{"id":13964,"date":"2018-11-12T22:16:13","date_gmt":"2018-11-12T22:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=13964"},"modified":"2018-11-12T22:16:13","modified_gmt":"2018-11-12T22:16:13","slug":"il-rinascimento-nelle-terre-ticinesi-alla-pinacoteca-zunst-di-rancate-svizzera-italiana-si-rende-omaggio-ai-fondatori-della-storia-dellarte-in-svizzera-nella-ricorrenza-dellanno-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/11\/12\/il-rinascimento-nelle-terre-ticinesi-alla-pinacoteca-zunst-di-rancate-svizzera-italiana-si-rende-omaggio-ai-fondatori-della-storia-dellarte-in-svizzera-nella-ricorrenza-dellanno-e\/","title":{"rendered":"Il Rinascimento nelle Terre Ticinesi. Alla Pinacoteca Zunst di Rancate- Svizzera Italiana si rende omaggio ai fondatori della storia dell\u2019arte in Svizzera nella  ricorrenza dell\u2019Anno Europeo del Patrimonio."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/image002.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-13965\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/image002.jpg\" alt=\"image002\" width=\"273\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/image002.jpg 273w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/image002-145x300.jpg 145w\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a>Nel 2010 la Pinacoteca Z\u00fcst ha allestito <em>Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini<\/em>, una mostra che \u2013 per la prima volta \u2013 affrontava l\u2019argomento. A distanza di alcuni anni si ritorna sui temi di quella fortunata esposizione: la seconda puntata di questo progetto, stavolta messo in scena da Mario Botta, nasce nell\u2019ambito dell\u2019anno europeo del patrimonio culturale, che vede coinvolti 28 stati all\u2019insegna del motto \u00abil nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 2017 infatti il Cantone Ticino ha <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/allestimento-1_fotografia-di-Enrico-Cano_lr-e1542060285164.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13966 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/allestimento-1_fotografia-di-Enrico-Cano_lr-e1542060285164.jpg\" alt=\"????\" width=\"324\" height=\"223\" \/><\/a><\/strong>acquistato e destinato alla Pinacoteca Z\u00fcst un dipinto di Francesco De Tatti, parte del polittico gi\u00e0 sull\u2019altare maggiore della chiesa di Santo Stefano a Rancate. Si avvia da qui un affondo su De Tatti, il pittore pi\u00f9 significativo del Rinascimento nell\u2019area di Varese. <strong>Una sequenza di opere, finora mai riunite, permette di fare i conti con la sua cultura visiva: la luminosa tradizione che fa capo a Martino Spanzotti, uno dei grandi misconosciuti della pittura italiana del Quattrocento, riscoperto da Giovanni Testori, ma anche la Milano leonardesca di Bernardo Zenale e del Bramantino, fino a una precocissima<\/strong> <strong>conoscenza delle novit\u00e0 raffaellesche.<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-14232_LM-41645.-e1542060356304.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13968 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-14232_LM-41645.-e1542060356304.jpg\" alt=\"LM-4164.5 \/ DIG-14232\" width=\"240\" height=\"375\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-12426_LM-41643.-e1542060324506.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-13967\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-12426_LM-41643.-e1542060324506.jpg\" alt=\"LM-4164.3 \/ DIG-12426\" width=\"245\" height=\"385\" \/><\/a>La mostra, nel rendere omaggio ai fondatori della storia dell\u2019arte in Svizzera, si interroga sulle forme di conservazione e di dispersione del patrimonio artistico ticinese di epoca e stile rinascimentale, con il temporaneo rientro di opere che hanno lasciato queste terre: dalla pala di Bernardino Luini, oggi in una chiesa della campagna inglese, a un trittico di Calisto Piazza diviso tra pi\u00f9 propriet\u00e0 e per la prima volta, dopo secoli, riunito: eppure entrambi si trovavano in Santa Maria degli Angeli a Lugano. Altre opere hanno invece lasciato le sedi per cui erano s<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-14235_LM-41642.-e1542060396370.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-13969 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-14235_LM-41642.-e1542060396370.jpg\" alt=\"LM-4164.2 \/ DIG-14235\" width=\"257\" height=\"384\" \/><\/a><\/strong><strong>tate realizzate per trovare definitivo asilo nel Museo nazionale svizzero di Zurigo. <\/strong>La dispersione e il difficile ritorno delle opere d\u2019arte. Che dal territorio per il quale sono state commissionate e create, si allontanano per scelta dei proprietari o dei custodi temporanei o per effetto di vicende esterne, andando ad alimentare il mercato dell\u2019arte, ufficiale e non, oppure trovando collocazione legittima altrove.<\/p>\n<p><strong>La vicenda che, a titolo emblematico, Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa scelgono di indagare \u00e8 quella del Canton Ticino, privilegiando un periodo storico ben preciso: il Rinascimento. Il medesimo che i due studiosi, allora affiancati da Marco Tanzi, avevano approfondito con \u201cIl Rinascimento nelle terre ticine<\/strong><strong>si<\/strong>. Da Bramantino a Bernardino Luini\u201d, nel 2010, una mostra sempre promossa dalla Pinacoteca Z\u00fcst (la pi\u00f9 visitata dall\u2019apertura di quest\u2019istituzione).<\/p>\n<p><strong>L\u2019occasione formale per questa indagine, e per la mostra che ne consegue, \u00e8 la ricorrenza dell\u2019Anno Europeo del Patrimonio; quella sostanziale: il recupero, grazie ad un acquisto sul mercato <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-46505_LM-10386.-e1542060456954.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-13970 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/11\/DIG-46505_LM-10386.-e1542060456954.jpg\" alt=\"LM-10386 \/ DIG-46505\" width=\"381\" height=\"322\" \/><\/a><\/strong><strong>antiquario effettuato dalla Pinacoteca cantonale, di una prezi<\/strong><strong>osa tavola del 1526 di Francesco De Tatti, raffigurante \u201cSanto Stefano davanti ai giudici\u201d, dipinta in origine proprio<\/strong> <strong>per la Parrocchiale di Santo Stefano a Rancate.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Francesco De Tatti (documentato dal 1512 al 1527) \u00e8 stato il maggiore pittore varesino del Rinascimento. E questa mostra ha il merito di approfondire la figura dell\u2019artista attraverso una scelta delle sue opere<\/strong> (compresi i disegni) e con confronti volti a definire la sua cultura visiva: quindi dipinti del grande Bernardo Zenale \u2013 pittore e architetto trevigliese, a lungo attivo nella Milano di Leonardo \u2013 alla cui ombra De Tatti deve essersi formato, opere di Defendente Ferrari e Martino Spanzotti, un grandissimo artista attivo in Piemonte ma di famiglia varesina, stampe della bottega di Raffaello, al cui mondo precocemente De Tatti guarda. \u00c8 confermata inoltre la presenza in mostra dell\u2019Imago pietatis del Monte di Piet\u00e0 di Milano, a indicare il raggio dei committenti di De Tatti nella capitale del Ducato. <strong>Una sezione apposita presenta il nuovo acquisto della Pinacoteca Z\u00fcst, il Santo Stefano davanti ai giudici (1526) che De Tatti dipinse per la vecchia parrocchiale di Rancate<\/strong>.<\/p>\n<p>Accanto al focus su De Tatti, la mostra offre all\u2019ammirazione del pubblico alcuni esempi,particolarmente significativi, di opere che hanno lasciato il Cantone Ticino o per destinazioni interne \u2013 si segnala il nucleo di sculture lignee e di vetrate, generosamente concesso dal Landesmuseum di Zurigo \u2013 o per localit\u00e0 estere, tra cui l\u2019Italia stessa. Dall\u2019Inghilterra \u00e8 arrivata \u00a0inoltre a Rancate la pala di Bernardino Luini, ora in una chiesa di Orford, nel Suffolk, ma eseguita per Santa Maria degli Angeli a Lugano. Accanto a questi prestigiosi prestiti ecco \u00a0l\u2019esposizione di disegni (da Leo von Klenze a Johann Rudolph Rahn) e antiche fotografie che possano contribuire a dare conto dell\u2019originaria consistenza del patrimonio artistico ticinese. Prima che esso fosse vittima del processo di dispersione che ha privato il territorio di troppe sue opere.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel 2010 la Pinacoteca Z\u00fcst ha allestito Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, una mostra che \u2013 per la prima volta \u2013 affrontava l\u2019argomento. A distanza di alcuni anni si ritorna sui temi di quella fortunata esposizione: la seconda puntata di questo progetto, stavolta messo in scena da Mario Botta, nasce nell\u2019ambito dell\u2019anno europeo del patrimonio culturale, che vede coinvolti 28 stati all\u2019insegna del motto \u00abil nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro\u00bb. Nel 2017 infatti il Cantone Ticino ha acquistato e destinato alla Pinacoteca Z\u00fcst un dipinto di Francesco De Tatti, parte del polittico [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/11\/12\/il-rinascimento-nelle-terre-ticinesi-alla-pinacoteca-zunst-di-rancate-svizzera-italiana-si-rende-omaggio-ai-fondatori-della-storia-dellarte-in-svizzera-nella-ricorrenza-dellanno-e\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53747,41640,44759,44441,87,35351,35224,17505,35188,28369],"tags":[339926,339920,59480,339928,339922,339921,339925,339927,339929,339930,339919,339924,339923],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13964"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13964"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13964\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13972,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13964\/revisions\/13972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}