{"id":13787,"date":"2018-10-21T17:40:49","date_gmt":"2018-10-21T17:40:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13787"},"modified":"2018-10-21T20:02:55","modified_gmt":"2018-10-21T20:02:55","slug":"ryoichi-kurokaw-e-i-paesaggi-digitali-al-jabr-algebra-e-la-prima-mostra-italiana-dellartista-giapponese-alla-galleria-civica-di-modena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/10\/21\/ryoichi-kurokaw-e-i-paesaggi-digitali-al-jabr-algebra-e-la-prima-mostra-italiana-dellartista-giapponese-alla-galleria-civica-di-modena\/","title":{"rendered":"Ryoichi Kurokawa e i paesaggi digitali.  al-jabr (algebra) \u00e8 la prima mostra italiana dell\u2019artista giapponese alla Galleria Civica di Modena."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/25-Ryoichi-Kurokawa_Foto-credits-Nina-L\u00fcth.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13788\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/25-Ryoichi-Kurokawa_Foto-credits-Nina-L\u00fcth.jpg\" alt=\"25) Ryoichi Kurokawa_Foto credits Nina L\u00fcth\" width=\"273\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/25-Ryoichi-Kurokawa_Foto-credits-Nina-L\u00fcth.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/25-Ryoichi-Kurokawa_Foto-credits-Nina-L\u00fcth-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a>FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE<\/strong>\u00a0 presenta <em><strong>al-jabr (algebra)<\/strong><\/em>, prima mostra personale in un&#8217;istituzione Italiana dell\u2019artista giapponese <strong>Ryoichi Kurokawa<\/strong> che fino al 24 febbraio 2019 occuper\u00e0 gli spazi della <strong>Galleria Civica di Modena<\/strong> a Palazzo Santa Margherita. A cura di <strong>NODE\u00a0 festival\u00a0internazionale di musica elettronica e live media<\/strong> che si svolger\u00e0 a Modena dal 14 al 17 novembre 2018, l\u2019esposizione raccoglie alcune tra le produzioni recenti pi\u00f9 significative di Kurokawa, in un percorso multisensoriale caratterizzato da imponenti opere audiovisive, installazioni, sculture e stampe digitali.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/12-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-8-2018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13789\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/12-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-8-2018.jpg\" alt=\"12) Ryoichi Kurokawa, lttrans #8, 2018\" width=\"315\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/12-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-8-2018.jpg 315w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/12-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-8-2018-300x286.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Originario di Osaka ma residente a Berlino, Kurokawa descrive i suoi lavori come sculture &#8220;time-based\u201d, ovvero un\u2019arte fondata sullo scorrimento temporale, dove suono e immagine si uniscono in un legame indivisibile. Il suo linguaggio audiovisivo alterna complessit\u00e0 e semplicit\u00e0 combinandole in una sintesi affascinante. Sinfonie di suoni che, in combinazione con paesaggi digitali generati al computer, cambiano il modo in cui lo spettatore percepisce il reale. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/11-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-6-2018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13790\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/11-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-6-2018.jpg\" alt=\"11) Ryoichi Kurokawa, lttrans #6, 2018\" width=\"316\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/11-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-6-2018.jpg 316w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/11-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-6-2018-300x285.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a><strong>Tema chiave della mostra \u00e8 il concetto di unione, a cui si rimanda il titolo <em>al-jabr<\/em>, termine arabo da cui deriva la parola \u201calgebra\u201d, che indica appunto la ricomposizione delle parti di un insieme. Le opere in mostra presentano concetti e metodologie quali la decostruzione e la conseguente ricostruzione di elementi naturali (<em>elementum, lttrans, renature<\/em>), la riconciliazione di strutture divise (<em>oscillating continuum<\/em>), la rielaborazione di leggi e dati scientifici (<em>ad\/ab Atom, unfold.alt, unfold.mod<\/em>). <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/10-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-1-2018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13791\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/10-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-1-2018.jpg\" alt=\"10) Ryoichi Kurokawa, lttrans #1, 2018\" width=\"315\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/10-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-1-2018.jpg 315w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/10-Ryoichi-Kurokawa-lttrans-1-2018-300x286.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a>Tali metodologie ricordano una versione moderna e tecnologicamente avanzata della tecnica del <em>kintsugi<\/em>, ideata alla fine del XV secolo da ceramisti giapponesi per riparare tazze e vasi: le linee di rottura dei manufatti vengono saldate ed evidenziate dalla polvere d\u2019oro, per rendere la fragilit\u00e0 il loro punto di forza.<\/strong> <strong>Il <em>kintsugi<\/em> non \u00e8 solo un concetto artistico ma ha profonde radici nell\u2019estetica del wabi-sabi, la visione del mondo tipica della cultura giapponese fondata sull&#8217;accettazione della transitoriet\u00e0 delle cose che echeggia anche nella poetica di Kurokawa.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/23-Ryoichi-Kurokawa-unfold.mod-2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13792 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/23-Ryoichi-Kurokawa-unfold.mod-2016.jpg\" alt=\"23) Ryoichi Kurokawa, unfold.mod, 2016\" width=\"300\" height=\"506\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/23-Ryoichi-Kurokawa-unfold.mod-2016.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/23-Ryoichi-Kurokawa-unfold.mod-2016-178x300.jpg 178w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Ne costituisce un esempio la serie <em>elementum<\/em> (2018): fiori essiccati e pressati che hanno perso la loro bellezza originale sono riassemblati dall\u2019artista e arricchiti da un intervento su vetro creato attraverso un processo di elaborazione digitale dell\u2019immagine che sembra collegare i vari frammenti e dare al fiore nuova vita valorizzandone il processo di decadenza. In maniera analoga le grafiche astratte della serie <em>lttrans<\/em> (2018), e le sculture appartenenti alla serie <em>renature::bc-class<\/em> (2015) possono essere percepite come immagini di fiori e insetti, ma, avvicinandosi gradualmente, si rivelano un insieme di filamenti e particelle: si tratta quindi di una rappresentazione digitale del vero in cui viene reso visibile il processo di ricostruzione, esattamente come avviene nel Kintsugi.<\/p>\n<p><strong>Kurokawa considera l\u2019osservazione della natura <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/unfold.alt_-e1540142808767.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13793\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/unfold.alt_-e1540142808767.jpg\" alt=\"unfold.alt\" width=\"350\" height=\"233\" \/><\/a>un\u2019analisi scientifica, e negli anni l\u2019interesse per questo tema lo ha portato a coinvolgere sempre pi\u00f9 spesso membri di istituti di ricerca nel processo creativo,<\/strong> come nel caso dell\u2019installazione audiovisiva\u00a0<em>unfold.alt\u00a0<\/em>(2016): posta in apertura del percorso espositivo,\u00a0trae ispirazione dalle ultime scoperte nel campo dell\u2019astrofisica e cerca di tradurre i fenomeni che caratterizzano la formazione e l\u2019evoluzione di stelle e galassie.\u00a0Per realizzarla, Kurokawa si \u00e8 avvalso della collaborazione di Vincent Minier, astrofisico dell\u2019Istituto di ricerca sulle leggi fondamentali dell&#8217;Universo che fa parte della Fundamental Research Division del CEA-Irfu, Paris-Saclay di Parigi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/unfold.alt-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13794\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/unfold.alt-2.jpg\" alt=\"unfold.alt 2\" width=\"383\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/unfold.alt-2.jpg 451w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/unfold.alt-2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>In <em>ad\/ab Atom<\/em> (2017) cambia l\u2019ottica dello strumento: dal telescopio si passa al microscopio elettronico a scansione utilizzato per le ricerche sulle nanotecnologie.<\/strong> Realizzata durante una residenza presso l\u2019INL, il Laboratorio internazionale di nanotecnologia iberica di Braga (Portogallo), l\u2019opera \u00e8 composta da sette schermi ad alta definizione posizionati in maniera elicoidale. Attraverso fenomeni audiovisivi generati dall\u2019elaborazione di materiali quantistici, Kuro<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/22-Ryoichi-Kurokawa-unfold.alt-2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13795\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/22-Ryoichi-Kurokawa-unfold.alt-2016.jpg\" alt=\"22) Ryoichi Kurokawa, unfold.alt, 2016\" width=\"440\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/22-Ryoichi-Kurokawa-unfold.alt-2016.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/22-Ryoichi-Kurokawa-unfold.alt-2016-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><\/strong>kawa crea un viaggio nella scala nanoscopica in cui \u00e8 possibile osservare l\u2019estrema deformazione e astrazione del mondo atomico. Analogamente, la scultura audiovisiva <em>oscillating continuum<\/em> (2013) unisce l\u2019infinitamente grande dell\u2019universo e l\u2019infinitamente piccolo, nel tentativo di rappresentare la costante ricerca di equilibrio intrinseca in ogni forza e materia prese<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/8-Ryoichi-Kurokawa-elementum-4-2018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13796\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/8-Ryoichi-Kurokawa-elementum-4-2018.jpg\" alt=\"8) Ryoichi Kurokawa, elementum #4, 2018\" width=\"341\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/8-Ryoichi-Kurokawa-elementum-4-2018.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/8-Ryoichi-Kurokawa-elementum-4-2018-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><\/strong>nte nel nostro universo. <strong>Quella di Ryoichi Kurokawa \u00e8 un\u2019arte che mira dunque a rendere accessibile al pubblico livelli di osservazione del vero altrimenti impossibili da decifrare, suggerendo affascinanti parallelismi con il mondo interiore.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ryoichi Kurokawa<\/strong> <strong>(Osaka, 1978) \u00e8 u<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/9-Ryoichi-Kurokawa-elementum-8-2018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13797 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/9-Ryoichi-Kurokawa-elementum-8-2018.jpg\" alt=\"9) Ryoichi Kurokawa, elementum #8, 2018\" width=\"348\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/9-Ryoichi-Kurokawa-elementum-8-2018.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/9-Ryoichi-Kurokawa-elementum-8-2018-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/a><\/strong><strong>n artista audiovisivo. Attivo a partire dalla fine degli anni Novanta, utilizza il computer per creare installazioni e performance in cui gli elementi sonori e visivi sono in stretta connessione tra loro ricercando la creazione di esperienze sinestetiche. Considerato un pioniere nell\u2019ambito dell\u2019arte generata attraverso l\u2019utilizzo delle nuove tecnologie, Kurokawa ha iniziato il suo percorso artistico come musicista ed ha mantenuto nel corso degli anni un forte interesse verso l\u2019atto performativo. Oltre alla creazione di installazioni multimediali ha di recente iniziato a lavorare a sculture e stampe,\u00a0 sperimentando nuovi processi creativi. Negli ultimi anni l\u2019interesse verso la scienza ha portato a collaborazioni importanti come quelle con l\u2019astrofisico Vincent Minier del CEA-Irfu, Paris-Saclay. e con l\u2019INL, il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/15-Ryoichi-Kurokawa-oscillating-continuum-2013-e1540143113597.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13798\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/10\/15-Ryoichi-Kurokawa-oscillating-continuum-2013-e1540143113597.jpg\" alt=\"15) Ryoichi Kurokawa, oscillating continuum, 2013\" width=\"394\" height=\"199\" \/><\/a>Laboratorio internazionale di nanotecnologia iberica. Le sue opere sono state presentate in festival e centri d&#8217;arte internazionali tra cui Centre Pompidou (Parigi, 2018), Palais de Tokyo (Parigi, 2017), FACT (Liverpool, 2016), Biennale di Venezia (2011), S\u00f3nar (Barcellona, 2009), Transmediale (Berlino, 2009), Tate Modern (Londra, 2007), Ars Electronica (Linz, 2006), Mutek (Montreal, 2006). Nel 2010, ha vinto il Golden Nica al Prix<\/strong> Ars Electronica nella categoria Digital Musics &amp; Sound Art.<\/p>\n<p><strong>NODE \u2013 festival\u00a0internazionale di musica elettronica e live media<\/strong> \u00e8 la rassegna che da nove anni si dedica all\u2019incontro delle arti visive con la musica, le arti performative, il cinema e le nuove tecnologie. La nuova edizione si svolger\u00e0 a Modena dal 14 al 18 novembre 2018 ospitando artisti provenienti da tutto il mondo scelti\u00a0tra i pi\u00f9 grandi esponenti della sensibilit\u00e0 digitale contemporanea.\u00a0Una manifestazione di grande importanza all&#8217;interno del calendario eventi della citt\u00e0, capace di attirare in importanti luoghi culturali come la Galleria Civica di Modena e il Teatro Storchi un pubblico proveniente da tutta Italia per assistere ad anteprime nazionali e internazionali. NODE \u00e8 una produzione Lemniscata in co-produzione con fuse, realizzata grazie al contributo della Regione Emilia Romagna e dell\u2019Assessorato alla cultura del Comune di Modena.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE\u00a0 presenta al-jabr (algebra), prima mostra personale in un&#8217;istituzione Italiana dell\u2019artista giapponese Ryoichi Kurokawa che fino al 24 febbraio 2019 occuper\u00e0 gli spazi della Galleria Civica di Modena a Palazzo Santa Margherita. A cura di NODE\u00a0 festival\u00a0internazionale di musica elettronica e live media che si svolger\u00e0 a Modena dal 14 al 17 novembre 2018, l\u2019esposizione raccoglie alcune tra le produzioni recenti pi\u00f9 significative di Kurokawa, in un percorso multisensoriale caratterizzato da imponenti opere audiovisive, installazioni, sculture e stampe digitali. Originario di Osaka ma residente a Berlino, Kurokawa descrive i suoi lavori come sculture &#8220;time-based\u201d, ovvero un\u2019arte fondata [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/10\/21\/ryoichi-kurokaw-e-i-paesaggi-digitali-al-jabr-algebra-e-la-prima-mostra-italiana-dellartista-giapponese-alla-galleria-civica-di-modena\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,269293,44441,87,28340,28308,17505,35188,28369,59390,17494],"tags":[339846,339844,59480,339794,202564,17520,339842,339843,339841,339845],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13787"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13787"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13800,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13787\/revisions\/13800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}