{"id":14326,"date":"2018-12-18T22:28:27","date_gmt":"2018-12-18T22:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14326"},"modified":"2018-12-18T22:28:27","modified_gmt":"2018-12-18T22:28:27","slug":"tony-tedesco-novello-campione-dello-spazialismo-in-mostra-a-firenze-al-plus-florence-tracce-segni-spazialita-impronte-materie-e-colori-monocromi-ne-attestano-luniverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/12\/18\/tony-tedesco-novello-campione-dello-spazialismo-in-mostra-a-firenze-al-plus-florence-tracce-segni-spazialita-impronte-materie-e-colori-monocromi-ne-attestano-luniverso\/","title":{"rendered":"Tony Tedesco novello campione dello spazialismo in mostra a Firenze al Plus Florence. Tracce, segni, spazialit\u00e0, impronte, materie e colori monocromi ne attestano l\u2019universo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0046-e1545171439188.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14327\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0046-e1545171439188.jpg\" alt=\"IMG-20181213-WA0046\" width=\"235\" height=\"314\" \/><\/a>La recente mostra al Plus Flor<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0043-e1545171467319.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-14328 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0043-e1545171467319.jpg\" alt=\"IMG-20181213-WA0043\" width=\"238\" height=\"317\" \/><\/a><strong>ence di Firenze dal titolo \u201cImpronte adimensionali\u201d, chiarisce il lungo percorso iniziato fin dagli anni Ottanta del Novecento che Tony Tedesco (Milano 1952) ha avviato proprio nel quartiere di Brera, anzi meglio dire nello storico Bar G<\/strong><strong>iamaica, \u00a0e l\u00ec da me presentato allora come uno dei giovani artisti in crescita nell\u2019universo artistico contemporaneo.<\/strong> Da allora, per l\u2019appunto, Tony Tedesco ha portato avanti capitoli diversi del suo lavoro, certo con materiali diversi,\u00a0 anche se tutto avvitato attorno all\u2019adimensionalit\u00e0, vale a dire a quello sfuggire il perimetro, il recinto, il territorio, per guardare all\u2019infinito, all\u2019aperto, allo spazialismo. Scriveva allora &#8211; datato Milano gennaio 1990\/Brera-\u00a0 una sorta di manifesto in <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0042-e1545171511137.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14329\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0042-e1545171511137.jpg\" alt=\"IMG-20181213-WA0042\" width=\"243\" height=\"324\" \/><\/a>cui diceva: \u201c L\u2019infinito \u00e8 lo spazio monocromo\u00a0 di una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0045-e1545171544857.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-14330 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0045-e1545171544857.jpg\" alt=\"IMG-20181213-WA0045\" width=\"241\" height=\"321\" \/><\/a>tela, oppure di un supporto alternativo dove mi esprimo\u00a0 con il mio gesto, libero, adimensionale, labirintico, materico\u00a0 a volte dipinto o inciso. Fontana e gli spazialisti mi hanno diretto in quella direzione\u00a0 di spazio totale, adimensionale, luci e colore nell\u2019infinito\u201d. A distanza di anni dopo le stesure adimensionali dipinte su tela,\u00a0 ecco le impronte monocrome disseminate, e poi ancora\u00a0 gli spazi labirintici monocromi \u00a0che hanno scandito la poetica e la progettualit\u00e0 estetica.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/40x50_2-e1545171664258.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14331\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/40x50_2-e1545171664258.png\" alt=\"40x50_(2)\" width=\"273\" height=\"340\" \/><\/a>Il lavoro di Tony Tedesco\u00a0 che da anni si misura\u00a0 sulle \u201cimpronte adimensionali\u201d si connatura con le culture antiche. <\/strong>Gli anonimi cavernicoli che, circa 17.500 anni fa, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0044-e1545171754481.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-14332 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/IMG-20181213-WA0044-e1545171754481.jpg\" alt=\"IMG-20181213-WA0044\" width=\"234\" height=\"312\" \/><\/a>affrescarono con il racconto della loro vita, dei loro sogni e delle loro paure, il cunicolo delle grotte in localit\u00e0 Lascaux, appoggiarono, tra l\u2019altro, sulle pareti le loro mani lasciando decine di impronte colorate. Quelle figure stabiliscono quella che lo storico dell\u2019arte Georges Didi-Huberman ha definito, nel suo omonimo libro, la \u201csomiglianza per contatto\u201d (La ressemblance par contact, 2008). Gli \u201cartisti delle grotte di Lescaux\u201d, infatti, non dipinsero le mani, ma lasciarono un\u2019impronta, produssero un segno attraverso la pressione di un corpo su una superficie. Molte di quelle impronte sono uguali per dimensioni, il che fa supporre che gli \u201cstampi\u201d spesso siano gli stessi, anche se i colori\u00a0 diversi (ma, come scrisse Marcel Duchamp nel 1937: \u201cDue forme nate dallo stesso stampo non sono identiche, differiscono per un valore separativo infrasottile\u201d). Quella selva di mani di vari colori che si affiancano e, a volte, sovrappongono, sono il primo capolavoro dell\u2019espressione artistica dell\u2019umanit\u00e0, sono la nostra \u201corigine\u201d. Quei primitivi sono sopravvissuti grazie alle impronte delle loro mani. <strong>Ecco l\u2019Arte. Tony Tedesco ha disegnato la complessit\u00e0 del mondo,\u00a0 la complessa articolazione tra impronta e immagine nel passaggio tra la tradizione classica e quella cristiana.<\/strong> <strong>Ma fa sua, propria, l\u2019impronta dell\u2019et\u00e0 antica come traccia eternalizzata di un passaggio fisico, considerata pi\u00f9 vera dell\u2019immagine. Scava nell\u2019universo, legge e rintraccia il tema dell\u2019impronta creatrice, essa\u00a0 \u00e8 il negativo di ogni forma piena.\u00a0 L\u2019impronta \u00e8 l\u2019alba delle immagini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La recente mostra al Plus Florence di Firenze dal titolo \u201cImpronte adimensionali\u201d, chiarisce il lungo percorso iniziato fin dagli anni Ottanta del Novecento che Tony Tedesco (Milano 1952) ha avviato proprio nel quartiere di Brera, anzi meglio dire nello storico Bar Giamaica, \u00a0e l\u00ec da me presentato allora come uno dei giovani artisti in crescita nell\u2019universo artistico contemporaneo. Da allora, per l\u2019appunto, Tony Tedesco ha portato avanti capitoli diversi del suo lavoro, certo con materiali diversi,\u00a0 anche se tutto avvitato attorno all\u2019adimensionalit\u00e0, vale a dire a quello sfuggire il perimetro, il recinto, il territorio, per guardare all\u2019infinito, all\u2019aperto, allo spazialismo. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/12\/18\/tony-tedesco-novello-campione-dello-spazialismo-in-mostra-a-firenze-al-plus-florence-tracce-segni-spazialita-impronte-materie-e-colori-monocromi-ne-attestano-luniverso\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,9894,66652,108230,44441,87,35266,66655,17505,66712,28369],"tags":[349796,59480,8690,349795,17520,231380,44768,76969],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14326"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14326"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14333,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14326\/revisions\/14333"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}