{"id":14257,"date":"2018-12-14T22:05:23","date_gmt":"2018-12-14T22:05:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14257"},"modified":"2018-12-14T22:05:23","modified_gmt":"2018-12-14T22:05:23","slug":"riccardo-guarneri-figura-capitale-dellarte-analitica-in-mostra-a-palazzo-sarcinelli-a-conegliano-ecco-la-forza-e-la-vitalita-del-segno-della-luce-e-del-colore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/12\/14\/riccardo-guarneri-figura-capitale-dellarte-analitica-in-mostra-a-palazzo-sarcinelli-a-conegliano-ecco-la-forza-e-la-vitalita-del-segno-della-luce-e-del-colore\/","title":{"rendered":"Riccardo Guarneri, figura capitale dell\u2019Arte Analitica in mostra a Palazzo Sarcinelli a Conegliano.Ecco la forza e la vitalit\u00e0 del segno,  della luce e del colore."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/guarneri-studio-e1544824506409.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14258\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/guarneri-studio-e1544824506409.jpg\" alt=\"guarneri studio\" width=\"453\" height=\"311\" \/><\/a>Oltrearte Associazione Culturale ha dato vita \u00a0alla mostra personale di \u00a0Riccardo Guarneri, aperta fino al 30 dicembre 2018 dal titolo \u201cVariazioni del sentire\u201d, organizzata negli spazi di Palazzo Sarcinelli nella citt\u00e0 di Conegliano. Insieme ad opere recenti e storiche, sono presenti le opere esposte alla cinquantasettesima Biennale di Venezia 2017 Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, dove l\u2019artista era stato invitato \u00a0con una sala personale (uno dei 5 artisti italiani invitati), a distanza di cinquant\u2019anni dalla prima esposizione alla Biennale.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/RiccardoGuarneri-e1544824537719.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-14259 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/RiccardoGuarneri-e1544824537719.jpg\" alt=\"RiccardoGuarneri\" width=\"400\" height=\"232\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Riccardo Guarneri si \u00e8 imposto sia come figura artistica indipendente, sia come precursore delle tendenze pittoriche astratte degli anni \u201970, in particolare della corrente artistica definita Pittura Analitica o Pittura Pittura, dove l\u2019artista si \u00e8 particolarmente distinto per il suo linguaggio analitico ma al tempo stesso lirico, sperimentando\u00a0 continuamente \u00a0la sua particolare ricerca tra segno, colore e luce. Le opere esposte per lo pi\u00f9 \u00a0dell\u2019ultimo decennio, rappresentano l\u2019integrit\u00e0 artistica di un artista, nella rappresentazione di continue e infinite varianti intorno ad un tema centrale<strong>.<\/strong> <strong>Una delle tecniche di cui fa uso molto spesso Riccardo \u00a0Guarneri \u00e8 proprio \u00a0l\u2019acquerello, \u00e8 divenuto per lui il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/84841-Riccardo-Guarneri-e1544824565632.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14260\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/84841-Riccardo-Guarneri-e1544824565632.jpg\" alt=\"84841-Riccardo-Guarneri\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>punto focale di movimentazione del lavoro giornaliero,\u00a0 da esserne cos\u00ec un punto di forza direzionale e insegue in modo sistematico risultati \u00a0straordinari capaci di sollecitare\u00a0anche \u00a0l\u2019incanto dello stupore primordiale, e far cos\u00ec emergere la vitalit\u00e0 interna del colore, il\u00a0 cuore di una luce che gli pulsa dentro\u00a0 e si espande in esterno come una nebbia sottile che si muove oltre i confini dell\u2019opera. E\u2019 un colore che vibra, cerca, si avvalora di sostanze dell\u2019essere corpo, linea, geometria, e d\u00e0 origine a un\u2019immagine sempre nuova, sempre poetica, sempre strutturata per il \u00a0suo essere che si porta verso un tempo e un infinito di spazio a volte aperto a volte circoscritto. Tonalit\u00e0 che si adeguano alle geometrie, si addensano e si dipanano, scivolano verso un dentro e un fuori, \u00a0catturano gli sguardi portandoli poi \u00a0a vivere\u00a0 in modo fortemente riflessivo spazi e tempi che si succedono inesorabilmente. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/Guarneri-2018-95x95-Angolare-con-celeste-e1544824599531.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-14261 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/Guarneri-2018-95x95-Angolare-con-celeste-e1544824599531.jpg\" alt=\"Guarneri 2018 95x95 Angolare con celeste\" width=\"324\" height=\"324\" \/><\/a>Luce e spazio sono soprattutto condensati di filosofia pura, sono atteggiamenti<\/strong> <strong>mentali che movimentano le intere geometrie.<\/strong> Mi ritrovo in ci\u00f2 che ebbe a scrivere nel novembre 1965 l\u2019amico e collega Umbro Apollonio in occasione di una mostra di Guarneri alla galleria Il Bilico di Roma:\u00a0 \u201cGuarneri\u00a0 propone soluzioni costruttive le cui scansioni siano graduate sulla luce e dove il tracciato geometrico non sia ripartizione di aree disposte in alternativa, ma agisca da guida agli spostamenti dei chiari opalescenti: tutto \u00e8 lieve, chiaro, senza scosse, ed esatto, preciso, deciso. Quadrati, rettangoli, rombi si insediano con minimi decentramenti in un&#8217;impaginatura per altro rigorosa e le fluente luminose ne seguono con qualit\u00e0 proprie l&#8217;andamento palpitante mediante attenta pertinenza. Ne viene cos\u00ec un concorrere di movimenti che ritma una dinamica lenta ma tale da pervadere fino al limite della superficie del quadro.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/Guarneri-2018-120x95-Grigi-tenuti-dai-gialli-e1544824644437.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14262\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/Guarneri-2018-120x95-Grigi-tenuti-dai-gialli-e1544824644437.jpg\" alt=\"Guarneri 2018 120x95 Grigi tenuti dai gialli\" width=\"420\" height=\"534\" \/><\/a> Ci\u00f2 appare tanto meglio raggiunto nelle opere recenti, laddove il cedimento verso un estenuato sensibilismo, sempre in agguato, \u00e8 quanto meno arrestato per via della maggiore strutturazione dell&#8217;insieme. Mentre qualche tempo fa il contesto del dipinto minacciava quasi di sfarsi in una levit\u00e0 luminescente e incerta dei suoi confini, sorta di nebbia indistinta, adesso si determina in settori formali di sicuro imperio ed il colore che tinge l&#8217;invadenza della luce assume funzione meno generica\u201d. <strong>Non \u00e8 poco, perch\u00e9 Apollonio ha anticipato idealmente il mio stesso pensamento che si muove oggi dinanzi alle opere di Guarneri, ma \u00e8 proprio una pacata e calma riflessione dello spazio a dare vita a quanto l\u2019artista ottiene con segni, linee e colori, \u00a0dove le geometrie sono le fondamenta del suo stesso fare pittura, del suo inseguire \u00a0fra movimenti e ritmi lo scenario di uno spazio geometrico che si fa impalpabile secondo proprio delle \u201cvariazioni del sentire\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riccardo Guarneri.<\/strong>Nato a Firenze nel 1933, dopo la frequentazione della Scuola Libera del Nudo, ventenne inizia a dipingere contemporaneamente ad un\u2019attivit\u00e0 musicale che lo vede esibirsi con orchestre di musica leggera in Italia e all\u2019estero, suonando chitarra classica e jazz. Dopo i primi quadri figurativi si avvicina all\u2019informale, come lo stesso Guarneri racconta in un\u2019intervista a Giovanna Uzzani pubblicata sul catalogo dell\u2019antologica di Palazzo Pitti del 2004. Nel 1959 per la prima volta in Germania, a Duss<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/Riccardo-Guarneri-e1544824725414.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14264\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/Riccardo-Guarneri-e1544824725414.jpg\" alt=\"Riccardo-Guarneri\" width=\"357\" height=\"225\" \/><\/a>eldorf frequenta gli studi di quei pittori vicini alla sua ricerca: Otto Piene, Peter Br\u00fcning, Hansjorg Glattfelder. Poi anche Raimond Girke e Winfred Gaul.La prima mostra personale \u00e8 alla Galerie de Posthoorn a L\u2019Aia, nel 1960, anno nel quale Guarneri \u00e8 anche ad \u201cAbstracte Italiensee Kunst\u201d a Ostenda e a \u201cModern Paintings of Italy\u201d alla Rose Marie Gallerie di Taipei, mentre del 1961 \u00e8 la personale con Claudio Verna alla Galleria L\u2019Indiano di Firenze e del 1962 quella alla Galleria San Matteo a Genova. Nel 1962 Guarneri comincia ad interessarsi al colore in quanto luce, alla grafia come pittura ed ai problemi inerenti alla percezione visuale. Da questo momento in poi, segno, luce e colore si identificano, sostanziando un mondo poetico di sensibilit\u00e0 acuta e costituendo, pur nelle sue diverse fasi, il filo conduttore di una ricerca decisamente personale. Nascono i primi quadri chiarissimi in cui lo spazio viene scandito da variazioni luminose e le cui superfici sono trattate prevalentemente a matita. Questi lavori vengono rivelati per la prima volta nel 1963 nella personale a La Strozzina di Palazzo Strozzi. \u00c8 ancora Guarneri che ricorda il superamento dell\u2019informale e il cambiamento della sua ricerca nei primi anni Sessanta: \u00ab\u2026 La frequentazione degli amici tedeschi mi offr\u00ec delle conferme, mi sugger\u00ec delle vie d\u2019uscita dall\u2019informale, mi incoraggi\u00f2 nella ricerca della pittura. Nelle mie tele c\u2019erano gi\u00e0 delle proposte nuove di luce e i primi effetti di trasparenza. Poi i miei quadri informali astratti cominciarono a schiarirsi e la ricerca della luce rinnov\u00f2 in me l\u2019amore per il paesaggio del Nord, in Germania, in Olanda, in Finlandia, quella luce cristallina, senza umidit\u00e0, senza peso. \u00c8 cos\u00ec che schiarendo i toni sempre di pi\u00f9, sottraendo materia, decantando, arrivai al silenzio del bianco. Ma non fu una scelta improvvisa\u00bb. Nel 1963 con Giancarlo Bargoni, Attilio Carreri Arnaldo Esposto e Gianni Stirone, Guarneri costituisce il Gruppo Tempo 3, il cui programma formale, partendo dalla lezione di Rothko e dalle teorie gestalt, auspicava il superamento della contrapposizione tra concretismo e informale ponendosi come il terzo tempo della pittura astratta. Dal 1964 in poi il lavoro acquista una struttura pi\u00f9 rigorosa e geometrica: \u00abMi lasciai conquistare dallo schema geometrico di rombi o quadrati ripetuti in impercettibile asimmetria, che si svolge attraverso successioni calcolate attentamente. Si ottiene un effetto di euritmia con l\u2019aiuto di colori, anzi luci colorate, che vanno a sostituire il vecchio colore timbrico determinando effetti di poesia attraverso il ricorso agli elementi primari di luce e ritmo dello spazio. [\u2026] Avevo in mente anche l\u2019omaggio al quadrato di Josef Albers, con quegli effetti di tensione dinamica, di compressione che nascevano dallo schema di quadrati organizzati non attorno allo stesso centro; anche per Albers il quadrato significava purezza della forma e fuga dalle implicazioni emotive, alla ricerca di un modulo base in rapporto ai suoi multipli. Ma per me Albers era troppo logico, geometrico, io preferivo essere pi\u00f9 ambiguo, non avevo la sua fede nella forma pura, venivo dell\u2019esistenzialismo\u00bb.<br \/>\nLa ricerca di Guarneri, ormai matura e originale, \u00e8 premiata con l\u2019invito alla XXXIII Biennale di Venezia (dove condivide la sala con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra \u201cWeiss auf Weiss\u201d alla Kunstalle di Berna, mentre sono del 1967 le partecipazioni alla V Biennale di Parigi e alle mostre di \u201cNuova Tendenza\u201d. Numerose sono le personali che vedono l\u2019artista impegnato in Italia ed in Europa negli anni Sessanta: alla Galleria Gritti di Venezia nel 1964, alla Galleria II Bilico di Roma nel 1965, alla Galleria il Paladino di Palermo nel 1966, alla Galleria La Carabaga di Genova e alla Galleria 3A di Lecce nel 1967, allo Studio d\u2019informazione Estetica di Torino nel 1968 e alla Galleria Flori di Firenze nel 1969. Proprio dal 1969 la pittura \u00abcontinuava a raffinarsi. Nascevano quadri quasi bianchi, leggibili solo mediante una osservazione prolungata che provocava un raffinamento percettivo. [\u2026] i colori erano il risultato di trasparenze luminose e mutevoli e si trasformavano in colore-luce. I segni si erano trasformati e, da individuali e significanti, erano divenuti pi\u00f9 leggeri, pi\u00f9 fitti e regolari, mera trascrizione di un impercettibile movimento del polso. [\u2026] Ma alla fine la struttura deve continuamente fare i conti con una luce che la consuma e la disfa\u00bb.Nel 1972 Guarneri tiene una prima antologica di oltre sessanta lavori che chiude un decennio di attivit\u00e0 al Westf\u00e4lischer Kunstverein di M\u00fcnster, mentre sono sempre dello stesso anno le personali alla Galleria Peccolo di Livorno, alla Galleria La Polena di Genova, alla Galleria Morone 6 di Milano e alla Galerie Loehr di Francoforte. Seguono la personale del 1973 alla Galleria del Cavallino di Venezia e quelle del 1974 alla Galleria Godel di Roma e alla Galerie December di M\u00fcster; quella alla Galerie December di Dusseldorf nel 1976 e alla Galerie Artline de L\u2019Aia nel 1978. Tra le pi\u00f9 prestigiose rassegne figurano le partecipazioni alle Quadriennali di Roma del 1973 e del 1986, alle Biennali di Milano del 1974, del 1983 e del 1994, e alle mostre storiche sull\u2019arte italiana: \u201cLinee della ricerca artistica in Italia 1960-1980\u201d al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1981; \u201cAstratto-Secessioni astratte in Italia dai dopoguerra al 1990\u201d alla Galleria Civica di Verona nel 1990; \u201cPresenze delle avanguardie a Firenze dal \u201947 ad oggi\u201d al Centro d\u2019Arte Spaziotempo di Firenze nel 1991; \u201cArte in Italia 1956\/1968\u201d al Museo Civico di Conegliano Veneto nel 1995; \u201cDie andere Richtung der Kunsf. Abstrakte Kunst Italiens \u201960\/\u201990\u201d alla Kunsthalle di Colonia nel 1997; \u201cPittura Analitica anni \u201970\u201d al Palazzo della Permanente di Milano nel 2007; \u201cPittura Aniconica\u201d alla Casa del Mantegna di Mantova nel 2008; \u201cForme d\u2019arte in Italia\u201d alla Rotonda della Besana a Milano nel 2010 e \u201cPercorsi dell\u2019arte italiana\u201d alla Vaf-Stiftung, Mart di Trento e Rovereto nel 2011. Nel 2015 \u00e8 tra gli artisti di \u201cUn\u2019idea di pittura. Astrazione analitica in Italia, 1972-1976\u201d presso la Galleria d\u2019Arte Moderna di Udine e nel 2016 partecipa ad altre due importanti mostre collettive: \u201cPittura Analitica. Anni \u201970\u201d, presso la galleria Mazzoleni Art di Londra, e \u201cGli anni della pittura analitica. I protagonisti, le opere, la ricerca\u201d al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Nel 2000 realizza il progetto per il mosaico di 24 mq della stazione Lucio Sestio della metropolitana di Roma e nel 2004, presso la Galleria d\u2019Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, si tiene l\u2019importante mostra antologica \u201cContrappunto luce\u201d. Con l\u2019occasione viene edito un catalogo con saggi critici di Giovanna Uzzani e Maria Grazia Messina, dichiarazioni dell\u2019artista e un\u2019antologia di scritti critici, a tutt\u2019oggi testo di riferimento per l\u2019opera di Guarneri. Riccardo Guarneri ha insegnato pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze ed \u00e8 inoltre Accademico Emerito per l\u2019Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Nel 2017 l\u2019artista \u00e8 invitato alla 57. Biennale Internazionale d\u2019Arte di Venezia \u201cViva Arte Viva\u201d, a cura di Christine Macel.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oltrearte Associazione Culturale ha dato vita \u00a0alla mostra personale di \u00a0Riccardo Guarneri, aperta fino al 30 dicembre 2018 dal titolo \u201cVariazioni del sentire\u201d, organizzata negli spazi di Palazzo Sarcinelli nella citt\u00e0 di Conegliano. Insieme ad opere recenti e storiche, sono presenti le opere esposte alla cinquantasettesima Biennale di Venezia 2017 Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, dove l\u2019artista era stato invitato \u00a0con una sala personale (uno dei 5 artisti italiani invitati), a distanza di cinquant\u2019anni dalla prima esposizione alla Biennale. 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