{"id":13195,"date":"2018-07-31T21:53:54","date_gmt":"2018-07-31T21:53:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13195"},"modified":"2018-07-31T21:53:54","modified_gmt":"2018-07-31T21:53:54","slug":"lanalitico-riccardo-guarneri-dalla-biennale-di-venezia-a-ceglie-messapica-in-puglia-lartista-fiorentino-figura-di-spicca-della-pittura-analitica-si-trova-in-mostra-nel-museo-puglies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/07\/31\/lanalitico-riccardo-guarneri-dalla-biennale-di-venezia-a-ceglie-messapica-in-puglia-lartista-fiorentino-figura-di-spicca-della-pittura-analitica-si-trova-in-mostra-nel-museo-puglies\/","title":{"rendered":"L\u2019analitico Riccardo Guarneri dalla Biennale di Venezia a Ceglie Messapica in Puglia. L\u2019artista fiorentino figura di spicca della pittura analitica si trova in mostra nel Museo pugliese."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Locandina-Ceglie-1-e1533073986149.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13198\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/Locandina-Ceglie-1-e1533073986149.jpg\" alt=\"Locandina Ceglie (1)\" width=\"323\" height=\"457\" \/><\/a>l MAAC \u2013 Museo Archeologico e di Arte Contemporanea di Ceglie\u00a0Messapica in provincia di Brindisi, uno dei contenitori del Polo Culturale Sistema\u00a0 Gusto d\u2019Arte avviato nel maggio del 2016, inaugura un nuovo progetto di forte impatto culturale: \u201cRiccardo Guarneri. la Biennale di Venezia a Ceglie Messapica\u201d, un evento espositivo di lungo respiro, che si prolungher\u00e0 sino al prossimo inverno,<\/strong> con appuntamenti monografici dedicati ad artisti contemporanei che hanno esposto le loro opere in occasione di una tra le pi\u00f9 antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d\u2019arte contemporanea al mondo, la Biennale di Venezia.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/thAFIJVBLH-e1521997949905.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13199\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/thAFIJVBLH-e1521997949905.jpg\" alt=\"thAFIJVBLH-e1521997949905\" width=\"374\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/thAFIJVBLH-e1521997949905.jpg 374w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/07\/thAFIJVBLH-e1521997949905-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><\/a>Il primo appuntamento alla\u00a0Galleria espositiva del MAAC \u00e8\u00a0 con la Personale di Riccardo Guarneri, ottantaquattrenne artista fiorentino, gi\u00e0 ospite alla cinquantasettesima Biennale di\u00a0Venezia, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel.\u00a0Riccardo Guarneri si \u00e8 imposto sia come una figura artistica\u00a0indipendente, sia come precursore delle tendenze pittoriche astratte degli anni 70\u2019.<\/strong> \u00a0<strong>Guarneri \u00e8 figura di spicco della Pittura analitica italiana. In matematica analitico vuol dire fatto\u00a0 con metodo, logico, razionale. Il manipolo di analitici \u00e8 \u00a0composto da Riccardo Guarneri, Claudio Verna, Pino Pinelli, Paolo Masi, e<\/strong> <strong>ancora Griffa, Olivieri, Marchegiani, Gastini e qualche altro. <\/strong>\u00a0\u00a0All\u2019inizio della sua carriera negli anni 60\u2019, ha sperimento senza sosta l\u2019armonia tra segno, colore e luce, inventando un originale linguaggio lirico, infatti oltre ad essere un pittore, Guarneri \u00e8 anche \u00a0musicista. L\u2019intero repertorio dell\u2019artista, che comprende strutture geometriche ma anche segni colorati pi\u00f9 caldi ed organici, pu\u00f2 essere inteso come un\u2019ode all\u2019ascolto, l\u2019ultimo passo per permettere alla melodia intrinseca ai dipinti di penetrarci profondamente. La selezione di opere\u00a0esposte sottolinea l\u2019integrit\u00e0 artistica di un pittore dedicato a ricercare variazioni estetiche intorno ad un tema centrale. <strong>Le opere, i rettangoli e le geometrie di Guarneri, colorati\u00a0 in modo diafano, \u00a0lattiginoso, con colori quasi francescani,\u00a0 si lasciano leggere \u00a0come grafici cartesiani per rilevare la posizione di punti nello spazio fisico. Raccontano\u00a0 che sono frutto degli anni Settanta, epoca in cui l\u2019arte concettuale\u00a0 imponeva ai pittori di concepire l\u2019opera\u00a0 come frutto di un\u00a0 processo mentale. <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019artista ha centrato la sua ricerca intorno all\u2019estetica del segno e della\u00a0luce, liberandosi da preoccupazioni figurative o narrative senza per\u00f2 cedere al\u00a0 dogma concettuale caro al minimalismo. Quadrati e linee perdono plasticit\u00e0 a favore di vibrazioni cromatiche: la contemplazione prolungata dei dipinti rivela\u00a0 infatti un\u2019asimmetria nelle figure geometriche. Calligrafie a matita, prive di\u00a0significato semantico, ma visualmente sostanziali, accentuano il gioco di\u00a0sfumature e di trasparenze luminose. Alcuni critici, tra i quali il sottoscritto che ne ha ampiamente parlato altre volte sul \u201cIl Giornale\u201d, hanno sottolineato\u00a0un\u2019assonanza tra l\u2019opera di Guarneri e le semplificazioni cromatiche dei pittori\u00a0Color Field, bens\u00ec il paragone con Agnes Martin sembra pi\u00f9 adatto all\u2019approccio\u00a0Zen e lirico del maestro. Le linee di Guarneri trasmettono l\u2019illusione di essere definitive, i colori pastello esprimono dolcezza e, dissolvendosi l\u2019uno nel altro, rinforzano il sentimento di confini irresoluti. Le sfumature raffinate e le tonalit\u00e0\u00a0 impalpabili dei suoi dipinti rendono la riproduzione fotografia problematica sia\u00a0oggi che sessant\u2019anni fa, in disarmonia con la subordinazione all\u2019iconografia\u00a0digitale e con l\u2019istantaneit\u00e0 che distingue l\u2019arte contemporanea. L\u2019omogeneit\u00e0\u00a0della carriera artistica di Guarneri \u00e8 un omaggio alla longevit\u00e0 della pittura e alla\u00a0sua capacita ad essere continuamente reinventata.<\/p>\n<p>Le opere di Guarneri rimangono presenze cariche di mistero. Cercano la complicit\u00e0 dello spettatore: lo invitano a uno sguardo prolungato per stabilire una\u00a0forma di intimit\u00e0, e quindi scoprirne profili, segni, accordi tonali non immediatamente intuibili. Opere del genere esprimono un ideale di quiete e di\u00a0serena concentrazione. Al contempo per\u00f2 emanano un senso di energia, per via\u00a0 della\u00a0dialettica tra segni e forme, e della tensione tra la nettezza di un profilo e l\u2019evanescenza della macchia. Quella di Guarneri, insomma, \u00e8 una pittura dal\u00a0carattere anche evocativo. Per dirla con le parole dello stesso artista \u201cuna pittura che pu\u00f2 essere leggerissima e insieme forte\u201d. <strong>Dice ancora Guarneri: \u201cHo lasciato emergere la luce del bianco.\u00a0Ho voluto che diventasse tutto leggerissimo, trasparente, poco decifrabile.\u00a0Affascinato dalle chine dei maestri Zen,\u00a0ho lavorato sui quadri bianchi e, con matite o l\u2019acquarello,\u00a0che trasfiguravano nella leggerezza e nella sfumatura il loro stesso colore,\u00a0ho conferito la luminosit\u00e0 che volevo, divenuta poi caratteristica delle mie opere.\u00a0 La luce viene dalle trasparenze, da dentro al<\/strong> <strong>quadro,\u00a0e si proietta nell\u2019esteriorit\u00e0.\u201d\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La presenza temporanea della Biennale di Venezia al MAAC di Ceglie Messapica sar\u00e0 rafforzata dall\u2019esposizione parallela e contemporanea di due opere\u00a0originali di Giorgio de Chirico, entrambe facenti parte della Collezione Arrigoni, anch\u2019essa ospitata alla Biennale Arte di Venezia 2017, presso il\u00a0Padiglione Armenia. Una scelta insolita quella di ospitare una collezione di grandi\u00a0maestri del Ventesimo secolo alla Biennale, che consacra gli artisti contemporanei\u00a0e soltanto di rado dedica spazio a quelli del passato. La Collezione Arrigoni \u00e8\u00a0pregevole e contiene esemplari notevoli tra i quali le due opere in esposizione al MAAC, vale a dire: \u201cPiazza d\u2019Italia con Arianna\u201d, Olio su tela, 1916 e \u201cAringhe\u201d, Olio su cartone telato, inizio anni Quaranta, opera tornata in\u00a0Biennale dopo 75 anni. L\u2019opera era gi\u00e0 stata esposta nel 1942 alla 22a\u00a0edizione\u00a0della Biennale di Venezia, e recentemente, sottoposta all\u2019autorevole parere del\u00a0prof. Paolo Picozza, Presidente della Fondazione Isa e Giorgio de Chirico, ne ha suscitato il caloroso apprezzamento. Aringhe \u00e8 un lavoro molto apprezzato dagli\u00a0intenditori di Giorgio de Chirico, nonostante il soggetto non sia di epoca metafisica e nonostante non sia stata eseguita negli anni\u00a0Dieci, quelli \u201csublimi\u201d per il maestro.\u00a0Il nuovo progetto culturale ed espositivo che \u00e8 ospitato al MAAC nei\u00a0prossimi mesi \u00e8 stato fortemente voluto e realizzato dall\u2019Amministrazione\u00a0Comunale di Ceglie Messapica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>l MAAC \u2013 Museo Archeologico e di Arte Contemporanea di Ceglie\u00a0Messapica in provincia di Brindisi, uno dei contenitori del Polo Culturale Sistema\u00a0 Gusto d\u2019Arte avviato nel maggio del 2016, inaugura un nuovo progetto di forte impatto culturale: \u201cRiccardo Guarneri. la Biennale di Venezia a Ceglie Messapica\u201d, un evento espositivo di lungo respiro, che si prolungher\u00e0 sino al prossimo inverno, con appuntamenti monografici dedicati ad artisti contemporanei che hanno esposto le loro opere in occasione di una tra le pi\u00f9 antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d\u2019arte contemporanea al mondo, la Biennale di Venezia. 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