mario Grossi (1894-1918), cugino dello scultore, tenente del 268\u00b0 Reggimento Fanteria caduto nella guerra 1915-1918 durante la battaglia del Piave e decorato con due medaglie d\u2019argento al valor militare. La tomba \u00e8 formata da un basamento in bardiglio rettangolare sormontato da una lastra in marmo di Carrara su cui \u00e8 applicato un tondo in bronzo che reca il ritratto del defunto circondato da una corona d\u2019alloro.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7284.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12054\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7284.jpg\" alt=\"IMG_7284\" width=\"300\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7284.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/IMG_7284-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> In testa si erge un cippo che reca incise le motivazioni delle due medaglie concesse al Caduto. L\u2019apparato decorativo \u00e8 opera dell\u2019artista Renato Brozzi (1885\u20131963), che qui \u00e8 intervenuto \u00a0in quanto cugino del defunto, ed \u00e8 caratterizzato da tratti semplificati ed essenziali. In origine,\u00a0il cippo era sormontato da una Vittoria alata in bronzo, pronta a incoronare i Caduti. Nella mano destra, protesa in alto col braccio arcuato, recava \u00a0una palma d\u2019alloro, mentre nella sinistra teneva \u00a0un ramo di quercia. La Vittoria, oggi scomparsa, venne modellata da Brozzi presumibilmente nel 1924 e fusa presso la Ditta Leoni di Parma. Ma la statuetta che ornava la sepoltura di Mario Grossi, in realt\u00e0 era la fedele copia del bozzetto modellato da Brozzi per un monumento di proporzioni colossali ancor oggi esistente a Casarano, in provincia di Lecce. Sicch\u00e8 \u00a0la Vittoria del Cimitero parmense\u00a0 \u00e8 \u00a0stata la \u201cprova generale\u201d p<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/01b-grossi-010-fp-172-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12053 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/01b-grossi-010-fp-172-2.jpg\" alt=\"01b-grossi-010-fp-172-2\" width=\"250\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/01b-grossi-010-fp-172-2.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/01b-grossi-010-fp-172-2-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/strong><strong>er il monumento\u00a0 che il \u00a0Brozzi \u00a0poi rinnov\u00f2\u00a0 e colloc\u00f2 con altre dimensioni\u00a0 proprio nel Salento a Casarano. \u00a0In realt\u00e0 mi sono trovato pi\u00f9 volte a Traversetolo per via che ho seguito il lavoro e il percorso artistico di un altro cugino del Brozzi, ovvero Proferio Grossi\u00a0 altro significativo artista italiano, \u00a0sodale con Atanasio Soldati, \u00a0che \u00e8 vissuto a Milano e oggi \u00e8 sepolto anch\u2019egli a Traversetolo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ora, aver portato a\u00a0 nuovo splendore questo capolavoro assoluto del Brozzi che \u00e8 la \u201cVittoria alata\u201d, \u00e8 occasione per significare che anche nel \u00a0Salento negli anni del Ventennio fascista furono collocate opere importantissime, di grande bellezza, di virtuosa fattura e di indicibile valore. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Renato Brozzi<\/strong>\u00a0 (Traversetolo- Parma 1885) apprese il mestiere di cesellatore da giovanissimo in una fonderia di bronzi e lavor\u00f2 poi per una bottega di antiquariato. Sostenuto e incoraggiato dal pittore Daniele de Strobel, \u00a0frequent\u00f2 l&#8217;Accademia di Belle Arti di Parma, \u00a0dove ebbe come maestro Cecrope Barilli , diplomandosi in soli tre anni mentre il corso ne prevedeva cinque. \u00a0Trasferitosi a Roma \u00a0nel 1907, vi rimase con la famiglia per oltre 50 anni. Frequent\u00f2 la Scuola d&#8217;Arte della Medaglia presso le officine della Zecca dello Stato, dove perfezion\u00f2 la tecnica dell&#8217;incisione. Fu molto amico del conterraneo Amede Bocchi e abit\u00f2 assieme a lui in una delle case-studio della Villa Strohl Fern. Divise con lui anche uno studio sulla via Flaminia e frequentarono insieme la fiaschetteria toscana in via della Croce, luogo di ritrovo di artisti e letterati tra i quali Papini, Soffici, Ungaretti e Cardarelli (nel locale esiste una targa sbalzata dal Brozzi). Cominci\u00f2 la sua ascesa artistica in Italia e all\u2019estero a partire dal 1909 quando alla Biennale di Venezia ottenne la consacrazione da parte del noto critico e giornalista il critico d\u2019arte Ugo Ojetti, tanto che\u00a0 l\u2019anno successivo le sue opere venivano acquistate anche dalla Galleria d\u2019Arte Moderna di Roma.Nel 1915 \u00a0vinse una medaglia d&#8217;oro alla Mostra Internazionale di Belle Arti di \u00a0San Francisco. \u00a0Nel 1917 , alle mostre individuali indette dalla Permanente di Milano (dove gi\u00e0 aveva esposto nel 1910), espose cinquantaquattro opere tra pastelli, targhe in rame e piatti d&#8217;argento. Nel 1919 \u00a0disegn\u00f2 il rovescio della moneta da 10 centesimi di lira , raffigurante un&#8217;ape posata su un fiore di papavero. Moneta da 10 centesimi di lira emessa dal 1919 al 1937. \u00a0I suoi lavori richiamarono l&#8217;attenzione di Gabriele D\u2019Annunzio che dal 1920 lo volle come suo scultore e orafo personale. Brozzi adorn\u00f2 la residenza \u00a0a Gargnasco di Gardone Riviera \u00a0e realizz\u00f2 diverse sculture e altre opere che spesso il poeta donava agli amici.<\/p>\n<p>Tra le sue opere pi\u00f9 famose, \u00a0le seguenti :<\/p>\n<ul>\n<li>la <em>Coppa del Benaco<\/em>, premio per gare di idrovolanti sul lago di Garda commissionato da D&#8217;Annunzio (1921);<\/li>\n<li>la <em>Coppa del Liutaio<\/em>, premio per gare di canottaggio donato da D&#8217;Annunzio alla Societ\u00e0 Canottieri Garda di Sal\u00f2 (1922);<\/li>\n<li>la <em>Vittoria angolare<\/em>, monumento ai caduti della prima guerra mondiale collocato sullo spigolo del palazzo municipale di Traversetolo (1922- 1923);<\/li>\n<li>la <em>Vittoria alata<\/em>, monumento ai caduti della prima guerra mondiale situato a Casarano \u00a0(1923-1927);<\/li>\n<li>il <em>Gladio romano<\/em>, donato al \u00a0re del Belgio Alberto I dall&#8217;Associazione Mutilati Italiani ( 1926);<\/li>\n<li>la <em>Coppa Giuseppino Faelli<\/em>, premio per le gare da sci dei \u00a0Balilla (1927);<\/li>\n<li>la <em>Meravigliosa Cheli<\/em>, enorme tartaruga commissionata da D&#8217;Annunzio ( 1928);<\/li>\n<li>la <em>Coppa con aironi<\/em>, una coppia di piatti e due urne per votazioni segrete, posizionate nella Sala Bocchi del Palazzo della Cassa di Risparmio\u00a0 di Parma (1928);<\/li>\n<li>la <em>Vittoria angolare<\/em>, collocata sulla nave Puglia del Vittoriale degli Italiani (1929)<\/li>\n<li>\u00a0il<em> monumento a Fabio Bocchialini<\/em>, posto sulla cime del Monte Caio ( 1933);<\/li>\n<li>la <em>Vittoria del frumento<\/em>, statuetta in oro massiccio per il vincitore della battaglia del grano \u00a0(1933);<\/li>\n<li>una campana, donata a una chiesa cattolica di Addis Abeba dal Sindacato Farmacisti Italiani (1938);<\/li>\n<li>il <em>Trofeo Martini<\/em>, premio per una gara motonautica a Detroit (1939).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel 1936 restaur\u00f2 assieme a Mario Minari il <em>Tesoro di Marengo<\/em> di Fraschetta \u00a0poi trasferito nel Museo di Antichit\u00e0 di Torino. \u00a0Vinse numerosissimi premi e partecip\u00f2 a mostre in tutto il mondo, tra cui la Biennale di Venezia, cui presenzi\u00f2 per l&#8217;ultima volta nel 1954. \u00a0\u00a0\u00a0In seguito, pur continuando a lavorare, rifiut\u00f2 altri appuntamenti, ritirandosi in un isolamento volontario; nel 1962 \u00a0\u00a0torn\u00f2 nel paese natio del \u00a0Parmense, ove mor\u00ec\u00a0 il 21 giugno del 1963, lasciando tutte le opere scultoree, pittoriche e grafiche ancora in suo possesso, \u00a0all&#8217;amministrazione comunale di Traversetolo. \u00a0Nel 1990 \u00a0il Comune allest\u00ec nel palazzo municipale il Museo Renato Brozzi spostato nel 2007 \u00a0all&#8217;interno del \u00a0Centro Civico La Corte ; le sale espongono le opere donate dall&#8217;artista, comprendenti anche la cospicua corrispondenza con Gabriele D&#8217;Annunzio.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Circa due mesi orsono tenni una\u00a0 lectio magistralis dal titolo \u201cIl Monumento ai Caduti\u00a0 di Casarano. Il \u00a0\u00a0recupero esemplare della Vittoria alata, \u00a0un monumento capolavoro di Renato Brozzi (Traversetolo-Parma 1885- , storico scultore della prima met\u00e0 del Novecento\u201d, in Casarano- Lecce nel Palazzo De Lorenzi per significare e storicizzare il lavoro di restauro della \u201cVittoria Alata\u201d di Renato Brozzi. Il monumento ai Caduti di Casarano, eccelso capolavoro \u00a0scultoreo, dell\u2019orafo e scultore prediletto da\u00a0 D\u2019Annunzio, \u00a0era tornato a nuovo splendore grazie al prezioso concorso di restauro messo in piedi\u00a0 da un comitato cittadino nei nomi di \u00a0Fabio D\u2019Astore, Alessandro De Lorenzi, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/19\/la-vittoria-alata-di-renato-brozzi-restaurata-a-casarano-lecce-lopera-capolavoro-dello-scultore-che-fu-amico-di-gabriele-dannunzio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,66803,53794,41640,44545,44441,87,17505,64,28369,17494,51665,4625],"tags":[66559,296013,59480,296011,296012,23851,296010,296008,180420,211693,296015,296009,296014],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12047"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12047"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12047\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12056,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12047\/revisions\/12056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}