{"id":12306,"date":"2018-04-18T22:07:34","date_gmt":"2018-04-18T22:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12306"},"modified":"2018-04-18T22:07:34","modified_gmt":"2018-04-18T22:07:34","slug":"luciano-ventrone-meravigliose-e-misteriose-le-nature-morte-dellartista-in-mostra-a-gualdo-tadino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/04\/18\/luciano-ventrone-meravigliose-e-misteriose-le-nature-morte-dellartista-in-mostra-a-gualdo-tadino\/","title":{"rendered":"Luciano Ventrone. Meravigliose e misteriose le nature morte dell\u2019artista in mostra a Gualdo Tadino."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/19-960x600.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12307\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/19-960x600-e1524088049820.jpg\" alt=\"19-960x600\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>Il collega Vittorio Sgarbi, dopo\u00a0il successo della mostra \u201cSeduzione e Potere. La donna nell\u2019arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo\u201d, <strong>ha dato il via <\/strong>\u00a0<strong>sempre nella Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, a un\u2019altra esposizione-evento, questa volta d\u2019arte contemporanea, dedicata a Luciano Ventrone, dal titolo <\/strong><strong>\u201cMeraviglia ed Estasi\u201d<\/strong>, <strong>ed aperta fino al 28 ottobre 2018.<\/strong> A presentare questi capolavori d\u2019arte c\u2019erano, sul palco del teatro Talia, oltre ai gi\u00e0 citati Sgarbi e Biasini Selvaggi, anche la direttrice del Polo museale <strong>Catia Monacelli<\/strong> e il sindaco della citt\u00e0 <strong>Massimiliano Presciutti<\/strong>. Al centro della scena <strong>Luciano Ventrone<\/strong>, il pittore romano classe 1942 che, come hanno ricordato Sgarbi prima e Presciutti poi, ha faticato ad affermarsi sulla scena italiana. <strong>Una scelta tutt\u2019altro che casuale p<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/ventrone-sgarbi-inaugurazione-mostra-e1524088428203.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12308 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/ventrone-sgarbi-inaugurazione-mostra-e1524088428203.jpg\" alt=\"ventrone-sgarbi-inaugurazione-mostra\" width=\"353\" height=\"199\" \/><\/a><strong>er la cittadina umbra, patria di quel Matteo da Gualdo (1435 circa-1507), tra gli antesignani del genere della natura morta (con la sua celebre tavola raffigurante l\u2019\u201cAlbero di Jesse\u201d, della fine del XV secolo), genere pittorico di cui Ventrone \u00e8 uno dei grandi innovatori odierni. L\u2019artista romano, da oltre tre decenni, tra fiori e frutti in posa, \u00abpromette sapori che non pu\u00f2 soddisfare, \u2013 ha <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/09-960x600-e1524088715217.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12311\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/09-960x600-e1524088715217.jpg\" alt=\"09-960x600\" width=\"360\" height=\"203\" \/><\/a><strong>affermato Vittorio Sgarbi \u2013 per attirare i nostri sensi e condurli all\u2019estraniante percezione dell\u2019\u201cipernaturale\u201d\u00bb.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/08-960x600-e1524088568447.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12309 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/08-960x600-e1524088568447.jpg\" alt=\"08-960x600\" width=\"360\" height=\"203\" \/><\/a>Gi\u00e0 il titolo si preannuncia come tutto un programma: <strong>\u201cMeraviglia ed Estasi\u201d<\/strong>. Le invenzioni dell\u2019artista romano, anche nella produzione pi\u00f9 recente, suscitano infatti sicuramente stupore, riuscendo a fondere pittura, luce, forma, colore, scenografia e illusione, per creare immagini dalla forte spettacolarit\u00e0, che si accingono a rapire i sensi dello spettatore come in una vera e propria estasi mistica. <strong>A partire dalle sue proverbiali nature morte, tradotte sulla tela con la sua inconfondibile cifra pittorica dalla tecnica senza imperfezioni, assolutamente nuova, iperbolica, esagerata, barocca, metafisica. Quella stessa che colp\u00ec e conquist\u00f2, nei primi anni Ottanta, il gusto e l\u2019int<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/77091-02_Antichi_sapori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12310\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/77091-02_Antichi_sapori.jpg\" alt=\"77091-02_Antichi_sapori\" width=\"507\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/77091-02_Antichi_sapori.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/77091-02_Antichi_sapori-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 507px) 100vw, 507px\" \/><\/a><\/strong><strong>eresse critico di Federico Zeri. Fiori e frutta sono, infatti, tra i soggetti pi\u00f9 indagati dall\u2019artista, per l\u2019intrinseca bellezza e plasticit\u00e0 delle forme di questa natura in posa, per l\u2019immediato fascino esercitato dai suoi colori, per la reattivit\u00e0 delle superfici ai riflessi della luce artificiale, per le allusioni simboliche a essi legati. Ventrone esagera, perfeziona pertanto il reale, e costringe il pubblico a fare i conti con immagini che altrimenti non avrebbero, al di fuori della sua interpretazione, interessato nessuno.<\/strong> Come nel caso del monumentale polittico di 3 x 3 m, dal titolo \u201cMosaico\u201d (2011), raffigurante una melagrana gigante spaccata, esposto precedentemente nel Padiglione Italia della <em>54<\/em>\u00b0 edizione della <em>Biennale<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Venezia.Ma i \u201ccoup de th\u00e9\u00e2tre<\/em>\u201d non finiscono qui. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/06-960x600.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12312\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/06-960x600.jpg\" alt=\"06-960x600\" width=\"672\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/06-960x600.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/06-960x600-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a>Il percorso espositivo comprende anche due rari nudi, un momento di riflessione fisico sulla bellezza spirituale del corpo femminile, sulla sua splendida plasticit\u00e0. Completano, infine, la mostra due inediti paesaggi, \u201cSilvi Marina\u201d (2013\/17) e \u201cI racconti del vento\u201d (2006), rispettivamente una marina e un deserto (soggetto eseguito solo in quattro versioni), vere e proprie istantanee di luce e colore, dove il sole sostituisce la fredda e artificiale luminosit\u00e0 elettrica delle nature morte, riflettendo quella luce calda che\u00a0vena d\u2019avorio il mare Adriatico nei pomeriggi d\u2019agosto, cos\u00ec come le dune di sabbia della Libia. Non posso influenzare le persone, sono i quadri che trasmettono il messaggio \u2013ha dichiarato <strong>Ventrone<\/strong>\u2013 Lascio che siano i critici o il pubblico a parlare. Io osservo e traggo ispirazione dal mondo circostante e tutto ci\u00f2 che mi affascina lo traduco in pittura. Ai giovani dico che ci vuole tempo, passione, dedizione perch\u00e9 la pittura \u00e8 fatica, non \u00e8 solo un fatto congenito. Io vengo da un periodo subito dopo la guerra, dove c\u2019era tanta povert\u00e0 e bisognava lottare per emergere. Ho studiato, ho frequentato il liceo artistico, la facolt\u00e0 di architettura e poi ad un certo punto ho capito che la mia vita sarebbe stata la pittura. Ed ecco che sono arrivato a 60 anni di carriera\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVentrone \u2013 ha com<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/19-960x600.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12307\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/19-960x600-e1524088049820.jpg\" alt=\"19-960x600\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>mentato <strong>Sgarbi<\/strong> \u2013 \u00e8 quello che pi\u00f9 di tutti sfida la natura senza sentirne la nostalgia. Guardando un suo dipinto si ha la sensazione di vedere un oggetto reale, per cui questo effetto di illusione e confusione desta meraviglia e nessun pittore del nostro tempo lo manifesta in modo cos\u00ec dichiarato e con una riuscita cos\u00ec efficace come Ventrone\u201d. \u201cL\u2019unicit\u00e0 di Ventrone \u2013 ha aggiunto <strong>Biasini Selvaggi<\/strong> \u2013 sta nel fatto che rinnova dei generi e tecniche del passato in una chiave che si avvicina al mondo virtuale descritto, per esempio, dal film Matrix\u201d. \u201cSembra di attraversare un\u2019altra realt\u00e0 \u2013 ha concluso <strong>Monacelli<\/strong> \u2013 Le immagini sembrano stampate e non dipinte. Il maestro \u00e8 in grado di stupirci con lavori incredibili e ogni venerd\u00ec sabato e domenica alle 16, nella chiesa monumentale di san Francesco, ci sar\u00e0 un esperto che condurr\u00e0 il visitatore in un viaggio straordinario\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luciano Ventrone nasce a Roma nel 1942. Nel 1983 un articolo\u00a0scritto da Antonello Trombadori su \u201cL\u2019Europeo\u201d induce lo storico\u00a0dell\u2019arte Federico Zeri a interessarsi dell\u2019artista suggerendogli di\u00a0affrontare il tema delle nature morte.\u00a0 <\/strong>E\u2019 \u00a0qui che inizia la sua lunga, e\u00a0ancora non completa, ricerca sui vari aspetti della natura, catturando\u00a0particolari sempre pi\u00f9 dettagliati e quasi invisibili a \u201cocchi\u00a0bombardati da milioni di immagini\u201d, quali sono quelli degli uomini della nostra epoca.\u00a0 \u00a0questa ricerca di Ventrone che ha destato, nei decenni,\u00a0l\u2019attenzione, tra gli altri, di Federico Zeri, Sergio Zavoli, Duccio\u00a0Trombadori, Marco Di Capua, Carlo Franza, Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva,\u00a0Roberto Tassi, Giorgio Soavi, Edward Lucie Smith, Angelo Crespi,\u00a0Beatrice Buscaroli e \u00a0Eugenia Petrova.<br \/>\n<strong>E ad aprile 2018 a Ventrone \u00e8 dedicata una personale anche a Londra, alla\u00a0Pontone Gallery, nel cuore di Chelsea e<\/strong> <strong>Knightsbridge, a pochi minuti di\u00a0distanza da Saatchi Gallery e Sloane Square Tube.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il collega Vittorio Sgarbi, dopo\u00a0il successo della mostra \u201cSeduzione e Potere. La donna nell\u2019arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo\u201d, ha dato il via \u00a0sempre nella Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, a un\u2019altra esposizione-evento, questa volta d\u2019arte contemporanea, dedicata a Luciano Ventrone, dal titolo \u201cMeraviglia ed Estasi\u201d, ed aperta fino al 28 ottobre 2018. A presentare questi capolavori d\u2019arte c\u2019erano, sul palco del teatro Talia, oltre ai gi\u00e0 citati Sgarbi e Biasini Selvaggi, anche la direttrice del Polo museale Catia Monacelli e il sindaco della citt\u00e0 Massimiliano Presciutti. 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