{"id":13367,"date":"2018-09-06T21:51:55","date_gmt":"2018-09-06T21:51:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13367"},"modified":"2018-09-06T21:51:55","modified_gmt":"2018-09-06T21:51:55","slug":"carlo-fornara-un-maestro-del-divisionismo-a-milano-alle-gallerie-maspes-una-collezione-di-suoi-celebri-autoritratti-nel-cinquantesimo-della-scomparsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/06\/carlo-fornara-un-maestro-del-divisionismo-a-milano-alle-gallerie-maspes-una-collezione-di-suoi-celebri-autoritratti-nel-cinquantesimo-della-scomparsa\/","title":{"rendered":"Carlo Fornara, un maestro del Divisionismo. A Milano alle Gallerie Maspes una collezione di suoi celebri autoritratti, nel cinquantesimo della scomparsa."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/9_1-e1536270187970.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13368\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/9_1-e1536270187970.jpg\" alt=\"9_1\" width=\"306\" height=\"385\" \/><\/a>Dal 12 al 29 settembre 2018, le Gallerie Maspes di Milano<\/strong>\u00a0(via Manzoni 45) ospitano un omaggio a\u00a0<strong>Carlo Fornara<\/strong>\u00a0(1871-1968), <strong>protagonista del Divisionismo, a cinquant\u2019anni dalla sua scomparsa.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra, curata da Annie-Paule Quinsac, organizzata in collaborazione con la Collezione Poscio di Domodossola,\u00a0<strong>presenta dieci dei tredici autoritratti<\/strong>, finora conosciuti, di uno dei maggiori interpreti dell\u2019arte italiana della prima met\u00e0 del XX secolo. L\u2019iniziativa segna idealmente l\u2019inizio delle celebrazioni dedicate nel 2019 al maestro vigezzino, che si concluderanno con la grande antologica, in programma la prossima estate a Casa De Rodis di Domodossola.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/8_9-e1536270221741.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13369\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/8_9-e1536270221741.jpg\" alt=\"8_9\" width=\"294\" height=\"373\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>I lavori esposti provengono, quasi totalmente, dalla collezione formata da Alessandro Poscio, amico e cultore dell\u2019opera di Fornara, e ricoprono l\u2019intero arco di una vita; da quelli giovanili, i pi\u00f9 numerosi, a quelli realizzati pochi mesi prima della morte, che l\u2019autore novantenne, con impietosa consapevolezza del degrado senile, lascia alle persone care, quasi a riaffermare la funzione primaria del ritratto quale sfida al tempo e custode degli affetti.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/5_1-e1536270267715.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13370\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/5_1-e1536270267715.jpg\" alt=\"5_1\" width=\"332\" height=\"488\" \/><\/a>In tal senso i dipinti permettono di seguire lo sguardo introspettivo di un uomo che aveva fatto della conoscenza di se stesso una filosofia di vita, tanto da consegnare ai diari intimi, mai interrotti, un\u2019autoanalisi lucida, a volte dura, che va oltre le riflessioni o i dubbi sulla propria arte. Dall\u20198 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, la mostra sar\u00e0 ospitata da Casa De Rodis, sede della Collezione Poscio, a Domodossola (Piazza Mercato 8).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/2_3-e1536270312621.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13371\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/2_3-e1536270312621.jpg\" alt=\"2_3\" width=\"335\" height=\"389\" \/><\/a>Carlo Fornara (Prestinone, VB,1871-1968).<\/strong> Pur senza tradizioni alle spalle \u2500 il padre era ramaio e la madre contadina \u2500, nel 1883 si iscrisse alla scuola di pittura &#8220;Rossetti Valentini&#8221; di Santa Maria Maggiore.<\/p>\n<p>Qui, per sei anni, studi\u00f2 sotto la guida di Enrico Cavalli, che orient\u00f2 le sue ricerche verso l&#8217;indagine sulla luce e sul colore, spronandolo alle esercitazioni dal vero e fornendogli fondamentali insegnamenti sulle tendenze avanzate dell&#8217;arte francese. Nelle prove giovanili di Fornara sono altres\u00ec evidenti le suggestioni della scapigliatura lombarda.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/1_1-e1536270351460.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13372\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/1_1-e1536270351460.jpg\" alt=\"1_1\" width=\"376\" height=\"457\" \/><\/a>Terminati gli studi, nel 1891, partecip\u00f2 alla prima Triennale di Brera con\u00a0<em>La bottega del calderaio\u00a0<\/em>e con<em>\u00a0Ricordanze.<\/em>\u00a0Quest\u2019ultima opera venne collocata nella sala in cui erano esposti\u00a0<em>Maternit\u00e0<\/em>\u00a0di Gaetano Previati e\u00a0<em>Le due madri<\/em>\u00a0di Giovanni Segantini. Fu questo il primo contatto\u00a0di Fornara\u00a0con il divisionismo. Nel 1894 part\u00ec per la Francia, fermandosi a Lione, dove frequent\u00f2 la locale pinacoteca; soggiorn\u00f2 poi a Marsiglia, ma non pot\u00e9 proseguire per Parigi a causa dei tumulti scoppiati per l&#8217;uccisione del presidente Sadi Carnot. Nel 1896 Fornara torn\u00f2 a Lione e, finalmente, raggiunse Parigi. Vide al Louvre i grandi del Rinascimento e conobbe da vicino le opere di Jean-Fran\u00e7ois Millet, Gustave Courbet, Th\u00e9odore Rousseau e degli impressionisti.<\/p>\n<p><strong>Nel 1897, il rifiuto di\u00a0<em>En plein air\u00a0<\/em>alla Terza Triennale di Brera si rivel\u00f2 fondamentale. Il dibattito con cui la decisione fu contestata dagli antiaccademici gli valse l\u2019interessamento di Alberto Grubicy e l\u2019ingresso nella sua Galleria. L\u2019anno dopo, anche grazie a Grubicy, fu chiamato da Segantini a Maloja per collaborare al progetto che avrebbe dovuto sostituire il\u00a0<em>Panorama dell\u2019Engadina<\/em>\u00a0all\u2019Esposizione Universale di Parigi del 1900. Purtroppo, improvvisamente, Segantini mor\u00ec il 28 settembre 1899. L\u2019incontro con Segantini, reso forse ancor pi\u00f9 determinante dalla repentina scomparsa, cambi\u00f2 il rapporto di Fornara con l\u2019iconografia e il modo di fare pittura.<\/strong> A partire dal 1899, la figura e, dunque, anche il ritratto, divennero secondari e fu il paesaggio, inteso come natura, a prendere il sopravvento. Il rapporto colore-luce-disegno, impostato alla Monticelli sull\u2019equilibrio tra forme e cromatismo, \u00e8 scavalcato dall\u2019adozione della tecnica divisionista, a grandi filamenti di matrice segantiniana, che creano i contorni e catturano la luce ambientale.<\/p>\n<p>Alberto Grubicy gli imponeva una presenza assillante alle mostre nazionali e internazionali e lo condannava, volente o nolente, a recitare la parte di\u00a0<em>pontifex maximus<\/em>\u00a0del divisionismo. Tra i due, comunque, s\u2019instaur\u00f2 un profondo sodalizio, tanto che alla morte di Grubicy nel 1920, Fornara ne fu esecutore testamentario. Ma da allora, inizi\u00f2 una lenta rimessa in questione di se stesso e dell\u2019arte contemporanea, che lo condusse a un percorso controcorrente e solitario. Sostenuto da pochi ma fedeli collezionisti, decise irrevocabilmente di non partecipare pi\u00f9 ad alcuna mostra.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 12 al 29 settembre 2018, le Gallerie Maspes di Milano\u00a0(via Manzoni 45) ospitano un omaggio a\u00a0Carlo Fornara\u00a0(1871-1968), protagonista del Divisionismo, a cinquant\u2019anni dalla sua scomparsa. La mostra, curata da Annie-Paule Quinsac, organizzata in collaborazione con la Collezione Poscio di Domodossola,\u00a0presenta dieci dei tredici autoritratti, finora conosciuti, di uno dei maggiori interpreti dell\u2019arte italiana della prima met\u00e0 del XX secolo. L\u2019iniziativa segna idealmente l\u2019inizio delle celebrazioni dedicate nel 2019 al maestro vigezzino, che si concluderanno con la grande antologica, in programma la prossima estate a Casa De Rodis di Domodossola. 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