{"id":14184,"date":"2018-12-06T07:56:13","date_gmt":"2018-12-06T07:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14184"},"modified":"2018-12-06T07:56:13","modified_gmt":"2018-12-06T07:56:13","slug":"giulio-paolini-con-il-del-bello-ideale-tra-i-maggiori-esponenti-dellarte-concettuale-italiana-in-mostra-alla-fondazione-carriero-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/12\/06\/giulio-paolini-con-il-del-bello-ideale-tra-i-maggiori-esponenti-dellarte-concettuale-italiana-in-mostra-alla-fondazione-carriero-di-milano\/","title":{"rendered":"Giulio Paolini con il  \u201cDel bello ideale\u201d. Tra i maggiori esponenti dell\u2019arte concettuale italiana in mostra alla Fondazione Carriero di Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/9.-Giulio-Paolini-Mimesi-1975-590x436-e1544082131342.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14185\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/9.-Giulio-Paolini-Mimesi-1975-590x436-e1544082131342.jpg\" alt=\"9.-Giulio-Paolini-Mimesi-1975-590x436\" width=\"390\" height=\"288\" \/><\/a>\u201cL\u2019opera preesiste all\u2019intervento dell\u2019artista, che \u00e8 il primo a poterla contemplare\u201dcos\u00ec osserva\u00a0 <\/em><\/strong><strong>Giulio Paolini<\/strong><strong>. Fino al\u00a010 febbraio 2019\u00a0la\u00a0Fondazione Carriero\u00a0presenta\u00a0la mostra \u201cGiulio Paolini. Del bello ideale\u201d,\u00a0<\/strong><strong> dedicata a uno dei massimi esponenti dell\u2019arte concettuale,<\/strong> con interventi della scenografa\u00a0Margherita Palli, organizzata in stretta collaborazione con l\u2019artista.<\/p>\n<p>Dopo la mostra\u00a0\u201cSol LeWitt. Between\u00a0the\u00a0Lines\u201d\u00a0dedicata all\u2019es<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/12.-Giulia-Paolini-Ritratto-dellartista.1980-parte1.jpg.foto_.rmedium-e1544082250424.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-14187 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/12.-Giulia-Paolini-Ritratto-dellartista.1980-parte1.jpg.foto_.rmedium-e1544082250424.jpg\" alt=\"12. Giulia Paolini, Ritratto dell'artista.1980, parte1.jpg.foto.rmedium\" width=\"360\" height=\"240\" \/><\/a>plorazione dei confini dell\u2019artista americano in relazione all\u2019architettura, la\u00a0Fondazione Carriero\u00a0prosegue il suo percorso di\u00a0indagine e approfondimento dell\u2019arte concettuale\u00a0analizzando l\u2019opera di Giulio Paolini, suo indiscusso pioniere nel nostro Paese. Attraverso una\u00a0nutrita selezione di lavori, scelti e allestiti dal curatore insieme all\u2019artista torinese,\u00a0\u201cDel bello ideale\u201d\u00a0ripercorre l\u2019intero arco dei suoi 57 anni di carriera, esponendo capisaldi della sua produzione come Senza titolo\u00a0(1961),\u00a0Monogramma\u00a0(1965),\u00a0AB3\u00a0(1966),\u00a0N\u00e9cessaire\u00a0(1968),\u00a0Controfigura (critica del punto di vista)\u00a0(1981), alcuni dei suoi celebri autoritratti, fino a\u00a0tre nuove opere appositamente concepite per l\u2019occasione.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-6-473x590-e1544082293959.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14188\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-6-473x590-e1544082293959.jpg\" alt=\"paolini-giulio-milano-6-473x590\" width=\"373\" height=\"465\" \/><\/a><\/p>\n<p>Paolini ha risposto all\u2019invito della Fondazione Carriero facendosi coinvolgere in prima persona nella realizzazione della mostra e accettando di cimentarsi in un esercizio introspettivo, in un processo di lettura dall\u2019interno, e in alcuni casi di rilettura, della sua produzione. Il dialogo con il curatore Francesco Stocchi ha dato vita a un percorso espositivo non cronologico, scandito da nuclei tematici che si articolano nello spazio entrando in relazione con l\u2019architettura dell\u2019edificio, consentendo al visitatore di mettere a fuoco la poetica\u00a0di Paolini e di semplificarne la comprensione. Attraverso questo esercizio, la mostra \u201cscompone\u201d l\u2019opera di Paolini, la seziona adottando lo stesso approccio teorico e formale utilizzato dall\u2019artista nei suoi lavori e nel suo modo di affrontare l\u2019arte.<br \/>\nTre\u00a0sono i\u00a0nuclei tematici\u00a0individuati come punti di riferimento nel percorso espositivo, presentati singolarmente, uno per ogni piano della Fondazione, ma mantenendo una relazione reciproca e costante tra loro. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-3-466x590-e1544082161664.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-14186 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-3-466x590-e1544082161664.jpg\" alt=\"paolini-giulio-milano-3-466x590\" width=\"323\" height=\"409\" \/><\/a><strong>Al\u00a0piano terra\u00a0l\u2019allestimento ruota attorno al tema del\u00a0Ritratto e Autoritratto, vero e proprio\u00a0topos della storia dell\u2019arte occidentale e fulcro della poetica di Paolini, che fin dall\u2019inizio degli anni Sessanta si \u00e8 cimentato in modo fortemente personale con l\u2019analisi di questa tematica, distillandola fino ad arrivare alla sottrazione dell\u2019autore nella sua opera. La sezione al\u00a0primo piano\u00a0si intitola\u00a0In superficie\u00a0e sviluppa la relazione con il tema della prospettiva nelle sue varie declinazioni, dall\u2019indagine sulla linea alla simbologia dell\u2019orizzonte fino all\u2019uso della specularit\u00e0, del<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/83717-6_Giulio_Paolini_Et_quid_amabo_1969-70-e1544082356117.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14189\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/83717-6_Giulio_Paolini_Et_quid_amabo_1969-70-e1544082356117.jpg\" alt=\"83717-6_Giulio_Paolini_Et_quid_amabo_1969-70\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><strong>la tautologia e della ripetizione come strumenti di analisi dello spazio e del tempo. Infine, la\u00a0sala rococ\u00f2 del secondo piano\u00a0fa da cornice a\u00a0Uno di due, che presenta una selezione di lavori che indagano il rapporto tra il mito e la classicit\u00e0 nell\u2019universo artistico di Paolini, emblemi di quella bellezza ideale che, nel polarizzare gli sguardi con la sua armonia, crea una distanza apparentemente incolmabile tra opera d\u2019arte e osservatore.<\/strong><\/p>\n<p>In questo viaggio introspettivo su pi\u00f9 livelli, Paolini a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-5-456x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-14191 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-5-456x590.jpg\" alt=\"paolini-giulio-milano-5-456x590\" width=\"306\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-5-456x590.jpg 456w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-5-456x590-232x300.jpg 232w\" sizes=\"(max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/a>ssume la veste dell\u2019archeologo, dello studioso che abbandona la dimensione nostalgica del guardare al (proprio) passato per analizzarlo con nuova consapevolezza, scavando nella psiche e nella storia dell\u2019arte fino ad arrivare alle radici del suo pensiero. <strong>Un viaggio nella categoria filosofica del tempo,<\/strong> che evidenzia come la sua ricerca non si collochi su una linea di evoluzione diacronica, per tappe progressive \u2013 dal passato al presente al futuro \u2013 ma sia piuttosto ascrivibile a una dimensione sincronica, a un presente continuo, fatto di una costante variazione sul tema a partire dalla sua prima opera. Proprio come se il suo lavoro fosse, alla fine, un\u2019unica opera continua.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-4-477x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14192\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-4-477x590.jpg\" alt=\"paolini-giulio-milano-4-477x590\" width=\"320\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-4-477x590.jpg 477w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-4-477x590-243x300.jpg 243w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Come suggerisce lo stesso titolo della mostra \u2013\u00a0Del bello ideale\u00a0\u2013 il lavoro di Paolini tende a una dimensione \u201cideale\u201d, in un certo senso assoluta o utopica, che pu\u00f2 essere percepita come criptica, di non facile lettura per i non addetti ai lavori. La scenografa\u00a0Margherita Palli\u00a0\u00e8 stata invitata a entrare in dialogo con il corpus di opere dell\u2019artista, creando degli interventi che \u201cmettano in scena\u201d i nuclei tematici della mostra e che, attingendo alle stesse fonti di Paolini e ad alcune opere della sua collezione privata, offrano ai visitatori la possibilit\u00e0 di entrare nel suo mondo e di partecipare dall\u2019interno a questo viaggio introspettivo. In particolare, Margherita Palli si \u00e8 confrontata con il\u00a0tema del ritratto e autoritratto\u00a0al piano terra \u2013 trasformando una delle sale della Fondazione in una\u00a0Wunderkammer\u00a0ispirata allo\u00a0studiolo di Federico da Montefeltro\u00a0\u2013 e con il\u00a0tema della prospettiva\u00a0al primo piano \u2013 riproducendo, in forma onirica su una superficie interamente disegnata a mano, i principi chiave del\u00a0trattato sulla prospettiva\u00a0dell\u2019architetto e artista fiammingo\u00a0Hans Vredeman de Vries, testo di riferimento nella poetica di Paolini. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-9-460x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14194\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-9-460x590.jpg\" alt=\"paolini-giulio-milano-9-460x590\" width=\"460\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-9-460x590.jpg 460w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/paolini-giulio-milano-9-460x590-234x300.jpg 234w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a>Gli interventi scenografici di Margherita Palli si pongono in netto contrasto con le sale rarefatte e gli ambienti bianchi che ospitano le opere dell\u2019artista, contrappunti visivi che sottolineano l\u2019interesse che Paolini ha sempre portato nei confronti dell\u2019aspetto scenografico di una mostra, e verso il teatro pi\u00f9 in generale, e che ne rivelano l\u2019essenza di artista la cui tavolozza \u00e8 la storia dell&#8217;arte e la cui cultura \u00e8 profondamente italiana<\/p>\n<p><strong>Giulio Paolini<\/strong> \u00e8 nato il 5 novembre 1940 a Genova e risiede a Torino. La sua poetica verte su tematiche che interrogano la concezione, il manifestarsi e la visione dell\u2019opera d\u2019arte. Dalle prime indagini intorno agli elementi costitutivi del quadro l\u2019attenzione si \u00e8 orientata in seguito sull\u2019atto espositivo, sulla considerazione dell\u2019opera come catalogo delle sue stesse possibilit\u00e0, cos\u00ec come sulla figura dell\u2019autore e il suo mancato contatto con l\u2019opera, che gli preesiste e lo trascende. Dalla sua prima partecipazione a un\u2019esposizione collettiva (1961) e dalla sua prima personale (1964) ha tenuto innumerevoli mostre in gallerie e musei di tutto il mondo. Tra le maggiori antologiche si ricordano quelle al Palazzo della Pilotta a Parma (1976), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1980), al Nouveau Mus\u00e9e di Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie di Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz (1998), alla GAM Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Torino (1999), alla Fondazione Prada a Milano (2003), al Kunstmuseum di Winterthur (2005), al MACRO Museo d\u2019Arte Contemporanea Roma (2013), alla Whitechapel Gallery a Londra (2014). Tra le personali pi\u00f9 recenti si distinguono quelle al Museo Poldi Pezzoli a Milano (2016) e al Center for Italian Modern Art a New York (dialogo con opere di Giorgio de Chirico, 2016). Ha partecipato a diverse mostre di Arte povera ed \u00e8 stato invitato pi\u00f9 volte a Documenta a Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013). Dal 1969 ha realizzato anche scene e costumi per rappresentazioni teatrali, tra cui si distinguono i progetti ideati con Carlo Quartucci negli anni ottanta e le scenografie per due opere di Richard Wagner al Teatro di San Carlo di Napoli, per la regia di Federico Tiezzi (2005, 2007). Grafico di formazione, ha sempre nutrito un particolare interesse per il campo editoriale e la pagina scritta. Fin dall\u2019inizio ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona: daIdem, pubblicato nel 1975 da Einaudi con un\u2019introduzione di Italo Calvino, ai recenti\u00a0Quattro passi. Nel museo senza muse\u00a0(Einaudi, Torino 2006),\u00a0Dall\u2019Atlante al Vuoto in ordine alfabetico\u00a0(Electa, Milano 2010) e\u00a0L\u2019autore che credeva di esistere\u00a0(Johan &amp; Levi, Milano 2012). Numerose sono le pubblicazioni dedicate alla sua produzione artistica: dalla prima monografia di Germano Celant (Sonnabend Press, New York 1972) al volume di Francesco Poli (Lindau, Torino 1990), fino al catalogo ragionato delle opere dal 1960 al 1999, curato da Maddalena Disch (Skira, Milano 2008).<\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza \u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cL\u2019opera preesiste all\u2019intervento dell\u2019artista, che \u00e8 il primo a poterla contemplare\u201dcos\u00ec osserva\u00a0 Giulio Paolini. Fino al\u00a010 febbraio 2019\u00a0la\u00a0Fondazione Carriero\u00a0presenta\u00a0la mostra \u201cGiulio Paolini. Del bello ideale\u201d,\u00a0 dedicata a uno dei massimi esponenti dell\u2019arte concettuale, con interventi della scenografa\u00a0Margherita Palli, organizzata in stretta collaborazione con l\u2019artista. Dopo la mostra\u00a0\u201cSol LeWitt. Between\u00a0the\u00a0Lines\u201d\u00a0dedicata all\u2019esplorazione dei confini dell\u2019artista americano in relazione all\u2019architettura, la\u00a0Fondazione Carriero\u00a0prosegue il suo percorso di\u00a0indagine e approfondimento dell\u2019arte concettuale\u00a0analizzando l\u2019opera di Giulio Paolini, suo indiscusso pioniere nel nostro Paese. Attraverso una\u00a0nutrita selezione di lavori, scelti e allestiti dal curatore insieme all\u2019artista torinese,\u00a0\u201cDel bello ideale\u201d\u00a0ripercorre l\u2019intero arco dei suoi 57 anni di carriera, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/12\/06\/giulio-paolini-con-il-del-bello-ideale-tra-i-maggiori-esponenti-dellarte-concettuale-italiana-in-mostra-alla-fondazione-carriero-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,28280,44441,87,28308,17505,35188,28369,59390],"tags":[406616,59480,349727,349726,51680,249,17520],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14184"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14184"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14196,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14184\/revisions\/14196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}