{"id":12126,"date":"2018-03-28T19:51:17","date_gmt":"2018-03-28T19:51:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12126"},"modified":"2018-03-28T19:51:17","modified_gmt":"2018-03-28T19:51:17","slug":"la-merlini-una-collezione-italiana-opere-dalla-collezione-merlini-esposte-a-venezia-palazzo-fortuny","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/28\/la-merlini-una-collezione-italiana-opere-dalla-collezione-merlini-esposte-a-venezia-palazzo-fortuny\/","title":{"rendered":"La Merlini una collezione italiana. Opere dalla  collezione Merlini esposte a Venezia- Palazzo  Fortuny."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Wildt-2-copia.-2-e1522265990838.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12127\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Wildt-2-copia.-2-e1522265990838.jpg\" alt=\"Wildt-2-copia.-2\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>La Fondazione Civici Musei Veneziani mette in mostra fino al 23 luglio 2018, a Palazzo Fortuny, la Collezione Merlini, una tra le maggiori, mirate \u00a0e documentate \u00a0raccolte private d\u2019arte specializzate sul Novecento italiano. Singole parti della grande Collezione erano \u00a0gi\u00e0 apparse in alcune mostre in anni rec<\/strong><strong>enti (nella stessa Venezia, a Palazzo Loredan a Firenze al Museo Marino Marini a Firenze, a Bologna al Museo Morandi, ecc.), ma questa esposizione ha il merito di proporre la Collezione in modo realmente rappr<\/strong><strong>esentativo dei suoi notevolissimi contenuti. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Baj-Bambini-1955.-2-e1522266286460.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12131\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Baj-Bambini-1955.-2-e1522266286460.jpg\" alt=\"Baj-Bambini-1955.-2\" width=\"481\" height=\"244\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong>Al Fortuny la Collezione Merlini non potr\u00e0 essere esposta nella sua integrit\u00e0, dato che il suo patrimonio supera di gran lunga i 400 pezzi. Ma Daniela Ferretti e Francesco Poli, curatori dell\u2019esposizione, ne offrono una rappresentazione curatoriale di assoluto rilievo. In sintonia con lo spirito del collezionista, in una prospettiva di lettura inedita, determinata anche dalle affascinanti e peculiari caratteristiche degli ambienti del museo.<\/p>\n<p><strong>Le principali sezioni attraverso cui \u00e8 stata scandita la collezione sono le seguenti: <em>Metafisica e No<\/em><\/strong><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Morandi611-e1522266106105.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12129\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Morandi611-e1522266106105.png\" alt=\"Morandi611\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a><\/em><\/strong><strong><em>vecento italiano<\/em>; <em>Realismo sociale e esistenziale<\/em>; <em>L\u2019Astrattismo geometrico e il MAC<\/em>; <em>La stanza del collezionista (Wildt, Fontana, Melotti)<\/em>; <em>Le tendenze dell\u2019Informale (Gruppo degli Otto, Spazialismo, Movimento Nucleare, Ultimi Naturalisti); Omaggio a Morlotti; Il gruppo Azimuth e le tele strutturate; la Pittura Analitica<\/em>.<br \/>\n<\/strong>\u201cNucleo centrale della Collezione, e della mostra, \u00e8 proprio \u201cLa stanza del Collezionista\u201d. Al Fortuny -sottolinea Mariella Gnani che della collezione \u00e8 la curatrice- viene riproposto, arredi compresi, uno degli ambienti di casa Merlini, quello che riflette maggiormente le passioni del Collezionista.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Savinio-Alberto-Apollo-copia.-2-e1522266201842.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-12130 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/03\/Savinio-Alberto-Apollo-copia.-2-e1522266201842.jpg\" alt=\"Savinio-Alberto-Apollo-copia.-2\" width=\"389\" height=\"682\" \/><\/a>Che ha voluto riunire, in questa stanza, <strong>una sequenza spettacolare di opere di Fontana, accanto alla \u201cMadre\u201d di Wildt, opera che lo scultore tenne per se stesso, e a due capolavori assoluti di Melotti, tra cui <em>Teorema<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Giuseppe Merlini ha iniziato ad acquistare opere d\u2019arte negli anni \u201860\/\u201970, sviluppando \u201cil suo interesse da un lato verso i grandi protagonisti ormai storicizzati del \u2018900, e dall\u2019altro verso le tendenze del dopoguerra, con un\u2019attenzione costante anche agli sviluppi pi\u00f9 attuali. In questo modo il suo progetto si \u00e8 definito nel tempo come un tentativo riuscito di delineare un percorso (ben meditato e culturalmente fondato) tale da documentare con esempi significativi quasi tutti gli aspetti salienti dell\u2019arte italiana. Ma \u00e8 importante sottolineare il fatto che non si tratta di un insieme con caratteristiche freddamente documentarie, bens\u00ec di scelte di qualit\u00e0 che rispecchiano un gusto individuale e l\u2019interesse particolare per certi artisti, nonch\u00e9 l\u2019esclusione di altri\u201d(F. Poli). \u201cMerlini, ad esempio, si \u00e8 interessato poco agli artisti della Pop Art, e per nulla alle ricerche sperimentali degli anni \u201860\/\u201970 di area poverista e concettuale. Rimanendo fedele alla sua passione per la pittura ha per\u00f2 concentrato la sua attenzione su un buon numero di esponenti della cosiddetta Pittura Analitica, emersa negli anni\u201970, tra cui in particolare Olivieri e Vago\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per Merlini,\u00a0 si \u00a0fa diretto riferimento alla grande tradizione del collezionismo lombardo, quella che ha portato alla formazione di grandi raccolte come quelle di Jesi, la Mattioli, di\u00a0 Piero Feroldi, \u00a0di Carlo Frua De Angeli, \u00a0di Carlo Grassi e Giuseppe Vismara, di Piero Boschi \u2013 oggi in gran parte confluite in musei pubblici.<\/strong> \u201cSuccessivamente, con lo sviluppo sempre pi\u00f9 accelerato e allargato del sistema dell\u2019arte (a partire grosso modo dalla fine degli anni Settanta) il comportamento delle nuove generazioni di collezionisti \u00e8 cambiato assumendo spesso connotazioni pi\u00f9 mondane e pi\u00f9 dichiaratamente speculative, con lo sguardo maggiormente rivolto alla scena artistica internazionale\u201d(F. Poli). Quello di Giuseppe Merlini rimane invece uno straordinario esempio di \u201ccollezionismo vecchio stampo\u201d, essenzialmente improntato alla volont\u00e0 di contribuire, con entusiasmo e competenza, a formare dei percorsi che, anche se rimangono un patrimonio privato, devono comunque avere come finalit\u00e0 quella di accrescere la circolazione e la conoscenza dell\u2019arte a livello socialmente pi\u00f9 allargato.<br \/>\n<strong>Le oltre 400 opere raccolte da Merlini testimoniano questa visione culturale, mai speculativa. E, insieme, il raffinato gusto del collezionista forgiato anche attraverso attente frequentazioni con musei, gallerie e artisti. Con una scala di attenzione del tutto personale. Come un vero collezionista deve saper fare ed esprimere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Civici Musei Veneziani mette in mostra fino al 23 luglio 2018, a Palazzo Fortuny, la Collezione Merlini, una tra le maggiori, mirate \u00a0e documentate \u00a0raccolte private d\u2019arte specializzate sul Novecento italiano. Singole parti della grande Collezione erano \u00a0gi\u00e0 apparse in alcune mostre in anni recenti (nella stessa Venezia, a Palazzo Loredan a Firenze al Museo Marino Marini a Firenze, a Bologna al Museo Morandi, ecc.), ma questa esposizione ha il merito di proporre la Collezione in modo realmente rappresentativo dei suoi notevolissimi contenuti. Al Fortuny la Collezione Merlini non potr\u00e0 essere esposta nella sua integrit\u00e0, dato che il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/03\/28\/la-merlini-una-collezione-italiana-opere-dalla-collezione-merlini-esposte-a-venezia-palazzo-fortuny\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,53889,53888,74779,53709,53710,66803,9894,10357,53794,41640,28386,44441,87,26,17505,35188,51665],"tags":[231314,35447,59480,298332,298331,14444,298333,3393,59369],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12126"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12126"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12132,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12126\/revisions\/12132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}