{"id":1363,"date":"2013-12-19T22:43:57","date_gmt":"2013-12-19T22:43:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1363"},"modified":"2013-12-19T22:43:57","modified_gmt":"2013-12-19T22:43:57","slug":"%e2%80%9cshunga-sesso-e-piacere-nellarte-giapponese%e2%80%9d-al-british-museum-di-londra-visitabile-fino-al-5-gennaio-una-collezione-di-opere-che-datano-dal-1600-al-1900-e-celebrano-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/12\/19\/%e2%80%9cshunga-sesso-e-piacere-nellarte-giapponese%e2%80%9d-al-british-museum-di-londra-visitabile-fino-al-5-gennaio-una-collezione-di-opere-che-datano-dal-1600-al-1900-e-celebrano-larte\/","title":{"rendered":"\u201cShunga. Sesso e piacere nell&#8217;arte giapponese\u201d. Al British Museum di Londra, visitabile  fino al 5  gennaio, una collezione di opere che datano  dal 1600 al 1900  e celebrano  l&#8217;arte erotica giapponese."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga_hero_image_304x176.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1364\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga_hero_image_304x176-300x173.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga_hero_image_304x176-300x173.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga_hero_image_304x176.jpg 304w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Katsukawa_Shuncho_twelfth-month_304x171.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1365\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Katsukawa_Shuncho_twelfth-month_304x171-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Katsukawa_Shuncho_twelfth-month_304x171-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Katsukawa_Shuncho_twelfth-month_304x171.jpg 304w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/shunga-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1366\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/shunga-5-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/shunga-5-300x207.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/shunga-5.jpg 589w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga-il-sesso-e-il-piacere-dellarte-giapponese.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1367\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga-il-sesso-e-il-piacere-dellarte-giapponese-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga-il-sesso-e-il-piacere-dellarte-giapponese-300x211.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/Shunga-il-sesso-e-il-piacere-dellarte-giapponese.jpg 561w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/sunga-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1368\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/sunga-4-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/sunga-4-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/sunga-4.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Shunga \u00e8 l\u2019immagine della primavera vestita di sesso. <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\">Shunga, l\u2019arte erotica giapponese,<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"> \u00e8 fiorito tra il <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">1600 e il 1900.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"> E&#8217; un termine giapponese che letteralmente significa <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">\u201cimmagini della primavera\u201d,<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"> dove la primavera \u00e8 un eufemismo per <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">indicare il sesso<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">, e sono <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">dipinti erotici, stampe e libri<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"> che sono stati utilizzati per <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">stimolare<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"> le persone e per <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">l\u2019educazione dei giovani amanti. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">Shunga \u00e8 una celebrazione del piacere che nulla ha a che vedere con ci\u00f2 che la nostra cultura ha impresso nel nostro immaginario erotico; dipinti dove l&#8217;evidenza dell&#8217;atto demistifica la malizia che le sovrastrutture occidentali ci suggeriscono. La naturalezza che il piacere ha nella cultura giapponese minimizza le reticenze pudiche e si autocelebra nelle immagini dettagliate e serene degli Shunga. Linee morbide e colori brillanti, bellezza e sensualit\u00e0, umorismo e umanit\u00e0, caratterizzano una produzione che continua a ispirare le forme dell&#8217;arte giapponese moderna, dai tatuaggi alle <\/span><em><span style=\"font-size: medium\">anime(ovvero i cartoni amimati)<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium\">. Affascinanti e divertenti, gli Shunga sono stati spesso creati dai grandi maestri del \u201cfloating world\u201d, come <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">Utamaro<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"> e <\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">Hokusai<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">. Realizzati generalmente in serie di dodici, come i mesi dell\u2019anno, gli Shunga, tramite le immagini, promuovevano una visione positiva del piacere sessuale. Erano usati per abbellire le pareti di casa o per illustrare libri di contenuto erotico, tascabili e non. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Shunga \u00e8 il nome della mostra che il British Museum dedica a trecento anni di arte erotica giapponese: oltre 140 lavori tra dipinti, stampe, libri prodotti tra il 1600 e il 1900 dagli artisti della scuola Ukiyo-e, il &#8220;mondo fluttuante&#8221;, culminanti con alcune opere dei celebri Utamaro e Hokusai. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Conosciuto col nome di &#8220;dipinti primaverili&#8221;, questo genere ha affascinato e ispirato artisti quali Toulouse-Lautrec e Picasso, oltre ad attirare spettatori in patria senza distinzioni di classe e genere, esattamente fino al bando imposto nel Ventesimo secolo dall&#8217;apertura culturale verso l&#8217;Occidente. L\u2019esposizione si snocciola su otto sale, otto parti distinte introdotte da un breve testo che ripercorre la storia degli Shunga: dalla definizione, alla legalit\u00e0 di queste stampe (prima del 1722 erano prodotte liberamente, poi dichiarate illegali, ma raramente del tutto soppresse), a informazioni su chi le usava e come (per esempio, come guida per fare l\u2019amore o per l\u2019auto-stimolazione), fino all\u2019ultima sala dove troviamo a confronto le pitture erotiche giapponesi e le immagini degli artisti moderni e contemporanei sui quali hanno avuto una particolare influenza. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong> La mostra getta <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">nuova luce<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"><strong> su questa<\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\"> forma d\u2019arte tab\u00f9<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"><strong> all\u2019interno della storia <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">sociale e culturale giapponese. Gli Shunga non vivono di inibizioni n\u00e9 da atteggiamenti sessuofobici del cristianesimo o dell\u2019islam, si presentano come un mondo fantastico di gioia sessuale goduto da entrambi i sessi, n\u00e8 il peccato vi trova collocazione. Viceversa subentrano il piacere femminile, la tenerezza e la bellezza.<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\"> Il genere erotico \u00e8 continuato a fiorire in Giappone anche quando \u00e8 stato ufficialmente vietato, molte opere sono state prodotte da alcuni degli artisti pi\u00f9 illustri del paese. Il declino di Shunga alla fine del 19\u00b0 secolo \u00e8 attribuito all\u2019arrivo di cultura e tecnologie occidentali, specie l\u2019importazione di tecniche di fotoriproduzione. E d&#8217;altronde gli Shunga come avrebbero potuto competere con la fotografia erotica? L\u2019influenza di Shunga in Giappone, invece, \u00e8 ancora visibile nel manga, nelle anime, nell&#8217;arte del tatuaggio e altre forme culturali popolari. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">Dalla fine del XIX secolo, quando il Giappone ha aperto le sue porte al mondo esterno, gli artisti europei hanno scoperto una inedita, ricca e completa cultura delle arti visive. Le stampe traevano ispirazioni da temi vari come il paesaggio, la natura e le belle donne. Ma a queste si accompagna anche un genere diverso, lo shunga, espressione dei maestri dell&#8217;ukiyo-e, fonte di grande entusiasmo per artisti come Toulouse Lautrec, Beardsley e Picasso, il cui lavoro \u00e8 stato spesso concentrato sull&#8217;intimit\u00e0 e la descrizione del piacere. I dipinti in mostra lasciano vedere accoppiamenti e orge, disvelamenti omosex, una scuola di sesso con mille posizioni, senza veli, in quanto la nudit\u00e0 rientrava nella normalit\u00e0 nella societ\u00e0 giapponese, data l\u2019assidua frequentazione di bagni comuni e terme. L&#8217;allestimento dell&#8217;esposizione \u00e8 raffinatissimo con 140 opere raccolte attraverso quattro anni di ricerche, esibite in teche ai bordi e al centro delle stanze. Oltre alle stampe, si possono ammirare kimoni e abiti sontuosi, nonch\u00e9 un curioso set di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>sex toys<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\"> dell\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Shunga \u00e8 l\u2019immagine della primavera vestita di sesso. Shunga, l\u2019arte erotica giapponese, \u00e8 fiorito tra il 1600 e il 1900. E&#8217; un termine giapponese che letteralmente significa \u201cimmagini della primavera\u201d, dove la primavera \u00e8 un eufemismo per indicare il sesso, e sono dipinti erotici, stampe e libri che sono stati utilizzati per stimolare le persone e per l\u2019educazione dei giovani amanti. Shunga \u00e8 una celebrazione del piacere che nulla ha a che vedere con ci\u00f2 che la nostra cultura ha impresso nel nostro immaginario erotico; dipinti dove l&#8217;evidenza dell&#8217;atto demistifica la malizia che le sovrastrutture occidentali ci suggeriscono. La naturalezza [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/12\/19\/%e2%80%9cshunga-sesso-e-piacere-nellarte-giapponese%e2%80%9d-al-british-museum-di-londra-visitabile-fino-al-5-gennaio-una-collezione-di-opere-che-datano-dal-1600-al-1900-e-celebrano-larte\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,41640,28386,35351,35224,35376,17505],"tags":[740,406651,35181,13688,857,3752,13686,41656],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1363"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1363"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1363\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1370,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1363\/revisions\/1370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}