{"id":13712,"date":"2018-10-12T21:31:20","date_gmt":"2018-10-12T21:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13712"},"modified":"2018-10-12T21:31:20","modified_gmt":"2018-10-12T21:31:20","slug":"gianfranco-baruchello-al-mata-di-modena-il-linguaggio-multimediale-dellartista-italiano-intellettuale-di-chiara-fama-che-radiografo-la-cultura-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/10\/12\/gianfranco-baruchello-al-mata-di-modena-il-linguaggio-multimediale-dellartista-italiano-intellettuale-di-chiara-fama-che-radiografo-la-cultura-francese\/","title":{"rendered":"Gianfranco Baruchello. Al MATA di Modena  il linguaggio multimediale dell\u2019artista italiano, intellettuale di chiara fama,  che radiograf\u00f2 la cultura francese."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/baruchello.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13713\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/baruchello.png\" alt=\"baruchello\" width=\"477\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/baruchello.png 477w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/baruchello-300x213.png 300w\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/a>E&#8217; stata prorogata fino al 4 novembre 2018 l&#8217;apertura al pubblico di <em><strong>Doux comme saveur (A partire dal dolce)<\/strong><\/em>, videoinstallazione di <strong>Gianfranco Baruchello<\/strong> prodotta da<strong>\u00a0FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE<\/strong> e realizzata in collaborazione con il\u00a0Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e\u00a0Rovereto e la Fondazione Baruchello, Roma. I video che compongono l\u2019installazione, proiettati negli spazi del MATA &#8211; Ex Manifattura Tabacchi per la prima volta dopo il recente restauro delle pellicole originali, sono parte di un progetto dell\u2019artista sul sapore dolce, con interviste a filosofi, critici, poeti e artisti della cultura f<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Cooper.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13714 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Cooper.jpg\" alt=\"Gianfranco Baruchello, Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978 (Cooper)\" width=\"321\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Cooper.jpg 420w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Cooper-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 321px) 100vw, 321px\" \/><\/a>rancese. Nel 1978 Baruchello concepisce un progetto che prevedeva la realizzazione di un libro in copia unica e un film di interviste sul tema del sapore dolce. Il libro-oggetto prende forma attraverso la raccolta, i<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Guattari.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13715\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Guattari.jpg\" alt=\"Gianfranco Baruchello, Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978 (Guattari)\" width=\"337\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Guattari.jpg 426w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Guattari-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><\/a>n fotocopia, da parte dell\u2019artista, di disegni, ritagli di riviste e giornali, appunti: circa 150 pagine, rilegate con una copertina in cartone spesso.\u00a0 Un anno dopo, a Parigi, il\u00a0 libro costituisce il punto di partenza per una lunga serie di interviste. Le conversazioni condotte dallo stesso Baruchello, prendono avvio da riflessioni sul dolce e sulla dolcezza: dal latte materno alle favole (la casa di marzapane di H\u00e4nsel e Gretel), dal ricordo del sapore dolce al mito, tra simbolo e realt\u00e0, cultura, antropologia e societ\u00e0.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lascault.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13717 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lascault.jpg\" alt=\"Gianfranco Baruchello, Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978 (Lascault)\" width=\"304\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lascault.jpg 429w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lascault-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Klossowsky.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13716\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Klossowsky.jpg\" alt=\"Gianfranco Baruchello, Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978 (Klossowsky)\" width=\"306\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Klossowsky.jpg 427w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Klossowsky-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli intervistati erano sia operai, immigrati e pasticceri, sia importanti esponenti del mondo della cultura tra cui filosofi, scrittori e psicoanalisti del calibro di Jean-Fran\u00e7ois Lyotard, F\u00e9lix Guattari, David Cooper, Pierre Klossowski, Alain Jouffroy, Paul Virilio, Gilbert Lascault e No\u00eblle Ch\u00e2telet. Mentre i primi furono ripresi in esterni o all\u2019interno del proprio posto di lavoro, i secondi erano intervistati nelle loro case o nei loro studi. Le interviste, partite dunque da temi legati al cibo, arrivarono ben presto a concentrarsi su questioni filosofiche intorno alla maternit\u00e0, alla morte, soprattutto animale e destinate al cibo, all\u2019erotismo e alla memoria. Il carattere informale delle interviste costruisce l\u2019ambientazione del film: tutto \u00e8 improvvisato, amichevole, senza allestimenti tecnici di registrazione, con talvolta rumori di fondo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lyotard.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13718\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lyotard.jpg\" alt=\"Gianfranco Baruchello, Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978 (Lyotard)\" width=\"431\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lyotard.jpg 431w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/Gianfranco-Baruchello-Doux-comme-saveur-A-partire-dal-dolce-1978-Lyotard-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a> Per le riprese Baruchello si avvalse della collaborazione del cineasta sperimentale Alberto Grifi. \u201cSe uno vuol fare arte &#8211; ha aggiunto Baruchello &#8211; deve certo informarsi, ma poi fregarsene completamente: mi metto dentro il mio linguaggio e sto l\u00ec dentro e racconto la mia storia. Se tu vuoi capire la mia storia, bene, avrai arricchito in qualche maniera la tua fantasia. per\u00f2 \u00e8 come andare in un giardino e vedere che c&#8217;\u00e8 un albero, che si trova solo in quel posto. Quell&#8217;albero sta l\u00e0 e quell&#8217;albero \u00e8 come la pittura\u201d.<br \/>\n<strong>Gianfranco Baruchello<\/strong> nasce a Livorno nel 1924. La sua prima formazione avviene tra Roma, Parigi, New York. Sin dall\u2019inizio tutti i linguaggi, pittura, scrittura, happening, oggetto, performance, cinema, fanno parte di una ricerca che lui stesso definisce \u201cin solitario\u201d, ostile alle mode e alle strategie del mercato. Tra le mostre personali recenti, quelle al Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e\u00a0Rovereto a cura di Gianfranco Maraniello (2018), Villa Arson di Nizza a cura di Nicolas Bourriaud (2018), Raven Row di Londra a cura di Luca Cerizza (2017), Triennale di Milano a cura di Alessandro Rabottini (2015), ZKM\/Zentrum f\u00fcr Kunst und Medien\u00a0di Karlsruhe a cura di Andreas Beitin e Peter Weibel (2014-2015), Deichtorhallen di Amburgo a cura di Dirk Luckow (2014),\u00a0Palais\u00a0des Beaux-Arts di Parigi a cura di Nicolas Bourriaud (2013), Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma a cura di Achille Bonito Oliva in collaborazione con Carla Subrizi (2011). Ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia (l\u2019ultima nel 2013) e a\u00a0<em>documenta<\/em>\u00a0di Kassel nel 1977 e nel 2012. Tra le mostre personali recenti pi\u00f9 significative ospitate in gallerie private quelle presso Massimo De Carlo (Milano, 2017; Hong Kong, 2017; Londra, 2015) e Galleria Greta Meert (Bruxelles, 2009).<\/p>\n<p>La <strong>Fondazione Baruchello<\/strong> nasce nel 1998 per volont\u00e0 di Gianfranco Baruchello e Carla Subrizi nella ex casa-studio dell\u2019artista a Roma. \u00c8 il risultato della donazione costituita da circa cinquecento opere che l\u2019artista ha posto alla base di un\u2019impresa culturale destinata al sostegno e alla sperimentazione dell\u2019arte contemporanea. Alla prima sede, in Via di Santa Cornelia, che comprende una biblioteca aperta al pubblico composta da oltre quarantamila volumi oltre agli archivi dell\u2019artista e altri fondi storici, nel 2016 si \u00e8 aggiunta una seconda sede nel cuore di Roma, in via del Vascello, utilizzata prevalentemente come spazio espositivo e sede di seminari, incontri e presentazioni al pubblico.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; stata prorogata fino al 4 novembre 2018 l&#8217;apertura al pubblico di Doux comme saveur (A partire dal dolce), videoinstallazione di Gianfranco Baruchello prodotta da\u00a0FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e realizzata in collaborazione con il\u00a0Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e\u00a0Rovereto e la Fondazione Baruchello, Roma. 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Nel 1978 Baruchello concepisce un progetto che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/10\/12\/gianfranco-baruchello-al-mata-di-modena-il-linguaggio-multimediale-dellartista-italiano-intellettuale-di-chiara-fama-che-radiografo-la-cultura-francese\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53889,53888,53709,53710,9894,28280,339779,53794,44441,87,28308,26,17505,35188,28369,51665,4625,3732],"tags":[339790,59480,339788,339796,339787,339795,339794,93489,339792,339786,298583,339793,339791,339789],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13712"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13712"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13712\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13719,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13712\/revisions\/13719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}