{"id":12446,"date":"2018-05-04T19:50:05","date_gmt":"2018-05-04T19:50:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12446"},"modified":"2018-05-04T19:50:05","modified_gmt":"2018-05-04T19:50:05","slug":"sissi-unimperatrice-a-lugano-il-capolavoro-dello-scultore-antonio-chiattone-al-masi-museo-darte-della-svizzera-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/05\/04\/sissi-unimperatrice-a-lugano-il-capolavoro-dello-scultore-antonio-chiattone-al-masi-museo-darte-della-svizzera-italiana\/","title":{"rendered":"Sissi. Un&#8217;imperatrice a Lugano. Il capolavoro dello scultore Antonio Chiattone al MASI, Museo d\u2019Arte della Svizzera Italiana."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/immagine-e1525462621191.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/immagine-e1525462621191.jpg\" alt=\"immagine\" width=\"400\" height=\"306\" \/><\/a>Fino al 13 maggio 2018 \u00a0il MASI, Museo d\u2019arte della Svizzera italiana, presenta nella sede di Palazzo Reali un evento espositivo incentrato sulla figura dell\u2019imperatrice d\u2019Austria Elisabetta di Baviera, pi\u00f9 nota come Sissi.\u00a0 Al centro di questa presentazione vi \u00e8 il gesso del monumento che la cittadinanza di Montreux commission\u00f2 allo scultore Antonio Chiattone per commemorare l\u2019imperatrice assassinata dall\u2019anarchico italiano Luigi Lucheni sul lungolago di Ginevra nel 1898. <\/strong><strong>Pensierosa, il capo posto sulla mano, lo sguardo lontano, forse nel ricordo dell\u2019ormai lontana Baviera, lasciata troppo presto per divenire la stella di una dorata e alquanto angusta prigionia.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12448\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi-2.jpg\" alt=\"sissi-2\" width=\"350\" height=\"509\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi-2.jpg 350w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi-2-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La scultura\u00a0 \u00e8\u00a0 esposta nelle sale al pianterreno di Palazzo Reali accostata ad alcune opere di\u00a0Vincenzo Vela e Antonio Ciseri, appartenenti alla Collezione del MASI, oltre che a materiali e\u00a0fotografie che ricostruiscono la storia della sua protagonista e del suo assassino.<\/strong> Intrecciando\u00a0le memorie dei due protagonisti e gli echi mediatici che la loro vicenda suscit\u00f2 nella stampa\u00a0dell\u2019epoca, la mostra offre il ritratto di un periodo in cui, tra afflati tardoromantici e aspre<br \/>\nrivendicazioni sociali, si chiuse definitivamente un\u2019era mentre sempre pi\u00f9 veemente si faceva\u00a0l\u2019incalzare della modernit\u00e0. Questo gesso \u00e8 stato donato alla Citt\u00e0 dalla Akno Suisse Real Estate SA nel 2012 e, successivamente, anche grazie al generoso contributo del Soroptimist International Club Lugano e della Fondazione Araldi Guinetti, fatto oggetto di un\u2019importante operazione di restauro condotta dal laboratorio di conservazione e restauro della SUPSI in collaborazione con il MASI.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi4-e1525462682788.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-12449 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi4-e1525462682788.jpg\" alt=\"sissi4\" width=\"286\" height=\"458\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il\u00a0 problema \u00e8 districarsi, anzitutto tra i Chiattone, che sono parecchi per cui servono pazienza, metodo e ricerca per far chiarezza. La prima generazione artistica \u00e8 composta dai fratelli Antonio (1856-1904), Giuseppe (1863-1954), entrambi scultori e Gabriele (1853-1934), fondatore delle Officine d\u2019arti grafiche Chiattone a Milano nel 1899; la seconda dai figli di quest\u2019ultimo Mario (1891-1957), architetto e pittore, e Antonio Jr. (1904-195<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12451\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi2.jpg\" alt=\"sissi2\" width=\"250\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi2.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi2-195x300.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>7), critico cinematografico e pittore autodidatta. Districarsi poi all\u2019interno di una storia lombardo-ticinese che si allunga sul triangolo Milano-Lugano-Bergamo per poi allargarsi alla Svizzera e anche oltre. Infine seguire itinerari locali, svizzeri e internazionali per precisare due storie d\u2019arte e, lungo questi diversi sentieri, recuperare tutto il possibile dell\u2019opera dei due fratelli.<\/p>\n<p>Intrigante la storia di <strong>Elisabetta Amalia Eugenia di Baviera Wittelsbach<\/strong> nata \u00a0a Monaco la notte di Natale del 1837. E\u2019 quindicenne quando \u00a0la madre e la sorella diciottenne Elena, decidono di portarla con loro per un incontro con <strong>Francesco Giuseppe<\/strong>, giovane imperatore, ambito sposo di Elena stessa. Ma l\u2019imperatore, ventitreenne, s\u2019innamor\u00f2 \u00a0sin da subito della sorella minore, e la chiese in sposa. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi3.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12452\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/sissi3.png\" alt=\"sissi3\" width=\"197\" height=\"256\" \/><\/a>Il 24 aprile, nella <strong>Chiesa degli Agostiniani di Vienna<\/strong>, con estremo sfarzo, vengono celebrate le nozze dell\u2019imperatore con \u00a0Sissi. <strong>La suocera di Sissi, <strong>Sofia<\/strong><\/strong>, \u00a0\u00e8 per la giovane imperatrice una donna\u00a0 burbera e autoritaria, tanto\u00a0 che Sissi cadde \u00a0presto malata e accus\u00f2 problemi psichici. A diciotto anni Sissi partor\u00ec la sua prima figlia, che chiam\u00f2 Sofia, come la suocera, e appena un anno dopo dette \u00a0alla luce la secondogenita Gisella. Sofia, legatissima alle nipoti, le sottrae alla madre. Sissi \u00a0giovane madre escogita di \u00a0passare pi\u00f9 tempo col marito, veramente\u00a0 soggiogato dalla madre, e portatasi Sofia con s\u00e9, lo accompagna nei viaggi dell\u2019Impero, tra il 1856 e il 1857. L\u2019imperatrice ventenne giunge a Venezia. Anche l\u2019Ungheria rimase\u00a0 affascinata \u00a0di Sissi, ma in quel paese, dall\u2019imperatrice tanto amato, la piccola Sofia \u00a0muore. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/franz.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12453\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/franz.png\" alt=\"franz\" width=\"195\" height=\"259\" \/><\/a>Elisabetta, rinuncia allora alla lotta con la suocera Sofia, e, sconfitta, le affida Gisella. \u00c8 il 1858 quando nasce l\u2019atteso erede al trono, il maschio Rodolfo, e\u00a0 spossata dalle gravidanze, l\u2019imperatrice \u00a0cade ammalata sino alla primavera dell\u2019anno successivo, quando la sorella minore, Maria Sofia, la porta con s\u00e9 nel \u201csuo\u201d Regno delle due Sicilie.<\/p>\n<p>Poi le guerre e a \u00a0<strong>Magenta<\/strong>, la terribile battaglia che \u00a0vede, nel 1859, l\u2019imperatore sconfitto dalle truppe di <strong>Cavour<\/strong> e di <strong>Napoleone<\/strong> <strong>III<\/strong>, nel corso della Seconda Guerra d\u2019Indipendenza Italiana.\u00a0 Poi ancora le\u00a0 terribili disfatte di\u00a0 Solferino e San Martino\u00a0 per l\u2019imperatore, che pensa addirittura all\u2019abdicazione. Francesco Giuseppe richiama Sissi dall\u2019Italia, pregandola di \u00a0sollevare il morale della popolazione, mostrandosi a Vienna. \u00a0Sissi accetta, \u00a0e a malincuore scopre anche un marito infedele. Nel 1860 Garibaldi invade il Regno delle due Sicilie facendo strage di truppe Borboniche e di fedeli al Re Francesco; Sissi, teme \u00a0per l\u2019incolumit\u00e0 della sorella Maria Sofia, regina delle due Sicilie, ricade malata, e decide di \u00a0rifugiarsi, con la figlia Gisella, a Possenhofen. Torna a Vienna solo per il compleanno del marito, il 18 agosto . Seguono \u201cgli anni d\u2019Ungheria\u201d, nei quali Elisabetta e Francesco vengono incoronati sovrani del regno, e l\u00ec, nel 1868, in onore dell\u2019amato paese, Sissi d\u00e0 alla luce la sua ultima figlia, l\u2019amatissima Maria Valeria. Poi la morte\u00a0 di \u00a0Rodolfo, l\u2019erede al trono, che nel 1889, a ventisette anni, si spara, dopo aver a sua volta sparato alla fidanzata diciassettenne, Maria Vetsera, nel misterioso omicidio-suicidio che rimarr\u00e0 nella storia con il torbido nome di Affare Mayerling. Ora l\u2019imperatrice si mostrer\u00e0 in\u00a0 lutto perenne.\u00a0 E si pu\u00f2 dire anche separata dal marito, viagger\u00e0 per il resto dei suoi giorni.<\/p>\n<p><strong>Il 10 settembre del 1898, una figura slanciata, vestita di nero, passeggiava \u00a0sulla riva del lago di <strong>Ginevra<\/strong><\/strong>.<strong> Era \u00a0diretta al porto, da cui sarebbe partito un\u00a0 battello.\u00a0 Era \u00a0accompagnata da una \u00a0donna nobile. Un piccolo uomo, appostato su un ippocastano, la spiava, poi\u00a0 \u00a0balzato gi\u00f9 dall\u2019albero le corse \u00a0incontro urtandola e facendola cadere a terra. La contessa Szt\u00e0ray che accompagnava l\u2019imperatrice si mise a urlare, chiedendo al battello di fare retromarcia e rivelando l\u2019identit\u00e0 della donna che accompagnava: era \u00a0l\u2019imperatrice Sissi.\u00a0 L\u2019uomo che le era saltato addosso era \u00a0un anarchico \u00a0che\u00a0 pugnalandola le aveva trafitto\u00a0 l\u2019aorta. \u00a0Luigi Luccheni, anarchico nato a Parigi, figlio di una serva vissuta tra Parma e Reggio, ad Albareto, stuprata dal padrone, fuggita, dopo il parto e l\u2019abbandono del figlio, in Argentina. Processato, fu trovato impiccato in carcere. Sissi\u00a0 mor\u00ec nel pomeriggio del 10 settembre 1898, a 60 anni.<\/strong> Venne sepolta nella cripta imperiale. Diciotto anni dopo, a ottantasei anni, moriva anche\u00a0 il marito, ma\u00a0 l\u2019epoca\u00a0 mutata,\u00a0 quella \u00a0della Prima Guerra Mondiale, port\u00f2 poi all\u2019implosione della potenza\u00a0 asburgica. A cento anni dopo la sua \u00a0morte, venne pubblicato il diario dell\u2019infelice imperatrice, su quei fogli aveva scritto di \u00a0sperare di morire \u201cimprovvisamente, rapidamente e, se possibile, all\u2019estero.\u201d \u00a0E ancora prima aveva sperato \u00a0come non mai di poter convincere il marito ad abdicare e andare a vivere con lei sulle rive del Lemano.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fino al 13 maggio 2018 \u00a0il MASI, Museo d\u2019arte della Svizzera italiana, presenta nella sede di Palazzo Reali un evento espositivo incentrato sulla figura dell\u2019imperatrice d\u2019Austria Elisabetta di Baviera, pi\u00f9 nota come Sissi.\u00a0 Al centro di questa presentazione vi \u00e8 il gesso del monumento che la cittadinanza di Montreux commission\u00f2 allo scultore Antonio Chiattone per commemorare l\u2019imperatrice assassinata dall\u2019anarchico italiano Luigi Lucheni sul lungolago di Ginevra nel 1898. 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