{"id":13559,"date":"2018-09-27T20:02:46","date_gmt":"2018-09-27T20:02:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13559"},"modified":"2018-09-27T20:02:46","modified_gmt":"2018-09-27T20:02:46","slug":"a-basilea-un-balthus-fuori-da-ogni-pregiudizio-uno-dei-piu-grandi-e-singolari-maestri-del-xx-secolo-in-mostra-alla-fondation-beyeler","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/27\/a-basilea-un-balthus-fuori-da-ogni-pregiudizio-uno-dei-piu-grandi-e-singolari-maestri-del-xx-secolo-in-mostra-alla-fondation-beyeler\/","title":{"rendered":"A Basilea un Balthus fuori da ogni pregiudizio. Uno dei pi\u00f9 grandi e singolari maestri del XX secolo in mostra alla Fondation Beyeler."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/terese-e1538077390487.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13560\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/terese-e1538077390487.jpg\" alt=\"terese-e1513864250546\" width=\"320\" height=\"251\" \/><\/a>Balthus (1908-2001) \u00e8 uno degli ultimi grandi maestri dell&#8217;arte del XX secolo. La retrospettiva della Fondation Beyeler riunisce numerosi dipinti rappresentativi di tutte le fasi della vita creativa di questo artista leggen<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/tumblr_inline_nxirr8c9Zf1t8h0r1_500-e1538077437443.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13561 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/tumblr_inline_nxirr8c9Zf1t8h0r1_500-e1538077437443.png\" alt=\"tumblr_inline_nxirr8c9Zf1t8h0r1_500\" width=\"271\" height=\"310\" \/><\/a><\/strong>dario e intende riflettere sull\u2019ambiguit\u00e0 dei suoi lavori. Le sue opere, caratterizzate da atmosfere tranquille ma al contempo colme di tensione, combinano opposti, unendo in modo unico realt\u00e0 e sogno, erotismo e innocenza, obiettivit\u00e0 e mistero, atmosfere familiari e lugubri.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/Balthus-Passage-du-Commerce-Saint-Andr\u00e9-1952-1954-olio-su-tela-696x620-e1538077518649.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13562\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/Balthus-Passage-du-Commerce-Saint-Andr\u00e9-1952-1954-olio-su-tela-696x620-e1538077518649.jpeg\" alt=\"Balthus-Passage-du-Commerce-Saint-Andr\u00e9-1952-1954-olio-su-tela--696x620\" width=\"296\" height=\"264\" \/><\/a><strong>La Fondazion Beyeler, con sede a Riehen, Basilea, dedica una mostra retrospettiva al leggendario<\/strong><strong> artista Balthus, pseudonimo di Balthasar K\u0142ossowski de Rola (1908-2001). Si tratta della prima esposizione dedicata a Balthus allestita in un museo svizzero da dieci anni a questa parte e della prima ampia presentazione del suo operato nella Svizzera tedesca.<\/strong>\u00a0 <strong>Vi troviamo una cinquantina di opere che ripercorrono tutta la carriera dell\u2019artista, dal 1961 al 1975 direttore dell\u2019Accademia di Francia Villa Medici a Roma e figura centrale dell\u2019arte del XX secolo, singolare ed enigmatico, venerato e controverso al tempo stesso.<\/strong> Balthus nasce a Parigi da padre polacco, critico d\u2019arte, e madre russa, pittrice.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/coa7_bal_la_chambre_turque-e1538077575133.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13563\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/coa7_bal_la_chambre_turque-e1538077575133.jpg\" alt=\"coa7_bal_la_chambre_turque\" width=\"300\" height=\"276\" \/><\/a> Trasco<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/csm_Balthus_Le-Roi-des-chats_LAC_476x300mm_4b8b5e3277-323x514.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13564 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/csm_Balthus_Le-Roi-des-chats_LAC_476x300mm_4b8b5e3277-323x514.jpg\" alt=\"csm_Balthus_Le-Roi-des-chats_LAC_476x300mm_4b8b5e3277-323x514\" width=\"270\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/csm_Balthus_Le-Roi-des-chats_LAC_476x300mm_4b8b5e3277-323x514.jpg 323w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/csm_Balthus_Le-Roi-des-chats_LAC_476x300mm_4b8b5e3277-323x514-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a>rre l\u2019infanzia tra Berna, Ginevra e Berlino e solo nel 1924 rientra nella capitale francese, dove comincia a seguire i corsi di disegno dal vero di Pierre Bonnard.La sua formazione si nutre degli studi su Nicolas Poussin al Louvre, dell\u2019ammirazione per C\u00e9zanne, cresciuta durante un viaggio in Provenza nel \u201925, della scoperta di Piero della Francesca e del Rinascimento toscano nel \u201926, in un viaggio tra Firenze e Arezzo, e dell\u2019incontro con i surrealisti, in Svizzera, nel 1932. Lo stretto legame che unisce l\u2019artista alla Svizzera \u00e8 evidente in tutte le fasi della sua vita: la tarda infanzia vissuta tra Berna, Ginevra e Beatenberg, il matrimonio con la svizzera Antoinette de Watteville, i soggiorni in Francia e nella Svizzera tedesca, fino agli ultimi decenni della sua vita trascorsi nel comune di Rossini\u00e8re.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/IMG20180901123304553_560-e1538077806858.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13565\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/IMG20180901123304553_560-e1538077806858.jpeg\" alt=\"IMG20180901123304553_560\" width=\"360\" height=\"270\" \/><\/a><\/p>\n<p>Balthus \u00e8 uno dei grandi maestri dell&#8217;arte del XX secolo, nonch\u00e9 uno dei pi\u00f9 singolari. Nel suo lavoro vario e sfaccettato, amato da alcuni e disprezzato da altri, Balthus ha perseguito un percorso artistico alternativo, quasi contrapposto alle correnti avanguardistiche moderne. L\u2019atteggiamento di opposizione dell\u2019eccentrico pittore fa riferimento a numerosi precursori e tradizioni storico-artistiche. Il suo allontanamento dal modernismo, definito quasi \u00abpostmoderno\u00bb, ha allo stesso tempo portato Balthus a sviluppar<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/09.La-Chambre-e1538077933936.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13567\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/09.La-Chambre-e1538077933936.jpg\" alt=\"09.La-Chambre\" width=\"327\" height=\"267\" \/><\/a>e una forma di avanguardia, oggi ritenuta pi\u00f9 attuale che mai. <strong>Il punto di partenza della mostra \u00e8 il monumentale capolavoro, Passage du Commerce-Saint-Andr\u00e9 del 1952-1954<\/strong><strong> propriet\u00e0 di un\u2019importante collezione privata svizzera e gi\u00e0 da molti anni in deposito alla Fondation Beyeler.<\/strong> In questo dipinto enigmatico, si condensa l&#8217;intensa preoccupazione di Balthus per le dimensioni spaziali e temporali e il loro rapporto con la figura e l\u2019oggetto. Nell\u2019opera di Balthus gli opposti convergono: sogno e realt\u00e0, oggettivit\u00e0 e mistero, erotismo e innocenza. <strong>Nel dopoguerra l\u2019artista si dedica ai nudi, spesso mettendo in scena fanciulle in pose ambigue, tanto da essere accusato di oscenit\u00e0 e anche di pedofilia.<\/strong> Sulla base di questo fil rouge, la mostra riunisce circa 50 delle principali opere dell&#8217;artista risalenti a tutti i periodi creativi. In questa prospettiva, vengono messe in luce le strategie talvolta provocatorie di Balthus relative alla messa in scena pittorica e, soprattutto, l&#8217;ironia e l\u2019inscrutabilit\u00e0 della sua arte. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/balthus-la-chambre-turque-e1538077877824.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/09\/balthus-la-chambre-turque-e1538077877824.jpg\" alt=\"balthus-la-chambre-turque\" width=\"380\" height=\"279\" \/><\/a>Cos\u00ec, le sue opere, caratterizzate da atmosfere tranquille ma al contempo colme di tensione, combinano opposti, unendo in modo unico realt\u00e0 e sogno, erotismo e innocenza, obiettivit\u00e0 e mistero, atmosfere familiari e lugubri. Scivolando lungo la mostra il visitatore \u00e8 invitato a immergersi in una scena di strada parigina che fa da cornice a<em> La Rue<\/em>, tra personaggi enigmatici, irrigiditi nei loro ruoli e nelle loro posture come su un palcoscenico.<em> <strong>La Jupe blanche<\/strong><\/em><strong> del 1937 &#8211; probabilmente il pi\u00f9 bel ritratto mai eseguito da Balthus della prima moglie Antoinette de Watteville<\/strong> &#8211; <strong>corre accanto a <em>Le Roi des chats<\/em> del 1935, uno dei rari autoritratti che mostra il pittore, allora ventisettenne, nei panni di un fiero ed elegante dandy accompagnato da un gatto.<\/strong> E sempre i gatti &#8211; animali che hanno ricoperto un ruolo importante nell\u2019opera e nella vita dell\u2019artista &#8211; fanno costantemente capolino nei suoi quadri, non di rado come espressione di libert\u00e0 e alter ego del maestro.  <strong>&#8211; opera particolarmente carica di tensione e solo raramente concessa in prestito &#8211; affianca il discusso ritratto <em>Th\u00e9r\u00e8se r\u00eavant<\/em> del 1938, con le sue fanciulle alle soglie dell\u2019et\u00e0 adulta, oscuramente sospese tra spensieratezza infantile e seducente erotismo.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra della Fondation Beyeler, realizzata con il generoso sostegno della famiglia dell&#8217;artista, \u00e8 allestita dal Dott. Rapha\u00ebl Bouvier, curatore, e da Michiko Kono, curatrice associata. <strong>In un secondo momento, l\u2019esposizione verr\u00e0 presentata anche al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Balthus (1908-2001) \u00e8 uno degli ultimi grandi maestri dell&#8217;arte del XX secolo. La retrospettiva della Fondation Beyeler riunisce numerosi dipinti rappresentativi di tutte le fasi della vita creativa di questo artista leggendario e intende riflettere sull\u2019ambiguit\u00e0 dei suoi lavori. Le sue opere, caratterizzate da atmosfere tranquille ma al contempo colme di tensione, combinano opposti, unendo in modo unico realt\u00e0 e sogno, erotismo e innocenza, obiettivit\u00e0 e mistero, atmosfere familiari e lugubri. La Fondazion Beyeler, con sede a Riehen, Basilea, dedica una mostra retrospettiva al leggendario artista Balthus, pseudonimo di Balthasar K\u0142ossowski de Rola (1908-2001). Si tratta della prima esposizione dedicata [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/09\/27\/a-basilea-un-balthus-fuori-da-ogni-pregiudizio-uno-dei-piu-grandi-e-singolari-maestri-del-xx-secolo-in-mostra-alla-fondation-beyeler\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,53889,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,10357,41658,53794,41640,44441,87,35351,35224,17505,35188,28369,7576],"tags":[336684,336681,555,161,59480,336683,336675,336674,336676,17520,336678,336680,336677,336679],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13559"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13559"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13559\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13568,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13559\/revisions\/13568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}