{"id":12585,"date":"2018-05-20T22:51:23","date_gmt":"2018-05-20T22:51:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12585"},"modified":"2018-05-20T22:51:23","modified_gmt":"2018-05-20T22:51:23","slug":"riccardo-francalancia-e-il-realismo-magico-una-mostra-ad-assisi-celebra-il-pittore-della-quiete-e-del-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/05\/20\/riccardo-francalancia-e-il-realismo-magico-una-mostra-ad-assisi-celebra-il-pittore-della-quiete-e-del-paesaggio\/","title":{"rendered":"Riccardo Francalancia  e il Realismo Magico. Una mostra ad Assisi celebra il pittore della quiete e del paesaggio."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/francalancia2-e1526855910690.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12586\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/francalancia2-e1526855910690.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"319\" height=\"212\" \/><\/a>Un universo incantato che si compone di una cospicua selezione di capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private italiane per riportare all\u2019attenzione del pubblico una delle correnti pi\u00f9 poetiche e suggestive dell\u2019arte del Novecento, il Realismo Magico. <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Allestimento-1-e1526855948358.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12587 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Allestimento-1-e1526855948358.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"378\" height=\"212\" \/><\/a><\/strong>All\u2019interno di tale movimento, trova la sua dimensione pi\u00f9 autentica l\u2019opera di Riccardo Francalancia, artista nato ad Assisi. Ora, proprio ad\u00a0Assisi,\u00a0nel centralissimo\u00a0Palazzo Bonacquisti,\u00a0 ecco \u00a0la mostra <strong>\u201cUna profondissima quiete. Francalancia e il ritorno alla figura tra de Chirico e Donghi\u201d\u00a0<\/strong>organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte ed aperta fino 4 novembre 2018. A cura di Vittorio Sgarbi, Beatrice Avanzi e Michele Dantini, il percorso espositivo porta per la prima volta in Umbria un progetto articolato che si sofferma su<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/78873-image001-e1526856036222.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12589 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/78873-image001-e1526856036222.jpg\" alt=\"78873-image001\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>lle tappe<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/riccardo-francalancia-quirinale-e1526855999491.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12588\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/riccardo-francalancia-quirinale-e1526855999491.jpg\" alt=\"riccardo-francalancia-quirinale\" width=\"289\" height=\"289\" \/><\/a> artistiche, ma anche umane, degli autori che hanno caratterizzato la pittura italiana degli anni Venti e Trenta e che va, appunto, sotto il nome di \u201cRealismo Magico\u201d. Siamo nel periodo in cui, dopo il dinamismo futurista e delle avanguardie, emerge l\u2019esigenza del ritorno all\u2019ordine che ha<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/00215.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12591 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/00215.jpg\" alt=\"00215\" width=\"350\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/00215.jpg 350w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/00215-300x238.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a> attraversato l\u2019Europa dopo gli anni delle Prima guerra mondiale e, parallelamente, si sente il bisogno di soffermarsi sulle nuove istanze metafisiche e sul valore mitico con cui si guardava alla realt\u00e0. <strong>Ad Assisi questo mondo si riaccende attraverso oltre\u00a0130 o<\/strong><strong>pere,\u00a0tra pitture e sculture. Si tratta di una produzione artistica pi\u00f9 complessa di quella che appare, dove alla forte componente lirica si aggiunge quella socio-teologico-politica per cui la campagna, e <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/51867-e1526856070783.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12590\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/51867-e1526856070783.jpg\" alt=\"51867\" width=\"300\" height=\"252\" \/><\/a><strong>non la citt\u00e0, \u00e8 il riferimento principale.<\/strong> Ne sono una testimonianza le tante vedute di borghi e cam<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/imageDbHandler.ashx-55.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12592 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/imageDbHandler.ashx-55.jpg\" alt=\"imageDbHandler.ashx 55\" width=\"300\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/imageDbHandler.ashx-55.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/imageDbHandler.ashx-55-266x300.jpg 266w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>pagne che si possono ammirare in mostra, alla cui origine sta, non c\u2019\u00e8 dubbio, una particolare scoperta o \u201criscoperta\u201d del paesaggio italiano che ha luogo negli anni della guerra. Entriamo nelle sale. Non poteva mancare\u00a0<strong>Giorgio De Chirico<\/strong>, \u201cgrande metafisico\u201d che ha introdotto valori come quello del ritorno agli antichi maestri e all<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/imageDbHandler.ashx_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12593\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/imageDbHandler.ashx_.jpg\" alt=\"imageDbHandler.ashx\" width=\"300\" height=\"219\" \/><\/a>a figurazione, innestando un profondo senso di magia di cui una delle opere in mostra, \u201cCavalli in riva al mare\u201d \u00e8 una significativa espressione. Tale sentimento \u00e8 presente anche in\u00a0<strong>Felice Casorati<\/strong>,\u00a0ricercatore del\u00a0valore lirico delle \u201ccose immobili\u201d, tra cui il soggetto prediletto sono le nature morte con uova che dipinge lungo tutto l\u2019arco della sua carriera. Ecco poi\u00a0<strong>Cagnaccio di San Pietro<\/strong>\u00a0con i suoi personaggi assorti e le sue Madonne addolorate,\u00a0<strong>Antonio Donghi<\/strong> con il suo accento del tutto originale nell\u2019interpretazione \u2013 ricca di incanto e magia \u2013 di situazioni quotidiane, ambienti popolari, vedute cittadine.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/41890.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12594 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/41890.jpg\" alt=\"41890\" width=\"351\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/41890.jpg 351w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/41890-300x256.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/a><br \/>\nOltre a Donghi, ritroviamo artisti quali\u00a0<strong>Francesco Trombadori, Mario\u00a0ed\u00a0Edita Broglio<\/strong> e il giovane <strong>Mario Mafai<\/strong>, tutti in mostra insieme ad altri autori come <strong>Scipione<\/strong>, con i suoi disegni e con i suoi verdi scoscesi massicci appenninici, <strong>Corrado Cagli<\/strong> con la \u201cMietitrice\u201d in ceramica, documento della mitografia ruralista,\u00a0<strong>Mario Tozzi, Gisberto Ceracchini, Filippo De Pisis,\u00a0Ottone Rosai<\/strong>\u00a0e, tra molti altri ancora, l\u2019artista umbro\u00a0<strong>Riccardo Francalancia<\/strong>,\u00a0a cui \u00e8 dedicata una ampia sezione della mostra dove si possono vedere opere mai prima esposte concesse in prestito dagli eredi. Francalancia da Assisi giunse a Roma nel 1913, portando con s\u00e9 i silenzi e le suggestioni della natura umbra nel momento in cui la poetica del Realismo Magico \u00e8 in pieno sviluppo. Fa subito sua questa lezione per tradurla in un\u2019opera personalissima, spesso solitaria ma non isolata perch\u00e9 comunica con il resto dell\u2019ambiente romano. <strong>Nelle sue opere ritroviamo tutto l\u2019incanto e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Allestimento-e1526856256873.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12595\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/Allestimento-e1526856256873.jpg\" alt=\"Allestimento\" width=\"304\" height=\"202\" \/><\/a>la magia che attraversa l\u2019arte italiana in quel periodo. Li ritroviamo nelle nature morte, semplici vasi o ciotole che, secondo la lezione di Morandi, sembrano fissate in un tempo senza limiti; le ritroviamo nelle nature morte con uccelli e cacciagione; li ritroviamo nei tanti ritratti, come il ritratto di Gustavo, che richiamano la fissit\u00e0, ad esempio, dei ritratti di Donghi. E li ritroviamo nei paesaggi, dove la precisione topografica \u00e8 accompagnata sempre dalla poesia di uno sguardo incantato che sottrae ogni cosa allo spazio e al tempo reali<\/strong>. Usando le parole del collega \u00a0Vittorio Sgarbi \u201cFrancalancia, umbro nato ad Assisi, riproduce nei paesaggi ci\u00f2 che ha sentito negli affreschi di Giotto, \u00e8 un Beato Angelico che torna a guardare un paesaggio in cui c\u2019\u00e8 il sentimento di Dio con una figurazione essenziale e una forza formidabile\u201d.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>Riccardo Francalancia<\/h3>\n<p>(Assisi (PG), 1886 &#8211; Roma, 1965)<\/p>\n<p>Figlio di un ricco proprietario terriero, consegue a Roma la laurea nel 1910 in scienze politiche e coloniali e lavora presso il Credito Italiano svolgendo una brillante carriera. Nel frattempo entra in contatto con l\u2019ambiente artistico e culturale romano attraverso la frequentazione della Casa d\u2019Arte Bragaglia in via Condotti e la Terza Saletta del Caff\u00e8 Aragno. Il 1919 \u00e8 l\u2019anno della sua consacrazione ufficiale alla pittura con la realizzazione dei suoi primi disegni a matite colorate\u00a0 dalla vena satirica. Disegni che furono subito acquistati da Broglio e di recente dispersi in un\u2019asta pubblica. Da questa occasione\u00a0 si fa risalire la sua vocazione pittorica che lo porta ad abbandonare il lavoro in banca, per dedicarsi completamente all\u2019arte.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/francalancia4-671x446.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/francalancia4-671x446.jpg\" alt=\"francalancia4-671x446\" width=\"490\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/francalancia4-671x446.jpg 671w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/francalancia4-671x446-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 490px) 100vw, 490px\" \/><\/a>Sempre pi\u00f9 a contatto con i circoli culturali della citt\u00e0 dove si raccoglie l\u2019\u00e9lite intellettuale, conosce le idee di Valori Plastici e de La Ronda che si oppongono al Classicismo e all\u2019Espressionismo. Stringe con Bartoli, Spadini, Trombadori e Broglio un\u2019amicizia che gli consente di presentare alcuni dipinti alla mostra Das Junge Italien tenuta nel 1921 in diverse citt\u00e0 tedesche (Berlino, Hannover, Dresda). Inseritosi pienamente nel clima postmetafisico di Valori Plastici, espone insieme al gruppo alla Fiorentina Primaverile.<br \/>\nI primi soggetti pittorici sono paesaggi e disegni dalla vena fantastica e surreale. Dopo aver partecipato alla III Biennale di Roma (1925), si avvicina al Novecento Italiano. Nelle sue opere fonte d\u2019ispirazione \u00e8 il paesaggio umbro ritratto con linee essenziali, nitide, semplificate e poche modulazioni cromatiche.<br \/>\nLa sua prima personale risale al 1928 alle &#8220;Stanze del Libro&#8221;, in piazza Rondanini a Roma, dove sono esposte trentatre opere tra paesaggi umbri e laziali, nature morte e Interno melanconico il quadro pi\u00f9 metafisico di quegli anni.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/88010941.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12597\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/88010941.jpg\" alt=\"88010941\" width=\"400\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/88010941.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/05\/88010941-300x232.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a> La mostra, organizzata da Angelo Signorelli, ha un enorme successo: i dipinti verranno acquistati da personaggi prestigiosi e l\u2019esposizione si aggiudica una recensione in due riviste argentine. Con una pittura pi\u00f9 contemplativa e a tratti vicina al versante pi\u00f9 espressionista della Scuola Romana, si presenta alla I Mostra del Sindacato laziale fascista. Insieme a Mafai, Scipione, Melli e altri, collabora all\u2019 Almanacco degli Artisti diretto da Carlo D\u2019Aloisio Da Vasto.\u00a0 La premiazione avvenuta nella mostra italiana a Budapest (1929) \u00e8 il primo riconoscimento internazionale. Nello stesso anno espone alla 159\u00aa mostra organizzata dai Bragaglia che riuniva i maggiori protagonisti della situazione romana di quel periodo: pittori legati all\u2019Impressionismo, rappresentanti del &#8220;realismo magico&#8221;, come lo stesso Francalancia ed espressionisti. \u00a0Oltre a tale manifestazione, a cui partecipa dal \u201929 al \u201940, prende parte alle Quadriennali di Roma dal 1931 al 1956 e a tre edizioni della Biennale di Venezia (1932, 1936 e 1950). Dopo una lunga sosta forzata dovuta ad una malattia nervosa riprende lentamente la sua attivit\u00e0, tornando ad esporre dipinti raffiguranti i suoi temi pi\u00f9 consueti, paesaggi, nature morte e vedute romane. Nel 1942 Francalancia realizza un\u2019importante personale alla Galleria delle Terme di Roma, presentata dal ministro Bottai come un evento a carattere nazionale, rilanciando l\u2019artista nella cultura italiana.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un universo incantato che si compone di una cospicua selezione di capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private italiane per riportare all\u2019attenzione del pubblico una delle correnti pi\u00f9 poetiche e suggestive dell\u2019arte del Novecento, il Realismo Magico. All\u2019interno di tale movimento, trova la sua dimensione pi\u00f9 autentica l\u2019opera di Riccardo Francalancia, artista nato ad Assisi. Ora, proprio ad\u00a0Assisi,\u00a0nel centralissimo\u00a0Palazzo Bonacquisti,\u00a0 ecco \u00a0la mostra \u201cUna profondissima quiete. Francalancia e il ritorno alla figura tra de Chirico e Donghi\u201d\u00a0organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte ed aperta fino 4 novembre 2018. A cura di Vittorio Sgarbi, Beatrice Avanzi e Michele Dantini, il percorso espositivo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/05\/20\/riccardo-francalancia-e-il-realismo-magico-una-mostra-ad-assisi-celebra-il-pittore-della-quiete-e-del-paesaggio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,74779,53709,66803,66558,9894,44441,87,35351,35224,17505,35188,53939,44805,28369,7576],"tags":[317575,317574,59480,66876,66604,93597,317515,317577,317573,298470,317576,17520,59229,317578,80233,317572,298471],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12585"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12585"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12585\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12598,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12585\/revisions\/12598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}