{"id":13552,"date":"2018-09-26T21:44:56","date_gmt":"2018-09-26T21:44:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13552"},"modified":"2018-09-26T21:44:56","modified_gmt":"2018-09-26T21:44:56","slug":"giusi-santoro-e-le-liturgie-del-colore-in-mostra-nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/26\/giusi-santoro-e-le-liturgie-del-colore-in-mostra-nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera-a-milano\/","title":{"rendered":"Giusi Santoro e le liturgie del colore in mostra nell\u2019Ex Studio di Piero Manzoni in Brera a Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-giusi-3-e1537997777356.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13553\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-giusi-3-e1537997777356.jpg\" alt=\"foto giusi (3)\" width=\"307\" height=\"307\" \/><\/a>Da questa personale di Giusi Santoro, pittrice milanese di chiara fama, dal titolo \u201cLiturgie del colore\u201d\u00a0 \u00a0che si tiene nell\u2019ex Studio di Piero Manzoni,\u00a0 si rileva subito che la realt\u00e0 naturale \u00e8 un dato esistente per la pittrice, da cui non poter prescindere. Ma \u00e8 una realt\u00e0\u00a0 che serve piuttosto di appoggio per l\u2019immaginazione immaginativa\u00a0 che tende a crescere in una dimensione di libera fantasia, in un rispecchiamento di luci, colori, di sensazioni, che traggono la loro forza evocativa da un profondo stato emotivo. \u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-giusi-e1537997810618.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13554 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-giusi-e1537997810618.jpg\" alt=\"foto giusi\" width=\"323\" height=\"323\" \/><\/a>In questo senso il lavoro di Giusi Santoro condivide l\u2019avventura moderna, che tende a \u201cinventare\u201d laddove nel passato tendeva a \u201criconoscere\u201d. \u00a0<\/strong>Le buone stagioni della pittura sono state spesso investigate e\u00a0 sorvegliate da artisti innovativi e\u00a0 dunque riproposte occasionalmente come nuove, pur con varianti capaci di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-Maugeri-27-e1537997857336.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13555\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-Maugeri-27-e1537997857336.jpg\" alt=\"foto Maugeri (27)\" width=\"292\" height=\"292\" \/><\/a>stratificare rivoli sensazionali.\u00a0 E\u2019 il caso del lavoro informale di Giusi Santoro, pittrice italiana di sensibile talento, che argomenta non solo l\u2019effusione della materia, quasi che cominci da zero, ma la fa ritrovare sulla tela come corrosa da un tempo che vi batte a tratti, per cui sembra mostrare i suoi quadri come si mostra una ferita, secondo gli sti<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-Maugeri-47-e1537997892579.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13556 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/foto-Maugeri-47-e1537997892579.jpg\" alt=\"foto Maugeri (47)\" width=\"337\" height=\"337\" \/><\/a>lemi del pudore. C\u2019\u00e8 di pi\u00f9, il suo \u00e8 un\u00a0 esercizio mentale, d\u2019avanguardia, che volge verso un paesaggio astratto, selvaggio e dinamico, trasfigurato da finestre di colore che affiorano qua e l\u00e0, fruga la realt\u00e0 sotto il profilo dell\u2019avventura, e ogni fantasia diventa cifra capillare, stazione di meditazione e di pausa. <strong>Materia e colore vivono questa solennit\u00e0 astratta e il mondo informale, risorge tra spessori e frantumi, tumulti, urti, gorghi, graffiature e soprattutto ai\u00a0 toni che sanguinano.<\/strong> Dietro ogni dipinto c\u2019\u00e8 una tessitura ideativa di forte spessore, grazie alla\u00a0 costruzione e al colore, portando\u00a0 questa pittura ad essere anche documento carico di spessore omogeneo. Esibisce le difficolt\u00e0 sacrificali dell\u2019io dilacerato e consunto soprattutto fisic<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/469S0283-OK.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13557\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/469S0283-OK.jpg\" alt=\"469S0283 OK\" width=\"302\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/469S0283-OK.jpg 302w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/469S0283-OK-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/469S0283-OK-300x298.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a>amente, ritrova l\u2019uomo d&#8217;oggi nelle deserte oasi, descrive piuttosto che le monotone verit\u00e0 dell\u2019uomo, l\u2019iconologia\u00a0 spettrale con una penombra che\u00a0 invade con\u00a0 abbagli. Poi in taluni dipinti, a quell\u2019irrequietezza dell\u2019immagine, alla simbolicit\u00e0 che affoga\u00a0 in un mare di colore monocromo o bidimensionale, si adegua quasi liturgicamente, come calasse dal cielo una sorta di misticismo orgiastico, una superficie\u00a0 capace\u00a0 di valori percettivi con stimolazioni emotive e inconsce.\u00a0Bagliori come giochi di teofania, vale a dire apparizioni del divino attraverso la luce. <strong>Monocromi o poco pi\u00f9, con il privilegio del bianco, certi dipinti recentissimi che non devono leggersi in antitesi a quelli dove vi partecipa l\u2019immagine figurale. Semmai quell\u2019immagine irrequieta\u00a0 via via \u00e8 divenuta ossificazione del simbolo, divenuta poi\u00a0 naturalmente nuvola di colore<\/strong>. <strong>Qui la presenza di Philip Guston e Hans Hofmann \u00e8 pi\u00f9 certa, proprio nei fondi con stesure monocrome, interrotte da presenze dai margini sfumati.<\/strong> I dipinti\u00a0 di Giusi Santoro paiono cos\u00ec\u00a0 pareti colorate, un segnare un di l\u00e0 e un di qu\u00e0 del mondo. Le tinte, poi, fanno si che l\u2019opera non sia una parete che divide, ma il punto generatore di uno spazio sempre nuovo. Giusi Santoro\u00a0 con questi nuovi dipinti\u00a0 pare quasi saturare i colori, e\u00a0 in queste grandi dimensioni una generale assenza di profondit\u00e0 fisica \u00e8 sopperita da una profondit\u00e0 spirituale capace di riferire capacit\u00e0 trasformative; il quadro non rappresenta pi\u00f9 cose, ma \u00e8 cosa in s\u00e8, non\u00a0 racconta pi\u00f9, \u00e8 gi\u00e0 compiuto e sufficiente\u00a0 a se stesso, leggendosi\u00a0 materia colorata.<\/p>\n<p><strong>La finezza di queste modulazioni di colore, che si intrecciano sulla spinta di un\u2019emozione\u00a0 che vuole\u00a0 trasfigurare la realt\u00e0 quotidiana\u00a0 ed esprimere una delicata elegia, ci conferma\u00a0 che siamo dinanzi a una intelligenza sincera, a un animo sensibile che trova nel dipingere, anzi nel suo tenue colore, mai aspro, n\u00e9 secco, la sua felicit\u00e0, anzi la sua verit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da questa personale di Giusi Santoro, pittrice milanese di chiara fama, dal titolo \u201cLiturgie del colore\u201d\u00a0 \u00a0che si tiene nell\u2019ex Studio di Piero Manzoni,\u00a0 si rileva subito che la realt\u00e0 naturale \u00e8 un dato esistente per la pittrice, da cui non poter prescindere. Ma \u00e8 una realt\u00e0\u00a0 che serve piuttosto di appoggio per l\u2019immaginazione immaginativa\u00a0 che tende a crescere in una dimensione di libera fantasia, in un rispecchiamento di luci, colori, di sensazioni, che traggono la loro forza evocativa da un profondo stato emotivo. \u00a0In questo senso il lavoro di Giusi Santoro condivide l\u2019avventura moderna, che tende a \u201cinventare\u201d laddove [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/26\/giusi-santoro-e-le-liturgie-del-colore-in-mostra-nellex-studio-di-piero-manzoni-in-brera-a-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53888,53709,53710,9894,10357,202339,44441,87,35351,17505],"tags":[59480,263798,51611,336672,249,17520,336673],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13552"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13552"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13558,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13552\/revisions\/13558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}