{"id":12599,"date":"2018-05-21T22:05:31","date_gmt":"2018-05-21T22:05:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12599"},"modified":"2026-03-24T23:02:48","modified_gmt":"2026-03-24T23:02:48","slug":"italiani-al-voto-i-manifesti-elettorali-dal-1945-al-1953-una-mostra-storica-alle-scuderie-del-castello-sforzesco-di-vigevano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/05\/21\/italiani-al-voto-i-manifesti-elettorali-dal-1945-al-1953-una-mostra-storica-alle-scuderie-del-castello-sforzesco-di-vigevano\/","title":{"rendered":"Italiani al voto! I manifesti elettorali dal 1945 al 1953. Una mostra storica alle Scuderie del Castello Sforzesco di Vigevano."},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cItaliani al voto!\u201d. Questo titolo della mostra di cui mi accingo a scrivere\u00a0 sarebbe da ripre<\/strong><strong>ndere al volo per invitare nuovamente gli italiani di oggi alle urne, vista la palude in cui<\/strong> <strong>siamo caduti. Le Scuderie del Castello Sforzesco di Vigevano (PV) ospitano fino al 1 luglio 2018 un\u2019esposizione che presenta 130 manifesti elettorali italiani<\/strong>, provenienti dalla Collezione Maurizio Cavalloni (FOTO CROCE) di Piacenza, che coprono un arco cronologico che dal 1945 giunge fino al 1953.<\/p>\n<p>La mostra, dal titolo \u201c<em>Italiani, al voto!\u201d, <\/em>curata da Maurizio Cavalloni, promossa e organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, in collaborazione con il Comune di Vigevano, ripercorre un periodo storico decisivo per la formazione della Repubblica Italiana, ovvero quello immediatamente successivo alla fine della seconda guerra mondiale; otto anni che hanno visto dapprima lo svolgersi del referendum istituzionale su Monarchia-Repubblica del 1946, quindi le elezioni politiche del 1948 e le amministrative del 1951, e infine la seconda tornata elettorale del 1953.<\/p>\n<p>\u201cLa Fondazione di Piacenza e Vigevano &#8211; ricorda il suo presidente, <strong>Massimo Toscani <\/strong>&#8211; \u00e8 ben lieta di promuovere questa mostra di manifesti politici della Collezione Maurizio Cavalloni che presenta un patrimonio iconografico di grande importanza e di notevole valore didattico. Le opere qui esposte precedono la nascita e ripercorrono i primi passi della nostra Repubblica. Una storia scritta sui muri, fatta di disegni, illustrazioni, slogan, forse un po\u2019 lontani dalla nostra sensibilit\u00e0 attuale, ma che dimostrano la passione e la dialettica che sta alla base della nostra democrazia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 un caso &#8211; conclude Massimo Toscani &#8211; l\u2019aver scelto di aprire questa rassegna in una data fortemente simbolica: il 2 giugno, in cui viene celebrata la Festa della Repubblica italiana e che, nel 1946, ne aveva sancito la nascita\u201d.<\/p>\n<p>La rassegna si presta a diversi livelli di lettura a seconda che si voglia approfondire l\u2019argomento storico, quello artistico o quello delle strategie comunicative.<\/p>\n<p><strong>I manifesti murali, infatti, assolvevano il compito di veicolare i messaggi politici ed elettorali, meglio di quanto faceva la radio, il cui spazio dedicato alla politica and\u00f2 quasi fino a scomparire nel biennio \u201946-\u201948, dei giornali che venivano letti da una minoranza e della televisione che inizi\u00f2 la prima trasmissione di propaganda elettorale solo nel 1960, con \u2018Tribuna politica\u2019.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Molto ricca \u00e8 la sezione dedic<\/strong><strong>ata alle elezioni del 1948, dove si assistette a uno scontro tra la Democrazia Cristiana e il Fronte Democratico Popolare per la costituzione del governo del primo parlamento repubblicano e in cui le forze in campo fronteggiavano due visioni opposte del mondo: da un lato De <\/strong><strong>Gasperi, gli Stati Uniti, la Chiesa e il capitalismo, dall\u2019altro Togliatti e Nenni con l\u2019URSS e il comunismo.<\/strong><\/p>\n<p>Da un punto di vista formale, la DC preferiva un uso pi\u00f9 intenso d\u2019immagini rispetto al testo, spesso riassunto in uno slogan di poche parole, come il manifesto che presenta un soldato sovietico con il coltello in bocca che sovrasta una scritta minacciosa \u201c\u00c8 lui che aspettate?\u201d; d\u2019altro canto, il Fronte Popolare mirava a stimolare pi\u00f9 l\u2019aspetto razionale dell\u2019elettorato, con un materiale propagandistico pi\u00f9 ricco di parole che d\u2019immagini, utilizzando come simbolo, il volto di Garibaldi su una stella rossa.<\/p>\n<p><strong>Mostra storica di altissimo livello, che segna e insegna la storia d\u2019Italia, la storia della nostra Repubblica, con documenti di valore comunicativo eccellente<\/strong>. Ai media di ieri \u00a0che parlavano agli italiani in modo chiaro, i partiti e i movimenti \u00a0oggi utilizzano strumenti per descrivere e dire quello che non fanno, programmi di intere pagine che rimangono inascoltati, e addirittura \u201ccontratti\u201d come quello in corso elaborato dal \u00a0movimento 5stelle \u00a0che pretendono di dare inizio a una sedicente terza repubblica, mentre\u00a0 in realt\u00e0 non\u00a0 siamo ancora usciti dalla Prima. <strong>E allora italiani, correte a vedere la mostra \u201cItaliani al voto!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cItaliani al voto!\u201d. Questo titolo della mostra di cui mi accingo a scrivere\u00a0 sarebbe da riprendere al volo per invitare nuovamente gli italiani di oggi alle urne, vista la palude in cui siamo caduti. 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