{"id":1286,"date":"2013-12-06T22:48:53","date_gmt":"2013-12-06T22:48:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1286"},"modified":"2013-12-06T22:48:53","modified_gmt":"2013-12-06T22:48:53","slug":"gli-eredi-dello-spazialismo-in-mostra-a-milano-illustri-nomi-dellarte-italiana-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/12\/06\/gli-eredi-dello-spazialismo-in-mostra-a-milano-illustri-nomi-dellarte-italiana-contemporanea\/","title":{"rendered":"Gli eredi dello spazialismo in mostra a Milano.Illustri nomi dell&#8217;arte italiana contemporanea."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0418.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1288\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0418-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0418-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0418.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0416.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1291\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0416-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0416-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/DSCN0416.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VINCENZO-MASCIA_STRUTTURA-02_12-cm50X70_ACRILICO-SU-LEGNO.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1292\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VINCENZO-MASCIA_STRUTTURA-02_12-cm50X70_ACRILICO-SU-LEGNO-231x300.jpg\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VINCENZO-MASCIA_STRUTTURA-02_12-cm50X70_ACRILICO-SU-LEGNO-231x300.jpg 231w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VINCENZO-MASCIA_STRUTTURA-02_12-cm50X70_ACRILICO-SU-LEGNO-791x1024.jpg 791w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VINCENZO-MASCIA_STRUTTURA-02_12-cm50X70_ACRILICO-SU-LEGNO.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VERMI-0013.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1295\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VERMI-0013-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VERMI-0013-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VERMI-0013-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/VERMI-0013.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/GINO-LUGGI-_-TL-Vertical-writing-_-acrilico-su-legno-e-plexiglass-fluorescente-150X12-2006-N\u00b0-605.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1298\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/GINO-LUGGI-_-TL-Vertical-writing-_-acrilico-su-legno-e-plexiglass-fluorescente-150X12-2006-N\u00b0-605-186x300.jpg\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/GINO-LUGGI-_-TL-Vertical-writing-_-acrilico-su-legno-e-plexiglass-fluorescente-150X12-2006-N\u00b0-605-186x300.jpg 186w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/GINO-LUGGI-_-TL-Vertical-writing-_-acrilico-su-legno-e-plexiglass-fluorescente-150X12-2006-N\u00b0-605-637x1024.jpg 637w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/GINO-LUGGI-_-TL-Vertical-writing-_-acrilico-su-legno-e-plexiglass-fluorescente-150X12-2006-N\u00b0-605.jpg 1470w\" sizes=\"(max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a>Presso lo Spazio Hajeck del Liceo Artistico Statale di Brera a Milano \u00e8 in corso una mostra di valore e storica soprattutto per i temi e il movimentismo dell&#8217;arte, di taluni gruppi e di taluni artisti che si sono dagli anni Cinquanta in poi caratterizzati sul tema dello \u201cspazio\u201d. Si misura sul tema degli \u201cSpazi, confini e territori.Luoghi, movimenti e tendenze dell&#8217;arte contemporanea\u201d. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Opere di dieci artisti contemporanei, taluni viventi, altri scomparsi, che aprono una riflessione sulle estetiche di \u201cspazi, confini e territori\u201d, sul lavoro intorno alla forma chiusa che per scelta si mette in relazione con la dinamicit\u00e0 del reale, con chiari rimandi al cosmo, al magma delle origini, ai segni di un passaggio verso ci\u00f2 che \u00e8 indeterminato. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Nomi storici come Agostino Bonalumi e Arturo Vermi per citarne qualcuno, e altri che nelle le loro opere trovano il coinvolgimento dello spazio reale che diventa cos\u00ec tema centrale grazie alla fisicit\u00e0, alle dislocazioni interne ed esterne, alle estroflessioni e soprattutto alla ricerca di infinito. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Luoghi ancora oggi dominanti e caratterizzanti, nel quadro ancor pi\u00f9 ampio di nuovi territori instabili, capaci di ampliare quei termini mutanti che dagli anni Cinquanta in poi hanno segnato culturalmente l&#8217;arte contemporanea, vale a dire dallo \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>spazialismo <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201c di Lucio Fontana al linguaggio di \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>segni e forme<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201d di Arturo Vermi, dal <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>cinetismo <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">di luce e movimento di Tornquist all&#8217; <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>informale magico e spirituale<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> di Hsiao Chin, dal \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>rigorismo\u201d spazialista ed estroflesso<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> di Agostino Bonalumi, Pino Manos e Giuseppe Amadio, fino alla movimentazione di \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>luoghi\/territori<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201d fra terra e cielo e <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>l&#8217;ambiente primordiale<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> di Armando Marrocco, ma anche il \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>costruttivismo\/destruttivismo Mad\u00ec\u201d di <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Gino Luggi, Vincenzo Mascia e Piergiorgio Zangara. Verticale e orizzontale, dentro e fuori, estroflessioni e impunture, concavit\u00e0 e convessit\u00e0, buio e luce, costruttivismo e destruttivismo, sono dimensioni che danno all&#8217;uomo la tensione dell&#8217;infinito, il superamento del perimetro, la gioia della scoperta. E&#8217; nel 1949 che Lucio Fontana allestisce il suo primo ambiente(Ambiente spaziale con forme spaziali ed illuminazione a luce nera) presso la Galleria del Naviglio a Milano. Ma non c&#8217;\u00e8 solo questo, perch\u00e8 \u201cla caverna dell&#8217;antimateria\u201d( un ambiente ricoperto di pittura segnica-materica) di Pinot Gallizio presente nel 1957 alla fondazione dell&#8217;Internazionale Situazionista con Guy Debord teorico, nonostante fosse eredit\u00e0 di una poetica informale \u00e8 pur sempre un esperimento di arte ambientale. <\/span><span style=\"font-size: medium\">E&#8217; dallo spazialismo che vivono le forme dell&#8217;ovale, dell&#8217;ellisse, e sempre da quel mondo di Fontana dilaga lo spaziare in simbologie primordiali, le \u201cnature\u201d che Fontana chiama familiarmente \u201cpalloni\u201d e in realt\u00e0 sono opere che tendono ad ambientarsi come presenze vive. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Un&#8217;opera di Arturo Vermi del &#8217;63, <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">oggi qui in mostra,<\/span><span style=\"font-size: medium\">d\u00e0 in Italia la sveglia a quanti stanno guardando alla Scuola di New York impegnata da qualche tempo all&#8217;esperienza detta \u201cColor Field\u201d(campo colorato); ecco opere con campiture uniformi piatte e liquide,stesure monocrome rotte da poche linee o bande verticali. Dallo spazialismo trae lezione <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Agostino Bonalumi<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, in quanto la tela non \u00e8 solo una superficie da riempire, ma si afferma come contenitore di spazio, un diaframma da sfondare perch\u00e8 questo spazio si liberi, dando cos\u00ec origine alle sue estroflessioni. Gli infiniti, gli universi, gli spazi di<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong> Hsiao Chin<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> aprono a una sistema di controllo mistico, di avventure nei meandri dell&#8217;inconscio alla ricerca dell&#8217;essenza dell&#8217;uomo e della natura. Anche per Hsiao c&#8217;\u00e8 l&#8217;esplorazione dei campi colorati con forme che segnano e diventano cerniere tra cielo e terra. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Il gruppo di Giuseppe Amadio, Pino Manos e Armando Marrocco che pure fanno parte del movimento de i cosiddetti \u201crigoristi\u201d come li chiama Massimo Don\u00e0, preferisco chiamarli con un termine proprio che pi\u00f9 li apparenta e cio\u00e8 \u201cneospazialisti\u201d. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Con rigore, unitamente a perfezione e imperfezione, tracciati e sagomati, limite e illimitatezza, gli spazi ritagliati da <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Giuseppe <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Amadio <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> restituiscono una potenza energetica incredibile grazie a un progettare e prevedere, a un \u201ccostruire\u201d ritenuto sempre \u201cpossibile\u201d, da quel segno impresso che movimenta lo spazio tra concavi e convessi, con un&#8217;istanza di libert\u00e0 geniale, che porta a far vibrare il movimento originario in una grammatica che esperisce com&#8217;\u00e8 il mondo, lo spazio circoscritto o infinito, la geografia dello spazio, di uno spazio placcatico svelato da un perpetual inventory, declinando una sorta di cartografia dinamica, capace di non sottrarsi a sommovimenti, a dune di colore e impunturate che svelano l&#8217;estroflessione del telero, estroflessioni monocrome che raccontano un universo che si accende di toni, di materia pulsante, di dilatazioni , svelandoci persino oltre l&#8217;ossatura anche una sorta di respiro sincopato. Per le opere e l&#8217;intellettualit\u00e0 di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Armando Marrocco, che s&#8217;apparenta al gruppo dei rigoristi, <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> mi vien da ricordare quanto disse Lucio Fontana nel 1947 e cio\u00e8 che \u201cl&#8217;arte rimarr\u00e0 eterna come gesto, ma morr\u00e0 come materia\u201d. Ci\u00f2 vale per Marrocco maggiormente in quanto egli ha cercato sempre di vivere l&#8217;ambiente, declinando ad esempio schegge di marmo su pareti, eppoi coniugando il binomio arte-vita, prelevando oggetti e forme del quotidiano che ha rielaborato con svariati interventi pittorici. Marrocco ha utilizzato lo spazio con opere site specific, opere aperte, in simbiosi con l&#8217;ambiente, opere pure, integrando elementi artificiali propri dell&#8217;uomo con quelli naturali. Creazione e regola, dimensioni simboliche, potenza ed eternit\u00e0, transitoriet\u00e0 e precariet\u00e0, essenza e significato, territori instabili, tutto ci\u00f2 \u00e8 diventato elemento fondante del linguaggio di Marrocco. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Pino Manos <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> ricontestualizza le forme, declina gli spazi, apre in termini minimalisti la qualit\u00e0 della materia e del colore,facendo si che la natura delle sue opere \u00e8 affidata tutta a una tensione interna che costruisce e scarta, e si porta verso un nuovo spazio che allarga i confini, sicch\u00e8 ogni opera diventa un termine discontinuo di una serie infinita; un lavoro che sistematizza, sovverte, assimila, generalizza, intreccia idee, estende all&#8217;infinito i campi di questo infinito gioco di significazione,e si manifesta senza limiti, in modo trasformativo, rigoroso, puro. Infine, nel villaggio globale dell&#8217;arte, partendo da istanze costruttiviste, e violando i confini delle forme, di quei territori geometrici che hanno interessato significativi movimenti novecenteschi, ecco<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong> il Mad\u00ec, cui appartengono Gino Luggi, Vincenzo Mascia e Piergiorgo Zangara , <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">che fa vivere l&#8217;opera non pi\u00f9 con un centro ma la apre a periferie, tanto da suggerire la possibilit\u00e0 di continuazione oltre i bordi stessi. Un modo di operare senza campi, oltre i confini dell&#8217; opera, e ogni particella o forma \u00e8 in continua tensione interna, giacch\u00e8 si spinge oltre, alla ricerca di nuove e imprevedibili superfici. Forme e colori, sagomate, costruite, concrete, astratte, giocano intellettualmente sotto le mani degli artisti artefici, e porgono interrogativi aperti. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Mostra fortunata e nuova, didattica e storica, capace di testimoniare presente e futuro. E ci\u00f2 non \u00e8 poco. <\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Presso lo Spazio Hajeck del Liceo Artistico Statale di Brera a Milano \u00e8 in corso una mostra di valore e storica soprattutto per i temi e il movimentismo dell&#8217;arte, di taluni gruppi e di taluni artisti che si sono dagli anni Cinquanta in poi caratterizzati sul tema dello \u201cspazio\u201d. Si misura sul tema degli \u201cSpazi, confini e territori.Luoghi, movimenti e tendenze dell&#8217;arte contemporanea\u201d. 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