{"id":13396,"date":"2018-09-11T21:47:14","date_gmt":"2018-09-11T21:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13396"},"modified":"2018-09-11T21:47:14","modified_gmt":"2018-09-11T21:47:14","slug":"luniverso-futurista-alla-fondazione-cirulli-di-bologna-200-opere-di-un-grandioso-e-stravolgente-movimento-artistico-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/11\/luniverso-futurista-alla-fondazione-cirulli-di-bologna-200-opere-di-un-grandioso-e-stravolgente-movimento-artistico-italiano\/","title":{"rendered":"L\u2019Universo futurista alla Fondazione Cirulli di Bologna. 200 opere di un  grandioso e stravolgente movimento artistico italiano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/Website_Cover_23-02-18-e1536701826155.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13397\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/Website_Cover_23-02-18-e1536701826155.jpg\" alt=\"Website_Cover_23-02-18\" width=\"320\" height=\"158\" \/><\/a>A San Lazzaro di Savena, a pochi chilometri da Bologna, la <strong>Fondazione Massimo e Sonia Cirulli<\/strong>,\u00a0 avvia un singolare percorso, ovvero\u00a0 una nuova istituzione privata italiana che nasce sulla base di uno archivio storico dedicato alla cultura italiana del XX secolo, avviato a New York nel 1984 dai suoi fondatori, Massimo e Sonia Cirulli e che oggi conta una collezione di alcune migliaia di pezzi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002157.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13398\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002157.jpg\" alt=\"O0002157\" width=\"352\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002157.jpg 413w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002157-207x300.jpg 207w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a>Gli obiettivi della Fondazione sono la valorizzazione, in ambito nazionale e internazionale, dell\u2019arte e della cultura visiva italiana del XX secolo attraverso una rilettura dal taglio inedito e multidisciplinare della sua eredit\u00e0 culturale e la promozione di progetti orientati alla divulgazione della cultura creativa italiana dalla nascita della modernit\u00e0 e del <em>made in Italy<\/em> fino al boom economico.<\/p>\n<p><strong>Contestualmente all\u2019apertura dello spazio inaugurata la mostra <\/strong><strong>Universo Futurista<\/strong><strong>, aperta fino al 18 novembre, a cura di Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti, focalizzata sul nucleo della collezione dedicato a questo periodo storico (1909 -1939) su cui non cessa di rinnovarsi l\u2019attenzione degli studiosi, attraverso mostre e pubblicazioni, e del pubblico.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0005033-e1536701883171.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13399\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0005033-e1536701883171.jpg\" alt=\"O0005033\" width=\"400\" height=\"282\" \/><\/a>La mostra presenta una selezione di opere dalla collezione della Fondazione Cirulli e pone l\u2019accento su tematiche centrali <strong>dell\u2019estetica futurista come l\u2019inno alla vitalit\u00e0 creativa, alla giocosit\u00e0 e alla fantasia di un\u2019arte che <em>rallegra il mondo ricreandolo integralmente<\/em>, riprendendo le parole del Manifesto \u201cRicostruzione Futurista dell\u2019Universo\u201d redatto nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002743-e1536701917826.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13400\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002743-e1536701917826.jpg\" alt=\"O0002743\" width=\"341\" height=\"464\" \/><\/a>L\u2019estetica futurista muove i suoi passi da un nuovo modo di concepire la creazione artistica, che supera i confini delle arti tradizionali e coinvolge la vita quotidiana nella sua totalit\u00e0 per diventare \u201carte totale\u201d, creando un legame strettissimo tra arte e vita. <strong>Universo Futurista<\/strong> approfondisce questa nuova concezione estetica attraverso l\u2019accurata selezione di dipinti, sculture, oggetti di design, disegni progettuali, fotografie e fotomontaggi, manifesti pubblicitari e documenti autografi di ogni genere realizzati da artisti futuristi dal 1909 fino alla fine degli anni \u201830 del Novecento.<\/p>\n<p><strong>Attraverso una straordinaria variet\u00e0 di opere della Fondazione Cirulli, il percorso espositivo propone &#8220;ambientazioni&#8221; dedicate a tematiche care ai futuristi come la velocit\u00e0, l\u2019energia, il progresso, l\u2019uomo meccanizzato e il design domestico, che si organizzano attorno a cinque unit\u00e0 strutturali principali: la sala della conquista dell&#8217;aria, il muro dei manifesti, le \u201ccostellazioni\u201c (8 unit\u00e0 tematiche), le \u201corbite\u201c (6 aree monografiche dedicate a figure rilevanti del periodo futurista la cui produzione artistica \u00e8 ben documentata nella Collezione Cirulli) e gli \u201cspazi\u201c (2 installazioni costruite intorno agli arredi).<\/strong> Come spiega lo studioso americano Jeffrey T. Schnapp, co-curatore della mostra, il progetto non segue un\u2019impostazione storico-artistica tradizionale ma propone<em> un percorso esplorativo attraverso l\u2019abbondanza\u00a0e la molteplicit\u00e0 dei materiali conservati nella collezione della Fondazione, evidenziando raggruppamenti, costellazioni, ritmi diversi di opere e variazioni di misura dal grande al piccolo, dal pieno al vuoto.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0004641-e1536701949973.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13401\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0004641-e1536701949973.jpg\" alt=\"O0004641\" width=\"400\" height=\"313\" \/><\/a>In mostra un nucleo di <\/strong><strong>oltre 200 opere<\/strong><strong> realizzate in diversi materiali, forme e misure create da artisti quali Balla, Boccioni, Bonzagni, Bucci, Casarini, Chiattone, D\u2019Albisola, Depero, Diulgheroff, Guerrini, Korompay, Licini, Marchi, Marinetti, Masoero, Munari, Prampolini, Russolo, Schawinsky, Sant\u2019Elia, Sironi, Tato, Thayaht. Universo Futurista<\/strong> include capolavori dalla vicenda collezionistica unica, come il quadro <em><strong>Dis<\/strong><\/em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002854-e1536701990568.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13402\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0002854-e1536701990568.jpg\" alt=\"O0002854\" width=\"366\" height=\"471\" \/><\/a><em><strong>gregazione x velocit\u00e0<\/strong><\/em> (1913) di Giacomo Balla. Pubblicata nel volume <em>Pittura e scultura futuriste<\/em> di Umberto Boccioni (1914), l\u2019opera fu esposta negli Stati Uniti nel 1915 in occasione della \u201cPanama Pacific International Exposition\u201d, l&#8217;esposizione universale che si svolse a San Francisco per celebrare il completamento del Canale di Panama;\u00a0 una grande manifestazione con oltre 11.000 opere esposte provenienti da Europa e Stati Uniti. Al termine dell\u2019esposizione, dell\u2019opera di Balla si perse ogni traccia, fino al ritrovamento avvenuto qualche anno fa proprio negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0001268-e1536702041432.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13403\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/O0001268-e1536702041432.jpg\" alt=\"O0001268\" width=\"336\" height=\"462\" \/><\/a>Anche uno dei dipinti urbani di Osvaldo Licini esposti in mostra ha una storia particolare<strong>. Durante le operazioni di restauro del dipinto \u00e8 stato rinvenuto, piegato all\u2019interno della cornice, il ritaglio di un articolo del quotidiano bolognese \u201cIl Resto del Carlino\u201d che commenta la mostra futurista del 1914, della durata di una notte e un giorno, organizzata nei sotterranei del Grand Hotel Majestic di Bologna (allora Baglioni). Alla mostra presero parte cinque giovanissimi artisti: Giorgio Morandi, Severo Pozzati, Giacomo Vespignani, Mario Bacchelli e Osvaldo Licini che espose, tra le altre, l\u2019opera sopra citata. <\/strong>Oppure la tela di Alfredo Gauro Ambrosi, <em><strong>La squadra atlantica sorvola Chicago<\/strong><\/em> (1933) appartenuta a Filippo Tommaso Marinetti e proveniente dalla sua collezione, esposta alla Prima Mostra Nazionale d\u2019Arte Futurista (Roma, 1934).<\/p>\n<p>Inoltre esposti schizzi e disegni progettuali inediti di Antonio Sant\u2019Elia; il pastello <em><strong>Nike, Vittoria dell\u2019Aria<\/strong><\/em> (1913) di Umberto Boccioni; una raccolta di foto dinamiche di Anton Giulio Bragaglia (ca 1915); il primo e unico manifesto del film futurista Thays (1917), realizzato da Enrico Prampolini; foto e collage del periodo futurista di Bruno Munari; l\u2019inedito salotto che Tato (Guglielmo Sansoni) ha progettato nel 1930 per Italo Balbo; arazzi di Fortunato Depero ed Enrico Prampolini realizzati negli anni Venti e Trenta.<\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 allestita nell\u2019edificio che gli architetti e designer Achille e Pier Giacomo Castiglioni hanno progettato per Dino Gavina e Maria Simoncini, a San Lazzaro di Savena, nel 1960.<\/strong> L\u2019edificio \u00e8 stato restaurato nel pieno rispetto delle scelte originali cercando di ridurre al minimo i necessari interventi per l\u2019adeguamento alla sua nuova vita pubblica. Non si \u00e8 intervenuti, ad esempio, sul pavimento originale in pianelle di cotto organizzando gli impianti in esterno, cos\u00ec come si \u00e8 intervenuti solo minimamente sui parapetti e sulle scale in ottemperanza alla normativa vigente.<\/p>\n<p>Ad accogliere il visitatore all\u2019ingresso dell\u2019edificio l\u2019isolatore elettrico, simbolo dell\u2019edificio, acquistato da Gavina, proveniente dall\u2019allestimento del padiglione del Giappone alla XI Triennale di Milano del1957; sulla porta d\u2019ingresso l\u2019emblematica frase che Walter Gropius scrisse nel 1958 nella prefazione dall\u2019edizione italiana de <em>L\u2019architettura integrata<\/em>: \u201c<em>forse l\u2019Italia \u00e8 destinata a chiarire su quali fattori della vita moderna dobbiamo fondarci, per recuperare il perduto senso della bellezza e promuovere, nell\u2019era industrializzata, una nuova unit\u00e0 culturale<\/em>\u201d. Una particolare cura \u00e8 stata rivolta all\u2019allestimento della mostra nell\u2019intento di mantenere lo spazio libero e ben visibile affinch\u00e9 il visitatore possa godere di un\u2019esperienza immersiva sia nello spirito futurista che nell\u2019architettura. Grafica e allestimento sono a cura di Daniele Ledda, xycomm, Milano, Elisabetta Terragni,\u00a0 StudioTerragni Architetti, Como, New York.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A San Lazzaro di Savena, a pochi chilometri da Bologna, la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli,\u00a0 avvia un singolare percorso, ovvero\u00a0 una nuova istituzione privata italiana che nasce sulla base di uno archivio storico dedicato alla cultura italiana del XX secolo, avviato a New York nel 1984 dai suoi fondatori, Massimo e Sonia Cirulli e che oggi conta una collezione di alcune migliaia di pezzi. Gli obiettivi della Fondazione sono la valorizzazione, in ambito nazionale e internazionale, dell\u2019arte e della cultura visiva italiana del XX secolo attraverso una rilettura dal taglio inedito e multidisciplinare della sua eredit\u00e0 culturale e la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/11\/luniverso-futurista-alla-fondazione-cirulli-di-bologna-200-opere-di-un-grandioso-e-stravolgente-movimento-artistico-italiano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[80688,66558,31446,9894,35334,328381,53794,41640,44441,87,35351,35224,2018,59550,47,17505,35188,64,28369,17494,51665,4625],"tags":[202373,125182,328385,328386,59480,328387,328388,328389,73590,328390,328382,328391,328392,336552,76966,74477,328394,328395,59462,328400,328396,328397,328383,77166,328398,73589,298464,328399,328384],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13396"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13396"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13404,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13396\/revisions\/13404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}