{"id":12351,"date":"2018-04-25T17:05:26","date_gmt":"2018-04-25T17:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12351"},"modified":"2018-04-25T17:05:26","modified_gmt":"2018-04-25T17:05:26","slug":"il-film-perduto-di-orson-welles-recensione-al-libro-alle-origini-del-quarto-potere-too-much-johnson-di-massimiliano-studer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/04\/25\/il-film-perduto-di-orson-welles-recensione-al-libro-alle-origini-del-quarto-potere-too-much-johnson-di-massimiliano-studer\/","title":{"rendered":"Il film perduto di Orson Welles. Recensione al libro \u201cAlle origini del  Quarto Potere. Too Much Johnson\u201d di Massimiliano Studer."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/alleorigini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12353\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/alleorigini.jpg\" alt=\"alleorigini\" width=\"305\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/alleorigini.jpg 305w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/alleorigini-191x300.jpg 191w\" sizes=\"(max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a>Ho tra le mani il libro che l\u2019amico Massimiliano Studer, rispettabile docente, uomo colto e saggista di eccezionale livello, mi ha fatto pervenire. E\u2019 il suo ultimo e recente lavoro saggistico che ha messo in piedi con il\u00a0 titolo \u201c Alle origini del\u00a0 Quarto Potere. Too Much Johnson. Il Film perduto di Orson Welles\u201d.<\/strong> Le opere cinematografiche di Orson Welles \u00a0sono state il punto di riferimento per una\u00a0 serie nutrita\u00a0 di \u00a0generazioni di registi,\u00a0 conquistando poi \u00a0il consenso unanime di critica e spettatori; purtroppo \u00a0non sono molti a conoscere l\u2019incredibile storia di \u201cToo Much Johnson\u201d, il mediometraggio ritrovato nel 2008 in un magazzino di Pordenone. Era questo considerato il film perduto, non si sa se volutamente o no. Sta di fatto che a ottant\u2019anni dalla realizzazione e a dieci dal ritrovamento, Massimiliano Studer torna con un saggio strepitoso sul film \u201cfantasma\u201d, riapparso come per miracolo, film \u00a0che ha battezzato la carriera cinematografica di una delle figure pi\u00f9 estrose e imprevedibili dell\u2019intero panorama artistico. <strong>Il lavoro alto e qualitativo\u00a0 del giovane ricercatore italiano\u00a0 \u00e8 \u00a0esemplato\u00a0 da una parte\u00a0 da una scrittura intrigante, dinamica e\u00a0 chiara, dall\u2019altra da una attendibilit\u00e0 di notizie storiche e bibliografiche veramente sorprendente, con un materiale articolato in capitoli che spaziano dalla formazione politica del giovane Orson Welles, ai tesori wellesiani delle casse di Pordenone, fino a fare il punto proprio su \u201cToo Much Johnson\u201d il film fantasma.<\/strong>\u00a0 <strong>Libro che ora appare essenziale nella biobibliografia wellesiana, anzi ne chiarisce in maggior ragione le spinte ideali del regista internazionale<\/strong>.<br \/>\n<strong><em>Too Much Johnson<\/em><\/strong> \u00e8 un \u00a0film muto \u00a0diretto da Orson Welles. Il film \u00e8 stato montato dallo stesso Welles in una stanza d&#8217;albergo di \u00a0New York.\u00a0 Si tratta, probabilmente, della prima pellicola diretta dal cineasta americano, nonch\u00e9 debutto per due attori feticci quali Joseph Cotten e Judy Holliday. Il \u00a0mediometraggio \u00e8 stato riscoperto nel 2008. Le bobine \u00a0sono state ritrovate casualmente in un \u00a0magazzino\u00a0 a Pordenone e il film, restaurato, \u00e8 stato proiettato in prima mondiale il 9 ottobre 2013 alle \u00a0Giornate del Cinema Muto \u00a0di Pordenone.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/1280px-Too_Much_Johnson-e1524675562537.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12354\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/1280px-Too_Much_Johnson-e1524675562537.jpg\" alt=\"1280px-Too_Much_Johnson\" width=\"480\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p>All&#8217;epoca in cui venne girato, Welles era dedito principalmente al teatro, avendo gi\u00e0 rappresentato una rivisitazione in chiave moderna del Macbeth e lo spettacolo omonimo di William Gillette. <strong>La trama ruota attorno ad un personaggio principale, il vero Johnson, che si trova continuamente perseguitato da altre due persone che assumono la sua identit\u00e0.<\/strong> Nella primavera del \u201938 a New York City e in altre parti della metropoli americana, il regista aveva \u00a0prodotto, sceneggiato e diretto (fotografia in bianco e nero di Paul Bunbar) \u00a0proprio il \u201c<em><strong>Too Much Johnson\u201d,<\/strong><\/em> un mediometraggio della durata di\u00a0 sessanta minuti, liberamente \u00a0tratto da una commedia di William Gillette\u00a0 e \u00a0realizzato appositamente per una rappresentazione al Mercury Theatre. Il film interpretato da Joseph Cotten (Johnson), Virginia Nicholson, Edgard Barrier, Arlene Francis, Ruth Ford, \u00e8 ambientato a New York tra la fine dell\u2019Ottocento e gli inizi del Novecento.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 certo che il film, nonostante fosse definito una delle opere preferite del regista, non fu completato a causa dei grossi problemi finanziari del giovane Welles.\u00a0 La pellicola per una serie di difficolt\u00e0 non \u00e8 stata \u00a0mai proiettata in pubblico. <\/strong>Tuttavia, avendone \u00a0a cuore il progetto, il cineasta Orson Welles\u00a0 conserv\u00f2 le bobine del mediometraggio nella sua villa di Madrid \u00a0quando, nel 1970, a causa di un incendio, il film fu bruciato e lo stesso regista dichiar\u00f2 di averne\u00a0 persa l&#8217;unica copia della pellicola. Invece, ecco il miracolo, perch\u00e9 \u00a0il 7 agosto 2013, a Pordenone, sono state ritrovate le bobine della pellicola all&#8217;interno di un magazzino, poi successivamente restaurate dalla Cineteca del Friuli.<\/p>\n<p><strong>Too Much Johnson<\/strong> Orson Welles, USA, 1938, b\/n, 60\u2019, v.o. sott. it. Con Joseph Cotten, Arlene Francis.<br \/>\n<strong>New York, tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento. Un uomo, che con il nome fittizio di Alfred Johnson si finge proprietario di una piantagione di zucchero a Cuba, viene sorpreso a letto con la sua amante dal marito di lei. Questi comincia a inseguirlo per le strade della Grande Mela provocando scompiglio in tutta la citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Nel riproponimento odierno c\u2019\u00e8 stato l\u2019accompagnamento live di Francesca Badalini che ha eseguito \u00a0una sua rielaborazione per pianoforte di <em>Music for a Farce <\/em>di Paul Bowles, musica originariamente prevista per il film. A Ottanta anni dalla realizzazione e a dieci dal ritrovamento del mediometraggio wellesiano \u00a0Massimiliano Studer ci consegna un formidabile saggio sul film fantasma con il suo libro <em><strong>Alle origini di Quarto potere <\/strong><\/em>edito da Mimesis nel 2018, insieme al critico cinematografico Paolo Mereghetti che ne prefaziona questo lavoro mirato alla scoperta e all\u2019analisi di un capolavoro,\u00a0 e gi\u00e0 curatore nel 1977 di <em><strong>Il cinema di Orson Welles<\/strong><\/em> <em>Editrice Scena<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ho tra le mani il libro che l\u2019amico Massimiliano Studer, rispettabile docente, uomo colto e saggista di eccezionale livello, mi ha fatto pervenire. E\u2019 il suo ultimo e recente lavoro saggistico che ha messo in piedi con il\u00a0 titolo \u201c Alle origini del\u00a0 Quarto Potere. Too Much Johnson. Il Film perduto di Orson Welles\u201d. 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