{"id":13023,"date":"2018-07-10T21:04:50","date_gmt":"2018-07-10T21:04:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13023"},"modified":"2018-07-10T21:04:50","modified_gmt":"2018-07-10T21:04:50","slug":"henri-matisse-al-forte-di-bard-in-valle-daosta-la-produzione-di-opere-legate-alla-drammaturgia-eccolo-campione-sulla-scena-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/07\/10\/henri-matisse-al-forte-di-bard-in-valle-daosta-la-produzione-di-opere-legate-alla-drammaturgia-eccolo-campione-sulla-scena-dellarte\/","title":{"rendered":"Henri Matisse. Al Forte di Bard in Valle d\u2019Aosta la produzione di  opere legate alla drammaturgia.  Eccolo campione   sulla scena dell\u2019arte."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Henri-Matisse-Il-clown-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-20181200x771-654x420-e1531255921211.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13024\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Henri-Matisse-Il-clown-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-20181200x771-654x420-e1531255921211.jpg\" alt=\"Henri-Matisse-Il-clown-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-20181200x771-654x420\" width=\"354\" height=\"227\" \/><\/a>L\u2019esposizione \u201c<em>Henri Matisse. Sulla scena dell\u2019arte\u201d<\/em> presenta un capitolo centrale dell\u2019intera vita dell\u2019artista francese Henri Matisse: il rapporto con il teatro e la produzione di opere legate alla drammaturgia. Una mostra inedita che porta al Forte di Bard, in Valle d\u2019Aosta, fino \u00a0al 14 ottobre 2018, oltre 90 opere realizzate in un arco temporale di 35 anni, dal 1919 fino alla morte dell\u2019artista, avvenuta nel 1954. Si tratta principalmente della cosiddetta p\u00e9riode Nicoise: Matisse, infatti, nel 1917 scelse Nizza come luogo principale della sua creazione artistica<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/77921-cauchemar_clean_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13025 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/77921-cauchemar_clean_.jpg\" alt=\"77921-cauchemar_clean_\" width=\"483\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/77921-cauchemar_clean_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/77921-cauchemar_clean_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il percorso espositivo, curato da Markus M\u00fcller, direttore del Kunstmuseum Pablo Picasso di M\u00fcnster, \u00e8 suddiviso in quattro grandi sezioni: Costumi di scena; Matisse e le sue modelle; Le odalische; Jazz. Una selezione di opere illustra il rapporto tra l\u2019artista e le sue modelle, \u201cattrici\u201d della sua arte, mentre l\u2019esposizione di tappeti, abiti, oggetti di arte orafa, collezionati dall\u2019artista e concessi in prestito dalla famiglia Matisse, d\u00e0 conto dell\u2019interesse di Matisse per il decorativismo di influenza orientaleggiante. Negli anni Quaranta, infine, Matisse sviluppa la tecnica dei \u201cpapiers d\u00e9coup\u00e9s\u201d, di cui le opere della serie \u201cJazz\u201d sono la testimonianza pi\u00f9 importante. I capolavori \u2013 tra tele, disegni, sculture e opere grafiche \u2013 provengono dal Kunstmuseum Pablo Picasso di M\u00fcnster che possiede nella sua collezione permanente anche la pi\u00f9 ampia raccolta di opere di Matisse in Germania. Oltre al museo di M\u00fcnster, figurano tra i prestatori il Mus\u00e9e Matisse di Nizza, i Ballets di Monte-Carlo e gli stessi eredi di Matisse, che hanno concesso in prestito oggetti della collezione privata dell\u2019artista, come fonti di ispirazione e testimonianza dei suoi viaggi.\u00a0 <strong>Costumi di scena. Dalla composizione immobile al \u201ctableau vivant\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/xMostra_Matisse_Forte_di_Bard.jpg.pagespeed.ic_.tE0Mj3Cd_Q-e1531255978272.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13026\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/xMostra_Matisse_Forte_di_Bard.jpg.pagespeed.ic_.tE0Mj3Cd_Q-e1531255978272.jpg\" alt=\"xMostra_Matisse_Forte_di_Bard.jpg.pagespeed.ic.tE0Mj3Cd_Q\" width=\"420\" height=\"280\" \/><\/a><\/strong>Nel 1919 Matisse riceve la commissione di concepire i costumi e le scenografie per il balletto \u201cIl canto dell\u2019usignolo\u201d. <strong>Per la prima volta nella sua vita d\u2019artista Matisse deve \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 realizzare apparati scenografici, ovvero creare una sorta di \u2018pittura in movimento\u2019.<\/strong> <strong>Il suo pi\u00f9 grande antagonista, Pablo Picasso, nel 1917, aveva gi\u00e0 dipinto con gran successo le scene per \u201cParade\u201d. Anche forse per spirito di emulazione, Matisse accetta questo incarico in cui dar\u00e0 prova di aver assimilato anche l\u2019influsso dell\u2019arte orientale, dal momento che l\u2019azione teatrale si svolge alla corte dell\u2019Imperatore della Cina. Nel 1939 Matisse rinnova questa esperienza, preparando le scenografie del balletto \u201cRouge et Noir.\u201d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/M_4861704a10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13027 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/M_4861704a10.jpg\" alt=\"M_4861704a10\" width=\"430\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/M_4861704a10.jpg 510w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/M_4861704a10-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\nAl di l\u00e0 dell\u2019aspetto ornamentale ed esotico, l\u2019interesse di Matisse per il teatro diventa centrale nella sua estetica: si pone di fronte alla creazione pittorica come un regista o un drammaturgo, come accade durante la preparazione della decorazione della Chappelle du Rosaire a Vence, che realizza come se fosse \u2018un decoro di scena\u2019. I disegni preparatori della Chappelle di Vence saranno esposti insieme ai costumi per i balletti. <strong>L\u2019artista come drammaturgo. Matisse e le sue modelle.<br \/>\n<\/strong>Matisse ha bisogno della presenza fisica di un modello. L\u2019artista francese lavora sempre come un drammaturgo o come un regista. Matisse inizia una collezione di abiti per le sue modelle, si interessa alla \u201calta moda\u201d (Haute couture) e fa la selezione del vestito secondo il modello o la composizione. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Henri-Matisse-Il-cowboy-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-2018-1200x781-1200x781-645x420.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13032\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Henri-Matisse-Il-cowboy-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-2018-1200x781-1200x781-645x420.jpg\" alt=\"Henri-Matisse-Il-cowboy-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-2018-1200x781-1200x781-645x420\" width=\"645\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Henri-Matisse-Il-cowboy-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-2018-1200x781-1200x781-645x420.jpg 645w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Henri-Matisse-Il-cowboy-da-Jazz-T\u00e9riade-Editore-Parigi-1947-Kunstmuseum-Pablo-Picasso-M\u00fcnster-\u00a9-Succession-H.-Matisse-S.I.A.E-2018-1200x781-1200x781-645x420-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/a>Esiste une specie di interazione tra l\u2019artista e le sue modelle, Matisse parla delle sue modelle come \u201cattrici\u201d della sua arte. Nel 1939 Matisse affermava: \u201cl miei modelli, esseri umani, non sono mai solo un elemento secondario in un ambiente. Sono il tema principale del mio lavoro. Dipendo interamente dal mio modello\u201d.<br \/>\nL\u2019artista ha rapporti professionali lunghi con i suoi modelli e lavora per anni sempre con gli stessi. Una selezione di opere illustra il rapporto tra l\u2019artista e i suoi modelli, con particolare attenzione alla sua assistente Lydia Delectorskaya, che ricoprir\u00e0 un ruolo centrale per Matisse dagli anni Trenta sino alla sua morte, nel novembre 1954.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/42a8b6d39019e91bdd353610b1de6b11-625x350.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13029\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/42a8b6d39019e91bdd353610b1de6b11-625x350.jpg\" alt=\"42a8b6d39019e91bdd353610b1de6b11-625x350\" width=\"570\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/42a8b6d39019e91bdd353610b1de6b11-625x350.jpg 625w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/42a8b6d39019e91bdd353610b1de6b11-625x350-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a><strong>Le odalische. Viaggi immaginari<\/strong>. L\u2019interesse di Matisse per il decorativismo di stampo arabeggiante e orientalista \u00e8 un fatto noto<strong>. Il tema delle odalische rappresenta per l\u2019artista la sintesi ideale tra la rappresentazione della donna e il proliferare dell\u2019ornamento vegetale o geometrico.<br \/>\n<\/strong>Nel biennio 1912-1913 aveva effettuato numerosi viaggi soprattutto in Algeria e in Marocco, fedele al concetto romantico dell\u2019artista viaggiatore, sulle orme di Ingres e Delacroix. Da questi viaggi nascono le sue collezioni di tappeti, abiti, oggetti di arte orafa di cui sar\u00e0 esposta una selezione.<\/p>\n<p><strong>Jazz. L\u2019artista e il suo pubblico. <\/strong>All\u2019inizio degli anni Quaranta Matisse sviluppa una tecnica particolare denominate papiers d\u00e9cup\u00e9s, carte ritagliate, sintesi perfetta, secondo Matisse, tra colore e precisione della linea. <strong>Il suo capolavoro di questo periodo \u00e8 indubbiamente \u201cJazz\u201d, una serie di 40 opere realizzate con questa tecnica. Come un musicista jazz, ha creato una sorta di \u201ctema con variazioni\u201d. I temi di queste opere sono il circo e i suoi attori, la mitologia e le memorie dei suoi viaggi. Lo stile di queste opere in colori dissonanti ha ispirato per esempio Andy Warhol e la \u201cpop art\u201d americana. <\/strong>L\u2019iconografia popolare del circo cela l\u2019aspetto \u2018tragico\u2019 del rapporto dell\u2019artista con il suo pubblico.<\/p>\n<p><strong>Henri Matisse<\/strong> \u00e8 considerato uno dei grandi maestri dell\u2019arte del Novecento, eclettico e sperimentatore, amico e rivale di Pablo Picasso. Nato a Cateau-Cambr\u00e9sis nel 1869, abbandona ben presto gli studi di legge e una carriera di futuro avvocato per dedicarsi alla pittura. Frequenta a Parigi l\u2019atelier di Gustave Moreau, ma guardando alle opere di Paul C\u00e9zanne, soprattutto nel trattamento del colore, che diventer\u00e0 il fine stesso della creazione dell\u2019immagine.<br \/>\nNel 1905, al Salon d\u2019Automne di Parigi, solleva uno scandalo presentando, insieme a Marquet, de Vlaminck, Derain e Van Dongen, alcune tele dai colori puri e violenti, stesi uniformemente sulla tela. Il critico Louis Vauxcelles conia per questi artisti il termine fauves, presto adottato dal gruppo in segno di sfida. Del 1910 \u00e8 la prima mostra importante alla galleria Bernheim-Jeune a Parigi, seguita dalle personali a Londra e a New York. A partire dal 1919 decide di trascorrere gran parte dell\u2019anno in Costa Azzurra, che considera un \u2018paradiso\u2019. La sua attivit\u00e0 espositiva \u00e8 in continua crescita e le sue opere incontrano un grande interesse da parte dell\u2019intera comunit\u00e0 artistica. Nel 1920 lavora alle scene e ai costumi per Le chant du rossignol, l\u2019opera di Stravinsky rappresentata da Diaghilev con i Ballets Russes, e la coreografia di Massine. Il decennio 1920-1930 segna un ritorno a composizioni di tipo pi\u00f9 tradizionale e all\u2019interesse per il tema delle Odalische.<br \/>\nDopo numerosi viaggi in Italia, Spagna, Germania, Gran Bretagna e Russia, nel 1931, e dopo un soggiorno di tre mesi a Tahiti, Matisse si reca negli Stati Uniti, dove ha l\u2019incarico di una grandiosa decorazione sul tema della danza per la Fondazione Barnes a Merion.<br \/>\nDel 1938 \u00e8 l\u2019esposizione \u2018Picasso-Matisse\u2019 al Museum of Modern Art di Boston. Stabilitosi a Vence nel 1939, si dedica con particolare interesse alla grafica: illustra, tra l\u2019altro, Pasipha\u00e9 di H. de Montherlant (1944) e Les Fleurs du Mal di Ch. Baudelaire (1947) e produce illustrazioni in bianco e nero per diversi libri, tra cui l\u2019Ulisse di James Joyce. Del 1945 \u00e8 la grande retrospettiva al Salon d\u2019Automne di Parigi, seguita da una doppia personale al Victoria and Albert Museum di Londra, insieme a Picasso. L\u2019anno successivo viene realizzato un film sul suo lavoro.<br \/>\nDel 1947 l\u2019editore parigino T\u00e9riade pubblica Jazz: in quest\u2019opera appaiono i primi risultati della tecnica dei papiers d\u00e9coup\u00e9s, alle quale si dedica con passione negli ultimi anni della sua vita. nel 1948 viene nominato Commendatore della Legione Onore; di questo periodo sono anche i primi contatti con il frate domenicano Rayssiguier in vista della decorazione della Cappella del Rosario a Vence, che sar\u00e0 terminata e inaugurata nel 1951.<br \/>\nDel 1950 \u00e8 il Primo Premio della Pittura alla XXV Biennale di Venezia. Nel 1952 apre nella sua citt\u00e0 natale, Cateau-Cambr\u00e9sis, il Mus\u00e9e Matisse. Muore il 3 novembre 1954 a Nizza.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019esposizione \u201cHenri Matisse. Sulla scena dell\u2019arte\u201d presenta un capitolo centrale dell\u2019intera vita dell\u2019artista francese Henri Matisse: il rapporto con il teatro e la produzione di opere legate alla drammaturgia. Una mostra inedita che porta al Forte di Bard, in Valle d\u2019Aosta, fino \u00a0al 14 ottobre 2018, oltre 90 opere realizzate in un arco temporale di 35 anni, dal 1919 fino alla morte dell\u2019artista, avvenuta nel 1954. Si tratta principalmente della cosiddetta p\u00e9riode Nicoise: Matisse, infatti, nel 1917 scelse Nizza come luogo principale della sua creazione artistica. Il percorso espositivo, curato da Markus M\u00fcller, direttore del Kunstmuseum Pablo Picasso di M\u00fcnster, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/07\/10\/henri-matisse-al-forte-di-bard-in-valle-daosta-la-produzione-di-opere-legate-alla-drammaturgia-eccolo-campione-sulla-scena-dellarte\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,74779,53710,66803,66558,9894,10357,53794,41640,44441,87,35351,35224,53741,17505,35188,34308,28369,59390],"tags":[59480,328101,288241,328098,328102,328100,485],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13023"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13023"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13023\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13034,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13023\/revisions\/13034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}