{"id":12780,"date":"2018-06-13T19:48:14","date_gmt":"2018-06-13T19:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12780"},"modified":"2018-06-14T07:34:13","modified_gmt":"2018-06-14T07:34:13","slug":"il-cavallo-in-4000-anni-di-storia-la-collezione-giannelli-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-giovanni-zunst-di-rancatecantone-ticino-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/06\/13\/il-cavallo-in-4000-anni-di-storia-la-collezione-giannelli-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-giovanni-zunst-di-rancatecantone-ticino-svizzera\/","title":{"rendered":"Il cavallo in 4000 anni di storia. La Collezione Giannelli in mostra alla Pinacoteca Cantonale Giovanni Zunst di Rancate\/Cantone Ticino-Svizzera."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/229-032.-e1528918906253.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12787\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/229-032.-e1528918906253.jpg\" alt=\"229-032.\" width=\"381\" height=\"254\" \/><\/a>Il tema che la Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst di Rancate (Cantone Ticino) affronta nel suo consueto appuntamento con il collezionismo, quest\u2019anno si presenta di particolare suggestione. Proveniente dalla Collezione Gi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Cavallino-a-dondolo.-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12783 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Cavallino-a-dondolo.-150x150.jpg\" alt=\"Cavallino-a-dondolo.-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>annelli, una delle pi\u00f9 importanti al mondo nel settore, ad essere proposta \u00e8 una originale, straordinaria parata di \u201cmorsi da cavallo\u201d, comprendente esemplari unici o comunque rarissimi di epoca mesopotamica, greca, romana, medievale e rinascimentale, con alcuni pezzi che risalgono addirittura al 1400 a.C. Le serie che riuniscono i morsi italici e quelli dell\u2019antico Luristan (regione montagnosa degli Zagros), presenti nella Collezione, sono considerate ineguagliabili per la loro rarit\u00e0 e loro bellezza.<br \/>\n<strong>La mostra \u201cIl Cavallo: 4000 anni di storia. Collezione Giannelli\u201c \u00e8 promossa dalla Pinacoteca Z\u00fcst ed \u00e8 curata da Alessandra Brambilla e Claudio Giannelli. Si potr\u00e0 ammirare nella Pin<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/174bc-libro.-768x849.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12785\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/174bc-libro.-768x849.jpg\" alt=\"174bc-libro.-768x849\" width=\"522\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/174bc-libro.-768x849.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/174bc-libro.-768x849-271x300.jpg 271w\" sizes=\"(max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/a><strong>acoteca di Rancate fino \u00a0al 26 agosto 2018.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non solo morsi, sper<\/strong><strong>oni e staffe, in mostra. La millenaria frequentazione uomo-cavallo vi \u00e8 documentata anche attraverso dipinti, incisioni e libri antichi.<\/strong> <strong>Non manca nemmeno un raro cavallo a dondolo di epoca settecentesca, appartenuto ad un rampollo di nobilissimo lignaggio.<\/strong><\/p>\n<p>Il sottotitolo dell\u2019esposizione sottolinea come siano \u201cappena\u201d 4000 gli anni che hanno visto il fiero quadrupede diventare \u201cEquus frenatus\u201d (\u201ccavallo imbrigliato\u201d), ovvero un cavallo regolato nei su<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/326-021.-e1528918787582.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12786\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/326-021.-e1528918787582.jpg\" alt=\"326-021.\" width=\"334\" height=\"502\" \/><\/a><\/strong>oi movimenti e nella sua andatura attraverso il morso. Quattromila anni possono sembrare molti ma sono un battito di ciglia se rapportati ai 4 milioni e pi\u00f9 di anni di storia del genere Equus, che ha dato origine a tutti i cavalli contemporanei, agli asini e alle zebre. Risale a circa 700 mila anni fa il genoma del pi\u00f9 antico cavallo che sia stato finora sequenziato. Si tratta di un Equus lambei, le cui ossa sono state rinvenute nel terreno perennemente ghiacciato del territorio canadese dello Yukon. Tra i 40 e i 50 mila anni fa, si colloca la comparsa del cavallo domestico (Equus caballus) di oggi si contano circa 400 razze diverse, con specialit\u00e0 di ogni tipo, dal traino alla corsa. Ancora pi\u00f9 recentemente, appunto all\u2019incirca 6000 anni fa, i nomadi delle steppe asiatiche addomesticarono probabilmente i primi cavalli. E da quel momento, il rapporto tra l\u2019uomo e l\u2019animale si \u00e8 fatto intenso, persino simbiotico.<br \/>\nLa mostra prende il via presentando proprio i manufatti di una di queste popolazioni, gli Sciti, che si muoveva in quei territori, per proseguire con gli eccezionali morsi provenienti dal Luristan, regione montuosa dell\u2019attuale nord-ovest iraniano. Si prosegue quindi con un viaggio attraverso i secoli e le civilt\u00e0: etruschi, greci, romani, per arrivare al Rinascimento e ai giorni nostri.<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/173a-libro.-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12784 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/173a-libro.-150x150.jpg\" alt=\"173a-libro.-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sino a decenni recenti, ma ancora oggi in alcune parti del pianeta, il cavallo \u00e8 stato ed \u00e8 il \u201cmotore\u201d vivente delle attivit\u00e0 agricole, dei trasporti, delle guerre. Da 4000 anni \u00e8 l\u2019ammirato compagno dell\u2019uomo nello sport e nelle parate. Simbolo del prestigi<\/strong><strong>o che in tutte le civilt\u00e0 e societ\u00e0 ha ammantato il cavaliere e, per riflesso, la sua cavalcatura.<\/strong><br \/>\nIl morso, oltre che simbolo di potere, \u00e8 stato spesso un mezzo estetico di ostentazione della ricchezza, una chiave di identificazione e riconoscimento sociale ed anche oggetto rituale. Ogni civilt\u00e0, ogni epoca, ogni terra ha contribuito all\u2019elaborazione del morso. Nel corso dei secoli i fabbri hanno prodotto degli oggetti a volte simili, ma in numerosi casi i manufatti cos\u00ec creati hanno assunto fogge anche molto diverse. Artigiani-artisti, i fabbri hanno accompagnato la storia dell\u2019equitazione producendo oggetti che vanno ben al di l\u00e0 della semplice funzione di strumento di comunicazione tra il cavaliere ed il suo cavallo. Ponendosi come veri e propri capolavori d\u2019arte.<\/p>\n<p><strong>In mostra, accanto ai morsi, sono esposte altre \u201ceccellenze\u201d della Collezione Giannelli, naturalmente tutte incentrate intorno al Cavallo. Dai primi testi rinascimentali dei grandi maestri (Grisone, Pignatelli, Fiaschi, Ferraro, ecc.) all\u2019Encyclop\u00e9die, con le illustrazioni riservate all\u2019equitazione. Insieme a dipinti, incisioni, disegni, sculture. Ma anche particolari e rari accessori quali ipposandali e falere d\u2019epoca romana, staffe in legno scolpito sud-americane, campanelline da cavallo in bronzo mesopotamiche e molto altro ancora. Tutto a testimonianza di una forte passione e di uno sconfinato amore per il cavallo e di un artigianato che sa farsi grande arte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il tema che la Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst di Rancate (Cantone Ticino) affronta nel suo consueto appuntamento con il collezionismo, quest\u2019anno si presenta di particolare suggestione. Proveniente dalla Collezione Giannelli, una delle pi\u00f9 importanti al mondo nel settore, ad essere proposta \u00e8 una originale, straordinaria parata di \u201cmorsi da cavallo\u201d, comprendente esemplari unici o comunque rarissimi di epoca mesopotamica, greca, romana, medievale e rinascimentale, con alcuni pezzi che risalgono addirittura al 1400 a.C. 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