{"id":13135,"date":"2018-07-24T22:38:26","date_gmt":"2018-07-24T22:38:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13135"},"modified":"2018-07-24T22:42:07","modified_gmt":"2018-07-24T22:42:07","slug":"capolavori-del-trecento-70-opere-fondo-oro-del-cantiere-di-giotto-in-quattro-sedi-espositive-del-centro-italia-celebrano-arte-e-fede-di-territori-dellappennino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/07\/24\/capolavori-del-trecento-70-opere-fondo-oro-del-cantiere-di-giotto-in-quattro-sedi-espositive-del-centro-italia-celebrano-arte-e-fede-di-territori-dellappennino\/","title":{"rendered":"Capolavori del Trecento. 70 opere fondo oro  del cantiere di Giotto  in  quattro sedi espositive del Centro Italia  celebrano arte e fede di territori dell\u2019Appennino."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/1da2fef615ae658ce274bb340a1fcbec.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13136\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/1da2fef615ae658ce274bb340a1fcbec-e1532470891534.jpg\" alt=\"Mostra\" width=\"357\" height=\"237\" \/><\/a>Un grande secolo per una grande mostra in Umbria.\u00a0<strong>\u201cCapolavori del Trecento. Il cantiere di Giotto, Spoleto e l\u2019Appennino\u201d,\u00a0<\/strong>curata da Vittoria Garibaldi e Alessandro Delpriori, si tiene fino\u00a0 al 4 novembre 2018 nei comuni di Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/80037-2-e1532470927515.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13137\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/80037-2-e1532470927515.jpg\" alt=\"80037-2\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>La mostra vanta l\u2019esposizione di circa\u00a0<strong>70 dipinti a fondo oro su tavola, sculture lignee policrome e miniature,\u00a0<\/strong>che raccontano la meraviglia ambientale dell\u2019Appennino centrale e la civilt\u00e0 storico-artistica, civile e socio-religiosa nell\u2019Italia di primo Trecento. Sono quattro\u00a0<strong>le sedi espositive:\u00a0<\/strong>a Trevi il Museo di San Francesco; a Spoleto il Museo Diocesano &#8211; Basilica di Sant\u2019Eufemia e il Museo Nazionale del Ducato; a Montefalco il Complesso Museale di San Francesco.\u00a0Nello\u00a0 sar\u00e0 possibile vivere uno sguardo corale, emozionante, sulla trama di chiese, pievi, eremi e abbazie in Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio dove questi artisti di cultura giottesca hanno lavorato tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, connessi attraverso itinerari organizzati che permetteranno di scoprire luoghi ed opere d\u2019arte incantevoli. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/85feb98d887746b3a97bbc2e7b9ab29b71c561c.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13138\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/85feb98d887746b3a97bbc2e7b9ab29b71c561c.jpg\" alt=\"85feb98d887746b3a97bbc2e7b9ab29b71c561c\" width=\"326\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/85feb98d887746b3a97bbc2e7b9ab29b71c561c.jpg 326w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/85feb98d887746b3a97bbc2e7b9ab29b71c561c-196x300.jpg 196w\" sizes=\"(max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a>La mostra, organizzata da Civita Mostre e Sistema Museo, \u00e8 promossa dai comuni di Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino, dal Polo Museale dell\u2019Umbria, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell\u2019Umbria, dalla Regione Umbria, dall\u2019Archidiocesi di Spoleto-Norcia e dall\u2019Associazione Rocca Albornoziana di Spoleto, con il contributo di Gal Valle Umbra e Sibillini, ATI 3 Umbria, VUS COM Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/article-e1532471012986.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13139\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/article-e1532471012986.jpg\" alt=\"article\" width=\"288\" height=\"191\" \/><\/a><strong>Il successo, nel cuore verde d\u2019Italia, della lezione rivoluzionaria di Giotto e dello stupefacente virtuosismo dei , sar\u00e0 raccontata in mostra attraverso una costellazione di artisti, spesso anonimi, che si fecero interpreti dell\u2019anima pi\u00f9 profonda e vera dell\u2019Appennino, declinando emozioni di fede e dolcezza, dipinte con un linguaggio pittorico intenso, ed un magistero tecnico sorprendente<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13140\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"282\" height=\"179\" \/><\/a>Fino alla meraviglia che nasce dalla visione di capolavori conservati in musei e raccolte di grande prestigio, come la\u00a0<strong>Fondazione Cini di Venezia, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l\u2019Alana Collection di Newark\u00a0<\/strong>(USA).\u00a0I visitatori di queste mostre potranno vivere il privilegio di ammirare opere rese visibili per la prima volta al vasto pubblico. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Maest\u00e0_di_simone_martini-1024x683-e1532471097147.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13141\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Maest\u00e0_di_simone_martini-1024x683-e1532471097147.jpg\" alt=\"Maest\u00e0_di_simone_martini-1024x683\" width=\"324\" height=\"216\" \/><\/a>Ricordiamo\u00a0<strong>i due stupefacenti dossali esposti nell\u2019appartamento di rappresentanza di Sua Santit\u00e0 il Pontefice<\/strong>, entrambi provenienti da Montefalco, restaurati per l\u2019occasione dai magistrali laboratori dei Musei Vaticani; oppure lo straordinario riavvicinamento del Trittico con l\u2019Incoronazione della Vergine del Maestro di Cesi e il Crocifisso con\u00a0<em>Christus triumphans <\/em>dipinti entrambi per il monastero di Santa Maria della Stella di Spoleto, oggi separati tra il Mus\u00e9e Marmottan Monet di Parigi e il Museo del Ducato di Spoleto. Per la prima volta, dall\u2019inizio dell\u2019Ottocento, sono \u00a0tornati \u00a0insieme. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/museo-diocesano-spoleto-e1532471152193.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13142\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/museo-diocesano-spoleto-e1532471152193.jpg\" alt=\"museo-diocesano-spoleto\" width=\"328\" height=\"217\" \/><\/a>Visitando le sedi espositive, e i luoghi nel territorio, sar\u00e0 possibile entrare in una bottega d\u2019artista medievale, per comprenderne il virtuoso e febbrile impegno nel realizzare fondi oro, sculture, miniature, oreficerie, affreschi, in un caleidoscopio di raffinate e originali personalit\u00e0 che vivevano il loro punto di riferimento in una delle capitali artistiche dell\u2019Italia medievale, la citt\u00e0 ducale di Spoleto: il Maestro delle Palazze, il Maestro di Sant&#8217;Al\u00f2, il Maestro di San Felice di Giano, il Maestro di Cesi, il Maestro di San Ponziano, il Maestro della Croce di Trevi, il Maestro della Croce di Visso, il Maestro di Fossa. Una mostra per conoscere e stupirsi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/SPO2-e1532471205795.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13143\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/SPO2-e1532471205795.jpg\" alt=\"SPO2\" width=\"300\" height=\"206\" \/><\/a><\/p>\n<p>LE SEDI ESPOSITIVE<\/p>\n<p><strong>Montefalco, Complesso Museale di San Francesco<\/strong><\/p>\n<p>Tornano a Montefalco tre opere trecentesche importantissime, di cui\u00a0la citt\u00e0 \u00e8 stata privata dalle spoliazioni napoleoniche e dalla dispersione del patrimonio mobile che ne segu\u00ec: <strong>il grande dossale che era sull\u2019altare maggiore della Chiesa di San Francesco, opera del\u00a0Maestro di Fossa, splendido come un\u2019opera Simone Martini; la tavola per l\u2019altare della Cappella di Santa Croce nella Chiesa di Santa Chiara di Montefalco, opera estrema del pi\u00f9 giottesco dei pittori spoletini, il\u00a0Maestro di Cesi; lo stendardo processionale con la Passione di Cristo, anche questo in origine nella chiesa di San Francesco a Montefalco<\/strong>.\u00a0La mostra \u00e8 l\u2019occasione per ricostruire, con un\u2019operazione virtuosa, i contesti originali e dare conto al visitatore della straordinaria stagione trecentesca vissuta dalla citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Spoleto, Museo Diocesano e Basilica di Sant\u2019Eufemia<\/strong><\/p>\n<p>Il Museo Diocesano di Spoleto conserva molte opere che testimoniano la pittura e la scultura lignea in questa zona dalla met\u00e0 del Duecento fino agli anni cinquanta del secolo successivo. La sezione di mostra, che espone capolavori del\u00a0Maestro di Cesi e del Maestro di San Felice di Giano, \u00e8 il completamento\u00a0dell\u2019esposizione nella chiesa di San Francesco a Trevi.\u00a0Di particolare importanzail \u201cTrittico con Incoronazione della Vergine\u201d del Maestro di Cesi dal Museo Marmottan Monet di Parigi e il Paliotto del Maestro di San Felice di Giano\u00a0dalla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria.\u00a0<strong>Si potr\u00e0 indagare in maniera circostanziata il rapporto tra scultura lignea e policromia, cos\u00ec importante per il trecento spoletino, in modo da mettere in relazione scultori e pittori che potevano essere nella medesima bottega, se non combaciare addirittura nella stessa persona.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/MG_6718-1-e1532471248761.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13144\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/MG_6718-1-e1532471248761.jpg\" alt=\"MG_6718-1\" width=\"300\" height=\"167\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Spoleto, Rocca Albornoz &#8211; Museo Nazionale del Ducato di Spoleto<\/strong><\/p>\n<p>La\u00a0sezione presenta l&#8217;antefatto della pittura spoletina del Trecento, prima della rivoluzione di Giotto, preceduta dai pittori presenti nel cantiere di Assisi al momento dell&#8217;arrivo di Cimabue. In particolare il\u00a0<strong>Maestro delle Palazze<\/strong>, che affonda le proprie radici culturali nella tradizione spoletina e insieme rappresenta il momento del cambio generazionale tra i pittori del Duecento e quelli che volsero l&#8217;arte \u201cdi greco in latino\u201d. L\u2019anonimo artista lasci\u00f2 sulle pareti della chiesa di Santa Maria Inter Angelos o delle Palazze, situata sulle pendici del Monteluco, un ciclo murale di soggetto sacro di particolare interesse, realizzato alla fine del XIII secolo. Bruno Toscano ne ha sottolineato i caratteri dal forte accento cimabuesco e ha legato la loro cronologia con la presenza ad Assisi del pittore fiorentino, per altro non suffragata da date certe, ma alla vigilia dell&#8217;arrivo di Giotto. Intorno al 1920 gran parte degli affreschi fu staccata e, tra il 1924 e il 1931, alcuni di essi furono acquistati da cinque musei americani (Museum of Fine Arts a Boston, Glencairn Museum a Bryn Athyn, Fogg Art Musem della Harvard University a Cambridge, Wadsworth Atheneum Museum of Art ad Hartford e Worcester Art Museum). Nel 1964 fu distaccata una delle scene sopravvissute e cinque brani degli affreschi rimasti in situ, confluiti nel Museo Nazionale del Ducato. Il progetto prevede la\u00a0ricomposizione virtuale a grandezza naturaledella collocazione degli affreschi in uno dei saloni della Rocca, attraverso un impaginato grafico ed immagini in bianco e nero degli affreschi, oggi conservati nei musei americani.<\/p>\n<p><strong>Trevi, Museo di San Francesco<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/1532470431771_M5-e1532471442974.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13146\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/1532470431771_M5-e1532471442974.jpg\" alt=\"1532470431771_M5\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Nella Chiesa di San Francesco, adiacente la Pinacoteca Comunale, \u00e8 conservata una\u00a0<strong>splendida e gigantesca croce\u00a0<\/strong>sagomata databile intorno al 1317. Si tratta di un\u2019opera straordinaria per\u00a0conservazione e qualit\u00e0, dipinta da uno dei maggiori protagonisti di quella stagione, il\u00a0<strong>Maestro della Croce di Trevi\u00a0<\/strong>(che prende il nome dalla sua opera pi\u00f9 rappresentativa), lo stesso amato da Roberto Longhi che lo aveva battezzato come Maestro del 1310. Questi partecip\u00f2 senz\u2019altro alla decorazione assisiate e fu attivo probabilmente gi\u00e0 alla fine del XIII secolo, proprio in parallelo alla presenza di Giotto in Umbria. L\u2019opera di Trevi \u00e8 sintomatica di quel momento, ha dentro tutta la forza del pittore toscano, ma anche l\u2019espressivit\u00e0 locale, la capacit\u00e0 di parlare allo spettatore, la coscienza di un messaggio diretto a chi le rivolgeva lo sguardo. Andare a studiare il Maestro della Croce di Trevi e i pittori e gli scultori in legno (che in qualche caso potrebbero combaciare tra loro), attivi a Spoleto e dintorni alla fine del Duecento e all\u2019inizio del secolo successivo, significa ricostruire per la prima volta un tessuto lacerato e a grandi tratti perduto, ma di qualit\u00e0 eccezionale. Significa poter rivedere un panorama artistico nuovo e per quel territorio fortemente identitario.<br \/>\nNella stessa sede verr\u00e0 esposto il corpus delle opere del\u00a0<strong>Maestro di Fossa, personalit\u00e0\u00a0<\/strong>altissima capace di muoversi a valle della cultura di Giotto, ma innestato della grazia di Simone Martini in perfetto parallelo con Puccio Capanna. Vero e grande artista di Spoleto alla met\u00e0 del XIV secolo, il Maestro di Fossa \u00e8 un faro per tutta l&#8217;arte a seguire fin dentro il Quattrocento. Tutto lo svolgersi della pittura locale si basa sul suo insegnamento, dal possibile Bartolo di Spoleto, il cosiddetto Maestro dei Calvari, fino agli inizi di Giovanni di Corraduccio.<\/p>\n<p><strong>Scheggino, Spazio Arte Valcasana<\/strong><\/p>\n<p>Nello Spazio Arte Valcasana di Scheggino sar\u00e0 possibile avere completa documentazione degli itinerari e informazioni sui luoghi di visita.\u00a0A Scheggino, inoltre, verranno presentati alcuni frammenti degli affreschi e uno dei due rosoni dell\u2019abbazia di San Salvatore a Campi di Norcia, gioiello dell\u2019arte romanica gravemente danneggiato dal sisma, attualmente oggetto di un impegnativo cantiere di recupero e restauro degli affreschi superstiti, curato dalla Soprintendenza all\u2019archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell\u2019Umbria e dall\u2019Istituto Superiore Conservazione e Restauro.<\/p>\n<p>VALORIZZAZIONE TERRITORIALE<\/p>\n<p>L\u2019oggetto stesso della mostra, dedicata una stagione di rinascimento artistico di cui l\u2019Umbria \u00e8 stata protagonista in Italia, e le cui testimonianze sono state gravemente compromesse dai recenti eventi sismici, merita una particolare attenzione in termini di studio, e di riscoperta culturale e turistica.\u00a0Gli itinerari, organizzati e suggeriti nel territorio, permetteranno ai visitatori di conoscere\u00a0un\u2019eredit\u00e0 preziosa e irripetibile, anche se testimonianze importanti di questo patrimonio non saranno visibili a causa dei danni subiti dal terremoto.<br \/>\nPartendo dallo\u00a0Spazio Arte Valcasana di Scheggino, <strong>gli\u00a0itinerari<\/strong> <strong>coinvolgeranno ben quattro regioni<\/strong>:\u00a0<strong>Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo<\/strong><em><strong>.\u00a0<\/strong><\/em><strong>Ventinove i Comuni coinvolti, di cui 19 in Umbria, con 72 chiese e oltre cento tra opere e cicli pittorici: interessata tutta la Valnerina, ma anche la Valle Umbra, il Folignate e lo Spoletino, Nocera Umbra, Fossato di Vico e alcune zone del Ternano, la provincia di Macerata, il Reatino, L\u2019Aquila e il suo circondario.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I luoghi\u00a0<\/strong>coinvolti dagli itinerari nel territorio sono:<\/p>\n<p><strong>Acquasparta (TR)<\/strong>, Chiesa di San Francesco<br \/>\n<strong>Camerino (MC)<\/strong>, Museo Diocesano<br \/>\n<strong>Campello sul Clitunno (PG)<\/strong>, loc. Campello Alto, Monastero dei Barnabiti, loc. Lenano, Chiesa di San Lorenzo, Eremo di Sant\u2019Antonio<br \/>\n<strong>Castel Castagna (TE)<\/strong>, loc. Ronzano, Abbazia di Santa Maria<br \/>\n<strong>Castel Ritaldi (PG)<\/strong>, loc. Colle del Marchese, Chiesa della Madonna della Selvetta<br \/>\n<strong>Castelsantangelo sul Nera (MC)<\/strong>, Chiesa di Santa Maria di Vallinfante, Chiesa di San Martino dei Gualdesi<br \/>\n<strong>Cerreto di Spoleto (PG)<\/strong>, Chiesa di Santa Maria dell\u2019Annunziata, loc. Borgo Cerreto, Chiesa di San Francesco o di San Lorenzo, loc. Ponte Pieve di Santa Maria<br \/>\n<strong>Cesi (TR)<\/strong>, Chiesa di Santa Maria Assunta<br \/>\n<strong>Ferentillo (TR)<\/strong>, Abbazia di San Pietro in Valle<br \/>\n<strong>Foligno (PG)<\/strong>, Cattedrale di San Feliciano, Museo Diocesano, Chiesa di San Nicol\u00f2 di Guesia, loc. Belfiore, Eremo di Santa Maria di Giacobbe.<br \/>\n<strong>L\u2019Aquila<\/strong>, Museo Nazionale d\u2019Abruzzo, Chiesa di San Biagio, loc. Fossa, Chiesa Santa Maria ad Cryptas<br \/>\n<strong>Leonessa (RI)<\/strong>, Convento di San Giovanni<br \/>\n<strong>Montefalco (PG)<\/strong>, Chiesa di Santa Chiara, Cappella di Santa Croce, Chiesa di Sant\u2019Agostino, loc. Turrita, Chiesa di Santa Maria<br \/>\n<strong>Monteleone di Spoleto (PG)<\/strong>, Chiesa di San Francesco<br \/>\n<strong>Nocera Umbra (PG)<\/strong>, loc. Case Basse, Chiesa di San Giovenale<br \/>\n<strong>Norcia (PG)<\/strong>, Chiesa di Sant\u2019Agostino, Chiesa del Crocifisso, Chiesa di San Francesco, loc. Campi, Chiesa di San Salvatore, loc. Forsivo, chiesa di San Giacomo, loc. Valcaldara, Chiesa San Giovanni, loc. Legogne, Chiesa di Santa Maria<br \/>\n<strong>Preci (PG)<\/strong>, Chiesa di Santa Maria della Piet\u00e0, loc. Castelvecchio, Chiesa della Madonna della Cona, loc. Poggio di Croce, Chiesa di San Bartolomeo<br \/>\n<strong>Rieti<\/strong>, Cattedrale di Santa Maria Assunta, Chiesa Nuova, loc. Posta, Convento di San Francesco<br \/>\n<strong>Sant\u2019Anatolia di Narco (PG)<\/strong>, loc. Caso, Chiesa di Santa Cristina, Chiesa di Santa Maria Assunta<br \/>\n<strong>Scurcola Marsicana (AQ)<\/strong>, Santuario della Vittoria<br \/>\n<strong>Sefro (MC)<\/strong>, loc. Agolla, Chiesa di San Tossano<br \/>\n<strong>Sellano (PG)<\/strong>, loc. Orsano, Chiesa di Santa Maria Assunta<br \/>\n<strong>Spoleto (PG)<\/strong>, Cattedrale di Santa Maria Assunta, Chiesa e monastero di Santa Maria inter Angelos, detto delle Palazze, Chiesa di San Domenico, Chiesa di San Gregorio Maggiore, Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, Chiesa di San Paolo inter vineas, Chiesa di San Ponziano, Chiesa di San Sabino, Monastero Santa Maria della Stella, Chiesa di Santa Maria della Misericordia, Chiesa di San Ponziano, Chiesa di San Sabino, Palazzo dei Canonici, Palazzo Vescovile, Chiesa dell\u2019Annunziata, loc. La Costa, Eremo di San Girolamo loc. Morro parrocchiale<br \/>\n<strong>Sulmona (AQ)<\/strong>, Chiesa di San Francesco della Scarpa<br \/>\n<strong>Tolentino (MC<\/strong>), Santuario di San Nicola<br \/>\n<strong>Trevi (PG)<\/strong>, Chiesa di San Francesco, Chiesa di San Nicol\u00f2, Chiesa di Santa Caterina, Chiesa di Santa Maria di Pietrarossa, Chiesa di San Pietro a Pettine, ex Monastero di Santa Croce<br \/>\n<strong>Ussita (MC)<\/strong>, Collegiata di Santa Maria<br \/>\n<strong>Vallo di Nera (PG)<\/strong>, Chiesa di Santa Maria, Chiesa di Santa Caterina, Chiesa di San Giovanni<br \/>\n<strong>Visso (MC)<\/strong>, Collegiata di Santa Maria<br \/>\n<strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un grande secolo per una grande mostra in Umbria.\u00a0\u201cCapolavori del Trecento. Il cantiere di Giotto, Spoleto e l\u2019Appennino\u201d,\u00a0curata da Vittoria Garibaldi e Alessandro Delpriori, si tiene fino\u00a0 al 4 novembre 2018 nei comuni di Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino. La mostra vanta l\u2019esposizione di circa\u00a070 dipinti a fondo oro su tavola, sculture lignee policrome e miniature,\u00a0che raccontano la meraviglia ambientale dell\u2019Appennino centrale e la civilt\u00e0 storico-artistica, civile e socio-religiosa nell\u2019Italia di primo Trecento. 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