{"id":13598,"date":"2018-10-01T21:08:13","date_gmt":"2018-10-01T21:08:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13598"},"modified":"2018-10-01T21:08:13","modified_gmt":"2018-10-01T21:08:13","slug":"il-fotografo-giorgio-cutini-tra-sequenze-e-occasioni-a-villa-lysis-a-capri-le-sue-fotografie-raccontano-storie-e-ricordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/10\/01\/il-fotografo-giorgio-cutini-tra-sequenze-e-occasioni-a-villa-lysis-a-capri-le-sue-fotografie-raccontano-storie-e-ricordi\/","title":{"rendered":"Il fotografo Giorgio Cutini tra sequenze e occasioni. A Villa Lysis a Capri le sue  fotografie raccontano storie e ricordi."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/rev1779921-ori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13599\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/rev1779921-ori-e1538427358658.jpg\" alt=\"rev177992(1)-ori\" width=\"339\" height=\"494\" \/><\/a>Narrare\u00a0 per immagini, ma anche raccontare storie. Cos\u00ec si avvia questo nuovo capitolo del marchigiano Giorgio Cutini\u00a0 che ha per titolo\u00a0 \u201cSequenze\/ Occasioni\u201d.<\/strong> Ricordo che da un punto di vista\u00a0 critico il mio carissimo collega Giulio Carlo Argan dava un peso enorme alle \u201coccasio<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/ho-comprato-un-pezzo-di-mare-1985-e1538427540696.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13601 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/ho-comprato-un-pezzo-di-mare-1985-e1538427540696.jpg\" alt=\"ho comprato-un-pezzo-di-mare-1985\" width=\"300\" height=\"198\" \/><\/a>ni\u201d, \u00a0tant\u2019 \u00e8 che utilizz\u00f2 questo termine come titolo di un suo libro. Cutini cattura cos\u00ec lo scorrere del tempo, nel transito dal giorno alla notte, \u00a0ma soprattutto sapientemente insegue \u00a0la luce che \u00a0modifica le superfici, i materiali e i colori . Intrappolati in questo processo creativo restano, \u00a0frammenti di persone, \u00a0oggetti,\u00a0 paesaggi , ecc. <strong>Gli scatti, preziose fotografie, sono in mostra a Capri, all&#8217;interno di Villa Lysis, la storica\u00a0dimora che il Conte Fersen fece costruire a inizi &#8216;900 sull\u2019isola azzurra.<\/strong>\u00a0 La mostra\u00a0\u00a0 e l\u2019intero\u00a0 progetto, organizzato in collaborazione con l\u2019Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Capri, con il Patrocinio del Comune di Capri ed il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, lascia vedere\u00a0 15 fotografie in B\/N, e due fotografie a colori di medio e grande formato.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/occasione-E1-1997-e1538427587859.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13602 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/occasione-E1-1997-e1538427587859.jpg\" alt=\"occasione-E1-1997\" width=\"302\" height=\"255\" \/><\/a> \u00a0Mi aspettavo\u00a0 per l\u2019occasione un volume-catalogo pi\u00f9 significante e con pi\u00f9 testi di storici dell\u2019arte e della fotografia che ne evidenziassero\u00a0 particolari\u00a0 letture dell\u2019esposto. Mi pare che il testo in questione nel libricino che accompagna la mostra sia piuttosto magro,\u00a0 poco affilato nell\u2019 impianto della lettura\u00a0\u00a0 \u00a0e apertamente insufficiente; pare un contorno poco appetibile. Ma al di l\u00e0 di ci\u00f2 il binario di lettura corre\u00a0 per l\u2019appunto tra sequenze e occasioni. <strong>L\u2019occhio del fotografo che ha s<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/neruda-1_002-e1538427643664.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13603\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/neruda-1_002-e1538427643664.jpg\" alt=\"neruda-1_002\" width=\"307\" height=\"147\" \/><\/a><strong>empre colto la realt\u00e0 nei capitoli precedenti \u00a0attraverso un fermo\u00a0 schiacciante\u00a0 sull\u2019avvio di dinamiche estetiche che potevano rimandare ad altri compagni di viag<\/strong><strong>gio come Giacomelli, qui trova coraggio nell\u2019imprigionare il fermo della realt\u00e0 \u00a0attraverso una serie di sequenze \u00a0\u00a0 fotografiche in bianco\/nero, dove certo rimane il rapporto diretto con la natura, ma solleva -evide<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/immagini.quotidiano.net_-e1538427678537.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13604 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/immagini.quotidiano.net_-e1538427678537.jpg\" alt=\"immagini.quotidiano.net\" width=\"321\" height=\"180\" \/><\/a><strong>nte- anche un\u2019aura filosofica che scava\u00a0 riflessioni esistenziali<\/strong>. Tra le foto esposte, anche uno scatto dell&#8217;85 che ritrae Villa San Michele a Capri, la leggendaria dimora del medico svedese Axel Munthe. Di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 del mezzo fotografico di registrare qualcosa che vada oltre l\u2019apparenza\u00a0 Cutini \u00a0ne forza il linguaggio mettendo in scena e fotografando \u00a0piccole sequenze narrative. E\u2019 giunto\u00a0 Cutini al salto di qualit\u00e0 che dovr\u00e0 nelle prossime uscite trovare uno status storico, se ci\u00f2 non avverr\u00e0 vuol dire che gli \u00e8 mancato il confronto con l\u2019internazionalit\u00e0. Ma \u00e8 da augurare al fotografo questa presa di coscienza che \u00a0sfora inesorabilmente dal provincialismo. Poi\u00a0 accanto alle \u201csequenze\u201d\u00a0 si leggono le\u00a0 \u201coccasioni\u201d , ovvero\u00a0 una serie di <strong>fotogrammi recuperati che \u00a0\u00a0riaffiorano dalla nebbia dei ricordi,\u00a0 occasioni colte e preziose\u00a0 che riescono a\u00a0 far rivivere \u00a0attimi di vita, relazioni,\u00a0 istanti che paiono oggi a distanza di tempo occasioni di paradiso mentale e visivo; \u00a0quasi attivit\u00e0 simili al sogno, come stati di incoscienza e realt\u00e0 virtuale, definite \u201cmise en abyme\u201d.<\/strong> Una narrazione di se stessi che anche quando fisicamente non compare,\u00a0presenzia come assenza, un\u2019ombra. \u00a0<strong>Il termine trae origine dal francese e significa letteralmente \u201ccollocato nell&#8217;infinito\u201d o \u201ccollocato<\/strong> <strong>nell&#8217;abisso\u201d; i ricordi e le occasioni oggi nuovamente sollecitate da Giorgio \u00a0Cutini \u00a0\u00a0fanno parte dell\u2019esplorazione del mondo interiore \u00a0\u00a0<\/strong><strong>attraverso varie forme di manipolazione.<\/strong> Gli scatti che compongono la visione totale \u00a0della mostra sono \u00a0una sorta di racconto autobiografico tradotto da una parte in una sequenza fotografica di momenti, ricordi, pensieri tradotti e astratti in una grande composizione, n\u00e9 poi va dimenticato che la sequenza di immagini \u00a0ha sempre come scopo ultimo quello di raccontare una storia, <strong>una storia che nasce dal particolare punto di vista del fotografo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franz<\/strong>a<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Narrare\u00a0 per immagini, ma anche raccontare storie. Cos\u00ec si avvia questo nuovo capitolo del marchigiano Giorgio Cutini\u00a0 che ha per titolo\u00a0 \u201cSequenze\/ Occasioni\u201d. Ricordo che da un punto di vista\u00a0 critico il mio carissimo collega Giulio Carlo Argan dava un peso enorme alle \u201coccasioni\u201d, \u00a0tant\u2019 \u00e8 che utilizz\u00f2 questo termine come titolo di un suo libro. Cutini cattura cos\u00ec lo scorrere del tempo, nel transito dal giorno alla notte, \u00a0ma soprattutto sapientemente insegue \u00a0la luce che \u00a0modifica le superfici, i materiali e i colori . Intrappolati in questo processo creativo restano, \u00a0frammenti di persone, \u00a0oggetti,\u00a0 paesaggi , ecc. 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