{"id":12356,"date":"2018-04-26T20:05:51","date_gmt":"2018-04-26T20:05:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12356"},"modified":"2018-04-26T20:05:51","modified_gmt":"2018-04-26T20:05:51","slug":"william-turner-e-il-romanticismo-opere-della-tate-di-londra-in-mostra-a-roma-al-chiostro-del-bramante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/04\/26\/william-turner-e-il-romanticismo-opere-della-tate-di-londra-in-mostra-a-roma-al-chiostro-del-bramante\/","title":{"rendered":"William Turner e il Romanticismo. Opere della Tate di Londra in mostra a Roma al Chiostro del Bramante."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/746px-Joseph_Mallord_William_Turner_-_A_Paddle-steamer_in_a_Storm_-_Google_Art_Project-e1524772364371.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12357\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/746px-Joseph_Mallord_William_Turner_-_A_Paddle-steamer_in_a_Storm_-_Google_Art_Project-e1524772364371.jpg\" alt=\"746px-Joseph_Mallord_William_Turner_-_A_Paddle-steamer_in_a_Storm_-_Google_Art_Project\" width=\"346\" height=\"278\" \/><\/a>Per la prima volta in mostra a Roma una raccolta di opere esclusive dell\u2019artista inglese Joseph Mallord William Turner a cura di\u00a0David Blayney Brown in mostra fino al \u00a026 agosto 2018 al Chiostro del Bramante.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una collezione unica, espressione del lato intimo e riservato di J.M.W. TURNER (23 aprile 1775 \u2013 19 dicembre 1851), donata interamente all\u2019 Inghilterra e conservate presso la Tate \u00a0Britain di Londra, e che con questa mostra segna l\u2019inizio di una importante collaborazione con il Chiostro\u00a0 del Bramante. Ho trascorso un\u2019intera mattinata nell\u2019osservare, leggere e ammirare queste opere di Turner che considero capolavori di eccezionale portata.\u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/800px-turner_selfportrait-e1524772396448.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12358\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/800px-turner_selfportrait-e1524772396448.jpg\" alt=\"800px-turner_selfportrait\" width=\"300\" height=\"390\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Conosciute oggi come \u2018Turner Bequest\u2019, molte delle opere esposte provengon<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner-e1524772424394.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12359 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner-e1524772424394.jpg\" alt=\"turner\" width=\"280\" height=\"175\" \/><\/a><\/strong><strong>o dallo studio personale dell\u2019artista e sono state realizzate nel corso degli anni per il suo \u2018proprio diletto\u2019 secondo la bella espressione del critico John Ruskin. Un piacere estetico e visivo che conserva ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all\u2019estero. Era infatti abitudine dell\u2019artista lavorare sei mesi all\u2019aria aperta durante la bella stagione e solo in inverno chiudersi nel suo studio per riportare su tela i ricordi di ci\u00f2 che aveva visto dal vivo.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/77505-J_M_W_Turner-The-arch-of-constantine-rome-1835c-e1524772460978.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12360\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/77505-J_M_W_Turner-The-arch-of-constantine-rome-1835c-e1524772460978.jpg\" alt=\"77505-J_M_W_Turner-The-arch-of-constantine-rome-1835c\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Pi\u00f9 di 90 opere d\u2019arte, tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di oli mai giunti insieme in Italia, caratterizzano il percorso espositivo della grande mostra \u201cTURNER. Opere della Tate\u201d dedicata al celebre e rinomato maestro dell\u2019acquerello che con la sua pittura ha influenzato pi\u00f9 di una generazione di artisti, quali Claude Monet, Caspar David Friedrich, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Paul Klee, Franz Marc, Wassily Kandinsky, Gustav Klimt,\u00a0Mark Rothko, James Turrell\u00a0e Olafur Eliasson. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner_web_marzo_2018_b-e1524772491126.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12361 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner_web_marzo_2018_b-e1524772491126.png\" alt=\"turner_web_marzo_2018_b\" width=\"340\" height=\"184\" \/><\/a>Natura e romanticismo si fondono nella raffigurazione perfetta del sublime e nella contemplazione di una forza inarrestabile, quasi misteriosa, che andava rievocata per rispondere al bisogno dell\u2019artista di ricercare un linguaggio in constante evoluzione che anticipasse i tempi e le mode artistiche. Ed \u00e8 proprio nella capitale inglese, citt\u00e0 con pi\u00f9 aspettative, grazie a mostre d\u2019arte, spettacoli teatrali e iniziative nel campo delle scienze e della letteratura, che TURNER produce immagini emotivamente intense che divengono il mezzo attraverso il quale l\u2019uomo si sente finalmente libero di sognare.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/150248582-c9bc2222-2185-4299-a231-e7621fc5a9e5-e1524772527523.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12362\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/150248582-c9bc2222-2185-4299-a231-e7621fc5a9e5-e1524772527523.jpg\" alt=\"150248582-c9bc2222-2185-4299-a231-e7621fc5a9e5\" width=\"378\" height=\"155\" \/><\/a> Divisa in sei sezioni, la mostra invita il visitatore a scoprire cronologicamente l\u2019evoluzione del linguaggio artistico del pi\u00f9 grande pittore romantico.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra, curata da <strong>David Blayney Brown<\/strong>, Manton Curator of British Art 1790-1850, segna l\u2019inizio di un\u2019importante collaborazione tra la Tate di Londra e Chiostro del Bramante ed \u00e8 \u00a0un\u2019occasione unica per ammirare alcuni tra i lavori pi\u00f9 importanti dell\u2019intero percorso artistico del celebre pittore inglese, assente da oltre 50 anni dalle programmazioni dei musei romani e da 12 anni dai musei italiani. Una collezione unica composta da 92 opere, tra acquerelli, disegni, album, oltre a una selezione di oli, per la prima volta esposte insieme in Italia. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner_web_marzo_2018_d.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12365\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner_web_marzo_2018_d.png\" alt=\"turner_web_marzo_2018_d\" width=\"564\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner_web_marzo_2018_d.png 740w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/turner_web_marzo_2018_d-300x162.png 300w\" sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/a>Le opere sono state selezionate dal vastissimo lascito che comprende circa 30.000 lavori cartacei, 300 oli e 280 album da disegno, conosciuto come \u201cTurner Bequest\u201d, donato alla Gran Bretagna cinque anni dopo la morte dell\u2019artista nel 1851 e conservato per la maggior parte presso la Tate. Il lascito comprende l\u2019intero corpus di opere custodite presso lo studio personale dell\u2019artista e realizzate nel corso degli anni per il \u201cproprio diletto\u201d secondo la bella espressione del critico John Ruskin. <strong>Un piacere estetico e visivo in cui i ricordi di viaggi, le emozioni e i frammenti di paesaggi visti durante i suoi lunghi soggiorni all\u2019estero, sono il mezzo per raccontare l\u2019evoluzione del linguaggio stilistico di Turner e la sua incessante ricerca poetica, volta a sperimentare le potenzialit\u00e0 espressive della luce e del colore.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/roma-turner.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12364\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/roma-turner.jpg\" alt=\"roma-turner\" width=\"679\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/roma-turner.jpg 863w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/roma-turner-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/a><\/strong> La mostra ci permette quindi di esaminare l\u2019intera produzione artistica di Turner e rivela come, da disegnatore di soggetti topografici e architettonici, abbia\u00a0sviluppato man mano uno stile estremamente personale, includendo nelle sue opere una straordinaria gamma di nuovi elementi iconografici e stilistici basandosi su una raffinata predilezione per la luce, il colore e gli effetti atmosferici.\u00a0 La mostra al Chiostro del Bramante &#8211; suddivisa in sei sezioni tematiche &#8211; pone l\u2019accento sull\u2019importanza che gli acquerelli ebbero per la definizione dello stile di Turner, dimostrando come le sue ricerche espressive abbiano di fatto precorso l\u2019arte degli impressionisti.\u00a0 Il carattere intimo e personale delle opere esposte in mostra sar\u00e0 anche l\u2019occasione per indagare l\u2019uomo oltre che l\u2019artista e per comprendere i radicali sviluppi dello stile di Turner che, di fatto, anticiparono le tendenze stilistiche della fine del XIX secolo. Dalla sua predilezione per le citt\u00e0 marinare al suo interesse per la riproduzione di paesaggi atmosferici inglesi o alpini, fino allo studio dettagliato degli interni domestici o dei rilievi architettonici<strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/D16365_10-e1524772711385.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12366\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/D16365_10-e1524772711385.jpg\" alt=\"The Basilica of Constantine 1819 by Joseph Mallord William Turner 1775-1851\" width=\"536\" height=\"341\" \/><\/a> Memore dei suoi numerosi viaggi, molti dei quali in Italia, e animato da un forte spirito innovativo, l\u2019artista si dedic\u00f2 incessantemente a sperimentare, soprattutto negli acquerelli, una libert\u00e0 compositiva e stilistica e un uso dei colori innovativo e sorprendente, che portarono i suoi contemporanei a pensare che Turner \u201cfosse solito di dipingere con gli occhi, con il naso oltre che con le mani\u201d.\u00a0 <\/strong>Completa il progetto un\u2019installazione immersiva ideata da <strong>Fabien Iliou<\/strong>, videoartista francese, che ispirandosi al lavoro di Turner ha creato un video mapping a 360\u00b0 attraverso cui il visitatore viene trasportato all\u2019interno del mondo dell\u2019artista e nelle atmosfere dell\u2019Inghilterra di quegli anni. L\u2019innovazione tecnologica per raccontare l\u2019opera di Turner, che ha sempre sperimentato con luce e colore, tanto da anticipare ed essere punto di riferimento per la storia dell\u2019arte contemporanea; un video in movimento, con una musica originale creata dal sound designer e produttore musicale <strong>Paky Di Maio<\/strong>. La mostra del Chiostro del Bramante \u00e8 un viaggio di approfondimento storico-artistico sull\u2019influenza di Turner e, grazie a questo progetto, diviene un\u2019esperienza dei sensi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/j_m_w_turner-storm-over-the-mountains-1842-3c.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12367\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/j_m_w_turner-storm-over-the-mountains-1842-3c.jpg\" alt=\"j_m_w_turner-storm-over-the-mountains-1842-3c\" width=\"523\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/j_m_w_turner-storm-over-the-mountains-1842-3c.jpg 650w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/04\/j_m_w_turner-storm-over-the-mountains-1842-3c-300x236.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a><strong>Joseph Mallord William Turner (1775 &#8211; 1851) <\/strong><br \/>\nTalento precocissimo, Joseph Mallord William Turner nacque a Londra nel 1775 e fu molto presto incoraggiato a seguire la carriera di pittore dal padre, che dal 1789, nonostante le difficili condizioni economiche, gli fece frequentare la prestigiosa Royal Academy, dove verr\u00e0 nominato professore di prospettiva nel 1807.<br \/>\nJ.M.W. Turner affianc\u00f2 agli studi accademici la collaborazione con alcuni architetti e la visione diretta dei paesaggi dipingendo en plein air. Incisore e acquerellista in primis, Turner si dedic\u00f2 ben presto alla pittura a olio.La sua insopprimibile spinta verso il viaggio, alla continua ricerca di luoghi che potesse rappresentare su carta, lo port\u00f2 a essere un paesaggista fedele alla tradizione topografica, in particolar modo della campagna inglese, tecnica che abbandon\u00f2 ben presto per cedere il passo a una visione pi\u00f9 lirica e libera che trascendesse il mero realismo.\u00a0 <strong>Sin dai primi viaggi, Turner comprese l\u2019importanza di dipingere en plein air, cos\u00ec a partire dalla met\u00e0 del 1790 prese l\u2019abitudine di viaggiare in estate portando sempre con s\u00e9 album da disegno e di lavorare in studio d\u2019inverno completando i disegni realizzati nei mesi precedenti.<\/strong><br \/>\nPer un po\u2019 di tempo lavor\u00f2 per il dottor Monro, collezionista e protettore di giovani artisti, periodo in cui copi\u00f2 gli schizzi del noto paesaggista J.R. Cozens. Turner, inoltre, cominci\u00f2 a seguire le estetiche del sublime e del pittoresco, alle quali aggiunse la sua incondizionata ammirazione per Nicolas Poussin e soprattutto per Claude Lorrain. <strong>Tuttavia, pur non dimenticando la lezione dei maestri del passato, Turner elabor\u00f2 una personalissima maniera di dipingere, approfondendo sempre pi\u00f9 gli effetti atmosferici e luministici.<\/strong> Attratto particolarmente dalla <em>Teoria dei Colori<\/em> di Johann Wolfgang von Goethe e dalle ricerche di Isaac Newton, Turner si concentr\u00f2 sulla componente emozionale del colore elaborando un proprio diagramma, che gli fu utile durante le sue lezioni di prospettiva per mostrare agli studenti come usare il colore per creare l\u2019illusione di profondit\u00e0 in pittura. <strong>Particolare e profondo fu il suo rapporto con l\u2019Italia che visit\u00f2 per la prima volta brevemente nel 1802 per poi tornare nel 1819 soggiornando a Venezia, Roma e Napoli, citt\u00e0 che gli diedero la piena percezione dell\u2019intensa luminosit\u00e0 dei paesaggi italiani ed esperienza determinante per l\u2019evoluzione del suo stile.<\/strong> Mirabili sono le sue vedute lagunari, attribuite alla piena maturit\u00e0, tra le pi\u00f9 famose di tutto il corpus di opere dell\u2019artista. In questo periodo la tematica cromatica-luministica \u00e8 il nodo centrale su cui verte la poetica di Turner, che si interesser\u00e0 per tutto il resto della sua vita alla ricerca di soggetti e atmosfere da raffigurare come specchio del suo universo interiore. In uno spazio-luce libero da ogni tradizionale impianto prospettico, le forme perdono consistenza e i colori puri diventano con la luce, i protagonisti assoluti delle sue opere. Turner seppe sfruttare, come mai nessuno prima di lui, la trasparenza e la luce tipici di questo genere di pittura, riuscendo a evocare effetti inarrivabili anche dai posteri. Dipingendo en plein air, il pittore riusciva a cogliere l\u2019istante eloquente: un punto di luce, una folata, un tempo irripetibile che si prospettava come rivelatore dell\u2019arcano.<br \/>\nConsiderato straordinario sin dalla sua epoca, J.M.W. Turner, oltre ad aver anticipato tendenze estetiche come l\u2019Impressionismo &#8211; \u00e8 noto il debito che Claude Monet ebbe nei confronti di Turner di cui vide gli acquerelli conservati nel suo studio ed esposti temporaneamente presso la National Gallery in occasione di un suo viaggio a Londra nel 1871 &#8211; ha profondamente influenzato artisti contemporanei come Mark Rothko e Olafur Eliasson e continua ancora oggi a stupire chiunque guardi le sue opere.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per la prima volta in mostra a Roma una raccolta di opere esclusive dell\u2019artista inglese Joseph Mallord William Turner a cura di\u00a0David Blayney Brown in mostra fino al \u00a026 agosto 2018 al Chiostro del Bramante. Una collezione unica, espressione del lato intimo e riservato di J.M.W. TURNER (23 aprile 1775 \u2013 19 dicembre 1851), donata interamente all\u2019 Inghilterra e conservate presso la Tate \u00a0Britain di Londra, e che con questa mostra segna l\u2019inizio di una importante collaborazione con il Chiostro\u00a0 del Bramante. Ho trascorso un\u2019intera mattinata nell\u2019osservare, leggere e ammirare queste opere di Turner che considero capolavori di eccezionale portata.\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/04\/26\/william-turner-e-il-romanticismo-opere-della-tate-di-londra-in-mostra-a-roma-al-chiostro-del-bramante\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,53794,41640,28386,44441,87,35351,35224,17505,35188,28369],"tags":[149064,59480,180430,298492,298489,3752,298490,298495,298493,298491,298494,108134],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12356"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12356"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12369,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12356\/revisions\/12369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}