{"id":1371,"date":"2013-12-20T23:16:28","date_gmt":"2013-12-20T23:16:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1371"},"modified":"2013-12-20T23:16:28","modified_gmt":"2013-12-20T23:16:28","slug":"il-compagno-giuseppe-scalarini-con-penna-e-calamaio-velenosi-utilizzo-il-disegno-come-arma-politica-ora-una-mostra-lo-celebra-al-museo-del-novecento-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/12\/20\/il-compagno-giuseppe-scalarini-con-penna-e-calamaio-velenosi-utilizzo-il-disegno-come-arma-politica-ora-una-mostra-lo-celebra-al-museo-del-novecento-a-milano\/","title":{"rendered":"Il compagno Giuseppe Scalarini con  penna e calamaio velenosi utilizz\u00f2  il disegno come arma  politica. Ora una mostra lo celebra al Museo del Novecento a Milano."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/713-1892-26.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1372\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/713-1892-26-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/713-1892-26-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/713-1892-26.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/891-1892-26.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1373\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/891-1892-26-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/891-1892-26-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/891-1892-26.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/3571_APPUNTO.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1374\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/3571_APPUNTO-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/3571_APPUNTO-223x300.jpg 223w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/3571_APPUNTO.jpg 763w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/845-1892-26.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1376\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/845-1892-26-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/845-1892-26-215x300.jpg 215w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/845-1892-26.jpg 373w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/untitled1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1378\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/12\/untitled1.png\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"231\" \/><\/a>Giuseppe Scalarini (1873-1948) \u00e8 tra i massimi disegnatori politici del Novecento. L\u2019artista traduce in invenzioni grafiche e simboliche temi e fatti strettamente legati all\u2019attualit\u00e0 della cronaca politica nazionale e internazionale, in una coerenza visiva ed efficacia di comunicazione esemplari, da cui derivano la diffusa fortuna popolare delle sue vignette e la persistenza del ricordo visivo della sua opera. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Ora una mostra al Museo del Novecento a Milano fa rivivere decine di disegni originali, documenti d\u2019archivio, periodici e volumi d\u2019epoca conservati sia presso gli eredi dell\u2019artista, sia in raccolte pubbliche, allestiti entro ambiti tematici intrecciati a sezioni biografiche e cronologiche. Il taglio critico e il percorso della mostra propongono per la prima volta uno sguardo completo sulla produzione dell\u2019artista, e al contempo una riflessione sul delicato rapporto tra arte, grafica, politica e censura. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Noto, finora, soprattutto come autore delle vignette comparse quotidianamente ne l\u2019\u201cAvanti!\u201d dal 1911 al 1925, Giuseppe Scalarini \u00e8 nato il 29 gennaio 1873 a Mantova, dove ha avuto luogo la sua prima formazione come disegnatore tecnico, essendo figlio di un impiegato alle ferrovie gi\u00e0 volontario nella seconda e terza guerra d\u2019Indipendenza. Il rigore del segno, assimilato nell\u2019apprendimento ed esercizio del disegno tecnico, unitamente al rigore morale dell\u2019uomo, resteranno caratteristiche della sua grafica e dell\u2019intera sua vicenda umana. Il giovane manifest\u00f2 un precoce interesse per l\u2019arte e il disegno, saggiando fin dagli anni Novanta le diverse possibilit\u00e0 che si offrivano, in Italia e all\u2019estero, nel campo dell\u2019illustrazione e del giornalismo. Frequent\u00f2 inoltre i corsi delle accademie di Belle Arti di Firenze e di Venezia, documentandosi sulla coeva grafica satirica francese e tedesca. Nel 1896 fond\u00f2 a Mantova il \u201cMerlin Cocai\u201d, un foglio satirico di attualit\u00e0 politica e locale, legato a socialismo d\u2019area radicale; nel 1898, ancora a Mantova, usc\u00ec il primo numero del giornale socialista \u201cLa Terra\u201d, fondato da Scalarini, Ivanoe Bonomi e Giovanni Zibordi. In entrambe le testate i suoi disegni sono ancora influenzati dal \u201cpupazzettismo\u201d alla Gandolin, stemperatosi ben presto proseguendo da Milano l\u2019attivit\u00e0 di disegnatore, con la collaborazione a decine di testate, in Italia, in Austria e in Germania, Paesi dove risiede per qualche anno all\u2019inizio del Novecento. In mostra sono documentate le collaborazioni di questi anni ai periodici satirici \u201cItalia ride\u201d di Bologna, \u201cLustige Bl\u00e4tter\u201d di Berlino, \u201cFliegende Bl\u00e4tter\u201d di Monaco, e il \u201cPasquino\u201d di Torino. Il 4 ottobre 1911 Scalarini entr\u00f2 nella redazione dell\u2019\u201dAvanti!\u201d, allora diretto da Claudio Treves; l\u2019ingresso, e qualche anno pi\u00f9 tardi l\u2019assunzione stabile al quotidiano socialista, oltre ad assicurare la sicurezza economica alla sua famiglia, rappresentarono per l\u2019artista un approdo a lungo perseguito e sognato, il raggiungimento delle sue aspirazioni come disegnatore e come socialista. \u00c8 l\u2019inizio di una collaborazione quotidiana nella veste di giornalista redattore, che continuer\u00e0 costante fino al 10 gennaio 1926, principalmente con disegni, ma anche con testi: oltre 3700 disegni pubblicati e altre diverse centinaia sottoposti alla direzione del giornale, in vista della scelta definitiva. Non interruppe , inoltre, la collaborazione con altre testate, tra cui la nuova serie de \u201cL\u2019Asino\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Bersagli politici e soggetti del suo lavoro sono raramente i singoli personaggi politici; Scalarini tocca temi universali e tuttavia di stringente attualit\u00e0, come la guerra &#8211; combattuta con un radicale antimilitarismo che non ammetteva eccezioni -, la voracit\u00e0 del capitalismo, lo sfruttamento del proletariato, il potere temporale della Chiesa, e pi\u00f9 nel dettaglio lo squadrismo fascista, la monarchia imbelle.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Per l\u2019editrice dell\u2019\u201dAvanti!\u201d l\u2019artista pubblica anche alcuni testi antimilitaristi, sempre accompagnati da disegni; sono piccoli volumi illustrati &#8211; <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>La guerra nella caricatura<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (1912), <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>Il processo della guerra<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (1913) e <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>La guerra davanti al tribunale della storia<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (1920) &#8211; nei quali Scalarini conferma l\u2019uso attentissimo delle parole, in una prosa perfettamente allineata con i meccanismi simbolici e allegorici del suo linguaggio visivo maturo. Il linguaggio visivo e testuale scalariniano appare assolutamente personale e riconoscibile. Ai precedenti stilemi si aggiunge la maestria della tecnica del montaggio nei disegni, che ora, analizzando gli originali, si rivelano come vere e proprie costruzioni e assemblaggi stratificati, composti sia da parti tracciate a china direttamente sul foglio, sia da elementi anch\u2019essi disegnati ma inseriti a collage, o ancora estratti dall\u2019alfabeto iconico dell\u2019artista, o realizzati appositamente per il singolo disegno. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Socialista e antimilitarista, fu sorvegliato dalle autorit\u00e0 di polizia italiane e tedesche fin dalla met\u00e0 degli anni Novanta; e perseguitato durante il fascismo, con una mascella spaccata, sub\u00ec poi il confino, e costretto a lavorare in incognito.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Soppressa la stampa socialista, Scalarini continu\u00f2 comunque a disegnare, lavorando e pubblicando sotto pseudonimi diversi, per il \u201cCorriere dei Piccoli\u201d e altre testate, e portando a termine <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>Le avventure di Miglio<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\">, un volume illustrato per ragazzi. L\u2019inconfondibile firma a rebus scalariniana ricomparir\u00e0 dopo la Liberazione su \u201cCodino Rosso\u201d, \u201cSempre Avanti!\u201d, \u201cIl Mondo Nuovo\u201d e altre testate. L\u2019artista \u00e8 morto a Milano il 30 dicembre 1948.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Giuseppe Scalarini (1873-1948) \u00e8 tra i massimi disegnatori politici del Novecento. L\u2019artista traduce in invenzioni grafiche e simboliche temi e fatti strettamente legati all\u2019attualit\u00e0 della cronaca politica nazionale e internazionale, in una coerenza visiva ed efficacia di comunicazione esemplari, da cui derivano la diffusa fortuna popolare delle sue vignette e la persistenza del ricordo visivo della sua opera. Ora una mostra al Museo del Novecento a Milano fa rivivere decine di disegni originali, documenti d\u2019archivio, periodici e volumi d\u2019epoca conservati sia presso gli eredi dell\u2019artista, sia in raccolte pubbliche, allestiti entro ambiti tematici intrecciati a sezioni biografiche e cronologiche. 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