{"id":12263,"date":"2018-04-13T22:14:10","date_gmt":"2018-04-13T22:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12263"},"modified":"2018-04-13T22:14:10","modified_gmt":"2018-04-13T22:14:10","slug":"i-tarocchi-del-mantegna-in-mostra-a-milano-alla-veneranda-biblioteca-ambrosiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/04\/13\/i-tarocchi-del-mantegna-in-mostra-a-milano-alla-veneranda-biblioteca-ambrosiana\/","title":{"rendered":"I Tarocchi del Mantegna in mostra a Milano alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/tarocchi-mantegna-incisioni-scuola-ferrarese-58393761-44f8-432e-acf7-27d349443eca.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12264\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/tarocchi-mantegna-incisioni-scuola-ferrarese-58393761-44f8-432e-acf7-27d349443eca.jpeg\" alt=\"tarocchi-mantegna-incisioni-scuola-ferrarese-58393761-44f8-432e-acf7-27d349443eca\" width=\"250\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/tarocchi-mantegna-incisioni-scuola-ferrarese-58393761-44f8-432e-acf7-27d349443eca.jpeg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/tarocchi-mantegna-incisioni-scuola-ferrarese-58393761-44f8-432e-acf7-27d349443eca-168x300.jpeg 168w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>La rassegna propone 28 fogli della pi\u00f9 antica nonch\u00e9 misteriosa serie a stampa, realizzata alla met\u00e0 del \u2018400 in Italia settentrionale, di propriet\u00e0 dell\u2019istituzione milanese, giunta in collezione forse gi\u00e0 con il nucleo di opere di Federico Borromeo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Accanto a essi esposto il manoscritto del Crater Hermetis dell\u2019umanista marchigiano Ludovico Lazzarelli, che utilizz\u00f2 alcune sequenze dei \u201cTarocchi\u201d come fonte di ispirazione per comporre un\u2019opera poetica.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Mantegna_Tarocchi_E23_Rhetorica-e1523656595387.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12265\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Mantegna_Tarocchi_E23_Rhetorica-e1523656595387.jpg\" alt=\"Mantegna_Tarocchi_E23,_Rhetorica\" width=\"241\" height=\"434\" \/><\/a><strong>Fino \u00a0al 1\u00b0 luglio 2018<\/strong>, la Pinacoteca Ambrosiana ospita la mostra che presenta i <strong>\u201cTarocchi del Mantegna\u201d nelle collezioni della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano<\/strong>. L\u2019esposizione, curata da Laura Paola Gnaccolini, <strong>propone 28 dei 31 fogli, giunti in Ambrosiana forse gi\u00e0 con il nucleo di opere di Federico Borromeo<\/strong>, della pi\u00f9 antica e celebre serie a stampa realizzata in Italia Settentrionale nella seconda met\u00e0 del Quattrocento, ma anche la pi\u00f9 misteriosa, per ci\u00f2 che attiene al possibile autore, luogo di produzione e scopo di realizzazione. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/MantegnaForteza.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12266 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/MantegnaForteza.jpg\" alt=\"MantegnaForteza\" width=\"222\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/MantegnaForteza.jpg 222w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/MantegnaForteza-164x300.jpg 164w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a><strong>I cosiddetti \u201cTarocchi del Mantegna\u201d sono composti da <\/strong><strong>50 stampe incise a bulino<\/strong><strong> di altissima qualit\u00e0, caratterizzate da un tratto molto sottile, grande dovizia di particolari, un raffinato sistema di tratteggio incrociato per le ombreggiature, divise in cinque serie di 10 elementi ciascuna, che raffigurano nell\u2019insieme l\u2019uomo come microcosmo e l\u2019universo come macrocosmo.<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto che queste incisioni siano per la maggior pa<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Trumpfkarte_des_Mantegna-Tarots_-_Sol.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12267\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Trumpfkarte_des_Mantegna-Tarots_-_Sol.jpg\" alt=\"Trumpfkarte_des_Mantegna-Tarots_-_Sol\" width=\"189\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Trumpfkarte_des_Mantegna-Tarots_-_Sol.jpg 189w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Trumpfkarte_des_Mantegna-Tarots_-_Sol-162x300.jpg 162w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><\/strong>rte conservate in esemplari sciolti, il formato della stampa simile a quello delle carte da gioco e alcuni soggetti, hanno in passato indotto erroneamente la critica a ritenere che si potesse trattare di un insolito mazzo di tarocchi<strong>. Gli esemplari conservati in Ambrosiana sono impreziositi da diversi particolari realizzati in oro in foglia e dall\u2019utilizzo di lumeggiature dorate, in alcuni casi ancora apprezzabili. <\/strong>I \u201cTarocchi del Mantegna\u201d, in origine si presentavano rilegati all\u2019interno di libri che, a causa del loro successo coll<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Italian_Nobleman_of_the_Fifteenth_Century_From_a_Playing_card_engraved_on_Copper_about_1460_Cabinet_des_Estampes_National_Library_of_Paris_edit2-e1523656927393.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-12269 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Italian_Nobleman_of_the_Fifteenth_Century_From_a_Playing_card_engraved_on_Copper_about_1460_Cabinet_des_Estampes_National_Library_of_Paris_edit2-e1523656927393.png\" alt=\"Italian_Nobleman_of_the_Fifteenth_Century_From_a_Playing_card_engraved_on_Copper_about_1460_Cabinet_des_Estampes_National_Library_of_Paris_edit2\" width=\"228\" height=\"416\" \/><\/a>ezionistico, vennero ben presto smembrati. Per consentire al visitatore di apprezzare appieno la loro forma primitiva, lungo il percorso espositivo \u00e8 stata \u00a0installata una postazione multimediale dove viene mostrato in digitale l\u2019esemplare conservato nella Pinacoteca Malaspina di Pavia.\u00a0Riguardo allo stile, le incisioni furono inizialmente ritenute d\u2019influenza fiorentina, in virt\u00f9 del confronto con le opere di Baccio B<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Mantegna_tarot_50_Prima_causa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12270\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Mantegna_tarot_50_Prima_causa.jpg\" alt=\"Mantegna_tarot_50,_Prima_causa\" width=\"218\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Mantegna_tarot_50_Prima_causa.jpg 320w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/Mantegna_tarot_50_Prima_causa-176x300.jpg 176w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a>aldini; alla fine del Settecento, con il contributo di Luigi Lanzi (1795-96), ci si orient\u00f2 verso il Veneto, proponendo talora addirittura l\u2019autografia di Mantegna. Questa proposta, sebbene in seguito abbandonata in favore di una lettura in chiave ferrarese, in stretta relazione con gli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, rest\u00f2 per sempre legata alla serie.<\/p>\n<p>Recenti studi condotti da Laura Paola Gnaccolini s\u2019indirizzano a un\u2019attribuzione a Lazzaro Bastiani, artista veneziano coevo di Bartolomeo Vivarini, noto anche come miniatore, a cui vennero diverse commissioni pubbliche di notevole rilievo, nelle cui opere giovanili si trovano molti punti di contatto<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/3877c449debaae05c303f9972ea19590-vintage-gypsy-oracle-cards-e1523657118653.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-12272 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/3877c449debaae05c303f9972ea19590-vintage-gypsy-oracle-cards-e1523657118653.jpg\" alt=\"3877c449debaae05c303f9972ea19590--vintage-gypsy-oracle-cards\" width=\"254\" height=\"424\" \/><\/a> con le incisioni, non solo nella generale proporzione allungata delle figure e nelle fisionomie, ma anche nella resa accurata delle mani, certe disarticolazioni delle spalle, le teste ovali dalla fronte ampia, gli occhi piccoli rotondi dalle palpebre molto segnate. Alcune incisioni della serie vennero utilizzate dall\u2019umanista marchigiano Ludovico Lazzarelli come spunto per comporre il De deorum gentilium imaginibus, un poemetto didascalico-enciclopedico in distici elegiaci &#8211; destinato nella prima intenzione al duca di Ferrara Borso d\u2019Este &#8211; dove si nota una perfetta corrispondenza tra il testo poetico e le immagini delle incisioni. Proprio l\u2019attenzione di Lazzarelli all\u2019apparato iconografico delle sue opere porta a dubitare che possa aver utilizzato delle immagini create da altri e a suggerire con prudenza l\u2019ipotesi di una sua responsabilit\u00e0 nell\u2019invenzione della serie. Il suo perdurante interesse per un profondo cammino di rinnovamento interiore, che porti alla contemplazione di Dio, viene documentato in mostra dal manoscritto della sua ultima opera, il Crater Hermetis, un testo dedicato a re Ferdinando d\u2019Aragona.<\/p>\n<p>Accompagna la mostra, il volume (<strong>Mondadori Electa<\/strong>) L\u2019UOMO DIVINO. Ludovico Lazzarelli tra il mazzo Sola Busca e i \u201cTarocchi del Mantegna\u201d, con una proposta per Lazzaro Bastiani, a cura di Laura Paola Gnaccolini, dove si approfondisce la personalit\u00e0 di questo affascinante protagonista del Rinascimento italiano, degno di stare accanto a Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, a cui \u00e8 gi\u00e0 stata recentemente riconosciuta la responsabilit\u00e0 dell\u2019invenzione dei Tarocchi Sola Busca.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La rassegna propone 28 fogli della pi\u00f9 antica nonch\u00e9 misteriosa serie a stampa, realizzata alla met\u00e0 del \u2018400 in Italia settentrionale, di propriet\u00e0 dell\u2019istituzione milanese, giunta in collezione forse gi\u00e0 con il nucleo di opere di Federico Borromeo. Accanto a essi esposto il manoscritto del Crater Hermetis dell\u2019umanista marchigiano Ludovico Lazzarelli, che utilizz\u00f2 alcune sequenze dei \u201cTarocchi\u201d come fonte di ispirazione per comporre un\u2019opera poetica. Fino \u00a0al 1\u00b0 luglio 2018, la Pinacoteca Ambrosiana ospita la mostra che presenta i \u201cTarocchi del Mantegna\u201d nelle collezioni della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. 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