{"id":13345,"date":"2018-09-03T21:29:08","date_gmt":"2018-09-03T21:29:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13345"},"modified":"2018-09-03T21:29:08","modified_gmt":"2018-09-03T21:29:08","slug":"fato-e-destino-nellarte-fra-mito-e-contemporaneita-capolavori-che-esplorano-temi-singolari-delluomo-in-mostra-al-complesso-museale-palazzo-ducale-di-mantova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/03\/fato-e-destino-nellarte-fra-mito-e-contemporaneita-capolavori-che-esplorano-temi-singolari-delluomo-in-mostra-al-complesso-museale-palazzo-ducale-di-mantova\/","title":{"rendered":"Fato e destino nell\u2019arte fra mito e contemporaneit\u00e0. Capolavori che esplorano temi singolari dell\u2019uomo in mostra Al Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/01_33-e1536009138435.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13346\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/01_33-e1536009138435.jpg\" alt=\"01_33\" width=\"384\" height=\"489\" \/><\/a>Dall\u20198 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova ospita la mostra FATO E DESTINO.\u00a0<em>Tra mito e contemporaneit\u00e0<\/em> L\u2019esposizione, che si apre in concomitanza con la XXII edizione di Festivaletteratura Mantova, presenta circa 70 opere tra dipinti, sculture, disegni, grafica e mosaici, che indagano il tema del fato e del destino, dall\u2019antichit\u00e0 ai nostri giorni.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/02_29-e1536009203863.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13347\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/02_29-e1536009203863.jpg\" alt=\"02_29\" width=\"294\" height=\"443\" \/><\/a>La rassegna, allestita nell\u2019Appartamento della Rustica, ideato da Giulio Romano per il duca Federico II Gonzaga, curata da\u00a0<strong>Renata Casarin<\/strong>, vicedirettore del Complesso Museale Palazzo Ducale Mantova, e\u00a0<strong>Lucia Molino<\/strong>, responsabile Collezione Fondazione Cariplo, in collaborazione con\u00a0<strong>Michela Zurla<\/strong>, promossa dalla\u00a0<strong>Fondazione Cariplo, Fondazione Comunit\u00e0 Mantovana e dal Complesso Museale Palazzo Ducale<\/strong>,<strong>\u00a0in collaborazione con il Comune di Mantova<\/strong>\u00a0\u00e8 la\u00a0<strong>sesta tappa del tour Open<\/strong>\u00a0che sta portando il patrimonio artistico della Fondazione Cariplo in tutta la Lombardia, nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola. L\u2019esposizione, che s\u2019inaugura in concomitanza con\u00a0<strong>la XXII edizione di Festivaletteratura Mantov<\/strong>a, \u00e8 la viva testimonianza di un impegno collettivo a favore della cultura e della pi\u00f9 ampia valorizzazione del patrimonio locale di competenze, eccellenze e tradizioni.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/03_78-e1536009251969.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13348\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/03_78-e1536009251969.jpg\" alt=\"03_78\" width=\"270\" height=\"347\" \/><\/a>FATO E DESTINO.\u00a0<em>Tra mito e contemporaneit\u00e0<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>presenta circa\u00a0<strong>70 opere che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla grafica al mosaico<\/strong>, <strong>tra cui spiccano capolavori di et\u00e0 romana, di Domenico Fetti, di Angelo Morbelli, di Gustav Klimt e di\u00a0 in grado di svelare la variet\u00e0, la ricchezza e la qualit\u00e0 delle raccolte d\u2019arte<\/strong>\u00a0<strong>della Fondazione Cariplo e di prestigiose istituzioni museali come il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, il Museo della Citt\u00e0 &#8211; Palazzo San Sebastiano di Mantova, il Museo Civico di Palazzo Te, il MAR &#8211; Museo d&#8217;Arte della citt\u00e0 di Ravenna, la Fondazione Casa di Oriani di Ravenna, il Museo d\u2019Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti di Mantova, i Musei Civici di Forl\u00ec, il Museo Civico di Crema e del Cremasco, oltre che di collezioni private.<\/strong> Attraverso un itinerario, che dall\u2019antichit\u00e0 arriva fino ai giorni nostri, prendono forma in modo inaspettato quegli enigmi universali sui quali l\u2019uomo si interroga da sempre.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/06_62-e1536009295660.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13349\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/06_62-e1536009295660.jpg\" alt=\"06_62\" width=\"400\" height=\"247\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo, suddiviso in<\/strong>\u00a0<strong>dieci sezioni<\/strong>, si apre con\u00a0<strong><em>Verit\u00e0 celate<\/em><\/strong>, ovvero quelle nascoste nel profondo di ogni uomo e quelle insite nei segreti del cosmo. La\u00a0<em>Sfinge<\/em>, una scultura del I secolo d.C., proveniente dal Museo di San Sebastiano di Mantova, ben rappresenta questo tema: l\u2019animale mitologico posto a guardia del palazzo di Tebe, che interrogava chi gli si presentava di fronte, segnala l\u2019esigenza di ogni individuo di investigare se stesso. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/07_45-e1536009330842.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13350\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/07_45-e1536009330842.jpg\" alt=\"07_45\" width=\"400\" height=\"234\" \/><\/a>Questi concetti sono tradotti in un linguaggio artistico moderno dalla\u00a0<em>Vecchia con candela<\/em>, una copia di Pieter Paul Rubens e dalla\u00a0<em>Maddalena\u00a0<\/em>di un pittore francese del XVII secolo, dove la fiamma simboleggia il perdersi nell\u2019io interiore o nel\u00a0<em>Ritratto femminile con maschera<\/em>\u00a0attribuito al pittore settecentesco Charles-Antoine Coypel, nel quale il gesto della fanciulla di togliersi la maschera rivela il desiderio di mostrare il volto della sua anima. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/08_41.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13351\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/08_41-e1536009378225.jpg\" alt=\"08_41\" width=\"400\" height=\"259\" \/><\/a>La rassegna prosegue con\u00a0<strong><em>Interrogare la sorte<\/em><\/strong>\u00a0che documenta l\u2019attitudine di ogni essere umano ad acquisire il potere divino di conoscere il passato e di prevedere gli eventi che determineranno il futuro, attraverso opere come\u00a0<em>Ritratto di donna con moneta<\/em>, dipinto da un pittore toscano nella seconda met\u00e0 XVII secolo,\u00a0<em>Il veggente<\/em>\u00a0di scuola ottocentesca veneziana o\u00a0<em>La cartomante<\/em>\u00a0di Jules Jean-Baptiste Dehaussy. I testi biblici contengono molti brani in cui Dio chiama gli uomini a seguire la sua via. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/09_40-e1536009414622.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13352\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/09_40-e1536009414622.jpg\" alt=\"09_40\" width=\"360\" height=\"465\" \/><\/a><strong>Nella sezione\u00a0<em>Interrogare il cielo<\/em>, la predisposizione a seguire gli insegnamenti divini \u00e8 ben esemplificata nell\u2019inedito dipinto riferibile all\u2019ambito di Pompeo Batoni che vede Maria Maddalena attenta ad accettare quanto le viene suggerito dall\u2019alto, tanto che il suo viso \u00e8 gi\u00e0 trasfigurato dalla grazia.<\/strong> Lo stesso accade per la tavola\u00a0<em>Maddalena in estasi,<\/em>\u00a0dove l\u2019attributo della croce sposta la meditazione sul tema del sacrificio di Cristo e su quello della morte. Lo si vede nella tela\u00a0<em>Maddalena in meditazione con teschio<\/em>\u00a0di ambito di Giulio Cesare Procaccini, in cui la mistica accarezza il teschio quale allusione al Golgota e, al contempo, a un\u00a0<em>memento mori<\/em>, richiamato dalla testa femminile in ombra.<\/p>\n<p>Tra sacro e profano si muovono\u00a0<em>Eva<\/em>\u00a0di Giovanni Maria Benzoni e lo\u00a0<em>Studio per un monumento funerario<\/em>\u00a0di Vincenzo Gemito, dove una giovane fanciulla rivolge preghiere a Dio per la salvezza dell\u2019anima. Solo\u00a0<em>I Puri<\/em>\u00a0nel\u00a0<em>Portfolio<\/em>\u00a0di Adolfo Wildt potranno salire all\u2019orizzonte pi\u00f9 alto dell\u2019albero, come gli umili il cui unico bene \u00e8 l\u2019amore familiare espresso in\u00a0<em>Donna che cuce e due bambini<\/em>\u00a0del Maestro della tela jeans. <strong>Nella sezione\u00a0<em>Sfidare il destino\u00a0<\/em>s\u2019incontrano opere eterogenee per cronologia e per temi che enucleano il perenne desiderio dell\u2019uomo di rapportarsi con gli d\u00e8i per riceverne aiuto o per entrare in conflitto con essi. In questo caso, si spiega la presenza dell\u2019<em>Argonauta<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>Prometeo<\/em>: sculture nelle quali Enzo Nenci, nel pieno Novecento, affronta soggetti classici ancora attuali.<\/strong>\u00a0<em>Occasio et paenitentia<\/em>\u00a0di ambito mantegnesco e\u00a0<em>La parabola del tesoro nascosto<\/em>\u00a0di Domenico Fetti mostrano come la fortuna debba essere sorvegliata dall\u2019esercizio della virt\u00f9 per poter ricercare, come fa Diogene nell\u2019acquaforte del Grechetto, i supremi beni spirituali. La rassegna prosegue con un confronto tra la vita e la morte. Nella traiettoria umana che Angelo Morbelli delinea in\u00a0<em>Sogno e realt\u00e0<\/em>,\u00a0o\u00a0<em>Trittico della vita<\/em>, questi poli sono esplicitati dal contrasto tra il tempo della giovinezza e quello ben pi\u00f9 presente della incomunicabilit\u00e0 dei due vecchi, che sembrano solo attendere la fine di un percorso esistenziale che forse non ha mantenuto le promesse dovute. Con superiore ironia invece l\u2019autore delle\u00a0<em>Scene macabre<\/em>\u00a0cremasche irride alla morte, presentando come viventi scheletri che indossano gli attributi di un fasto antico quanto vano.<\/p>\n<p><strong>Il tema della\u00a0<em>vanitas,\u00a0<\/em>cos\u00ec diffuso in epoca barocca, viene analizzato in\u00a0<em>Vita in un vaso<\/em>\u00a0dove si possono ammirare sia nature morte floreali, sia dipinti dove il tema dell\u2019abbondanza e della sua caducit\u00e0 trova connubio tra la figura umana e cesti di verdura<\/strong>. Anche la frutta, come si pu\u00f2 apprezzare nella natura morta dell\u2019ambito di Ludovico Caffi, esprime i medesimi significati di fertilit\u00e0 e abbondanza, ma anche di consunzione del tempo. Un\u2019altra modalit\u00e0 di rappresentazione di un periodo fertile, la si pu\u00f2 cogliere nella\u00a0<em>Lezione al convento<\/em>\u00a0di Gaetano Chierici e in\u00a0<em>La\u00a0Rossina merlettaia<\/em>\u00a0di Mario Vellani Marchi. Le\u00a0<em>Signore in riva al mare<\/em>\u00a0di Luigi Gioli interrogano la vastit\u00e0 degli abissi; la scala ridotta degli umani si oppone alla vastit\u00e0 nei paesaggi di Giuseppe Zais e di Giuseppe Canella. \u00c8 la\u00a0<strong><em>Natura madre e matrigna\u00a0<\/em><\/strong>che inquieta l\u2019uomo del XVIII secolo, ovvero la natura che accoglie e nutre, ma che pu\u00f2 far precipitare nell\u2019<em>horror vacui<\/em>\u00a0quanti la sfidano. \u00c8 il caso del furore degli agenti atmosferici come nella drammatica\u00a0<em>Tempesta marina<\/em>\u00a0di Biagio Poli e il furore, di segno ben diverso, mostrato dalla\u00a0<em>Battaglia<\/em>\u00a0settecentesca di Francesco Simonini.<\/p>\n<p><strong>Stare supini significa attendere il trapasso; le opere della sezione\u00a0<em>Tra sonno e morte\u00a0<\/em>condividono, pur nella loro differenza, una postura che mima l\u2019abbandono all\u2019oblio, comune al sonno e alla morte. Il\u00a0<em>Cupido dormiente<\/em>, proveniente dalla collezione di Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta, mostra un bimbo abbandonato al sonno, ignaro del pericolo mortale costituito dai due serpenti che gi\u00e0 lo serrano nella loro morsa. Nel\u00a0<em>Nudo di donna<\/em>\u00a0di Klimt, una figura femminile \u00e8 quasi riversa sul suo giaciglio eppure \u00e8 sospesa in un mondo onirico che l\u2019allontana sempre di pi\u00f9 dalla vita. La sensualit\u00e0 che profonde dalla linea curva del segno secessionista si ritrova nella\u00a0<em>Solitudine\u00a0<\/em>appartenente al ciclo\u00a0<em>Istoria d\u2019amore a Nippo<\/em>\u00a0di Arturo Martini: la giovane nuda \u00e8 smarrita nella foresta e nulla sappiamo se l\u2019amato potr\u00e0 raggiungerla e soccorrerla. Il frammento superstite della tela distrutta da ,\u00a0<em>La paura dell\u2019uomo,<\/em>\u00a0ci immerge in un\u2019atmosfera cupa, cui risponde lo sfolgorante\u00a0<em>Cielo antico<\/em>\u00a0di Virgilio Guidi.<\/strong><\/p>\n<p>La risalita dalla terra al cielo, intesa in una prospettiva di speranza, sebbene non messianica, \u00e8 resa visibile dalle opere che concludono il percorso espositivo.\u00a0<em>Cattedrale<\/em>\u00a0del gruppo ravennate CaCo<sub>3\u00a0<\/sub>e\u00a0<em>Icone<\/em>\u00a0di Sonia Costantini alludono, nello sfolgorio del mosaico e delle cromie auree, a un varco possibile da rintracciare dentro l\u2019orizzonte umano di un determinismo che origina dal dover essere, non come volont\u00e0 di potenza ma come espressione di un\u2019etica che \u00e8 irrinunciabile aspirazione e espressione umana. Il saggio in catalogo enuclea questa prospettiva in una chiave che interpreta le opere d\u2019arte alla luce del pensiero filosofico, estetico, religioso, psicanalitico, scientifico e storico lungo la traiettoria che procede dall\u2019antichit\u00e0 all\u2019et\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dall\u20198 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova ospita la mostra FATO E DESTINO.\u00a0Tra mito e contemporaneit\u00e0 L\u2019esposizione, che si apre in concomitanza con la XXII edizione di Festivaletteratura Mantova, presenta circa 70 opere tra dipinti, sculture, disegni, grafica e mosaici, che indagano il tema del fato e del destino, dall\u2019antichit\u00e0 ai nostri giorni. 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