{"id":13050,"date":"2018-07-12T21:12:23","date_gmt":"2018-07-12T21:12:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13050"},"modified":"2018-07-12T21:12:23","modified_gmt":"2018-07-12T21:12:23","slug":"marisa-settembrini-inscena-2018-2019-tempus-fugit-una-installazione-a-firenze-al-plus-florence-dellartista-italiana-si-fa-bussola-e-termometro-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/07\/12\/marisa-settembrini-inscena-2018-2019-tempus-fugit-una-installazione-a-firenze-al-plus-florence-dellartista-italiana-si-fa-bussola-e-termometro-del-nostro-tempo\/","title":{"rendered":"Marisa Settembrini inscena\u201c 2018-2019. Tempus fugit\u201d. Una installazione  a Firenze al Plus Florence dell\u2019artista italiana si fa bussola  e termometro del  nostro tempo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2137.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13051\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2137-e1531429238926.jpg\" alt=\"IMG_2137\" width=\"336\" height=\"448\" \/><\/a>In uno spazio ove alberga gi\u00e0\u00a0 il progetto \u201cScenari \u201d, a Firenze, al Plus Florence, \u00e8 ospitata la mostra<\/strong> \u201c<strong> 2018 \u2013 2019. TEMPUS FUGIT <\/strong><strong>\u201d con installazioni\u00a0 dell&#8217;artista\u00a0 di fama internazionale\u00a0 Marisa Settembrini.<\/strong> L&#8217;esposizione da me curata \u00a0\u00e8 una sorta di termometro\u00a0 della spettacolarit\u00e0 e della storicit\u00e0 dell\u2019arte nuova, di un&#8217;arte che si fa veicolo di novelle\u00a0 idee scolpite nella cultura occidentale, di un&#8217;arte capace di rigenerare mondi e uomini, e si fa anche\u00a0 bussola\u00a0 in un mare di proposizioni della cultura e delle arti internazionali.<\/p>\n<p>La locuzione latina\u00a0 <strong><em>tempus fugit<\/em><\/strong>, tradotta letteralmente significa &#8220;il tempo fugge&#8221;.\u00a0 L&#8217;espressione deriva da un verso delle Georgiche di Virgilio (Georgiche ,III,284); \u201c\u00a0Sed fugit interea fugit irreparabile tempus\u201d\u00a0 che tradotto vuol\u00a0\u00a0 dire \u00a0\u201cMa fugge intanto, fugge irreparabilmente il tempo\u201d. Il <em>tempus fugit<\/em> \u00e8 anche una filosofia di vita paragonabile anche al Carpe Diem\u00a0 secondo cui non bisogna fare previsioni a lunghissimo tempo ma al massimo, assumersi impegni a breve tempo anche per farli al meglio perch\u00e9, appunto, il tempo \u201cfugge irreparabile\u201d non permettendoci di risolvere cose gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2285-e1531429309795.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13052\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2285-e1531429309795.jpg\" alt=\"IMG_2285\" width=\"348\" height=\"261\" \/><\/a>fatte, quindi vivere la vita come insieme di possibili ultimi giorni. Il modo migliore per capire questa percezione del tempo \u00e8 leggere svariati brani, ne &#8220;Le Candele&#8221; di Kostantinos Kavafis. <strong>Da queste considerazioni \u00e8 partita la riflessione profonda che ha mosso Marisa Settembrini nel mettere in atto l\u2019installazione che propone sia questa nobile locuzione latina, che la datazione del\u00a0 biennio che la vede esposta al Plus Florence di Firenze. Piogg<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_1631-e1531429357237.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13053 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_1631-e1531429357237.jpg\" alt=\"IMG_1631\" width=\"348\" height=\"261\" \/><\/a><strong>ia di lettere, pioggia di date, pioggia di parole. L\u2019arte caratterizza il tempo, da sempre. La Settembrini non nuova all\u2019uso di lettere e numeri, \u00e8 figura interessantissima della poesia visuale, movimenta il \u201ccorpo\u201d del presente, il corpo del tempo, il corpo dell\u2019attualit\u00e0.<\/strong> E se anche scattare fotografie significa cogliere un istante preciso, che ancora non si co\u00adnosce, ma che si prospetter\u00e0 agli occhi senza preavviso, l\u2019installazione della nostra artista\u00a0 \u00e8 questo piccolo miracol<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_1635-e1531429390944.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13054\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_1635-e1531429390944.jpg\" alt=\"IMG_1635\" width=\"348\" height=\"261\" \/><\/a>o che ha per\u00f2 sia la durata di un istante che la durata di un biennio temporale.\u00a0 <strong>Lucio Anneo Seneca<\/strong> \u00e8 stato un filosofo e letterato latino, vissuto nel primo secolo dopo Cristo. Una figura tormentata dagli eventi del proprio tempo che ci ha lasciato molte opere sotto forma di dialoghi, trattati, epistole e tragedie. Con Seneca la riflessione romana raggiunse il massimo livello nell\u2019ambito della filosofia morale. Tutte le sue opere sono pervase dal senso angosciante del tempo che passa, dall\u2019idea della vita che scorre inesorabile e da quella della morte. Un pensiero pareva\u00a0 tormentarlo e\u00a0 trova il suo apice espressivo nel <em>De brevitate vitae<\/em>, ovvero la \u201cbrevit\u00e0 della vita\u201d: un dialogo scritto forse tra il 49 e il 54 d. C., quando Seneca pot\u00e9 to<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2117-e1531429429669.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13055\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2117-e1531429429669.jpg\" alt=\"IMG_2117\" width=\"336\" height=\"448\" \/><\/a><\/strong>rnare a Roma dal suo esilio in Corsica. Il tempo che scorre, la vita che passa e l\u2019incertezza del domani non sono state per\u00f2 in Seneca il frutto di un pessimismo\u00a0 alla luce di questa sua tormentata vita, perch\u00e9\u00a0 Seneca scrisse il De brevitate vitae; ma non lo compose per scoraggiarsi ancora di pi\u00f9, bens\u00ec per trovarne la soluzione, per cantare la propria vittoria sul tempo e sulla precariet\u00e0 della vita. In quanto la soluzione sta appunto nella saggezza e nella capacit\u00e0 di vivere la qualit\u00e0 del tempo, non la sua durata. Per Seneca la vittoria sul tempo avviene per mezzo di quella saggezza che ci permette di vivere il presente, immergendoci completamente in ogni singolo gesto che compiamo, <strong>poich\u00e9 il saggio non ha bisogno n\u00e9 del rimpianto del passato n\u00e9 dell\u2019ansia del futuro, ma solamente del tempo presente: l\u2019unico \u201ctempo reale\u201d nel quale egli si pu\u00f2 realizzare. Ecco il senso dell\u2019installazione di Marisa Settembrini, fissa sulla datazione del periodo che sta storicamente vivendo, ovvero il 2018-2019.\u00a0<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/WP_20180615_19_03_14_Pro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13057 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/WP_20180615_19_03_14_Pro.jpg\" alt=\"WP_20180615_19_03_14_Pro\" width=\"300\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/WP_20180615_19_03_14_Pro.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/WP_20180615_19_03_14_Pro-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel <em>De brevitate vitae<\/em> Seneca ci consiglia di essere sempre presenti a noi stessi, di vivere la vita \u201chic et nunc\u201d, qui e adesso. Il <em>segreto della felicit\u00e0<\/em> risiede proprio nelle piccole cose della vita quotidiana, nella capacit\u00e0 di vivere appieno le nostre <em>azioni minime<\/em>. Un\u2019idea, quella delle <em>azioni minime<\/em>, che\u00a0 \u00e8 riscontrabile visivamente nei fantastici quadri del pittore olandese Jan Vermeer, il quale, nel XVII secolo, dipingeva figure femminili che compivano semplici azioni, quali ricamare, cucire, scrivere una lettera o versare il latte da una brocca. Vivendo le nostre <em>azioni minime<\/em> vivremo la qualit\u00e0 del tempo e non la sua durata.<\/p>\n<p>E\u2019 nel Novecento che l\u2019arte\u00a0 si avvolge nel tempo e nello spazio. Quando <strong>Lucio Fontana<\/strong> esegu\u00ec il primo taglio sulla tela, non sanc\u00ec soltanto la \u201cmorte della pittura\u201d, ma anche e soprattutto avvi\u00f2 l\u2019arte verso la \u201cquarta dimensione\u201d, perno\u00a0 della teoria spazialista. \u00c8 dal concetto di spazio, infatti, che Fontana giunge a interfacciarsi con il tempo, perch\u00e9 questa nuova dimensione si apre sull\u2019infinito, che del tempo costituisce appunto il superamento. Il taglio rappresenta una privilegiata finestra d\u2019osservazione sull\u2019infinito, un\u2019attesa meditativa che non ha pi\u00f9 n\u00e9 inizio n\u00e9 fine. Il tumultuoso irrompere dell\u2019ossessione del tempo sull\u2019umanit\u00e0 del Novecento ha inevitabilmente interessato anche il mondo dell\u2019arte, che si \u00e8\u00a0 sentito\u00a0 in obbligo morale di interpretare quel rapido scorrere che porta con s\u00e9 mutamenti di usi e costumi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2129-e1531429471107.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13056 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/IMG_2129-e1531429471107.jpg\" alt=\"IMG_2129\" width=\"348\" height=\"261\" \/><\/a> <strong>Non \u00e8 stata e non \u00e8 solitaria, dunque,\u00a0 l\u2019azione di Marisa Settembrini. La sua installazione \u201cTempus fugit\u201d corre lateralmente insieme al lavoro di tanti altri artisti.<\/strong>\u00a0 <strong>Claudio Costa<\/strong> si \u00e8 mosso\u00a0 lungo la china delle epoche storiche, attraverso la ricerca di reperti sulle spiagge liguri, assemblati in <em>L\u2019origine<\/em>, suggestiva installazione con il sapore\u00a0 della memoria. L\u2019individuo \u00e8 al centro dell\u2019indagine di <strong>Federico De Leonardis<\/strong>, che ha sviluppato\u00a0 la sua ricerca in senso comportamentista, sviluppando <em>Architetture del tempo<\/em>, un\u2019opera complessa costituita da differenti momenti, dove lo scorrere del tempo \u00e8 testimoniato dall\u2019azione dell\u2019uomo. Punto focale dell\u2019opera, <em>Autoritratto nello specchio convesso<\/em>, con cui l\u2019artista approfondisce quell\u2019<em>Esposizione in tempo reale<\/em> pensata nel 1972 da <strong>Franco Vaccari<\/strong> e suggerisce l\u2019idea che a modificare e distorcere il volto umano non sia soltanto l\u2019azione del tempo, ma anche e soprattutto quel \u201ccontrollo sociale\u201d esercitato dagli altri quando il proprio volto diventa pubblico, come accade oggi con lo sdoganamento mediatico dei social-network. Artista impegnato e tormentato, <strong>Fabio Mauri<\/strong>\u00a0 avvert\u00ec\u00a0 gi\u00e0 negli Anni Cinquanta il fallimento dell\u2019ideologia, e la sua riflessione sul tempo ha un carattere storicista, esplicato attraverso opere concettuali che documentano per metafora il vuoto esistenziale che i drammi del Novecento (compresa la Guerra Fredda) hanno lasciato nella coscienza dell\u2019umanit\u00e0. Il tempo assume la statura di \u201csuccessione di fatti storici\u201d, impalpabile movimento di idee, di stragi, di sangue. \u00a0E ancora, <strong>una serie di artisti\u00a0\u00a0 contemporanei si sono mossi\u00a0 su <em>Ritmi<\/em>;\u00a0meglio su proposizioni dell\u2019<em>Oggi, Domani<\/em> (Boetti, Ceroli, Mattiacci, Spinelli);\u00a0<em>Giornate di lavoro<\/em> (Opalka, Pietrella, Adami, Blank, Giovannoni);\u00a0<em>Date<\/em> (On Kawara, Vezzoli, Darboven, Comani);\u00a0<em>Date speciali<\/em> (De Dominicis, Closky, Albani, Sebregondi, Bertozzi&amp;Casoni, Pignotti, Fois);\u00a0<em>Calendari<\/em> (Boetti, Novelli, Miccini, Ori, Ghirri, Abate, Mambor, Mari, Cattelan, Neuenschwander, Camoni);\u00a0<em>Diari<\/em> (Breakwell, Rubio, AOS);\u00a0<em>Passaggi<\/em> (Vaccari, Vautier, Baruchello, Benetta);<em>\u00a024 ore<\/em> (Almond, Shemilt &amp; Partridge, Camporesi).<\/strong> Fenomeno fisico o concetto filosofico, mai assoluto perch\u00e9 variabile sulla base del metodo di misurazione scelto, il tempo \u00e8 quella forza che l\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 ancora riuscita a dominare, n\u00e9, forse, a comprendere fino in fondo. Possibile manifestazione dell\u2019essenza divina, o, secondo Heidegger, essenza della vita umana, il tempo ha da sempre affascinato l\u2019individuo, ma ha cominciato a ossessionarlo soltanto con l\u2019avvento della civilt\u00e0 industriale, che lo ha sradicato dai cicli naturali dalle radici millenarie<strong>. E l\u2019attuale rivoluzione informatica e digitale ha ulteriormente accelerato lo scorrere del tempo, frammentando l\u2019esistenza umana in una\u00a0 miriade di particelle.\u00a0 Da queste considerazioni \u00e8 partita l\u2019idea di Marisa Settembrini di dar segno e compostezza alla sua installazione\u00a0 sul tempo,\u00a0 sul tempo presente, sul tempo che avvolge l\u2019universo e gli uomini.<\/strong><\/p>\n<p>Marisa Settembrini \u00e8 nata a Gagliano del Capo (Lecce) nel 1955. Dopo aver frequentato l\u2019Accademia di Brera e la Kunst Akademie di Monaco di Baviera, oggi \u00e8 titolare della cattedra di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico di Brera, a Milano, citt\u00e0\u00a0 dove vive e che alterna con i riposi nella cittadina salentina di Alessano. La sua attivit\u00e0 parte dal 1976 con l\u2019invito alla mostra \u201cLa nuova figurazione italiana\u201d al Palazzo dei Congressi di Roma, per conto della Quadriennale Romana. Numerose le mostre personali e le installazioni in Italia (Roma, Firenze, Alcamo, Lecce, Todi, Milano, Erice, San Vito Lo Capo, Pavia, Brescia, Sondrio, Loreto, Teglio, ecc. ) e all\u2019estero (New York, Monaco di Baviera, Berlino, Dusseldorf), e le partecipazioni a importanti rassegne. Nel 2011 viene invitata da Vittorio Sgarbi a partecipare alla 54ma edizione della Biennale di Venezia. E\u2019 presente in vari Musei stranieri (Berlino, Montreal, New York) e italiani. Ha inoltre elaborato in coedizione con alcuni scrittori varie cartelle di grafica. E\u2019 stata segnalata da Jean Pierre Jouvet nel Catalogo Comanducci n. 14 e da Domenico Montalto nel n. 27.Ha vinto importanti premi, tra cui il Premio delle Arti- Premio della Cultura al Circolo della Stampa di Milano,\u00a0 nel 2017 a Firenze \u00a0il Premium International Florence Seven Stars- Grand Prix Absolute , nel 2018 a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per\u00a0 la Docenza a Brera\u00a0 e l\u2019Arte. Della sua arte hanno scritto critici e scrittori italiani e stranieri, da Argan a Carluccio, da\u00a0 A. Del Guercio a Fabiani, da Ferguson a Carlo\u00a0 Franza, da Armando Ginesi a Virgilio Guzzi\u00a0 e a\u00a0 D. Montalto, dalla E. Muritti a N. Ponente, da F. Russoli a R. Sanesi, da Evelina Schatz a Walter Schonenberg, da Fulvio Papi a Marco\u00a0 Valsecchi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In uno spazio ove alberga gi\u00e0\u00a0 il progetto \u201cScenari \u201d, a Firenze, al Plus Florence, \u00e8 ospitata la mostra \u201c 2018 \u2013 2019. TEMPUS FUGIT \u201d con installazioni\u00a0 dell&#8217;artista\u00a0 di fama internazionale\u00a0 Marisa Settembrini. L&#8217;esposizione da me curata \u00a0\u00e8 una sorta di termometro\u00a0 della spettacolarit\u00e0 e della storicit\u00e0 dell\u2019arte nuova, di un&#8217;arte che si fa veicolo di novelle\u00a0 idee scolpite nella cultura occidentale, di un&#8217;arte capace di rigenerare mondi e uomini, e si fa anche\u00a0 bussola\u00a0 in un mare di proposizioni della cultura e delle arti internazionali. 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