{"id":13906,"date":"2018-11-05T21:44:37","date_gmt":"2018-11-05T21:44:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13906"},"modified":"2018-11-05T21:44:37","modified_gmt":"2018-11-05T21:44:37","slug":"bruno-munari-e-i-colori-della-luce-al-museo-plart-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/11\/05\/bruno-munari-e-i-colori-della-luce-al-museo-plart-di-napoli\/","title":{"rendered":"Bruno Munari e i colori della luce al Museo Plart di Napoli."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/per72921.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13907\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/per72921.jpg\" alt=\"per7292(1)\" width=\"180\" height=\"218\" \/><\/a><\/strong>La\u00a0<strong>Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee<\/strong>, in collaborazione con la\u00a0<strong>Fondazione Plart<\/strong>,\u00a0<strong>nell\u2019ambito dell\u2019edizione 2018 di\u00a0Progetto XXI<\/strong>, presenta\u00a0la mostra\u00a0<strong><em>BRUNO MUNARI. I colori della luce<\/em><\/strong>,\u00a0a cura di\u00a0<strong>Miroslava Hajek<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Marcello Francolini<\/strong>, realizzata presso il\u00a0<strong>Museo Plart<\/strong>\u00a0(Via Giuseppe Martucci 48, Napoli).<\/p>\n<p><strong>Progetto XXI<\/strong>\u00a0\u00e8 la piattaforma attraverso la quale la\u00a0<strong>Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee<\/strong>\u00a0si propone, dal 2012, di esplorare la\u00a0produzione artistica emergente, nella sua realizzazione teorico-pratica, e di analizzare l&#8217;eredit\u00e0 delle\u00a0pratiche artistiche pi\u00f9 seminali degli ultimi decenni, nella loro esemplare proposta metodologica.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-proiezione-diretta-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13911\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-proiezione-diretta-3.jpg\" alt=\"bruno-munari-proiezione-diretta-3\" width=\"250\" height=\"165\" \/><\/a> Il progetto intende cos\u00ec\u00a0contribuire\u00a0alla produzione e alla diffusione di\u00a0<strong>narrazioni e storiografie alternative del contemporaneo<\/strong>\u00a0e alla definizione di un\u00a0<strong>sistema regionale delle arti contemporanee, basato sulla collaborazione e l\u2019interscambio fra istituzioni pubbliche e private operanti in\u00a0Regione Campania<\/strong>. In particolare, la collaborazione\u00a0con\u00a0<strong>Fondazione Plart<\/strong>\u00a0ha\u00a0permesso\u00a0di ampliare i pubblici di riferimento e di approfondire nuove linee\u00a0di ricerca, esplorando le relazioni in costante aggiornamento fra arte, architettura e design con l&#8217;obiettivo di creare le premesse per progetti museali in grado di abbracciare l&#8217;ampio spettro di queste relazioni. Oltre ad avviare, con una pluralit\u00e0 di\u00a0<strong>soggetti di eccellenza<\/strong>, una riflessione sistematica sulle\u00a0<strong>tematiche del restauro<\/strong>\u00a0nelle arti contemporanee e a supportare, quindi, l&#8217;affermazione delle\u00a0<strong>nuove professionalit\u00e0 ad esse connesse<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/f439cc9e5d5dfc19f402334b6a8707b7_L.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13908\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/f439cc9e5d5dfc19f402334b6a8707b7_L.jpg\" alt=\"f439cc9e5d5dfc19f402334b6a8707b7_L\" width=\"455\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/f439cc9e5d5dfc19f402334b6a8707b7_L.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/f439cc9e5d5dfc19f402334b6a8707b7_L-300x144.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/a>Bruno Munari<\/strong>\u00a0<strong>(Milano, 1907-1998), designer,\u00a0scrittore e\u00a0uno dei massimi\u00a0protagonisti dell&#8217;<strong>arte programmata e cinetica<\/strong><\/strong>,<strong> \u00e8 autore di una\u00a0ricerca multiforme che,\u00a0al di l\u00e0 di ogni categorizzazione, definisce la\u00a0figura di un\u00a0intellettuale che ha interpretato le sfide estetiche del Novecento italiano, esplorando la\u00a0relazione fra le discipline e l&#8217;interscambio\u00a0fra il concetto di opera e quello di prodotto, fra forma e funzione.\u00a0 <\/strong>La mostra\u00a0presentata al Plart\u00a0analizza un aspetto in particolare e uno specifico corpo di lavori di Munari, le\u00a0<strong><em>Proiezioni a luce fissa<\/em><\/strong>\u00a0e le\u00a0<strong><em>Proiezioni a luce polarizzata<\/em><\/strong>\u00a0realizzate\u00a0negli anni Cinquanta del secolo scorso, con cui\u00a0porta a compimento la sua ricerca volta a conquistare una nuova spazialit\u00e0 oltre la realt\u00e0 bidimensionale dell\u2019opera. L\u2019artista, esplorando la nozione di dipingere con la luce, arriva dapprima,\u00a0nel 1950,\u00a0al processo di smaterializzazione dell\u2019arte attraverso l\u2019uso di proiezioni di diapositive intitolate\u00a0<strong><em>Proiezioni Dirette<\/em><\/strong>:\u00a0composizioni con materiali organici, pellicole trasparenti e colorate in plastica, pittura, retini, fili di cotone fermati fra due vetrini. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13909\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari.jpg\" alt=\"bruno-munari\" width=\"292\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari.jpg 425w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/a>Questi piccoli collage erano proiettati al chiuso e all\u2019aperto, sulle facciate di edifici, dando una sensazione di monumentalit\u00e0 e conquista di un&#8217;<strong>inedita\u00a0spazialit\u00e0<\/strong>, tridimensionale e pervasiva, dell\u2019opera. Nasce cos\u00ec la &#8220;<strong>pittura proiettata<\/strong>&#8221; di\u00a0Munari che, progredendo nelle sue indagini, giunge al suo culmine nel 1953, quando scopre e mette a punto\u00a0per la prima volta il modo in cui\u00a0<strong>scomporre lo spettro di luce attraverso una lente Polaroid<\/strong>. Utilizzando, infatti, un filtro polarizzato movibile applicato a un proiettore per diapositive, Munari ottiene le\u00a0<strong><em>Proiezioni Polarizzate<\/em><\/strong>\u00a0con cui compie l&#8217;utopia futurista di una pittura dinamica e in continuo divenire.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-vetrino-proiezione-diretta-1s.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13910 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-vetrino-proiezione-diretta-1s.jpg\" alt=\"bruno-munari-vetrino-proiezione-diretta-1s\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-vetrino-proiezione-diretta-1s.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-vetrino-proiezione-diretta-1s-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le proiezioni dirette e quelle polarizzate sono presentate per la prima volta nel 1953 a<strong>\u00a0Milano<\/strong>\u00a0nello\u00a0<strong>studio di architettura B24<\/strong>, che allora era uno spazio per le esposizioni del\u00a0<strong>MAC-Movimento per l&#8217;arte concreta<\/strong>, e poi nel 1955 al\u00a0<strong>MoMA di New York<\/strong>\u00a0con il titolo di\u00a0<strong><em>Munari&#8217;s Slides<\/em><\/strong>,\u00a0nell&#8217;ambito di una mostra personale. Successivamente saranno presentate nel 1955 alla\u00a0<strong>Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma<\/strong>\u00a0ed infine a\u00a0<strong>Tokyo, Stoccolma, Anversa, Zurigo, Amsterdam<\/strong>. Questa parte peculiare della complessa e variegata produzione artistica di Bruno Munari sar\u00e0 per la\u00a0<strong>prima volta\u00a0presentata a Napoli<\/strong>,\u00a0a seguito della\u00a0ricerca\u00a0condotta\u00a0dalla\u00a0<strong>Fondazione Plart<\/strong>,\u00a0che ha svolto un accurato<strong>\u00a0lavoro scientifico di digitalizzazione dei vetrini che saranno proiettati in specifici ambienti della mostra<\/strong>.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-proiezione-polarizzata-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13912\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-proiezione-polarizzata-1.jpg\" alt=\"bruno-munari-proiezione-polarizzata-1\" width=\"250\" height=\"247\" \/><\/a>Trattandosi di opere risalenti a oltre cinquant\u2019anni fa (<strong><em>Proiezioni Dirette<\/em><\/strong>,\u00a01950;\u00a0<strong><em>Proiezioni Polarizzate<\/em><\/strong>,\u00a01953),\u00a0il lavoro di digitalizzazione si \u00e8 reso necessario anche per la\u00a0<strong>conservazione di queste opere<\/strong>, vista la loro precaria\u00a0costituzione materiale. Inoltre, la digitalizzazione consente di portare alla conoscenza del pubblico un\u00a0<strong>particolare aspetto del lavoro di Munari rimasto\u00a0sconosciuto\u00a0per molto tempo<\/strong>, colmando, altres\u00ec,\u00a0i vuoti e le mancanze presenti nella ricostruzione non solo\u00a0di alcuni aspetti della sua ricerca ma pi\u00f9 in generale\u00a0della storia dell\u2019arte contemporanea, soprattutto nel\u00a0<strong>rapporto arte-tecnologia<\/strong>. Infatti, il lavoro di Munari che sar\u00e0 presentato in mostra ha inciso in modo\u00a0determinante sui successivi sviluppi dell&#8217;<strong>Arte cinetica\u00a0in\u00a0Francia<\/strong>\u00a0e dell&#8217;<strong>Arte programmata\u00a0in\u00a0Italia<\/strong>. In pi\u00f9, gli ambienti realizzati per mezzo di proiezione diretta o di proiezione polarizzata hanno anticipato in modo assolutamente seminale soluzioni proprie delle\u00a0<strong>video-installazioni multimediali<\/strong>\u00a0e,\u00a0di conseguenza, delle pi\u00f9 recenti\u00a0metodologie e linee di ricerca dell\u2019arte interattiva,\u00a0come il\u00a0<em>Mapping\u00a0<\/em>e la\u00a0<em>Kinect-Art<\/em>.\u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-vetrino-danese-2s.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13913\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/bruno-munari-vetrino-danese-2s.jpg\" alt=\"bruno-munari-vetrino-danese-2s\" width=\"250\" height=\"186\" \/><\/a>Il percorso espositivo del Plart \u00e8 arricchito dalla presenza di alcune opere esemplificative di quella ricerca che condurr\u00e0 Munari, gi\u00e0 a partire dagli anni Trenta e Quaranta, ad evolvere in senso ambientale l\u2019opera:\u00a0<strong><em>Macchina Inutile<\/em><\/strong>\u00a0(1934),\u00a0<strong><em>Tavola Tattile<\/em><\/strong>\u00a0(1938),\u00a0<strong><em>Macchina Aritmica<\/em><\/strong>\u00a0(1947),\u00a0sono opere che dichiarano una volont\u00e0 di uscita dalla bidimensionalit\u00e0, che raggiunger\u00e0 il\u00a0 culmine nell\u2019ideazione di\u00a0<strong><em>Concavo-Convesso<\/em><\/strong>\u00a0(1947).\u00a0<strong><em>Punto di luce<\/em><\/strong>, un dipinto olio su masonite del 1942\u00a0rivela in<em> nuce<\/em>\u00a0le ricerche formali a cui Munari arriver\u00e0 proprio con le\u00a0proiezioni dirette\u00a0e\u00a0polarizzate, nelle quali, tra l\u2019altro, \u00e8 presente\u00a0una ricerca di sensibilizzazione, in senso artistico e\u00a0visuale, delle materie plastiche colorate che sono usate per trasparenza. Nelle\u00a0<strong><em>Proiezioni Dirette<\/em><\/strong>, infatti,\u00a0<strong>la\u00a0plastica \u00e8 impiegata a seconda del suo colore<\/strong>, per essere investita dalla luce. mentre nelle<strong><em>\u00a0Proiezioni Polarizzate<\/em><\/strong>\u00a0<strong>la\u00a0plastica \u00e8 il mezzo per estrarre il colore dalla luce<\/strong>. Munari fonde\u00a0cos\u00ec,\u00a0<strong>materia e luce<\/strong>\u00a0producendo opere il cui messaggio finale oltrepassa la fisicit\u00e0 dell\u2019opera. La presenza in mostra di opere come\u00a0<strong><em>Flexy<\/em><\/strong>,\u00a0multipli realizzati in plastica a partire dagli anni Sessanta,\u00a0e<strong><em>\u00a0Fossile del 2000<\/em><\/strong>\u00a0(1959), in cui componenti elettroniche e materiali metallici sono immersi in pezzi di plexiglass di forma irregolare e bruciato, dichiarano il continuo interesse di Munari nei confronti delle materie plastiche che diventano, con il tempo, elementi fondamentali nella comunicazione visiva in quanto determinano effetti cromatici variabili.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La\u00a0Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, in collaborazione con la\u00a0Fondazione Plart,\u00a0nell\u2019ambito dell\u2019edizione 2018 di\u00a0Progetto XXI, presenta\u00a0la mostra\u00a0BRUNO MUNARI. I colori della luce,\u00a0a cura di\u00a0Miroslava Hajek\u00a0e\u00a0Marcello Francolini, realizzata presso il\u00a0Museo Plart\u00a0(Via Giuseppe Martucci 48, Napoli). Progetto XXI\u00a0\u00e8 la piattaforma attraverso la quale la\u00a0Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee\u00a0si propone, dal 2012, di esplorare la\u00a0produzione artistica emergente, nella sua realizzazione teorico-pratica, e di analizzare l&#8217;eredit\u00e0 delle\u00a0pratiche artistiche pi\u00f9 seminali degli ultimi decenni, nella loro esemplare proposta metodologica. 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