{"id":12789,"date":"2018-06-14T20:37:32","date_gmt":"2018-06-14T20:37:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=12789"},"modified":"2018-06-14T20:37:32","modified_gmt":"2018-06-14T20:37:32","slug":"o-galliani-e-l-puglisi-fra-squarci-di-luci-e-di-tenebre-in-mostra-a-milano-allo-studio-museo-francesco-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/06\/14\/o-galliani-e-l-puglisi-fra-squarci-di-luci-e-di-tenebre-in-mostra-a-milano-allo-studio-museo-francesco-messina\/","title":{"rendered":"O. Galliani e L. Puglisi fra squarci di luci e di tenebre in mostra a Milano allo Studio Museo Francesco Messina."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/1-Omar-Galliani_SOLTANTO-ROSE_MATITA-E-PIGMENTO-SU-TAVOLA-DI-PIOPPO-CM-251-X-370-_DITTICO_-2003-copia_preview-e1529006963689.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-12790\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/1-Omar-Galliani_SOLTANTO-ROSE_MATITA-E-PIGMENTO-SU-TAVOLA-DI-PIOPPO-CM-251-X-370-_DITTICO_-2003-copia_preview-e1529006963689.jpeg\" alt=\"1) Omar Galliani_SOLTANTO ROSE_MATITA E PIGMENTO SU TAVOLA DI PIOPPO CM 251 X 370 _DITTICO_ 2003 copia_preview\" width=\"380\" height=\"260\" \/><\/a>L\u2019arte contemporanea e numerosi artisti che la frequentano oggettivano il loro percorso con progetti sul sacro e sulla sacralit\u00e0. D\u2019altronde, i tempi in cui viviamo hanno bisogno di vivere riferimenti mirati catturati in parte dal passato e in parte da bisogni che ogni uomo pu\u00f2 e deve ricercare oltre la materialit\u00e0, guardando proprio verso l\u2019oltre, verso la luce, oltrepassando le tenebre e il buio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cVisioni di luce e di tenebra\u201d\u00a0 \u00e8 un \u00a0progetto espositivo studiato per questo luogo che \u00e8 il Museo di F. Mes<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/fdd97368-0f59-4610-b553-f718d0115ad5-e1529007054329.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12791 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/fdd97368-0f59-4610-b553-f718d0115ad5-e1529007054329.jpg\" alt=\"fdd97368-0f59-4610-b553-f718d0115ad5\" width=\"381\" height=\"184\" \/><\/a><\/strong><strong>sina a Milano, significativo sia per l\u2019arte contemporanea, ma anche \u00a0per l\u2019arte e la storia di Milano, con una particolare riflessione sull\u2019iconografia religiosa che costituiva l\u2019arredo della Chiesa nei tempi del suo massimo fulgore, a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. La mostra curata da Maria Fratelli e Raffaella Resch\u00e8 prodotta dall\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dallo Studio Museo Francesco Messina ha avuto la sponsorizzazione di Liquid Art System. Omar Galliani e Lorenzo Puglisi sono stati invitati dalle curatrici a confrontarsi all\u2019intern<\/strong><strong>o della chiesa sconsacrata di San Sisto quale punto di congiunzione tra sacro e profano, luogo d\u2019incontro dove riscoprire comuni fonti della loro poetica.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12792\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-4.jpg\" alt=\"Omar Galliani, Nuovi fiori, nuovi santi (2005)\" width=\"411\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-4.jpg 972w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-4-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 411px) 100vw, 411px\" \/><\/a><\/strong> I due artisti hanno quindi lavorato sulle tracce della pittura religiosa che decorava la Chiesa a \u00a0met\u00e0 del \u2018600 nel momento di maggior splendore dell\u2019edificio, dopo il quale seguirono un lento declino e poi spoliazioni e distruzioni durante le due guerre mondiali, prima che lo scultore Messina decidesse di farne il suo atelier. Diversi nello stile e nel percorso, in questo appuntamento milanese \u00a0Galliani e Puglisi condividono lo studio sullo spazio e sulla luce nella pittura, in cui spicca l\u2019uso particolare della maniera nera. Senza dimenticare per l\u2019appunto che Galliani \u00e8 maestro della \u201cmaniera nera\u201d. <strong>\u00a0Nel buio che pervade le opere di Galliani la luce stilla di un brillio sorprendente, inquietante ed anche seduttivo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-12-e1529007514473.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-12793 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-12-e1529007514473.jpg\" alt=\"Omar Galliani, Soltanto Rose (2009)\" width=\"372\" height=\"279\" \/><\/a> Oppure fuoriesce\u00a0 da una fonte luminosa nascosta, oscurata\u00a0 a noi da un ostacolo, e ne\u00a0 percepiamo appena la consistenza dei raggi luminosi. In Puglisi la luce \u00e8 il risultato di un\u2019aggregazione della pittura, una sorta di antimateria la cui potente gravit\u00e0 permette a solo pochi frammenti iconici\u00a0 di emergere da un nero catramoso \u00a0e di sembrare quasi in effervescenza, nella struttura tridimensionale della pennellata.<\/strong><\/p>\n<p>Nei due livelli della chiesa, al piano terreno e interrato, sono state installate dieci opere di grandi dimensioni, come di consueto per i due artisti, la cui vocazione monumentale ben si attaglia a questo confronto con la pittura delle pale d\u2019altare del \u2018600. I soggetti p<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12794\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-2.jpg\" alt=\"Lorenzo Puglisi, Nativit\u00e0 (2016)\" width=\"386\" height=\"514\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-2.jpg 676w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-2-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/><\/a>resentati evocano santi e demoni, la passione e l\u2019estasi, in una lettura laica di temi religiosi, il cui comun denominatore \u00e8 la pittura come ricerca di mezzi espressivi che aprano uno spiraglio \u00a0su una nuova visione.\u00a0<strong>Galliani presenta una selezione di opere recenti di straordinaria bellezza di cui alcune inedite come la tavola \u201c<em>Soltanto rose\u201d<\/em>, e una spiazzante crocifissione del 2004, insieme a \u201c<em>Nuovi fiori, nuovi santi\u201d<\/em>, del 2005, dittico devozionale realizzato come di consueto su tavola, e infine \u201c<em>Denti\u201d<\/em>, tre tavole a matita del 2009, ispirate al ciclo di Sant\u2019Apollonia. Puglisi realizza per l\u2019occasione una grande tavola dedicata alla <em>Crocifissione<\/em> che, insieme alla \u201c<em>Nativit\u00e0\u201d<\/em> del 2016, tela dedicata al dipinto omonimo di Caravaggio, e a \u201c<em>Il grande sacrificio\u201d<\/em> del 2015, tracciano una sorprendente lettura della vita del Cristo.<\/strong><\/p>\n<p>Val la pena sapere qualcosa in pi\u00f9 sullo spazio dove i due artisti hanno attivato le loro installazioni. Per documentare la storia dell\u2019iconografia dell\u2019edificio di San Sisto, sulla scorta degli studi di Giovan Battista Maderna del 1986, la fondazione della chiesa risalirebbe al re longobardo Desiderio, che nell\u2019VIII secolo fece \u00a0erigere un convento benedettino, chiuso poi da San Carlo per lo stile di vita non propriamente monastico dei frati. Le forme \u00a0architettoniche attuali sono riconducibili al primo Seicento e pertanto \u00e8 evidente che l\u2019edificio originario sia stato completamente trasformato, probabilmente per volont\u00e0 di Federico Borromeo che lo volle completato per la sua visita pastorale, avvenuta tra il 1604 e il 1609. Secondo gli storici, i lavori si possono collocare quindi tra il 1592 fino oltre al 1652.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-12795\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-7.jpg\" alt=\"Omar Galliani, Denti (2009)\" width=\"460\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-7.jpg 972w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/06\/Omar-Galliani-Lorenzo-Puglisi-Visioni-Di-Luce-e-Tenebra-\u00a9-Renato-Corpaci-7-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Alla met\u00e0 del \u2018600, l\u2019interno della Chiesa presentava sei cappelle: quelle negli sfondati laterali e centrali erano dedicate rispettivamente a S. Antonio e al SS. Crocefisso. Tutte furono restaurate con i relativi dipinti che, ad opera di Carlo Pietra, correvano lungo il muro della Chiesa in forma di medaglioni con scene del <em>Martirio di San Sisto<\/em> e della <em>Vita di San Carlo<\/em>. Di Carlo Pietra (detto Preda) sopravvive la pala d\u2019altare a tutto sesto ora a San Giorgio al Palazzo dal titolo <strong><em>Vergine tra S. Sisto e S. Carlo<\/em><\/strong> (oppure <em>Madonna tra S. Sisto e S. Ambrogio<\/em> sec. XVII \u2013 XVIII, olio su tela, 430 x 265 cm). Nel corso dell\u2019800 vengono eretti alcuni altari, dedicati rispettivamente a <strong>Sant\u2019Anna <\/strong>\u00a0(1840), su disegno dell\u2019arch. Giovanni Brigatti, in marmo di Carrara, in cui era probabilmente collocato un dipinto attribuito ad un Procaccini; al <strong>SS. Crocifisso<\/strong>(1843); mentre del 1849 \u00e8 il restauro della cappella maggiore con l\u2019erezione del nuovo altare; nello stesso periodo viene terminata la cappella della <strong>Beata Vergine Addolorata<\/strong>. Nel 1842 viene installato un pulpito ligneo sollevato, su disegno dell\u2019Arch. Luigi Clerichetti. Durante la prima guerra mondiale la chiesa viene trasformata in magazzino militare e successivamente non pi\u00f9 usata per il culto, tanto che nel 1930 risulta ancora chiusa. Tra il 1930 e il 1944 la pala della Vergine del Preda e il dipinto dell\u2019altare di \u00a0Sant\u2019Anna lasciano San Sisto. La prima viene posta nella Chiesa di San Giorgio al Palazzo (chiesa a cui S. Sisto era aggregata dal 1791); della seconda si son perse le tracce. Nell\u2019agosto del 1943 la parte absidale della Chiesa viene devastata da un bombardamento e poi sostituta da un finestrone. Il Comune di Milano avvia un restauro nel 1950, ma senza seguito perch\u00e9 la destinazione rimane incerta. Nel 1966 si propone l\u2019utilizzo a biblioteca rionale. Nel 1970 il Comune accoglie l\u2019istanza di Francesco Messina di allestirvi il proprio studio con una soluzione di comodato che prevede l\u2019onere del restauro, effettuato da Tito B. Varisco. Lo Studio Museo Francesco Messina apre nel 1974.(Bibliografia: Pietro Crivelli, \u00a0<em>Vita e miracoli di San Sisto<\/em>, 1750 (Fondo religione Archivio di Stato, p.a. 1024); Francesco Messina, <em>S. Sisto a Milano. Lo studio Francesco Messina<\/em>, Scheiwiller 1973; Giovan Battista Maderna, <em>Chiesa di San Sisto; Studio-Museo Messina; sec. XVI-XVII<\/em>, scheda n. 43.4 in <em>Milano ritrovata. L&#8217;asse Via Torino<\/em>, a cura di M.L. Gatti Perer, Milano 1986, pp. 484-488).\u00a0 <strong>NB. Le foto a corredo articolo sono di Renato Corpaci.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>OMAR GALLIANI<\/em><\/strong><\/p>\n<p>(Montecchio RE, 1954), figura oramai celebrata sulla scena artistica mondiale, maestro indiscusso del \u00a0\u201cdisegno italiano\u201d, marchio distintivo delle sue monumentali tavole disegnate a matita, utilizza il nero come addensamento \u00a0di materia. Il punto di partenza della sua opera \u00e8 la superficie bianca del supporto ligneo, su cui traccia segni con matita o carboncino che si accumulano fino a prendere matericamente vita, a rivelare una superficie nella penombra, che sia la pelle del corpo umano, uno specchio d\u2019acqua o un oggetto, per ricostruire la classicit\u00e0 e la pittura degli antichi maestri con una sua \u00a0cifra contemporanea.<\/p>\n<p><strong><em>LORENZO PUGLISI<\/em><\/strong><\/p>\n<p>(Biella, 1971) \u00e8 autore di una ricerca pittorica che si caratterizza per l\u2019utilizzo diffuso del nero che crea uno sfondo di buio assoluto dal quale si sprigionano fiotti di luce capaci di definire i volumi, i volti, le parti del corpo, come presenze catturate in un\u2019espressione o in un gesto, frutto di un lungo percorso verso l\u2019essenzialit\u00e0 della rappresentazione e denso di rimandi alla storia della pittura ad olio dal 1600 fino ad oggi. Dal 2015 la sua ricerca artistica si concentra sulla pittura nel senso pi\u00f9 classico, con grandi tele riferite ad opere del passato e filtrate dalla sua iconografia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019arte contemporanea e numerosi artisti che la frequentano oggettivano il loro percorso con progetti sul sacro e sulla sacralit\u00e0. D\u2019altronde, i tempi in cui viviamo hanno bisogno di vivere riferimenti mirati catturati in parte dal passato e in parte da bisogni che ogni uomo pu\u00f2 e deve ricercare oltre la materialit\u00e0, guardando proprio verso l\u2019oltre, verso la luce, oltrepassando le tenebre e il buio. \u201cVisioni di luce e di tenebra\u201d\u00a0 \u00e8 un \u00a0progetto espositivo studiato per questo luogo che \u00e8 il Museo di F. 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