{"id":12513,"date":"2018-05-13T22:07:46","date_gmt":"2018-05-13T22:07:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12513"},"modified":"2018-05-13T22:07:46","modified_gmt":"2018-05-13T22:07:46","slug":"francesco-trombadori-e-lessenziale-verita-delle-cose-alla-galleria-darte-moderna-di-palermo-lantologica-di-uno-dei-grandi-pittori-italiani-fra-le-due-guerre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/05\/13\/francesco-trombadori-e-lessenziale-verita-delle-cose-alla-galleria-darte-moderna-di-palermo-lantologica-di-uno-dei-grandi-pittori-italiani-fra-le-due-guerre\/","title":{"rendered":"Francesco Trombadori e l&#8217;essenziale verit\u00e0 delle cose. Alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo  l\u2019antologica di uno dei grandi pittori italiani  fra le due guerre."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/4c24f26c3642f7cd93e8b0facfaeb78fdbec55.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12514\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/4c24f26c3642f7cd93e8b0facfaeb78fdbec55.jpg\" alt=\"4c24f26c3642f7cd93e8b0facfaeb78fdbec55\" width=\"308\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/4c24f26c3642f7cd93e8b0facfaeb78fdbec55.jpg 308w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/4c24f26c3642f7cd93e8b0facfaeb78fdbec55-185x300.jpg 185w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/a>Dopo pi\u00f9 di dieci anni, dall\u2019ultima mostra monografica tenuta a Siracusa, la Sicilia torna ad ospitare l\u2019opera di Francesco Trombadori. Antologica che racconta il rapporto del pittore \u00a0Francesco\u00a0 Trombadori (Siracusa 1886- Roma 1961) con i luoghi di Roma che am\u00f2 e dipinse, scegliendoli come patria elettiva sin dai primi anni del Novecento.<\/p>\n<p><strong>Alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo\u00a0 fino al 2 settembre 2018, vengono esposte circa sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, \u00a025 disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall&#8217;Archivio dell&#8217;artista, custodito nel suo studio a Vil<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/06e9a5d2f10dcf2487f032355c6a556d_L-e1526248580611.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12515 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/06e9a5d2f10dcf2487f032355c6a556d_L-e1526248580611.jpg\" alt=\"06e9a5d2f10dcf2487f032355c6a556d_L\" width=\"300\" height=\"243\" \/><\/a><strong>la Strohl-Fern.<\/strong> La mostra, che ha avuto una sua prima edizione a Roma, presso la Galleria d\u2019Arte Moderna dal 13 ottobre 2017 all\u201911 marzo 2018, riscuotendo un ampio successo, si inserisce nel programma di Palermo 2018 Capitale italiana della cultura. \u00c8 promossa dall\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, dalla Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo e da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale &#8211; Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed \u00e8 a cura di Giovanna Caterina De Feo dell\u2019Associazione Amici di Villa Strohl-Fern e della Sovrintendenza <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Foto_4-9109-800-600-80-e1526248614508.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12516\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Foto_4-9109-800-600-80-e1526248614508.jpg\" alt=\"Foto_4-9109-800-600-80\" width=\"298\" height=\"299\" \/><\/a>Capitolina.<\/p>\n<p><strong>Il titolo della mostra \u00e8 tratto da una considerazione di Trombadori che per intero recita: \u00a0\u201dModerna non \u00e8 certo l\u2019arte perch\u00e9 rispecchia il nostro tempo, che allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. L\u2019arte moderna come \u00e8 anche antica, solo quella che riesce ad esprimere l\u2019essenziale verit\u00e0 delle cose con profonda umanit\u00e0 e spiritualit\u00e0\u2026\u201d, un pensiero che, chiarendo quali siano le aspirazioni dell\u2019artista, ne spiegano anche il proprio coerente percorso pittorico.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/487e3c61f5546f383bea94011d09c57c6cb5-e1526248649153.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12517 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/487e3c61f5546f383bea94011d09c57c6cb5-e1526248649153.jpg\" alt=\"487e3c61f5546f383bea94011d09c57c6cb5\" width=\"300\" height=\"248\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Pur non essendo romano di nascita, per Francesco Trombadori la capitale \u00e8 fonte di ispirazione per molti dipinti, ma soprattutto luogo di aggregazione in cui insieme a scrittori, critici ed artisti partecipare all\u2019intenso dibattito artistico e culturale, dando impulso alla creazione di mostre d\u2019arte e a riviste d&#8217;arte e di cultura. <strong>Il pittore prende parte attiva al dibattito artistico nazionale sin dagli esordi nel vivace ambiente della cosiddetta Terza Saletta del Caff\u00e8 Aragno, nel primo decennio del XX secolo, dove l\u2019artista si avvicina al formativo ambiente de<em>\u00a0\u201cIl Convito\u201d<\/em>, la rivista d\u2019arte e letteratura fondata da Adolfo De Bosis con Gabriele d\u2019Annunzio e Angelo Conti.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Foto_5-9110-800-600-80-e1526248677755.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12518\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Foto_5-9110-800-600-80-e1526248677755.jpg\" alt=\"Foto_5-9110-800-600-80\" width=\"321\" height=\"267\" \/><\/a><\/strong>Di questo primo periodo &#8211; raccontato in mostra anche dai disegni giovanili e da alcune, poco note, prove di illustratore condotte sotto l\u2019influenza dello<em>\u00a0\u201cJugend M\u00fcnchner illustrierte\u201d<\/em> \u2013 si propongono, tra le altre, anche le opere <em>\u201cSiracusa mia!\u201d<\/em> (1919), considerata il punto di arrivo del periodo \u201cdivisionista\u201d, <em>\u201cIl Viale di Villa Strohl-Fern\u201d<\/em> (1919 circa), che apre alla nuova fase nella pittura di Trombadori e <em>\u201cAlberi controluce\u201d<\/em> (1920), un raro dipinto di stampo simbolista. <strong>La seconda sezione della mostra \u00e8 incentrata sulle opere dipinte all\u2019indomani della Prima Guerra Mondiale. Trombadori \u00e8 ora vicino all&#8217;ambiente di \u201cValori Plastici\u201d, la rivista fondata da Mario Broglio e, sulla scorta delle suggestioni del cosiddetto \u201cRealismo Magico\u201d di Bontempelli, avvia una profonda riflessione sull\u2019antico in rapporto dialettico con le istanze dell\u2019avanguardia e della tradizione.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/e2ba43428a4f3c31df192c6d42a58202f92f6a4-e1526248704709.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12519\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/e2ba43428a4f3c31df192c6d42a58202f92f6a4-e1526248704709.jpg\" alt=\"e2ba43428a4f3c31df192c6d42a58202f92f6a4\" width=\"300\" height=\"295\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Alle Biennali di Venezia e di Roma e alle Mostre del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/fe030cbdb8bc257340bfda1fec9ee81ff9873-e1526248734554.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12520 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/fe030cbdb8bc257340bfda1fec9ee81ff9873-e1526248734554.jpg\" alt=\"fe030cbdb8bc257340bfda1fec9ee81ff9873\" width=\"300\" height=\"226\" \/><\/a>Novecento Italiano cui \u00e8 invitato in questi anni perviene ad un proprio, personale neoclassicismo, immergendo in atmosfere domestiche di raffinata purezza formale i suoi ritratti, nudi e nature morte, quali, ad esempio, la <em>\u201cNatura morta con piatto olandese e frutta\u201d<\/em> (1922, Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna), la <em>\u201cNatura morta con i limoni\u201d<\/em>, (1923) gi\u00e0 in collezione Ugo Ojetti, la <em>\u201cNatura morta con i cavoli\u201d<\/em> (1925) esposta alla Prima mostra del Novecento italiano nel 1926 e la bellissima <em>\u201cFanciulla Nuda\u201d<\/em>(1929) in mostra. In questi anni Trombadori inizia un&#8217;intensa attivit\u00e0 espositiva, in occasione della quale i suoi quadri vengono acquistati dal Comune di Roma ed entrano a far parte delle collezioni della Galleria d\u2019Arte Moderna di Roma Capitale. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Foto_2-9107-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12521\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Foto_2-9107-800-600-80-e1526248780502.jpg\" alt=\"Foto_2-9107-800-600-80\" width=\"369\" height=\"288\" \/><\/a><strong>Negli anni Trenta prosegue l&#8217;ininterrotto rapporto con la citt\u00e0 che si approfondisce nel contatto con la rivista <em>\u201cCircoli\u201d<\/em> (1931- 1939) fondata dal poeta Adriano Grande, per cui scrive come critico d\u2019arte, i cui collaboratori sono Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Giacomo Debenedetti, Giuseppe Ungaretti, Marcello Gallian, Alberto Savinio, Umberto Saba, Romano Bilenchi e Rosso di San Secondo.<\/strong> In questo periodo dipinge la <em>\u201cNatura morta con i cavoli rossi, boccale e tela\u201d<\/em> (1937, Galleria d\u2019Arte Moderna di Roma Capitale) e l&#8217;altra bellissima <em>\u201cFanciulla nuda\u201d<\/em> (1934, Collezione della Civica Galleria d\u2019Arte Moderna, Palermo), opere mature, ricche di suggestioni musicali e letterarie. La mostra prosegue con un accenno al difficile decennio 1940-1950, tra guerra e ricostruzione, con l\u2019anomalo quadro <em>\u201cLo sbarco del pilota ferito\u201d<\/em> (1942, Studio Francesco Trombadori, Villa Strohl-Fern) e l\u2019insolito<em>\u00a0\u201cLa fabbrica\u201d<\/em> (1950, Galleria del Premio Suzzara, Mantova) che in quest\u2019occasione torna nella citt\u00e0 in cui venne dipinto dopo pi\u00f9 di mezzo secolo.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo si conclude, infine, con i dipinti dal 1950 al 1961. In questi anni i luoghi d&#8217;incontro sono il Caff\u00e8 Greco o Rosati a Piazza del Popolo e Trombadori dipinge prevalentemente paesaggi quasi tutti dedicati a Roma, scorci immersi in un&#8217;atmosfera deserta e lunare: i <em>\u201cpaesaggi del silenzio\u201d<\/em>. Tra questi si segnala il rimarchevole <em>\u201cColosseo\u201d <\/em>(1958, Galleria d&#8217;Arte Moderna di Roma), <em>\u201cPiazza del Popolo\u201d<\/em> (1959, Studio Francesco Trombadori, Villa Strohl-Fern) e il <em>\u201cCampidoglio\u201d <\/em>(1960). <\/strong>Ogni sezione della mostra \u00e8 corredata dal ricco patrimonio documentario proveniente dall&#8217;Archivio dell&#8217;Artista a Villa Strohl-Fern, oggi Casa Museo, con cui si intende illustrare anche l&#8217;importante attivit\u00e0 di critico che Trombadori svolse, dagli anni Venti, scrivendo per diverse<br \/>\ntestate nazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Francesco Trombadori \u00a0nasce a Siracusa, in Ortigia, il 7 aprile 1886<\/strong> e si trasferisce a Roma verso il 1907, per seguire i corsi della Scuola libera del nudo e dell\u2019Accademia di Belle Arti, avendo come maestro Giuseppe Cellini e come compagni di corso Cipriano Efisio Oppo, Amerigo Bartoli, Mario Broglio e Virgilio Guidi. Con il nome d\u2019arte di Franz Trombatore d\u2019Ortigia, nel 1911, inizia l\u2019attivit\u00e0 espositiva nel foyer del Teatro Comunale di Siracusa.<br \/>\nA Roma prende parte alle mostre della Secessione ed \u00e8 assiduo frequentatore della Terza saletta del Caff\u00e9 Aragno, luogo dove incontra il pittore divisionista Enrico Lionne, del quale, inizialmente, segue la maniera; in questi anni modifica definitivamente il proprio nome in Trombadori.<br \/>\nAllo scoppio della prima guerra mondiale \u00e8 richiamato in guerra come tenente della Brigata Casale, impegnata nei combattimenti sul Monte Calvario, vicino Gorizia dove, all\u2019alba del 6 agosto 1916, viene ferito al braccio sinistro. Nel dopoguerra \u00e8 nuovamente a Roma: nel 1919 si stabilisce in uno studio a Villa Strohl-Fern, luogo fervido di incontri e residenza di artisti e intellettuali italiani e stranieri, che non abbandoner\u00e0 pi\u00f9 per tutta la vita. Torna a frequentare la saletta di Aragno ed \u00e8 in contatto con gli scrittori della \u201cRonda\u201d che la frequentano; studia la pittura antica sulla scia del dibattito suscitato tra gli artisti dagli articoli pubblicati sulla rivista \u201cValori Plastici\u201d, fondata dall\u2019amico pittore Mario Broglio. Trombadori inaugura in questi anni un nuovo corso della propria pittura, pervenendo ad un proprio stile, gi\u00e0 apprezzabile nelle opere inviate nel 1923 alla Seconda Biennale romana, dove espone insieme a Cipriano Efisio Oppo e agli artisti accolti dalla critica come \u201cNeoclassici\u201d. Nello stesso tempo inaugura un\u2019importante attivit\u00e0 di critico, svolta sin dalla met\u00e0 degli anni Venti con articoli e recensioni per \u201cIl Mattino\u201d di Napoli e le riviste \u201cGente nostra\u201d e Circoli\u201d. Attraverso la riflessione sull\u2019antico, dalle prime tele ricche di suggestioni divisioniste, passa presto a opere d\u2019intonazione neoclassica e purista, con le quali \u00e8 invitato alle mostre del \u201cNovecento\u201d, in Italia e all\u2019estero (Buenos Aires, Stoccolma, Oslo, Baltimora), nonch\u00e9 alle Biennali di Venezia, alle Biennali romane, alle Quadriennali e a diverse Sindacali, dando seguito ad una stagione di intenso lavoro, coronata nel 1938 dalla pubblicazione della monografia presentata dal poeta Adriano Grande, un periodo presto interrotto dall\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia, il 10 giugno 1940. Frattanto il figlio Antonello, giornalista e critico d\u2019arte, \u00e8 richiamato alle armi; rimandato a Roma a seguito del ferimento subito durante la campagna di Grecia e di Albania, entra in clandestinit\u00e0 nella sezione romana dei GAP (Gruppo Azione Patriottica).<br \/>\nNell\u2019aprile 1944 il pittore \u00e8 arrestato dalla banda Koch e ristretto nel carcere della Pensione Jaccarino, inutilmente sottoposto a violenze e a minacce di morte per strappargli notizie sul figlio.<br \/>\nFinita la guerra, sin dall\u2019agosto del 1944 con la mostra \u201cArte contro la barbarie\u201d, riprende ad esporre e prosegue nella propria ricerca pittorica, da ora incentrata su un\u2019originale e raffinata lettura del paesaggio in chiave neometafisica. Negli anni Cinquanta tiene mostre personali alla Galleria del Pincio, alla Tartaruga e alla Galleria Russo, e prende parte a diverse rassegne d\u2019arte e a premi, nell\u2019ambito dei quali le sue opere sono notate dalla critica e spesso vengono acquistate.<br \/>\n<strong>Il 24 agosto 1961 si spegne nello studio n. 12 a Villa Strohl-Fern, oggi casa Museo, visitabile su appuntamento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo pi\u00f9 di dieci anni, dall\u2019ultima mostra monografica tenuta a Siracusa, la Sicilia torna ad ospitare l\u2019opera di Francesco Trombadori. Antologica che racconta il rapporto del pittore \u00a0Francesco\u00a0 Trombadori (Siracusa 1886- Roma 1961) con i luoghi di Roma che am\u00f2 e dipinse, scegliendoli come patria elettiva sin dai primi anni del Novecento. Alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo\u00a0 fino al 2 settembre 2018, vengono esposte circa sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, \u00a025 disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall&#8217;Archivio dell&#8217;artista, custodito nel [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/05\/13\/francesco-trombadori-e-lessenziale-verita-delle-cose-alla-galleria-darte-moderna-di-palermo-lantologica-di-uno-dei-grandi-pittori-italiani-fra-le-due-guerre\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,74779,53709,66803,66558,9894,41640,44441,87,35351,35224,17505,35188,53939,44805,64,28369,7576,51665,4625],"tags":[317523,317522,317515,317519,317516,317517,317518,66617,317521,317520],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12513"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12513"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12523,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12513\/revisions\/12523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}